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Milano | Gallaratese – Sotto i piloni… solo degrado

Sotto il cavalcavia del Ghisallo, periferia nord di Milano, non c’è nulla. Tra i piloni dell’autostrada che si incunea con questo cavalcavia dai Laghi il Comune, nel 2014 aveva programmato la realizzazione di uno Skatepark indoor. Che fine ha fatto? Il bando non è stato ancora aggiudicato? Nessuno si è proposto di occupare e sistemare questo spazio? Ora, passandoci sotto solo immondizia, degrado e auto parcheggiate, peccato.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Gallaratese – Sotto i piloni… solo degrado

  1. -Ale-

    Un vero peccato, secondo me era un’ottima idea.

    Mi sembra incredibile, lì è dannoso andare in skateboard, ma puoi cammnare, correre, viverci (di fronte al sottopasso ci sono diversi edifici)??
    Sempre di più è necessario ridurre le auto, no parcheggi!

  2. Claudio K.

    All’estero (ad es. in UK) gli archi delle sopraelevate vengono usati regolarmente per ospitare officine, magazzini o, se in zone più o meno centrali, anche negozi. Questo garantisce il passaggio e un minimo di cura da parte dei privati. E se proprio in Italia non siamo capaci di farlo, chiudiamo tutto con delle grate (come fatto in altre zone della città) e buonanotte.

  3. CM

    una riflessione generale: fino agli anni 60-70 i sovrappassi erano costituiti da due rampe in terra, due spalle in c.a. e un impalcato di travi che con una o più luci superavano l’ostacolo.
    Poi gli espropri e riporti in terra hanno iniziato ad essere sempre più onerosi, e la creazione degli impalcati, paradossalmente più economici, si è estesa anche alle rampe, che hanno tuttavia perso la loro funzione accessoria di area verde (in contesti urbani anche attrezzabile), e questo ha spesso creato zone di totale abbandono e quindi un impatto dannoso con gli insediamenti circostanti.
    Ma ho in mente anche alcuni casi dove, a costo di perdere spazi coperti, si sono mantenute le scarpate in terra, anche mediante piccoli terrazzamenti, e il risultato è stato decisamente superiore, anche in termini di mitigazione ambientale, e forse questa soluzione si potrebbe estendere anche ad altri casi che oggi si trovano nelle condizioni del ghisallo.

  4. CM

    non penso sia possibile: gli appoggi degli impalcati e le travi devono rimanere accessibili ai manutentori dei manufatti, quindi non si può riempire tutto di terra…
    Però qualche centinaio di metri più a nord, è stato fatto un intervento in parte replicabile, in modo tale da mascherare i volumi che in parecchi anni sono rimasti inutilizzati creando degrado. Ecco il link, ma se vuoi ne conosco parecchi altri: https://www.google.com/maps/@45.5053494,9.1302365,3a,66.8y,90t/data=!3m4!1e1!3m2!1sjJPpeGbr3R-WPRlgbCA7Zg!2e0?force=lite
    Si tratta di capire da che parte spostare l’ago della bilancia, rinunciare a spazi potenzialmente disponibili per ottenere maggior benessere urbano, oppure no….

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