"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Scalo Romana – Ma che bella riqualificazione per le vie Adamello e Condino

Via Adamello e via Condino hanno una nuova sistemazione stradale, forse una delle più belle realizzate negli ultimi anni.. bei marciapiedi, aiuole ben definite e disegnate con alberature, cordoli e parcheggi in linea, nuovi e ben segnalati attraversamenti.

Sicuramente nuovi investimenti nella zona hanno portato contributi importanti per poter realizzare arredo urbano migliore.

Certo che vedere una via così bella e poi pensare a come siano via Vitruvio, Corso Buenos Aires, Corso di Porta Ticinese, Corso Genova, Corso Venezia o Corso di Porta Romana, fa sorgere spontanea la domanda: perché qui e non lì?

Possibile che sia così complicato riqualificare allo stesso modo vie del centro che spesso sono tremendamente brutte e disordinate? Certo, non è un discorso classista, ma i turisti visitano più il centro città che via Adamello, no?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


70 thoughts on “Milano | Scalo Romana – Ma che bella riqualificazione per le vie Adamello e Condino

  1. Wf

    Avete perfettamente ragione.

    La motivazione è di carattere parafrenologico.
    Ossia gli abitanti del centro si sono abituati a mettere le auto al centro di tutto a livello psicologico e neurologico.

  2. -Ale-

    Altro buon intervento, bene! Questi interventi sono necessari in centro, come in tutto il resto della città! Obbligatori quando si rifanno strade legate a nuovi edifici\quartieri… che poi sono i luoghi dove arrivano i soldi degli oneri di urbanizzazione.

    Il commento finale di UF mi ha stupito…
    Ma che razza di discorso è fare le cose belle con priorità verso i luoghi turistici?! La città è di chi la vive, di chi ci abita, studia e lavora, sono interventi per noi!
    Il turista è una conseguenza di una bella città, ordinata e vivibile, non il contrario!
    Poi, esclusi i più ricchi, i turisti alloggiano in alberghi e appartamanti non centrali, e vedono subito il disordine delle vie fuori centro storico!

    1. PADANIA_LIBERA

      “Il turista è una conseguenza di una bella città, ordinata e vivibile, non il contrario!” infatti i turisti a Roma ci vanno perché è ordinata e vivibile…!!!
      MA X FAVORE !!!!!!

      1. Andrea

        Secondo te se Milano non fosse più ordinata vivibile ed efficiente di Milano avrebbe anualmente un numero di turisti paragonabile a quello di Roma?

  3. -Ale-

    Beh, allora perchè spendere soldi per sistemare le strade? Roma è un disastro e i turisti ci vanno lo stesso, Roma ha un trasporto pubblico scarso e i turisti ci vanno lo stesso…

    Ma come ragioni??? A Roma i turisti ci vanno per le costruzioni fatte 2000 anni fa, per il Vaticano, per la storia… cose uniche!

    Ora che facciamo, le città in funzione dei turisti? Quelli si chiamano Luna Park!

    Se una cosa serve a chi vive la città, la fai dove serve, i turisti poi arrivano….
    Ci sono città moderne, quasi senza monumenti storici, ricche di turisti perchè sono belle, ordinate e vivibili (vedi tutto il Nord Europa per esempio…).

    1. PADANIA_LIBERA

      “Beh, allora perchè spendere soldi per sistemare le strade? Roma è un disastro e i turisti ci vanno lo stesso, Roma ha un trasporto pubblico scarso e i turisti ci vanno lo stesso…”

      infatti è quello che volevo intendere, Roma è visitata per la storia, non certo per i buchi e i trasporti.

      I turisti a Milano vanno in centro a vedere 2 o 3 cose..in periferia cosa vanno a fare ? Forse a cercare la refurtiva sottratta da qualche risorsa ITAGLIOTA passata e di recente invasione…

  4. pinuccino

    Han riqualificato così bene solo perche sono dietro alla fondazione Prada, non certo pensando alle periferie e ai residenti.

    1. Anonimo

      “solo perche sono dietro alla fondazione Prada”
      Guarda che la fondazione Prada ha pagato i cosiddetti oneri di urbanizzazione, cioè per costruire ha dovuto versare delle tasse al comune per urbanizzare la zona, tra cui le fantastiche piste ciclabili, costruite coi soldi degli stilisti, quindi ringraziateli. I soldi per riqualificare il centro ma anche le periferie ci sarebbero anche, cioè le tasse dei milanesi, peccato che se li frega tutti lo stato ladro di roma.

  5. CM

    vado controcorrente: secondo me è un intervento che non ha nulla di particolare e anzi qualche difettuccio, come ad esempio i cordoli del verde a livello del marciapiede, che in altri contesti col passare del tempo, sono rapidamente scivolati nel degrado.
    La buona riuscita del disegno planimetrico mi sembra inoltre piuttosto scontata, visti gli enormi spazi a disposizione e i bassissimi flussi pedonali/ciclistici/automobilistici….

