Milano | Porta Magenta – Approvato il restauro del cinema Orchidea

Rinasce il cinema Orchidea, chiuso da 6 anni: la Giunta Comunale ha, infatti, approvato il progetto definitivo che prevede la messa in sicurezza e il restauro conservativo dello storico edificio. Costo dell’operazione 1.300.000 euro.

“Con questo progetto il Comune di Milano vuole fare rivivere un cinema caro ai milanesi e a tutti gli amanti della cultura. E’ un intervento che consentirà anche la riqualificazione di un edificio storico della città che da anni si trova in stato di abbandono”. Lo dichiarano l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Il progetto, approvato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e dal Ministero ai Beni Culturali, prevede il recupero del piano interrato dell’edificio con la sistemazione di un bar e la creazione di una uscita di sicurezza. Sarà inoltre restaurata la sala di proiezione e verrà consolidato il solaio del primo piano dove si trova la camera di proiezione.
Una novità rispetto alla vecchia struttura consiste nella realizzazione di una sala antistante a quella di proiezione dotata di nuovi servizi igienici. La sala ha una capienza di 126 posti.
Le opere di adeguamento alle norme di sicurezza riguardano anche la nuova scala a rampe e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Saranno anche realizzati sistemi di protezione antincendio e l’ adeguamento normativo dell’impianto di condizionamento e elettrico.

Il cinema Orchidea, situato in via Terraggio 1, si trova sui ruderi del Palazzo dei Medici risalente al XV secolo. Il restauro conservativo, che ha ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica, prevede il recupero della facciata storica e del vecchio chiostro.

Nei decenni scorsi si era caratterizzato come cinema d’essai che ospitava i più importanti film d’autore.

Crediamo che siano in pochissimi quelli  conoscono la storia del Palazzo Medici di Milano (il più antico appartenente alla nobile famiglia toscana. Si, sono proprio quei Medici, la famiglia che ha governato per lungo tempo su Firenze, alleata con Milano nel quattrocento. Pochissimi perché come al solito a Milano non ci si sofferma sul passato e molti gioielli storici non sono valorizzati e spesso nemmeno ricordati. Il Palazzo con giardino, donato da Galeazzo Visconti e Lodovico il Moro a Lorenzo de’ Medici perché il principe fiorentino avesse un alloggio degno quando veniva a Milano in visita agli Sforza, è tuttora detto Casa Medici.   In Corso Magenta, nel cortile del civico 29, cui si accede dal portone di un banale palazzo di edilizia povera di metà ottocento, si cela questo gioiellino del quattrocento. Ancora oggi il cortile è mal tenuto, disordinato e l’antica parete in mattoni è nascosta da piante quasi selvagge e, come se non bastasse, viene utilizzata come appoggio per la raccolta dei sacchi dell’immondizia. E’ l’ennesimo esempio di come in questa città vengano tenuti monumenti e palazzi storici, anche importanti senza cura e senza importanza.   Pare si trattasse di un’iniziativa residenziale, tra le più ambiziose e importanti della città rinascimentale, con tecniche costruttive d’avanguardia poi replicate in altre fabbriche del primo ‘500. Oggi rimangono poche tracce del sontuoso palazzo, quasi tutte racchiuse in questo cortile e nella sala cinematografica del Cinema Orchidea.   Su di un lato del cortile si trovano tre colonne, anch’esse quattrocentesche, incastonate nella parete in muratura. Mentre sul muro infondo alla stessa corte si individuano ancora sei nicchie di grandi dimensioni, probabilmente un tempo decorate con conchiglie; tre di esse sono state trasformate in finestre. Dietro il muro si trova il salone principale, che un tempo ospitò anche un refettorio quando il palazzo venne trasformato in complesso monastico. Questa sala, con volta lunettata, è lunga ben 37 metri, larga 7 e alta 8 metri. Oggi viene usata come sala cinematografica dal Cinema Orchidea. La costruzione affaccia da un lato sul un cortile privato di cui abbiamo parlato e dall’altro lato sull’area un tempo adibita a giardino, ora piccolo parco comunale, con alberi di essenze autoctone (faggi, rovere ed alberi da frutta). Storicamente è stato sempre una pertinenza del palazzo, costitiuendone un’indispensabile complemento storico e ambientale.   Rendere visitabile il tutto è forse impossibile, ma vederlo ridotto in queste condizioni è comunque triste, speriamo nell’imminente restauro.

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