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Milano | Sant’Ambrogio – Via San Vittore in protesta

Tanto per cambiare M4 non è capace di comunicare ai cittadini cosa hanno intenzione di fare. Ed ecco che i commercianti e gli abitati di via San Vittore sono in subbuglio per il cantiere della fermata della metro di Sant’Ambrogio. L’accusa verso M4 in questo caso è la scarsa informazione e la poca trasparenza sul cantiere che sta occupando Via San Vittore. Infatti i commercianti per protesta hanno messo sulle vetrine i progetti e le piantine che gli sono stati consegnati nel 2012. “A un mese circa dalla lettera che abbiamo mandato al Comune e a M4 con richieste di informazioni e proposte di revisione rispetto ai progetti del cantiere stazione – dicono dal comitato – non è arrivata nessuna risposta”. Ecco le richieste dei cittadini e dei commercianti: “Vogliamo conoscere il programma dei lavori, capire quale sarà l’impatto delle cesate del cantiere e quali le effettive possibilità di accesso agli immobili di via San Vittore. Non abbiamo poi capito se ci sarà la possibilità di effettuare carico scarico merci e se verranno installate telecamere e impianti di illuminazione a garanzia della sicurezza”. Al caos della via, ridotta per il cantiere, ricordiamo che qui c’è anche l’Ospedale San Giuseppe, con il passaggio continuo di ambulanze che a volte devono prendere la strada in contromano.

 




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Sant’Ambrogio – Via San Vittore in protesta

  1. -Ale-

    La comunicazione deve essere migliorata… Più puntuale e affidabile. Ma da quello che ho visto è già migliore di quella fatta x M5 (non oso immaginare come fosse per M1 e 2 e 3). Giustamente i cittadini vogliono sempre di più.

    Però vedo anche un forte atteggiamento di vittimismo. Tutti sanno che ci saranno disagi, ampiamente ripagati quando i lavori saranno terminati. Certi catastrofismi sono eccessivi. Ci vuole il giusto equilibrio davanti a un opera così importante.

          1. Anonimo

            Dio mio, che severità! Pensa che io volevo essere simpatico (ma non ho considerato che la comunicazione scritta, senza l’intonazione, può essere fraintesa). Ad Ale, dunque, posso dire solo una cosa: sorry!
            Quanto a te, Claudio, vorrei farti notare che il senso (ironico, peraltro) della mia comunicazione non sarebbe cambiato se avessi usato un qualunque altro nome, tipo Mario Rossi. Per dire: io leggo sempre i tuoi commenti su questo blog, e lo farei anche se ti firmassi Claudio M.
            Un po’ di leggerezza, suvvia.
            Cordialmente.
            Mario Rossi

  2. Davide

    Certo che i cantieri danno fastidio, ma alla fine dei lavori ci si ritroverà con una fermata della metropolitana!
    Cosa dobbiamo dire noi abitanti dell’hinterland, dove l’ultima autobus arriva alle 22:30 e poi il nulla fino all’indomani mattina?!

  3. paola susanna

    Ricordo ancora il vittimismo di esercenti e commercianti quando si iniziarono i lavori di risistemazione della Darsena e dei Navigli….. Mancò poco che profetizzassero la morte per fame e stenti dei loro figli…. Mi piacerebbe andare ora da loro e chiedergli: embè? Ancora vivi? Lo sa solo Dio (non certo il Fisco, scommetto) i soldi in più che hanno fatto da quando i lavori sono finiti e fiumane di gente si sono riversate in un angolo riacquistato alla bellezza e alla vita…. Ma si sa, lo sport nazionale è il chiagneffottismo (neologismo dal partenopeo “chiagne e fotte”)

    1. robertoq

      In parte il vittimismo di (alcuni) commercianti è giustificato. Sui Navigli molte botteghe e locali storici hanno chiuso (E.g. Le Scimmie) e adesso abbiamo tanta movida ma anche un tessuto commerciale fatto di soli locali senza botteghe o negozi di vicinato e purtroppo tanti di questi locali son gestiti da società che magari li hanno in gestione per una stagione e via. Io così tanti “buttadentro” che ti importunano fin da metà pomeriggio, sui Navigli non li avevo mai visti…

      1. paola susanna

        Guarda che se alcune botteghe storiche hanno chiuso non è per via dei cantieri ma è perchè i proprietari delle mura hanno deciso, a fine contratto di locazione, di affittarli a prezzi molto maggiori e i vecchi occupanti non ci stavano con le spese……Non so se hai presente PUNTI DI VISTA, lo storico corniciaio della Ripa… Tanto per fare un esempio…..

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