  6. antonio

    Ben vengano i soldi ben spesi derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Tra 10 anni quello sarà un quartiere di milano molto ambito. Il Comune si è portato avanti con le infrastrutture e i servizi… esempio aro nelle amministrazioni Italiane.
    Tipologia di intervento da effettuarsi anche nelle vie centrali menzionate da articolo.. ma non dimentichiamoci che Corso Buenos Aires è così anche per le resistenze dei commercianti che non vogliono che si tocchi in alcun modo la possibilità di parcheggio dei clienti.
    Comunque sono contento che per una volta si siano privilegiate le periferie piuttosto che i quartieri centrali. Come avrebbe fatto la lega!

    1. PADANIA_LIBERA

      La lega i voti li ha presi in periferia, l indagato sala in centro, a Roma il pd è sparito in periferia… ecco perché vogliono spendere soldi in periferia, per i voti.
      Comunque non sono contrario a sistemare la periferia, io sistemerei prima il centro.
      Stete sereni !

    2. Anonimo

      La situazione urbanistica e viabilistica di Corso Buenos Aires va bene così. I marciapiedi da Porta Venezia a Piazzale Lima sono già larghissimi, è già nei fatti un’area pedonale, sono più stretti da Piazzale Lima a Piazzale Loreto ma solo perchè lì la strada si restringe leggermente cioè i palazzi da un lato sono più all’interno. Il Comune fa benissimo a tutelare l’accesso automobilistico alla strada, che altrimenti morirebbe a livello commerciale, con gravissimi danni non solo per i negozi ma soprattutto per le casse del Comune che dal momento che i commercianti guadagnerebbero meno, molti negozi chiuderebbero, ci sarebbero meno turisti, nella via e negli hotel, la disoccupazione aumenterebbe e anche il Comune incasserebbe meno tasse, quindi avrebbe molti meno soldi per finanziare lo stato sociale soprattutto verso le persone più povere e deboli, molte di queste resterebbero senza assistenza sociale, una catastrofe. Per quanto riguarda la situazione viabilistica, in Corso Buenos Aires ci sono attualmente 4 corsie, gli champs elysee a Parigi hanno dieci corsie, l’avinguda diagonal di Barcellona ha dieci corsie. Quindi anche da questo punto di vista Corso Buenos Aires è già nei fatti una strada a traffico limitato.

      1. Wf

        Questo è lo stesso post fotocopia che si pubblica ciclicamente quando si parla di corso Buenos Aires…

        Testo identico a circa un paio di mesi fa.
        Mi viene da pensare che sia un’utenza pagata per tutelare qualche associazione…

        Tana!

    3. Anonimo

      Corso Buenos Aires va bene così, piuttosto non si capisce perchè una strada che dovrebbe essere pedonalizzata ” immediatamente, cioè via Montenapoleone, invece su questa c’è un silenzio assordante, nessun talebano della pedonalizzazione che chieda a gran voce la pedonalizzazione di via Montenapoleone. La pedonalizzazione di via Montenapoleone aumenterebbe il flusso di pedoni quindi gli introiti per i negozi. Quindi è chiaro che ai talebani della pedonalizzazione non interessa nulla della pedonalizzazione in sè e del miglioramento della qualità della vita, ma vogliono usare le pedonalizzazioni per danneggiare i negozi e direzionare i flussi commerciali da altre parti, forse nei centri commerciali. Quindi da un lato chiedono la pedonalizzazione di Corso Buenos Aires per danneggiare i negozi e avvantaggiare i centri commerciali, e dall’altro non chiedono la pedonalizzaione di via Montenapoleone perchè questo avvantaggerebbe i negozi.

      1. The doctor is: IN

        Guarda che la pedonalizzazione (o meglio semi-pedonalizzazione, modello corso Garibaldi) di Via MN è prevista e programmata da tempo e il progetto è stato pubblicato nelle pagine milanesi di tutti i giornali, ad esempio qui:

        http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_18/rivoluzione-montenapoleone-rilancio-progetto-restyling-comune-sponsor-5b2618a8-0b51-11e7-82ab-c3e0ac11ad0a.shtml

        O qui:
        http://centro.milanotoday.it/montenapoleone-semi-pedonale.html

        Forse non è il silenzio a essere assordante, ma sei tu che non ci senti sull’argomento (e si sa che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire).

        PS: “sé” e “perché” si scrivono con l’accento acuto. Se non lo sai, lascia fare al correttore automatico e non pasticciare con i tasti, ché non sei capace.

        1. Wf

          Grande Dottore!
          Ma questo qui è l’utente dell’associazione di corso Buenos Aires che ha capito che deve difendere l’indifendibile, gli interessi di bottega, su urbanfile.

