Milano.
Gigno 2026. Che bello sognare, vero? A volte capita di immaginare un luogo finalmente sistemato come si deve: più verde, ricco di alberi, aiuole, fiori e arbusti. Spesso basta fantasticare su una strada o una piazza dotata di un arredo urbano curato per rendersi conto di quanto possa cambiare la percezione di uno spazio pubblico.
Quante volte abbiamo provato a visualizzare una Milano diversa, magari aggiungendo con un semplice fotomontaggio qualche albero e una fioriera? In molti casi il risultato era ed è sorprendente: il contesto urbano cambia radicalmente e si scoprono potenzialità che spesso passano inosservate. Al link uno dei nostri vecchi articoli dove avevamo ricreato ambienti inserendo alberi e verde dove non c’era.
Milano viene talvolta considerata meno affascinante rispetto a città come Roma, Firenze, Venezia, Napoli o persino Torino, eppure in molti casi basterebbe sottrarre spazio alle automobili e introdurre un po’ di verde per trasformare completamente l’aspetto di una via o di una piazza.






Certo fare fotomontaggi un tempo portava via tempo e i risultati non erano sempre all’altezza della situazione. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale è possibile spingersi ancora oltre. Gli strumenti di AI consentono infatti di ottenere immagini realistiche e suggestive, capaci di mostrare come potrebbero apparire gli spazi urbani se fossero ripensati con maggiore attenzione alla qualità dell’ambiente e della vita pubblica.
Da qualche settimana i nostri occhi si stanno così abituando a vedere strade e piazze milanesi trasformate in versioni quasi ideali di sé stesse. Certo, in alcuni casi la fantasia prende il sopravvento: eliminare completamente le automobili da molte strade cittadine è oggi impensabile, così come non sempre è possibile piantare alberi in vie troppo strette o già congestionate dai sottoservizi. Eppure l’effetto ottenuto grazie all’AI è spesso sorprendente e riesce a far riflettere su ciò che potrebbe essere.










È questa l’idea alla base del progetto provocatorio lanciato dalla pagina Instagram “Milano Sistemata”, che in poche decine di post ha ridisegnato alcuni degli spazi più noti della città. Con interventi minimi ma mirati di arredo urbano, luoghi come via Monte Napoleone, piazza Santo Sepolcro, il Lazzaretto o via Dante assumono un volto completamente diverso. Spazi che oggi molti attraversano senza quasi notarli tornano a essere protagonisti, valorizzati da alberature, aiuole, piste ciclabili e aree pedonali, ma anche illuminazioni notturne mirate.
Dietro l’iniziativa c’è Matteo Inti, ventinovenne milanese che, prompt dopo prompt, ha istruito l’intelligenza artificiale a rimuovere le automobili, inserire nuove alberature, fiori e percorsi ciclabili, costruendo una visione alternativa della città.
Chissà se questo sogno potrà un giorno diventare realtà. Forse molte di queste immagini resteranno semplici esercizi di immaginazione, ma non è escluso che alcune delle idee suggerite possano, negli anni a venire, trovare spazio nei progetti reali di trasformazione urbana della città.


















Al link alcuni nostri esempi (qualcuno è stato trasformato in realtà): Via Cusani; Piazza Edison; piazza Ambrosoli; via Larga.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, milanosistemata
- Link alla pagina instagram di milanosistemata
- Instagram, Curiosità, Fanta urbanistica, Immaginazione, Rendering, Milano, milanosistemata
In pratica basta togliere i parcheggi selvaggi e piantare quattro alberi…
Peccato che non lo faccia nessuno perché a Milano siamo nel medioevo e guai se tocchi la macchinina a quello che deve andare a comprare le sigarette
Sai com’è: in assenza di una metropolitana davvero capillare (in certi quartieri non arriva proprio), di orari ridotti che non coprono praticamente tutta la notte (nei weekend è una bestemmia per una città che si definisce europea), di mezzi di superficie davvero efficienti (e intendo anche come frequenza oraria) e soggetti a scioperi ogni 2×3, l’auto è fondamentale per gran parte degli spostamenti.
