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Milano | Cordusio – Perché Piazza Edison non viene migliorata? Le nostre proposte

Piazza Thomas Edison si trova nel cuore finanziario di Milano, a due passi dal Cordusio e a due passi da piazza degli Affari e quindi della Borsa.

Fra l’altro si affacciano sulla piazza le sedi della Banca d’Italia e delle Poste. Perciò questa piazza triangolare potrebbe definirsi il fulcro finanziario di Milano e anche dell’Italia.

Per ora c’è un progetto per la riqualificazione di piazza Cordusio, ma ancora per questo spazio non se ne parla.

Eppure è una piazza sicuramente da valorizzare.

Le immagini qui di seguito mostrano come questo luogo urbano sia stato considerato da tutte le amministrazioni succedutesi a Milano dal dopoguerra in poi: un brutto parcheggio.

Recentemente, grazie ad una manifestazione tenutasi in piazza, le auto sono state eliminate e la piazza è risulta sgombera e libera dalle lamiere.

Un vero peccato per un luogo che, come al solito, sarebbe valorizzato se venisse sistemato a dovere.

Più volte abbiamo provato ad immaginarla riqualificata e resa pedonale, piantando alberi, inserendo elementi d’arredo come sedute e una fontana (fra l’altro potrebbe evocare l’antica zona; infatti qui si trovava anticamente una fonte, tanto che la via vicina si chiama non a caso “via Bocchetto” da bocchette per l’acqua).

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Milano, Piazza Edison, Cordusio, Posta, Via Bocchetto,




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


68 thoughts on “Milano | Cordusio – Perché Piazza Edison non viene migliorata? Le nostre proposte

  1. Anonimo

    Bravissimi! Applausi! Ma il sindaco legge questo sito? Ne fa tesoro di questi suggerimenti neanche troppo costosi, rispetto alla metropolitana per esempio?

    1. Anonimo

      Il problema è che se anche il Sindaco leggesse e mettesse in pratica il rendering di UF, noi ci lamenteremmo lo stesso perchè ci son solo due alberelli stitici stile Piazza Beccaria e per il resto è una spianata dove ci puoi cuocere le uova.
      E ci lamenteremmo che ci vogliamo la foresta, il bosco, gli alberi ad alto fusto per “respirare” ed il resto delle solite lagne.

  2. Biagio

    Anche io sarei contento che la piazza venisse pedonalizzata. Sarei ancora più contento se le aree pedonali fossero riservate a chi va a piedi e non vi fosse il rischio continuo di essere investiti dai ciclisti che vanno ( molti) all’impazzata. Del resto sono ecologici e pertanto spesso ritengono di potersi permettere di tutto.

    1. Anonimo

      Bella ca****a delle 12.32, queste balle in tutto il mondo civile le hanno già smontate ma qui si arriva sempre 30 anni dopo e dobbiamo sorbirci le lamentele del sig. Biagio. Che pena di Paese.

    2. Anonimo

      Ma che disco rotto. Per un ciclista su un marciapiede ci sono decine di auto che commettono infrazioni ben più gravi come superare, e di molto, i limiti di velocità, non rispettare gli attraversamenti pedonali, parcheggiare in doppia fila…

      Continuate a demonizzare i ciclisti, è davvero desolante leggere commenti così privi di senso, come se gli ospedali fossero pieni di gente investita e ferita da ciclisti sui marciapiedi quando le auto provocano 3.500 morti all’anno nel Paese.

      1. Biagio

        Preferirei che i ciclisti conducessero a mano le biciclette nelle aree pedonali. Auguro agli anonimi delle 14.01 e delle 14.57 di non essere mai investiti da un ciclista o anche solo spaventati da un ciclista che ad alta velocità li sfiora.

        1. Anonimo

          Delle sue preferenze non interessa a nessuno. Ogni giorno si leggono notizie di incidenti a Milano causati dalle auto, se si fa un giro sul profilo twitter dell’ATM vedrà come ogni giorno le linee devono fermarsi o essere deviate per auto in sosta vietata. QUESTO E’ IL PROBLEMA DI MILANO. Non chi usa le bici nelle aree pedonali (cosa che tra l’altro si può fare). Tra l’altro, finché non daranno una valida alternativa a quella strada per chi utilizza la bicicletta i commenti come il suo saranno fuori luogo e inutili.