          Perché ha intuito9che l’aria sta cambiando e una singola associazione non può più tenere in scacco un intera cittadinanza che sta cheidendo cose nuove alla città, ad esempio la pedonalizzazione di corso Buenos Aires.

          E con poco sforzo e poca fantasia ha i testi dei post salvati sul desktop che ricicla, vecchi, preimpostati, ogni volta che si nomina corso Buenos aires9su urbanfile…

          ???

          1. Anonimo

            La situazione urbanistica e viabilistica di Corso Buenos Aires va bene così. I marciapiedi da Porta Venezia a Piazzale Lima sono già larghissimi, è già nei fatti un’area pedonale, sono più stretti da Piazzale Lima a Piazzale Loreto ma solo perchè lì la strada si restringe leggermente cioè i palazzi da un lato sono più all’interno. Il Comune fa benissimo a tutelare l’accesso automobilistico alla strada, che altrimenti morirebbe a livello commerciale, con gravissimi danni non solo per i negozi ma soprattutto per le casse del Comune che dal momento che i commercianti guadagnerebbero meno, molti negozi chiuderebbero, ci sarebbero meno turisti, nella via e negli hotel, la disoccupazione aumenterebbe e anche il Comune incasserebbe meno tasse, quindi avrebbe molti meno soldi per finanziare lo stato sociale soprattutto verso le persone più povere e deboli, molte di queste resterebbero senza assistenza sociale, una catastrofe. Per quanto riguarda la situazione viabilistica, in Corso Buenos Aires ci sono attualmente 4 corsie, gli champs elysee a Parigi hanno dieci corsie, l’avinguda diagonal di Barcellona ha dieci corsie. Quindi anche da questo punto di vista Corso Buenos Aires è già nei fatti una strada a traffico limitato.

        2. Anonimo

          Quando ho letto il tuo post il cuore mi si è rimpeito di speranza… Poi però nei link che hai inviato ho letto: “Necessario ora il passaggio con la sovrintendenza, che deve dare l’ok al progetto, ma la burocrazia non finirà lì: pur essendo un’opera in project financing, infatti, sarà necessario un bando con prelazione per chi ha lanciato l’idea.”
          Si come no, guarda caso iniziano a mettere paletti da tutte le parti, poi deve decidere la sovrintendenza (di roma)… L’ho detto prima mentre procedono spediti e con le fanfare per la riapertura dei navigli e per pedonalizzare intere parti della città, guarda caso per Montenapoleone non c’è fretta, tra l’altro da notare come per le altre pedonalizzazioni si trovano risorse pubbliche a iosa (tra l’altro con i soldi ricavati dalle tasse anche dei negozi di Montenapoleone), per Montenapoleone deve pagare invece il privato.
          ps. grazie professorino di italiano con il nickname inglese “The doctor is: IN” per le dritte sulla grammatica.. Dank yoù…

  7. antonio

    Vi ricordate di quando si pedonalizzò Corso Vittorio Emanuele?
    I commercianti si opposero. Alzarono le barricate. Dissero che il Corso sarebbe morto e i loro incassi decimati. Avrebbero chiuso dopo poco tempo.
    Risultato dopo 20 anni:
    Il Corso è una delle vie più animate d’Europa con giro d’affari commerciale da far invidia a Londra. la pedonalizzazione che loro non volevano si è rivelata per loro una vera manna.
    Non sempre le proteste sanno guardare oltre il contingente e a volte vanno anche contro gli interessi di chi le promuove. Detto questo non sono per la pedonalizzazione di Corso Buenos Aires. Dico che la Associazione commercianti di Ascobaires a volte si oppone a qualunque progetto riguardi il Corso.
    Punto.

    amnuele.

  8. -Ale-

    Corso Buenos Aires è brutto, caotico e non è un luogo per camminare piacevolmente, per mille evidenti motivi.

    Stanno nascendo nuovi centri commericali intorno a Milano e lo shopping online è sempre più efficace.
    O sei in un luogo piacevole dove stare, o sei condannato a chiudere.
    Il modello: ho la vetrina davanti a una strada trafficata quindi la gente mi vede e si fermerà da me… roba da anni ’70 o da paesino di provincia.
    Speriamo si diano un svegliata!

    1. Anonimo

      Di sicuro il turista che viene a Milano preferisce andare in Corso Buenos Aires, che andare al centro comerciale, perchè se doveva andare al centro commerciale se ne poteva stare a casa sua.

    2. Anonimo

      E quando il turista va in Corso Buenos Aires vuole anche un pò di movimento, quindi un pò di gente, un pò di auto e moto che passano, come le harley davidson, un pò di rumore, si insomma un pò di vita. Per i posti amorfi, noiosi e insignificanti ci sono i centri commerciali, un posto da zombies, e infatti il famoso film sugli zombies “l’Alba dei morti viventi” non potevano che girarlo in un centro commerciale.

