"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Vittoria – Ma ci siamo abituati a questa sciatteria? Corso di Porta Vittoria

Corso di Porta Vittoria può gareggiare con corso di Porta Romana per sciatteria. Sono vie importanti, centrali ma sono tenute così male che oramai la gente non ci presta più caso. Noi l’abbiamo percorso tutto, da Via Francesco Sforza sino a Piazza Cinque Giornate per una lunghezza circa di 650 metri.

milano_castello_sforzesco_donna_impudica_sec-_xii_da_porta_tosa

In origine era Porta Tosa (in dialetto meneghino significa ragazza), forse perché nella porta medievale, aperta dopo le ricostruzioni avvenute dopo il passaggio devastante del Barbarossa, si trovava un grande bassorilievo con raffigurata una figura femminile mentre si rade il pube (sculture tipiche dell’area celtica). Quindi oltre la porta vi era il Borgo di Porta Tosa, un gruppo di casupole antiche di origine medievale che hanno resistito sino al 1920, poi demolite per far posto ai bei palazzi art-decò/liberty. Sulla destra si trova lo splendido palazzo barocco dei Sormani, oggi sede della biblioteca Comunale.

1920-25-corso-di-porta-vittoria-copia 1937-38-corso-di-porta-vittoria

Questo corso, il 22 marzo 1848 durante la ribellione delle famose Cinque Giornate, fu il primo quartiere, tramite l’uso di barricate mobili, a essere espugnato dagli insorti fra i quali si distinse il patriota Manara. Dopo l’Unità d’Italia (1861), per ricordare la vittoria, porta Tosa venne ribattezzata in porta Vittoria.

Dopo questo piccolo “incipit” per ricordare l’importanza di questa via, iniziamo il nostro percorso per renderci conto di quanto sia trascurata e bisognosa di una riqualificazione anche senza spendere milioni: basterebbe eliminare il superfluo e riparare ciò che è guasto.

Come dicevamo il corso inizia da via Francesco Sforza in perfetta direzione orientale, ovest verso est. Dopo il bel palazzo Sormani, di fronte troviamo un moderno palazzo di 10 piani sorto dopo le devastazioni belliche della Seconda Guerra Mondiale. Qui i negozi scarseggiano e attirano pochi passanti, come si nota dalle foto da noi scattate di sabato, situazione completamente differente quando gli uffici sono aperti e migliaia di attività correlate rendono il corso più dinamico.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_0 2016-10-22_corso_porta_vittoria_1 2016-10-22_corso_porta_vittoria_2 2016-10-22_corso_porta_vittoria_3

Palazzi di varie epoche si alternano senza una vera omogeneità. Come l’esuberante palazzo al numero 12 pomposamente decorato. In questo tratto della via le piante, il Carpino nero, sbucano da riquadri nella pavimentazione ben delimitati da cordoli in pietra.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_4 2016-10-22_corso_porta_vittoria_5 2016-10-22_corso_porta_vittoria_6

Ma basta arrivare davanti al bel Palazzo Borgazzi (conosciuto anche come Palazzo Stampa di Soncino Borgazzi), elegante dimora realizzata tra il 1828 e il 1829 dall’architetto Giovan Battista Chiappa e caratterizzato da quattro telamoni che affiancano il portone, dove misteriosamente e solo qui i riquadri per le piante nell’asfalto sono uniti da una rizzata. Non sarebbe bello che tutta la via fosse così?

2016-10-22_corso_porta_vittoria_7 2016-10-22_corso_porta_vittoria_8 2016-10-22_corso_porta_vittoria_9 2016-10-22_corso_porta_vittoria_10 2016-10-22_corso_porta_vittoria_11 2016-10-22_corso_porta_vittoria_12 2016-10-22_corso_porta_vittoria_13 2016-10-22_corso_porta_vittoria_14 2016-10-22_corso_porta_vittoria_15 2016-10-22_corso_porta_vittoria_16

Questa sistemazione giunge sino all’incrocio con Via Carlo Freguglia, dove, sul lato del Palazzo di Giustizia il marciapiede è stato sistemato almeno vent’anni fa con pietre di porfido, oggi sconnesse e rotte, come si nota dalle foto.