Sabato dalla zona sud ovest di Milano sono andato a cena in Porta Venezia, rientrando alle 2 di notte (senza auto) avrei dovuto pagare 50€ minimo di taxi o prendermi 2 mezzi notturni differenti per rientrare a casa. Posso avere il diritto ad una vita sociale senza indebitarmi o perderci tutta la notte sui mezzi, oppure è esclusiva di chi ha il cash e vive in centro?
Per motivi vari mi trovo a frequentare una palestra che dista circa 5 km da casa mia, in auto sono poco più di 10 minuti, con i mezzi pubblici 55 minuti (check su maps appena fatto) con 2 scambi da dover fare. Volessi farla in bici sarebbero comunque 25 minuti, dovendo pure passare da un paio di quartieri poco raccomandabili e rientrando la sera da strade notoriamente frequentate da prostitute e spacciatori.
Siamo nel 2026, vogliono che non usiamo la macchina ma le periferie sono collegate malissimo. Il centro è diventato un luogo solo per ricconi o per chi non si arrende a condividere casa in 5 anche a 40 anni, e quando si parla di piste ciclabili lo si fa citando le solite piste che il comune sta facendo (o ha già fatto) in CENTRO.
Vi invito a restare a Milano, ma frequentando periferie come Affori, Quarto Oggiaro, Bisceglie, Baggio, Certosa ecc… e dirmi se senza auto riuscite a spostarvi in città comodamente, fuori dagli orari diurni, o raggiungere davvero tutti i punti senza doverci penare una vita.
Immaginare fa bene, sognare è gratis. Ma ricordiamoci che siamo a Milano.
Molte di queste sistemazioni “immaginose” lasciano abbastanza perplessi o sono irrealizzabili. Cito ad esempio l’ idea di un parcheggio pubblico sotterraneo in piazza Edison: in pieno centro? In una zona servitissima dai mezzi pubblici? Con un’ area archeologica sotto? Era già stato proposto anni fa, ma si è capito che era una cattiva idea. E gli alberi in via Manzoni? Hanno le radici, non c’ è spazio. Quindi, spazio alla fantasia sì. Ma alle scemenze meglio di no. Magari prima di pubblicare basterebbe una piccola riflessione.
Ma chi fa le scemenze più grandi? Forse chi realizza una “arena” in periferia per le olimpiadi ma senza adeguato collegamento su rotaia (tram/metro leggera)…tanto per fare un esempio.
Straordinario articolo! Che dire, Urbanfile sindaco.
L’ aspetto, si puo dire clamoroso, a tutti gli effetti, del tema trattato, è che per dare alla città questa nuova veste, umana e bella, non sarebbero necessari chissà quali investimenti o fenomeni archistar, che negli anni hanno troppe volte, contribuito con il loro egocentrismo e prosopea, a deturpare la città, con i loro palazzoni e vie supertrafficate o “giardini” in stile cimiteriale, no, basterebbe solo l’ intelligenza….e non chiamiamola artificiale per favore, che non esiste; è solo la computergrafica resa fruibile anche da chi non è strettamente addetto ai lavori.
Una volta a Milano si diceva: «Se mio nonno avesse avuto il trolley, sarebbe stato un tram». Oppure, nella versione più colorita: «Con tre palle sarebbe un flipper».
Il problema di queste visualizzazioni è che sono molto artificiali e poco intelligenti.
Il Codice della Strada non è un optional: se deve passare un autobus o un tram servono larghezze minime della carreggiata che non possono essere ignorate. Non si possono aggiungere aiuole, alberi e piste ciclabili ovunque semplicemente perché stanno bene in un rendering.
Prendiamo via Manzoni: il marciapiede non è particolarmente largo. O si restringe ulteriormente la carreggiata, dove in alcuni punti il tram passa già a filo, oppure lo spazio per le aiuole semplicemente non c’è.
Lo stesso vale per altre immagini. Nel render di viale Monza, ad esempio, l’insieme di marciapiede e parcheggi occupa oggi circa 4 metri di larghezza, forse 5. Nell’immagine, per farci stare alberi, aiuole, percorsi pedonali e arredi urbani, quello spazio dovrebbe magicamente diventare almeno il doppio. Basta guardare le persone rappresentate: sono fuori scala rispetto agli edifici e alla strada, segno che le proporzioni reali non tornano.