  9. Marco

    Per corso Buenos Aires secondo me andrebbe ossiggenata con il trasporto pubblico e parzialmente pedonalizzata. Io se devo andare li nn prendo l’auto!! Sarebbe da pazzi!!! Ci vado con il bus o il tram o la metro. E nn conosco nessuno che vada li in macchina. Il problema è semplicemente che il milanese ha l’auto attaccata al culo! Fatevi un giro in altre cittá in europa e vedete la quantitá di auto parcheggiate su strada ed il traffico! Questo perchè in quei paesi e cittá hanno dato prioritá al pedone,alle bici e al trasporto pubblico. Se nn sterziamo finiremo come l’ibferno romano. Ah by the way anche se nn sono leghista, Milano può utilizzare solo l’1% dei propri soldi. Il 99% viene preso da roma!!! Ma ci rendiamo conto! Andate a votare x il referendum sull’autonomia il 22 ottobre!

    1. Wf

      Il fatto che corso Buenos aires sia uno schifo e il modello mentale dei commercianti in urbanistica e commercio sia fermo agli anni 70 non dipende dai soldi che roma lrende9a Milano, a solo ed esclusivamente all’associazione ascocomesichiama.

      Totalmente milanese.
      Io per esempio preferisco andare a comprare le scarpe a scalo Milano a locate Triulzi piuttosto che farmi spintonare dai pedoni su marciapiedi troppo stretti immerso nei clacson e nello smog…

      L’esempio di corso v.e. in passato e la pedonalizzazione della darsena nel recente (più 30% del fatturato dei negozi) dicono tutto. E dimostrano che le chiacchiere stanno a zero.

      1. Anonimo

        “Io per esempio preferisco andare a comprare le scarpe a scalo Milano a locate Triulzi piuttosto che farmi spintonare dai pedoni su marciapiedi troppo stretti immerso nei clacson e nello smog…”
        Si e come ci vai a “scalo Milano” in bici? Qua ci vuole assolutamente una campagna mondiale, un referendum, per chiedere la costruzione di una pista ciclabile che arrivi fino al centro commerciale scalo Milano.
        “Io per esempio preferisco andare a comprare le scarpe a scalo Milano”
        Ah ah, quanto ti pagano per questa pubblicità a un centro commerciale che tra l’altro sembra che non vada benissimo, forse perchè non c’è la ciclabile, se no sai quanti milanesi si metterebbero in sella per pedalare fuori città fino a scalo Milano.
        “spintonare dai pedoni su marciapiedi troppo stretti”
        Oh poverino, come sei delicatino…

    2. Anonimo

      “andrebbe ossiggenata con il trasporto pubblico”
      Forse non ci sei mai stato, sotto Corso Buenos Aires ci passa la metropolitana che è più che sufficiente per muoversi.
      “e parzialmente pedonalizzata.”
      La situazione urbanistica e viabilistica di Corso Buenos Aires va bene così. I marciapiedi da Porta Venezia a Piazzale Lima sono già larghissimi, è già nei fatti un’area pedonale, sono più stretti da Piazzale Lima a Piazzale Loreto ma solo perchè lì la strada si restringe leggermente cioè i palazzi da un lato sono più all’interno, ma comunque bastano e avanzano per il flusso dei pedoni.

      1. Wf

        Sempre no no no.
        No a trasporto pubblico.
        No a biciclette.
        No a questo
        No a quello.
        Fermi, immobili, inchiodati agli anni 80.

        Uscite da questo corpo!
        Fatevi un giro in Europa.

        No a tutto e tutti.
        Signornò.

        1. Anonimo

          La situazione urbanistica e viabilistica di Corso Buenos Aires va bene così. I marciapiedi da Porta Venezia a Piazzale Lima sono già larghissimi, è già nei fatti un’area pedonale, sono più stretti da Piazzale Lima a Piazzale Loreto ma solo perchè lì la strada si restringe leggermente cioè i palazzi da un lato sono più all’interno. Il Comune fa benissimo a tutelare l’accesso automobilistico alla strada, che altrimenti morirebbe a livello commerciale, con gravissimi danni non solo per i negozi ma soprattutto per le casse del Comune che dal momento che i commercianti guadagnerebbero meno, molti negozi chiuderebbero, ci sarebbero meno turisti, nella via e negli hotel, la disoccupazione aumenterebbe e anche il Comune incasserebbe meno tasse, quindi avrebbe molti meno soldi per finanziare lo stato sociale soprattutto verso le persone più povere e deboli, molte di queste resterebbero senza assistenza sociale, una catastrofe. Per quanto riguarda la situazione viabilistica, in Corso Buenos Aires ci sono attualmente 4 corsie, gli champs elysee a Parigi hanno dieci corsie, l’avinguda diagonal di Barcellona ha dieci corsie. Quindi anche da questo punto di vista Corso Buenos Aires è già nei fatti una strada a traffico limitato.