Il Palazzo di Giustizia fu costruito tra il 1932 e il 1940 sotto la direzione dell’architetto Marcello Piacentini.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_17 2016-10-22_corso_porta_vittoria_18

Sul lato opposto oltre alla patina ferruginosa causata dallo sfregamento dei tram con le rotaie, le barriere in metallo poste non si sa bene per quale motivo, forse per non far rischiare la vita ai pedoni visto che qui i tram corrono vicini al marciapiede, rendono il “sottobosco” alquanto sporco e disordinato.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_19 2016-10-22_corso_porta_vittoria_20 2016-10-22_corso_porta_vittoria_21

La vecchia Cartoleria De Magistris posta all’angolo con Via Cesare Battisti, con le vecchie insegne e l’aria molto appannata, aiutano il senso di abbandono.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_22

In questo punto, proprio di fronte al palazzo di Giustizia e alla quattrocentesca chiesa di San Pietro in Gessate c’è un largo intitolato qualche anno fa a Marco Biagi. Noi ne avevamo già parlato a maggio, ma ritorniamo a segnalarlo, visto che ancora la situazione non è cambiata ed è veramente pietosa! Noi non diciamo nulla, lasciamo a voi i commenti sulle immagini, ricordiamo che SIAMO DAVANTI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_23 2016-10-22_corso_porta_vittoria_24 2016-10-22_corso_porta_vittoria_25 2016-10-22_corso_porta_vittoria_26 2016-10-22_corso_porta_vittoria_27 2016-10-22_corso_porta_vittoria_28 2016-10-22_corso_porta_vittoria_29 2016-10-22_corso_porta_vittoria_30 2016-10-22_corso_porta_vittoria_31

 

San Pietro in Gessate la chiesa risale al XV secolo ed è un bell’esempio di architettura del Quattrocento lombardo, colpita pesantemente dalle bombe del 1943. A fianco alla chiesa si trova l’ex palazzo della Provincia, ora vuoto da diversi anni in attesa di essere acquistato da qualcuno. la decadenza la si percepisce anche dal NON arredo urbano che qui inizia a diventare peggiore. Archetti di ogni fattura, parcheggi per motorini che lasciano il catrame come una grande grattugia, cabine telefoniche brutte e sporche (ma quante ce ne sono ancora qui attorno al Palazzo di Giustizia?).

2016-10-22_corso_porta_vittoria_32 2016-10-22_corso_porta_vittoria_33 2016-10-22_corso_porta_vittoria_34 2016-10-22_corso_porta_vittoria_35 2016-10-22_corso_porta_vittoria_36 2016-10-22_corso_porta_vittoria_37 2016-10-22_corso_porta_vittoria_38

Naturalmente pali di ogni fattura e dimensione allietano la vista tra un alberello e l’altro. Alberi che noterete, sono di varie dimensioni e a volte di diversa specie.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_39 2016-10-22_corso_porta_vittoria_40 2016-10-22_corso_porta_vittoria_41 2016-10-22_corso_porta_vittoria_42 2016-10-22_corso_porta_vittoria_43 2016-10-22_corso_porta_vittoria_44 2016-10-22_corso_porta_vittoria_45

Proseguendo verso oriente, ci ritroviamo allo stupendo palazzo in mattoni oggi sede della Camera Confederale del Lavoro, già dei Sindacati fascisti dell’industria, eretto nel 1932 su progetto di Angelo Bordoni, Luigi Maria Caneva e Antonio Carminati.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_46

Palazzo che nel corso del tempo ha perso i gruppi scultorei di Sironi (distrutti) e la bella struttura sopra la torre centrale (quanto sarebbe bello un ripristino in stile).

camera-del-lavoro-di-milano

2016-10-22_corso_porta_vittoria_47 2016-10-22_corso_porta_vittoria_47a 2016-10-22_corso_porta_vittoria_48

Cosa curiosa, nel palazzo del corso al civico 46, si trova un passaggio pubblico che mette in collegamento Corso di Porta Vittoria con via Fontana. Il palazzo, per giunta, è stato sopralzato in modo alquanto imbarazzante di ben tre piani.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_60 2016-10-22_corso_porta_vittoria_60a

2016-10-22_corso_porta_vittoria_49 2016-10-22_corso_porta_vittoria_50 2016-10-22_corso_porta_vittoria_50a 2016-10-22_corso_porta_vittoria_50b 2016-10-22_corso_porta_vittoria_50c

Mentre ci avviciniamo a piazza 5 Giornate notiamo che i palazzi sono dotati di spazi commerciali e le piccole aiuole per contenere gli alberelli oramai sono deformi. Infatti come spesso accade, una volta sostituite le piante ammalorate, i tecnici prestano poca cura a ripristinare com’era prima il bordo dell’aiuola, lasciando il tutto così brutto a vedersi.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_51 2016-10-22_corso_porta_vittoria_52

Il palazzo al civico 51 pare quasi abbandonato, se non fosse che il portone è aperto durante la settimana. Possibile che in centro ci debba essere un caseggiato in queste condizioni?