Poi c’è un tema che viene quasi sempre ignorato: gli alberi. Non sono elementi decorativi da piazzare a piacere. Hanno radici, richiedono volumi di terreno adeguati e devono convivere con sottoservizi e infrastrutture. In molte delle immagini proposte quegli alberi, semplicemente, non potrebbero essere piantati.
Milano ha senza dubbio un problema di eccessiva cementificazione e di scarsità di verde urbano. Ma la soluzione non è pubblicare immagini generate dall’IA che ignorano i vincoli tecnici e urbanistici. Così si rischia solo di far credere che trasformazioni complesse siano facili da realizzare, quando spesso non lo sono.
Alla fine è un esercizio di stile che lascia il tempo che trova. E il rischio è che qualcuno scambi questi fotomontaggi per progetti concreti, quando nella maggior parte dei casi sono poco più che suggestioni.
Ampio e interessante commento il suo, a causa dell’ attuale sfasamento tra invio dei commenti e relativa pubblicazione, forse non avrà letto il mio successivo, dove semplicemento considero il fatto che molte delle situazioni “immaginarie” suggerite, potrebbero essere senz’ altro realizzate senza particolari difficoltà, come ad esempio via Dante, ma sicuramente non sarebbe tutta questa grande impresa anche ridare bellezza e dignità a piazza Oberdan, piazza affari o piazza cavour… e già sarebbe un bell’ inizio.
Non molto tempo fa, per fare un esempio, un quartiere di porta Venezia, attorno a via Melzo, è stato ben restaurato e reso a misura di essere umano, si tratta di estendere un modello di città.
Che non tutto sia facilmente realizzabile è logico, ma non è questo il senso della proposta sicuramente; piuttosto è far render conto a noi tutti che potremmo vivere in una città diversa, bella, dico, semplicemente bella…sembra sempre che noi milanesi e Milano tutta, dobbiamo avere paura della bellezza… ma perchè mai?
Il solito stereotipo della città-fabbrica, dei cittadini formichine produttive che riversano il frutto del loro lavoro…dove sappiamo. Nel resto d’ Europa, salvo realtà storico/industriali particolari, come Manchester, comunque diversa ora dal passato, non esiste dualismo tra produttività, laboriosità della popolazione e splendore urbano, come del resto nemmeno esisteva anche a Milano, almeno fino a un certo periodo storico…
Magari
Poi magari anche mantenuto bene
Un’altra pagina gestita da chi non ha mai studiato né architettura né urbanistica e che consuma quiantità di energia e acqua proponendo, spesso, cose irrealizzabili. Siamo alla frutta.
Eh ma consideri lei il fatto che gli “esperti” di cui parla hanno, tra i tanti esempi, realizzato qui da noi splendide città e luoghi, come Rozzano o Sesto S.Giovanni, a Milano tutta la zona che va dal Verziere storico (demolito e scomparso) fino a tutta la via Larga, esempio meraviglioso di tangenziale/autostrada innestata a pchi passi dal Duomo, o piazza Diaz, più recentemente piazze come la nuova San Babila o largo augusto, ecc. ecc.
Haters a parte, è evidente che alcune suggestioni sono irrealizzabili, però l’esercizio ci sta e consente riflessioni.
Poche hanno vincoli fisici, molte vincoli logistici/costi. Quasi tutte si basano su una preventiva rimozione delle auto e dei parcheggi, come si fa?
Milano potrebbe somigliare a questa qui solo se si fanno queste “banali” azioni:
1) Metropolitana aperta, almeno nel weekend, anche tutta la notte
2) Estensione della rete metropolitana con la circle line e una M6 che collega il nord-ovest con il sud-est
3) Piste ciclabili a volontà, ma che escano dal centro. Ci prendono per il cxxlo ogni volta che dicono che dobbiamo usare le bici, ma lo stesso servizio BikeMi non arriva in tutta Milano
4) Parcheggi sotterranei in ogni quartiere ed un piano per incentivare la creazione di nuovi garage a prezzi calmierati: Si arrendano i talebani del no-auto, le auto esistono e non scompariranno dall’oggi al domani, ora o si gestisce il problema creando spazi appositi o non ci si lamenta se togliendo i parcheggi la gente lascia l’auto sul marciapiedi
Sperare che la città migliori senza queste azioni significa non avere idea del mondo in cui si vive
Ancora con questa tiritera dei parcheggi sotterranei…
Ma basta..