  10. W la Padagnia

    Il referndum del 22/10 non cambierà nulla. Stiamo a casa!
    E solo consultativo senza effetti vincolanti, una farsa!
    La domanda è da bambini: vuoi tenere più soldi. Ovviamente sì.
    Poi però devi riscrivere la Costituzione, votare 4 volte in parlamento (senatori del Sud inclusi) più un probabile VERO referendum nazionale dove tutti i cittadini di tutte le regioni devono dare l’OK. E poi? Tanto se il Sud continua a non funzionare, comunque dovremo pagare, con modalità diverse ma sempre paghi perchè siamo sempre una sola nazione. Era più sensata la secessione, sebbene utopica.

    Quindi, dopo l’ovvio risultato, non cambierà nulla se non che abbiamo speso 50 milioni (50.000.000!!!!) per fare una domanda banale e per fare campagna marketing alla Lega (senza Nord, Salvini ora fa un partito nazionale, itagliano) e per tenere a bada i suoi elettori che dopo 25 anni le hanno sentite tutte: federalismo, indipendenza, secessione, macroregione (la più ridicola) e ora la nuovissima autonomia, ma mai visto un risultato vero.

    STIAMO A CASA!

    I problemi veri non li risolvi buttando nel cesso 50 milioni! Non si risolvono ingannando i creduloni. Facciamoglielo capire! STIAMO A CASA o se ne inventano altre poi…

    1. Anonimo

      Hai ragione, e’ tutto controllato dallo stato ladro, indebitato e sperperatore di roma, a sua volta controllato e ricattato (per l’alto debito che ha) dalla UE controllata da francia e germania. L’unica cosa che può fare il nordico è difendersi da solo, nessuno lo difenderà, quindi se può evxdere assolutamente le tasse, e inoltre non buttare via soldi in cose inutili, come per esempio acquistare auto costose di cui non produciamo neanche una vite e inoltre sono tutte tasse in più che vanno allo stato ladro di roma (più l’auto è costosa più tasse vanno a roma). Se lo stato ladro di roma ti frega, almeno fai di tutto per non dargli soldi che potresti tenerti. I soldi teneteli per la famiglia, i figli e difendervi dallo stato ladro di roma. Questo è il massimo che si può fare, tutto il resto è fuffa.

      1. The Flying Scotsman

        I’ve got news for you: i “nordici” sono quelli che vivono da Amburgo in su. Prova a farti una gita non dico a Francoforte, ma anche solo a Lugano e capirai quanto siamo “nordici” in Lombardia.

        Mi spiace buttarti in testa questo secchio d’acqua gelida, ma già anche solo per uno di Bellinzona sei t3rrone pure tu, anche se sei di Livigno.

        1. Anonimo

          Ragazzi è arrivato “The Flying Scotsman”… allora facciamo sto giochino, stacchiamo il sud Italia dal Nord Italia, poi prendiamo il sud Italia e lo annettiamo alla Germania o alla Francia o alla Svezia o alla Norvegia o all’Inghilterra o alla Svizzera o alla tua Scozia, poi prendiamo roma e la mettiamo come capitale di quei paesi, poi vediamo quanto restano “nordici” i “tuoi nordici”… Ce la vedo la burocrazia romano-meridionale che spadroneggia nei comuni di Amburgo, Francoforte, Londra, Parigi, Zurigo, Edimburgo…

    2. The Flying Scotsman

      Ma come mai visto un risultato vero…. e il concorso di Miss Padania? E la sede distaccata dei ministeri alla Villa Reale di Monza? E le gite sul Po dal Monviso a Venezia?

      Se non sbaglio durante il tragitto in battello ti vendevano anche una batteria di pentole.

  11. antonio

    Bravo W la Padagna. Sottoscrivo interamente.
    La tattica di autodifesa proposta da Anonimo quella cioè di non pagare le tasse è vecchia.
    Già lo fanno da anni al Nord al Centro e al Sud a danno di tutti noi.

    1. Anonimo

      Seeeee, buonanotte è arrivato andonio…
      Da ilGiornale: Le Regioni a statuto ordinario del Nord danno oltre 100 miliardi di euro all’anno come contributo di solidarietà al resto del Paese, in base ai dettami del Patto di Stabilità.
      La Lombardia, ad esempio, registra un residuo fiscale annuo positivo pari a 53,9 miliardi di euro, che in valore procapite è pari a 5.511 euro. Questo vuol dire che ogni cittadino lombardo (neonati e ultracentenari compresi) dà in solidarietà al resto del Paese oltre 5.500 euro all’anno. Il Veneto, invece, presenta un saldo positivo pari a 18,2 miliardi di euro che si traduce in 3.733 euro conferiti da ciascun residente. L’Emilia Romagna, con un residuo di 17,8 miliardi di euro, devolve ben 4.076 euro per ciascun abitante. In Piemonte, che nel rapporto dare/avere elargisce agli altri territori 10,5 miliardi di euro, il residuo fiscale medio per abitante è di 2.418 euro all’anno. “Se osserviamo i risultati delle Regioni meridionali – fanno notare gli analisti della Cgia di Mestre – la situazione cambia completamente di segno”. Tutte presentano un residuo fiscale negativo: vale a dire, ricevono di più di quanto versano.
      Andonio come vedi al nord le tasse le pagano, sfortunamtamente spariscono in quel pozzo senza fondo che è lo stato ladro di roma, che tra l’altro nonostante gli arrivino tutti questi soldi fa in più pure i debiti aumentando il debito pubblico di cui poi dobbiamo pagare, al nord, gli interessi.
      E’ per questo che l’invito ai cittadini del nord dal momento che le tasse spariscono è molto meglio non pxgarle.