        2. Gaetano

          Lasci perdere, la maleducazione di alcuni ciclisti ha delle implicazioni ideologiche: non inquiniamo, di conseguenza facciamo quello che ci pare (correre nelle aree pedonali, parcheggiare ovunque, anche sugli scivoli riservati agli invalidi, abbandonare la bici davanti ai passi carrai, andare contromano mettendo a repentaglio la sicurezza nostra e degli altri…). Ogni epoca ha gli invasati che merita, a noi sono toccati gli ecologisti strafottenti… per di più coccolati dalla politica

        3. Anonimo

          Ma siete ossessionati dai ciclisti!
          Tolti quelli delle consegne, quanti saranno mai? Se in Buenos Aires ne vedo passare 5 di fila, volto la testa stupito! Non siamo mica ad Amsterdam….

          1. Anonimo

            Ma cosa sta dicendo? Non è che perché questo blog permette di pubblicare in anonimo si può permettere di scrivere cavolate. In c.so Buenos Aires ci sono sempre un sacco di persone che utilizzano la bici, soprattutto durante le ore di punta, così come in altre zone della città. Se per lei e il “signor” Gaetano il problema di Milano sono le biciclette vi consiglio di trasferirvi altrove, nei prossimi anni il numero di persone che utilizzano la bici in città è destinato ad aumentare, prima ve ne renderete conto meglio sarà. Siete parte di una politica vecchia che solo in Italia esiste ancora ma nel resto del mondo e d’Europa persino la destra punta su azioni volte a cambiare la mobilità cittadina.

          2. Anonimo

            Ahahah, questo li batte tutti.
            ” ma cosa state dicendo?”, “ma come vi permettete di scrivere cavolate?”,
            ” trasferitevi altrove se non vi vanno bene le biciclette”
            siete vecchi e sicuramente di destra.
            Si può leggere un commento più stupido?

          3. Anonimo

            Onestamente: mettetevi dove vi pare a Milano e poi contate auto, furgoni, scooter e bici.

            Poi ditemi come si spostano i Milanesi quando non vanno a piedi o coi mezzi pubblici….

    1. Biagio

      Penso che in questo blog si possano esprimere civilmente i propri pareri. Se non interessano a nessuno, pazienza! Che le auto siano un problema più grande delle biciclette lo so pure io. Che alcuni ciclisti, una infima minoranza probabilmente, non si comportino benissimo, è secondo me altrettanto vero. Che su questa categoria poi non si possa esprimere una critica non mi pare accettabile. Cordiali saluti.

      1. Anonimo

        Evidentemente in questo blog, caro sig. Biagio, non è permesso uscire dal pensiero unico ciclotalebano , a meno di ricevere risposte arroganti, benaltriste e cafone come quelle dell’ Anonimo delle 15:40.

        1. Anonimo

          L’arroganza dei ciclotalebani che vediamo tutti i giorni per strada e sui marciapiedi e’ ribadita dai loro commenti, c’è’ poco da fare, hanno ricevuto la missione di salvare il mondo.

          1. Tito

            È dal 2008 (nascita di Bikemi), che uso le loro bici.
            Ho usato molto anche i marciapiedi, molte volte per necessità, ma la prima cosa che faccio sempre è di fermarmi (non schivarli) e dare la precedenza ai pedoni, cosa che tutti DEVONO fare.
            È solo una questione di civile convivenza e rispetto.
            Ebbene, allora facciamo così tutti!

            Un ciclista che ama le bici.Tito

      2. Wf

        Non si possono nemmeno minimamente paragonare le centinaia di migliaia di morti per automobili a qualche spavento da bici sul marciapiede

        1. Anonimo

          solo perchè le bici sono una stragrande minoranza rispetto alle auto.
          Altrimenti, vista l’educazione del ciclista medio, sarebbe un incubo tale e quale quello di auto, moto e furgoncini che però sui marciapiedi al massimo ci parcheggiano, ma non sfrecciano.

