"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Catania è “social reader”

Leggere.
Un’attività che è andata cambiando nel tempo, ma che in fin dei conti rimane sempre uguale. Oggi si parla di e-book, di letture digitali, di Wikipedia e di articoli online. Ma la lettura fa parte del DNA dell’essere umano, sin da quando impara a farlo non può farne a meno, come parlare, camminare o altro.
La lettura diventa un momento rilassante, importante, concentratore, di studio e ricerca. Un gesto semplice, come quello che i nostri lettori stanno compiendo in questo momento – e che ringraziamo per i minuti del loro tempo spesi in questa attività – che inizia sin dal primissimo istante in cui gli occhi si posano sulla parola scritta.

Ma la lettura, per i nostalgici come chi scrive, suscita e rievoca i ricordi di fogli di carta ruvidi al tatto, con quell’odore intenso ed inimitabile di inchiostro impresso sul foglio e un crescendo partecipativo nel processo della lettura, situata a metà tra la scoperta e la creazione: prima ancora dell’invenzione degli interlink, si saltava da un capitolo all’altro, rileggendo quei passi di testo forse troppo frettolosamente scorsi e per questo da approfondire, sviscerare, alla ricerca della chiave per proseguire con maggiore consapevolezza la lettura.
I nostalgici come chi scrive, a Catania, non sembrano essere in via di estinzione. Se da un lato la storica Libreria Prampolini, il cui solo nome è già una porticina nel subconscio capace di aprire parti della memoria mai del tutto sopite, si è salvata dalla minaccia della chiusura grazie all’impegno dei giovani gestori eredi di 120 anni esatti di storia, carta stampata e lettere d’inchiostro, dall’altro lato in città improvvisamente è un rifiorire di luoghi preposti alla lettura, al confronto, al “social-reading” o, per meglio dirlo, al dibattito che la lettura del libro scaturisce.

Ecco che accanto a realtà recenti già ben avviate come l’Herborarium Museum, sotto l’Arco delle Benedettine, dove è possibile leggere mentre si sorseggia un tè o una tisana, si aprono nuove frontiere del libro.
Indileggente, una nuova libreria indipendente sorta alla Civita in via Anzalone, nasce da una associazione culturale che fonde i concetti di “indipendenza” e “leggente”, tanto nel nome quanto nel proposito, creando quindi un luogo di incontro tra musica, letteratura, idee. Un luogo confortevole dove ritrovarsi con gli amici dialogando circondati dai libri.
E ancora sulla piazzetta che si affaccia sul Castello Ursino, per precisa volontà dei volontari di Gammazita, sta nascendo la prima biblio-emeroteca all’aperto di Catania, costituita dai libri e dalle riviste omaggiate da chiunque voglia partecipare a questa lodevole iniziativa che porta i libri in strada. Letteralmente. Una riconquista della strada che diventa veicolo della parola scritta e trova già nel titolo – Piazza dei libri – la sua definizione.
I quartieri disagiati cercano nella lettura il riscatto, così nasce la Librineria, che nel gioco di parole fonde Librino e la lettura, iniziativa a quattro mani tra i Briganti Rugby (già noti per aver difeso lo sport nel quartiere) e il centro Iqbal Masih, che ha portato alla creazione della prima (e unica) biblioteca nel quartiere.
Infine la notizia che ci rende contenti, poiché chi scrive la attendeva da qualche anno, l’inaugurazione avvenuta il 22 novembre sera nel quartiere San Cristoforo della biblioteca popolare sorta per la ferma volontà dell’associazione di quartiere GAPA (Giovani Assolutamente Per Agire), grazie ai numerosi contributi spontanei, ma a partire soprattutto da quel primo nucleo economico fornito dall’ex presidente del Tribunale dei Minori Giovanbattista Scidà scomparso nel 2011 e a cui è stata intitolata la stessa biblioteca, scelta compiuta per ricordare il grande impegno del magistrato contro mafia e microcriminalità. La biblioteca è stata costituita in dodici anni in contemporanea con l’acquisizione da parte dell’Associazione del capanno abbandonato ribattezzato “Gapannone rosso”, con l’intento sin da subito di costituire insieme alla biblioteca un centro di documentazione sul disagio giovanile, sulla microcriminalità, sulle mafie e sulle pratiche di antimafia sociale. Un polo non solo di cultura e di aggregazione sociale, ma anche un vero e proprio database interattivo per contrastare quei fenomeni di devianza sociale intrecciati con l’emarginazione delle periferie. Leggendo.

_____

Le immagini di questo articolo sono tratte dal web. I diritti sono dei rispettivi proprietari.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.