      1. Sergio

        Quoto anonimo. In ogni caso, in un modo o nell’altro, referendum sì o referendum no, una maggior autonomia fiscale delle regioni (ma non del 2%…) sarebbe più equa, più democratica, più giusta.

      2. Wf

        Il,cosiddetto stato di Roma è pieno zeppo di nordicissimi deputati e senatori nordici e a volte con elmo e corna.

        Quindi non è un problema di nord/sud.
        Ma di malattia gestione, che si nel sud è molto peggio che al nord.
        E in questa malattia gestione alla luce dei fatti concreti e riscontrabili spesso gli eletti al nord e del nord si sono comportati peggio degli eletti al sud e del Sud.

        Se non capite questo potete anche rimanere sulla riva del fiume ad aspettare i soldi. Aspettate seduti però.
        E se uno evade le tasse in Lombardia è proprio negli ospedali lombardi che si troverà con qualche esame a carico proprio.

        Chi cirimette sono sempre chi non può permettersi di pagare un ospedale privato, un esame privato a pagamento o un medico a pagamento.

        Altro che nord Vs sud.
        Sveglia.

        1. Lorenzo Lamas

          Wf, hai perfettamente ragione.
          Gli sprechi che tutti noi vediamo dipendono dalla mala gestio o dalla incompetenza del politico di turno.
          Politici capaci di cambiare posizione a seconda del miglior calcolo di interesse del momento. E ciò non dipende dal luogo in cui si è nati ma bensì dalla natura predatoria del singolo.

          1. Anonimo

            Differenza tra le società di trasporto di Roma e Milano:
            – Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma negli anni ha accumulato debiti per 1,35 miliardi di euro (1350 milioni di euro)
            – Atm, la municipalizzata dei trasporti di Milano nel 2016 ha fatto un utile record di 40 milioni
            Il problema vedete è che questi a roma sò furbi, se li pagassero loro i loro debiti non ci sarebbe problema, il problema è che i furbi li fanno pagare a noi del nord Italia, aumentadoci il costo di tutti i servizi dai trasporti alla sanità. Quando a fine mese vedete che non vi resta un euro in tasca da risparmiare è a causa di questi furbi.
            Quindi caro mio la differenza è molto semplice, atac è sempre stata gestita da romani, atm da milanesi. Per disperazione solo recentemente hanno mandato un milanese Rota che aveva gestito Atm in passato, e appena ha tentato di fermare le ruberie, perchè i debiti derivano da prezzi tutti gonfiati per es. dei ricambi o dei servizi di aziende esterne romane, come succede in Alittalia altra azienda romana indebitata fino al collo che è appena stata foraggiata con 600 milioni di euro (tasse dei cittadini del nord italia), tutti i romani di atac gli si sono rivoltati contro perchè vogliono continuare a rubbare come sempre. Quindi non mettere tutti nello stesso calderone, il problema dipende proprio dal luogo in cui si è nati e guarda caso a roma siete molto furbi a fregare gli altri, semplicemente perchè la cassa del monopoli (lo stato) ce l’avete voi. Quindi evxdere le tasse al nord deve essere non solo un diritto ma un dovere, un’arma di difesa dai ladri che non stanno certamente al nord.
            http://www.google.it/search?newwindow=1&safe=active&q=Voragine+Atac&oq=Voragine+Atac

        2. Anonimo

          “E se uno evade le tasse in Lombardia è proprio negli ospedali lombardi che si troverà con qualche esame a carico proprio. ”
          E’ incredibile come rivoltate la frittata a vostro piacimento, ve la suonate e cantate con falsità varie. Purtroppo per voi la realtà è un’altra. La sanità lombarda è l’unica in Italia che è in attivo, che non fa debiti, grazie ai vari Formigoni e Maroni, e se il cittadino lombardo si trova con qualche esame a carico proprio è perchè deve ripianare i debiti della sanità di altre regioni come per es. il Lazio, la Campania e la Sicilia.
          p.s. bello il “malattia gestione”, quando si tratta semplicemente di ruberia, furto, ladrocinio, fregare gli altri…

          1. Wf

            Stai spiando il problema.
            Il problema è gestire bene le cose.
            Non farsi dare soldi da sprecare in brebemi o pedemontana fallita.