          1. Anonimo

            Che vergogna leggere certi commenti nel 2021. Le biciclette vanno sui marciapiedi quando non ci sono alternative VALIDE su strada, quando metteranno delle ciclabili sicure pure in strade dove ci sono binari, pavé, auto parcheggiate in seconda fila allora potrò anche darvi ragione, fino ad allora è chiaro che l’unica alternativa sicura in alcune aree di Milano è andare sul marciapiede e la cronaca cittadina è piena di notizie su incidenti causati da auto, non da biciclette. Uscite da questa mentalità medievale, nessuno dice che bisogna sfrecciare sui marciapiedi o nelle aree affollate di pedoni, è un dato di fatto che questa vostra paura è una pura percezione che non ha fondamenti e non trova basi nella realtà.

          2. Anonimo

            Ai pedoni delle menate tra medioevali e moderni e tra auto e bici, gliene importa poco.

            State dove volete ma non sul marciapiede. Che è già occupato dai tavolini degli imprenditori della ristorazione (col SUV) 🙂

  3. Anonimo

    Io non so dove viva Biagio, forse in una realtà parallela ma io tutti sti ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi e investono la gente non li vedo. Leggo invece costantemente la cronaca locale piena di ragazzi che si schiantano in auto il venerdì sera, bambini investiti da automobilisti al cellulare, ubriachi al volante che fanno stragi..

    È costantemente vedo una marea di automobilisti che appena possibile superano tutti i limiti immaginabili perché tanto non esistono più vigili urbani a multarli e gli autovelox in tutta la città sono una manciata, tutti segnalati con tanto di cartello.

    Ma se il problema sono i ciclisti andiamo bene, è proprio come girare con fettoni di salame sugli occhi spessi qualche centimetro. Attraverserete una strada trafficata (di auto naturalmente) con le fette di salame sugli occhi?

    1. Anonimo

      Io invece non so dove vivi tu.
      Di ciclisti che sfrecciano sul marciapiede e mandano a quel paese il pedone che non si sposta (in un’occasione me medesimo) ne ho visto parecchi.
      E non ho mai e dico MAI visto un ciclista fermarsi al semaforo rosso
      ” perché tanto non esistono più vigili urbani a multarli ” e i pedoni e gli automobilisti devono tenere gli occhi ben aperti, altro che fette di salame.

      1. aa

        Bisogna ammettere però che per i pedoni il semaforo rosso sembra essere interpetato più come un consiglio che come un obbligo.

          1. aa

            In realtà la mia era più un autocritica.
            Visto che io, come credo il 99% della gente a piedi, ignoriamo appena possiamo i semafori.

            Direi che tutta la gente in bici si sente un pedone con le ruote a ragione credo io (a torto secondo molti altri).

  4. B76

    Sì alle sedute e alla fontana. No agli alberi. Certe volte le piazze devono restare semplicemente piazze, senza scimmiottare un giardino.

    Sono palazzi belli che meritano di essere visti. Coprirli con degli alberi sarebbe come mettere un armadio davanti a un bel quadro.

  5. Alberto

    Concordo con B76. La piazza necessità semplicemente di una pavimentazione e arredo urbano adeguati a mettere i risalto la bellezza e l’imponenza delle facciate monumentali del primo Novecento.
    Mettere due alberi in questo punto serve solo a coprirne la vista per un motivo ideologico.

    1. Sgb

      Scusate ma a me fa ridere questa continua diatriba che vede contrapposte le varie categorie di automobilisti, ciclisti, pedoni, ecc ecc.
      Il punto è che tanti appartengono, in diversa percentuale, a tutte queste categorie e quindi la discriminante è il rispetto delle regole.
      Secondo me un automobilista incivile è anche un ciclista incivile. Viceversa un automobilista civile lo è anche quando va in bici.
      L’equazione è: se parcheggi l’auto in doppia fila, in bici vai sul marciapiede anche se puoi stare in strada.
      Oppure se quando sei in “centro” parcheggi nei multipiano, col monopattino non sfrecci in mezzo alla gente.
      Rimane il problema che purtroppo a Milano si fa fatica a far rispettare le regole base. In modo trasversale.

