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Milano | Porta Ticinese – “Palification”, la città dei pali

Si sperava che con il rifacimento della piazza e le nuove intenzioni questa piazza venisse trattata meglio, invece sarà un tripudio di pali e paletti.

Abbiamo fatto uno scatto fotografico, senza zoom o altro, per avere la visione d’insieme come la si può avere dal vico e abbiamo contato solo in una fascia visiva ben 25 pali. Il bello è che sicuramente mancheranno anche i cartelli stradali, quali le segnalazioni delle ciclabili, degli attraversamenti pedonali, dei divieti di sosta e della zona pedonale. Sarà un delirio visivo nella bella piazza appena sistemata. Senza contare che in piazza sono stati collocati una marea di pali per l’illuminazione di una fattura veramente brutta.

Possibile che all’estero siano più bravi a realizzare le stesse cose? Possibile che qui da noi siamo in preda a dei dispositivi, delle regole o a più semplici incapacità organizzative?
Noi siamo andati a vedere in Place de la Concorde a Parigi, per fare un paragone. Sappiamo che sono due casi differenti e non di poco, ma è per paragonare la nostra mania dei pali con la più bella immagine parigina, dove una piazza enorme sia gestita completamente in un altro modo, pochi semafori, pochi cartelli, lampioni ordinati.

Guardare per credere.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Porta Ticinese – “Palification”, la città dei pali

  1. giuppy

    È incredibile, non ci si spiega una cosa del genere, una il lungomare di Lagos a confronto sembra la croisette di Cannes; la vera chicca sono i due pali dell’illuminazione messi uno accanto all’altro a pochi centimetri di distanza. Chi è che risponde di questo? Un direttore lavori? Un architetto? Un assessore? Ma che pirla!!!! Ma nessuno ovviamente, sarà colpa sempre di qualcun’altro e noi milanesi ci dobbiamo tenere questo scempio fino alla prox Expo, magari nel 2115

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