            Il meridione ha avuto miliardi e guarda come li ha gestiti.
            Quindi il problema non sono mai i soldi.

            E quindi smettila di dire ogni volta che il problema al nord sono Isolde che mancano.
            Perché i soldi ce ne sono tanti e non è aumentandoli che superi alcuni difetti o problemi gestionali.

            La forza del nord è proprio quella di ottimizzare perché aveva poco.

            E la debolezza del sud è stata anche quella di avere troppo e quindi sprecare tutto..

  12. antonio

    Caro Sergio.. Il Nord li riceve indietro i soldi delle tasse… se poi i soldi li butta nelle brebremi o nella pedemontana e nella tangenziale esterna…o nel referendum consuntivo propagandistico non è colpa del nord ma di chi lo governa

  13. Nicola

    Sarà anni che non spendo un euro in corso Buenos Aires. Preferisco zone a traffico limitato o pedonali per fare acquisti. muoversi su marciapiedi così stretti e in una via congestionata all’inverosimile fa schifo, che esperienza di shopping è? La gente va nei centri commerciali anche perché è libera di passeggiare senza il frastuono e il caos di auto e moto. Trasformare Buenos Aires in area pedonale, magari iniziando il sabato e la domenica, porterebbe una boccata d’ossigeno al commercio.

    1. Anonimo

      La situazione urbanistica e viabilistica di Corso Buenos Aires va bene così. I marciapiedi da Porta Venezia a Piazzale Lima sono già larghissimi, è già nei fatti un’area pedonale, sono più stretti da Piazzale Lima a Piazzale Loreto ma solo perchè lì la strada si restringe leggermente cioè i palazzi da un lato sono più all’interno. Il Comune fa benissimo a tutelare l’accesso automobilistico alla strada, che altrimenti morirebbe a livello commerciale, con gravissimi danni non solo per i negozi ma soprattutto per le casse del Comune che dal momento che i commercianti guadagnerebbero meno, molti negozi chiuderebbero, ci sarebbero meno turisti, nella via e negli hotel, la disoccupazione aumenterebbe e anche il Comune incasserebbe meno tasse, quindi avrebbe molti meno soldi per finanziare lo stato sociale soprattutto verso le persone più povere e deboli, molte di queste resterebbero senza assistenza sociale, una catastrofe. Per quanto riguarda la situazione viabilistica, in Corso Buenos Aires ci sono attualmente 4 corsie, gli champs elysee a Parigi hanno dieci corsie, l’avinguda diagonal di Barcellona ha dieci corsie. Quindi anche da questo punto di vista Corso Buenos Aires è già nei fatti una strada a traffico limitato.

    2. Anonimo

      Sarà anni che non spendo un euro nei centri commerciali ma compro solo nei negozi che poi sono gli unici che pagano le tasse che poi servono per costruire le piste ciclabili che mi piacciono tanto…

  14. Alberto L

    Chi ha scritto l’articolo dovrebbe essere radiato . L’articolo e’ stupido e fazioso .la zona faceva schifo e sia Prada che il gruppo beni stabili ha speso dei soldi di urbanizzazione e la sta riqualificando . Ignorante che non è altro.
    I turisti colti vengono da prada non certo in Buenos Aires

  15. Fabio

    Bella riqualificazione dove ? Mediocre e con il solito bitume. Ma chi ha scritto l’articolo ha un concetto di bello evidentemente da terzo mondo

  16. antonio

    Per tornare alla strada rifatta direi che è un ottimo esempio per tutte le altre strade Milanesi:
    Parcheggio in strada
    Impossibilità di parcheggio su marciapiede tra le radici degli alberi.
    Pista ciclabile.
    Alberi su viale con prato continuo e cordoli protettivi.
    Bello no?
    Ps per essere perfetto bisognerebbe toglilere catrame da marciapiede..speriamo!

    1. Anonimo

      Seee buonanotte, certo, con piastrelle che poi dopo pochi mesi moltissime sarebbero rotte con il rischio anche di farsi male… Poi certo piastrelle che costano pure, manco fossimo a Dubai, Abu Dhabi e Doha.

      1. Adriano

        Chiamale come vuoi, davanti ad armani silos, oppure nelle nuove riqualificazioni urbane pota nuova e city life, cosa hanno messo? bitume?
        Sveglia!
        A Lisbona hanno san pietrini bianchi sui marciapiedi di tutta la città e non mi sembra che sono più ricchi di noi in portogallo.

        1. Anonimo

          “le nuove riqualificazioni urbane”
          da vedere se quelle nove riqualificazioni è terreno privato o del comune. Se è privato allora ci possono stare, se è del comune assolutamente no dal momento che poi ci troveremmo dovunque piastrelle rotte con pochissima manutenzione.

