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Milano | Lotto – Piazza Stuparich, sistemata?

Dal 2010/11 Piazza Carlo Stuparich pare viva in un mondo a parte, dove il tempo si è dilatato.

Tutto ebbe inizio quando venne progettata una grande rotonda al posto dell’incrocio multiplo, ma il problema del Palalido (forse si pensava di ingrandirlo?) assieme ad altre questioni hanno bloccato il tutto. Così come il tratto finale della corsia preferenziale per la linea 90/91 da piazzale Lotto e Zavattari a piazza Stuparich, legata alla rotonda di Piazza Stuparich, dove i lavori furono interrotti per indagini e infiltrazioni mafiose.

I lavori di preparazione per il cantiere comunque partirono subito, tagliando buona parte delle alberature della piazza ed eliminando anche il parchetto giochi. Poi il nulla per anni.

L’anno scorso il Comune decise di salvare il salvabile cercando di ripristinare la grande aiuola. E adesso? Ma non doveva ripartire il cantiere per la preferenziale? Pare sia nuovamente tutto fermo e di alberature in piazza ancora non se ne vede traccia.

I vecchi articoli sulla piazza: 09 apr, 201318 ott, 201319 nov, 201409 feb, 2015
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Il progetto della rotonda
Piazza+Stuparich+0.png Stuparich_progetto_rotonda
La piazza nel 2008
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Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Lotto – Piazza Stuparich, sistemata?

  1. Renato S.

    Non è l’unico problema della piazza. C’è pure quello del grande complesso di case primo ‘900 visibili nelle prime quattro foto. Fu svuotato d’imperio, a botte di sfratti, dagli abitanti a fine anni Ottanta. Si diceva, addirittura, che dovessi diventare un grande albergo in occasione dei Mondiali di calcio.

    È rimasto per decenni semideserto, abitato solo dai classici intoccabili cui non si può imporre la forza pubblica e da un paio d’anni è in gran parte occupato da squatter e centri sociali vari. Un catalogo di vari livelli di degrado nei cui confronti da 30 anni il Comune fa finta di non vedere, non sentire, non sapere.

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