Ormai siete grandi e vi sareste dovuti accorgere che
1. Esistono già
2. Non li usate lo stesso (sono vuoti attualmente)
Prima usate quello che avete prima di comprarne di nuovi…
Direbbe mammina al bambino col gelatino in mano che vuole altre caramelle.
Ancora con le balle dei parcheggi sotterranei…
Alcune proposte sono irrealizzabli, altre sono di una banalità sconcertante che non richiedono di scomodare l’AI: basta fare un giro in una QUALUNQUE delle città europee dove normalissime vasche per piante e fuori sono parte integrante del tessuto urbano da vent’anni a questa parte. Welcome to Milan!
Alcune proposte sarebbero realizzabili davvero con poche risorse, considerato il bilancio complessivo del Comune, ma credo che non ci sia proprio la capacità politica di “vedere” la situazione attuale, di “capire” le problematiche, di immaginare le soluzioni. In parole povere, in Comune “non ci arrivano”.
Ma questo sognatore che in ogni immagine, o quasi, fa sparire le macchine, a partire da quelle parcheggiate sulle strisce gialle, quindi in teoria di residenti, si è pure sognato dove metterle ? Leggo sopra del parcheggio irrealizzabile in piazza Edison, ma il sognatore avrà pure qualche sogno che può diventare realtà……
Purtroppo sono tante le carenze sul decoro urbano. Si potrebbe iniziare con imporre dehor più presentabili e simili tra loro invece se ne vedono troppi con materiali scadenti, senza verde o addirittura con piante finte. Alcuni somigliano di più a delle baracche improvvisate. Per non parlare delle vetrine fatiscenti con fogli di carta appesi con lo scotch quando i negozi vengono chiusi. Non commento neanche le aiuole piantate recentemente in Corso Buenos Aires, da subito abbandonate a loro stesse e ovviamente impresentabili. Se non c’è possibilità di effettuare manutenzione e cura tanto vale lasciare i marciapiedi spogli ma più decorosi.
Concordo totalmente con questo suo commento; un perfetto esempio, in senso negativo, della situazione che lei descrive, lo troviamo in via Dante, dove ai cosiddetti “dehor” viene persino dato il soprannome di “baracche degli orti urbani”, perchè questo sembrano a tutti gli effetti; anche qui basterebbe davvero poco, ovvero, la concessione dello spazio urbano dovrebbe essere sempre subordinata a un preventivo controllo comunale di cosa l’ esercente andrà ad installare. Spero proprio che non sia già così, che il controllo non ci sia…
Se poi consideriamo la situazione dove le aiuole ornamentali sono già state realizzate e dove dunque non erano presenti problemi dati dai famigerati “sottoservizi”, capiamo bene la situazione, che la bellezza della città è forse l’ ultimo dei problemi della giunta.
Riguardo a via Dante, o altre situazioni simili, come la piazza di Sant’ Alessandro, il miglioramento può essere realizzato molto rapidamente e in modo efficace, basterebbe la volontà politica, quella che manca, sembra proprio.
In pratica, tu comune concedi, in modo palesemente esagerato e poco rispettoso della bellezza della via, piazza, ai vari fast food di occupare lo spazio pubblico? Ottieni i tuoi guadagni dalle tasse di occupazione del suolo della città? Allora fai anche di dare un piccolo obbligo a questi esercenti, ovvero arredare lo spazio attorno ai loro tavoli con fioriere, anche di sempreverdi, belle pure d’ inverno, da tenere in buono stato, annaffiate e curate, da parte dei gestori dei fast food, tutto qua, nulla di complicato.
Milano diventerà una città bellissima, ma saranno necessari interventi coraggiosi e dirompenti, per esempio piste ciclabili ad alta percorrenza, sul modello delle superhighways londinesi, ma per farle bisogna fare direttrici abbastanza lunghe, che consentano di percorrere lunghe distanze a velocità costante, e sottopassi per superare le grandi arterie cittadine. Forza Milano, ce la puoi fare, ci sono buone energie