          1. Adriano

            Meglio piastrelle rotte che comunque si possono sostituire, che continuare a mettere bitume sopra i buchi o altre colate di bitume su colate precedenti.

            Purtropppo noi siamo molto lontani da creare un tunnel sotteraneo con i sottoservizi come fanno a londra, anzichè continuare a regalare soldi alle ditte che fanno manutenzione e che per cambiare i sottoservizi devono sempre fare buchi e poi ripristinare il solito bitume, sempre tutto precario e senza pensare al futuro…http://www.londonpowertunnels.co.uk/overview/

          2. Anonimo

            “Purtropppo noi siamo molto lontani da creare un tunnel sotteraneo con i sottoservizi come fanno a londra”
            Bè, ma a Londra è facile, mica devono dare come a Milano ogni anno decine di miliardi di euro di tasse allo stato parassita romano

  17. Adriano

    @anonimo Su questo purtroppo devo darti ragione, però il nosro amministratore non ha minimamente una visione a lungo termine per la città, l’unica cosa da fare per lui è riaprire i navigli.
    Ma ti sembra normale?
    Progetti per gli scali?
    Andare avanti con la metro 6?
    Fare un arredo urbano come si deve?
    tutte domande senza risposte certe.
    Dovrebbe farsi aiutare da gente del mestiere ma ha tenuto gente politica che non capisce un cazzo.Vedi Rozza, Maran, Granelli e chi più ne ha più ne metta. Quindi grande delusione.

  18. antonio

    Caro Adriano ti sbagli e di grosso. L’apertura dei navigli è l’unico progetto che porta con sé una visione della città futura. Una città più vivibile. Non solo… dietro l’apertura dei navigli c’è anche una ragione economica per l’aspetto turistico e l’indotto che ne scaturirebbe.
    Riassumo. I navigli sono stati chiusi per motivi economici e per sostenere l’industria automobilistica. Cent’anni dopo bisogna riaprirli per lo stesso motivo economico. Industria automobilistica non c’è più e bisogna sostenere l’industria del turismo.
    Non vederlo denota una vista offuscata da risentimenti di altri natura…

    1. Wf

      Tra l’altro non è che una cosa (la metro ad esempio) impedisca l’altra (riapertura dietro navigli).

      Anzi proprio grazie alla m4 si risistemeranno i cassoni e le solette9del vecchio naviglio interrato, presso dando 2 piccioni con una fava.

      E quindi facendo risparmiare soldi ai milanesi.
      Per una volta che si chiama progettare bene il futuro.

      Il benalatrismo lasciamolo fuori Milano…

  19. Adriano

    Continuo a non vedere progetti di grande respiro, cosa serve riaprirli se non sono navigabili, e perchè riaprire dove intorno ci sono solo auto e non passeggiate e piazze pedonali.
    Si deve aprire dove si possono eliminare le auto e dove c’è lo spazio per un area pedonale, vedi in via San Marco o in piazza cavour.
    Se apri in fonda a melchiorre gioia senza uno dei due lati pedonale non serve a niente diventerà un viale santader due.
    Ribadisco che Sala non è in grado di avere una visione complessiva della città perchè non è Milanese e non la conosce nelle sue complessità e zone.
    E poi le zone 30 che stanno facendo senza dossi non servono a niente…
    insomma per ora ribadisco insufficiente.
    Mi sembra più utile pedonalizzare corso di porta ticinese che lo è già di fatto e svegliarsi a fare una piazza castello degna.
    Purtroppo sala non sarà in grado con i progetti degli scali di avere cose come porta nuova e city life, perchè si è troppo paralizzato sui navigli…perchè non creare in una delle zone degli scali delle vere smart city completamente autonome, così fai venire oltre che i turisti anche investimenti.
    Se tu riapri il naviglio e non crei uno dei due lati pedonale viene una schifezza.

  20. Sandratob

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  21. Emily

    Cazzo ma solo lamentarvi sapete, siete bruciati, morti e non lo sapete…
    Milano si merita di essere una città migliore ma soprattutto di avere cittadini migliori, avanti con i grandi progetti ma puntare forte sulla qualità dell’ambiente urbano, relegare le auto in ambiti sempre più ristretti e favorire la mobilità collettiva ma anche dolce, biciclette etc. allo scemo che ha scritto venti volte lo stesso post vorrei ricordare che l,’ignoranza non può essere una scusa, lo sanno tutti che dove si è pedonalizzato gli affari dei negozi sono sempre cresciuti, che poi per Baires basterebbe convertirla a senso unico con due corsie solamente, magari a tratti con flussi contrapposti, un solo lato per la sosta a spina e ciclabile sull’altro, piante e panchine per renderla vivibile, tavolini fuori per i bar e ristoranti ed è fatta, ma presto che la qualità dei negozi è sempre più scadente.

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