2016-10-22_corso_porta_vittoria_53 2016-10-22_corso_porta_vittoria_54

Ed ecco l’altra incongruenza d’arredo urbano, in questo punto, solo sul lato dispari, di fronte al magazzino Coin, le aiuoline sono protette dalla griglia metallica, peccato che come al solito nessuno pare se ne sia più occupato da lungo tempo e, a parte qualche albero mancante, sono tutte storte e fuori assetto.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_55 2016-10-22_corso_porta_vittoria_56 2016-10-22_corso_porta_vittoria_57 2016-10-22_corso_porta_vittoria_58 2016-10-22_corso_porta_vittoria_59 2016-10-22_corso_porta_vittoria_61

 

Stranamente questo corso ha dei lampioni e non luci appese come di norma a Milano, lampioni dal design discutibile, ma sempre meglio che niente.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_62 2016-10-22_corso_porta_vittoria_63 2016-10-22_corso_porta_vittoria_64 2016-10-22_corso_porta_vittoria_65

Ed eccoci giunti al capolinea, in piazza 5 Giornate, ci godiamo la visuale completa del corso. Come abbiamo visto basterebbe poco per riportare ordine in questa via così centrale ma tenuta malissimo. Noi riordineremmo tutte le aiuole, elimineremmo pali e dissuasori inutili, realizzeremmo le aiuole come abbiamo visto davanti al Palazzo Borgazzi, dove una rizzata unisce le aiuole degli alberi. Magari a tutte le aiuole metteremmo le griglie proteggi radici. E poi in largo Biagi chiederemmo ai chioschi di un maggiore decoro ed elimineremmo il bagno chimico. Oltre ad un riordino generale dei parcheggi di auto, bici e motorini.

2016-10-22_corso_porta_vittoria_66 2016-10-22_corso_porta_vittoria_67

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – Ma ci siamo abituati a questa sciatteria? Corso di Porta Vittoria

  1. robertoq

    So di sparare sulla Croce Rossa, ma Corso di Porta Vittoria è talmente sfigato e destinato alla decadenza che non ci han nemmeno fatto la fermata della MM4.
    Voglio vederli a vendere bene il Palazzo della Provincia che cade a pezzi con la M4 più vicina al Policlinico o in Piazza San Babila…

  2. Dado

    Una bella operazione urbanistica post expo, sarebbe potuta essere quella di trasferire all’expo la cittadella giudiziaria (un progetto di trasferimento altrove era già previsto ma naufrago’), e la camera del lavoro. Con una mossa si decongestionava il centro-centro, e si liberavano spazi monumentali bellissimi da trasformare in: musei, (arte contemporanea, moda, cinema, tv, ecc.) e centri di formazione (moda, nuove tecnologie, ecc). Il quartiere avrebbe potuto diventare di colpo piu’ tranquillo e piu’ vivace allo stesso tempo. Milano piu’ stimolante e meno inquinante. Dall’altro lato, in un punto logisticamente fornitissimo e decentrato quanto basta, un intero universo professionale che non ha piu’ senso mantenere in un centro urbano troppo piccolo e sempre piu’ congestionato (e inquinato). Sarebbe stato un modo anche per caratterizzare meglio centro (attività culturali, commerciali e residenze) e periferia (attività terziarie, produttive e residenze). Penso che anche gli uffici legali sarebbero stati contenti di pagare un po’ meno e spostarsi in un quartiere piu’ razionale. Ecco che di colpo il tribunale milanese avrebbe una stazione, un metro’, un’autostrada, parcheggi a volontà e l’autostrada a portata di mano.

    1. robertoq

      Sala ha più volte detto che il futuro di Milano non finisce con le aree ex FS e ci son molte altre aree su cui lavorare.
      Io penso che nel medio periodo il trasferimento del Palazzo di Giustizia tornerà in agenda. Insieme a Carcere di San Vittore e Ospedale Militare di Baggio e annessa Piazza d’Armi e all’area lasciata libera da Università ed Istituto dei Tumori.

      1. wf

        Se non ci togliamo dalle palle la questione delle aree ferroviarie subito qui non si sblocca niente e l’attenzione rimarrà catalizzata lì.

        Con la conseguenza che tutti gli altri progetti rimarranno bloccati..
        Speriamo ci togliamo la questione il prima possibile…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.