      1. Wf

        No.
        La discriminante è lo spazio assegnato a ciascun mezzo.

        90% alle automobili

        Il restante 10% diviso tra ciclisti, pedoni e altri mezzi.

        È questo il vero motivo del conflitto.

      2. Anonimo

        Lascia stare, è tempo perso. I guelfi e i ghibellini sono solo interessati a sentire la propria voce…

        Io concordo con te. Sono un ciclofilo con migliaia di km pedalati a Milano da ben prima che le piste ciclabili fossero anche solo sognate. So perfettamente che numerosità e gravità degli incidenti con autoveicoli supera di ordini di grandezza quelli dei velocipedi.

        Però pensavo, a torto evidentemente, che il ciclista avesse una cultura superiore alla media e potesse convenire che il codice della strada va seguito da tutti dalla mamma che spinge la carrozzina all’autista di TIR.
        Invece la miopia faziosa da tastiera obnubila anche i miei consanguinei pedalatori
        Che tristezza!

        1. Wf

          Cosa è che non hai capito della frase

          La discriminante è lo spazio assegnato a ciascun mezzo. 90% alle automobili
          ?

          Vuoi che ti facciamo un disegnino così capisci meglio?

          O prererisci un libro 3d con i disegni che escono fuori dalle pagine?

          1. Anonimo

            Cosa è che non hai capito della frase

            ” il codice della strada va seguito da tutti dalla mamma che spinge la carrozzina all’autista di TIR.” ?

            Leggi bene e ripeti con parole tue, forza.

          2. Andrea

            @Anonimo 9:46 Hai appena scritto l’undicesimo comandamento, però non sei Dio. Come intendi farlo rispettare? Il tuo è solo uno sfogo nei confronti delle persone che non sono lige alla legge come te? Non capisco dove vuoi arrivare.

            E no, i ciclisti sono esseri umani come tutti, non sono “persone con una cultura superiore alla media”. Tratta la bicicletta come un mezzo di trasporto e non come una categoria di persone diverse dagli altri!

            Perché se vantarsi di passare col rosso discredita la “categoria”, anche millantare di aver fatto migliaia di chilometri senza aver mai sgarrato il CdS è abbastanza ridicolo.

            Da essere umano peccatore avrai mai fatto uno sbaglio in vita tua? Ti chiedo: se uno sbaglia a Milano, potenzialmente fa meno danni se è in sella ad una bici oppure se è seduto sul sedile di un’automobile? Parliamo di questo in un blog di urbanistica!

            Poi quando andremo a messa penseremo più in generale a come peccare di meno, ma è un altro argomento.

          3. Anonimo

            Peccato che i ciclotalebani che passano col rosso o infrangono il codice della strada in vari modi non”SBAGLIANO” ma sono CONVINTISSIMI che sia un loro sacrosanto ecosostenibile diritto divino datogli da Greta Thumberg.
            PS non sono l’Anonimo delle 21:32.

          4. Andrea

            @Anonimo 10:54 Che ti interessa di cosa sono convinti i “ciclotalebani”? Qui si parla di urbanistica mica delle categorie di persone che ti stanno antipatiche e delle loro convinzioni.

          5. Anonimo

            Pare che la discussione, alla quale hai partecipato anche tu, volgeva in questo senso.
            Pare.

          6. Andrea

            @Anonimo 11:44 No la discussione era tra chi chiede di togliere spazio ai ciclisti perché gli stanno più antipatici delle altre categorie di utenti (che non rispettano le regole tanto quanto i ciclisti, che mettono a rischio la salute delle persone più dei ciclisti ma non si capisce perché questo non conta nel giudizio) e tra chi invece sostiene che la bici sia intrinsecamente un mezzo più adatto alla città rispetto all’auto e quindi va incentivato il primo a discapito del secondo per questioni puramente razionali e pratiche.

            La pistola è più pericolosa del coltello quindi solo per la seconda ci vuole il porto d’armi. Le barche a motore sono più pericolose di quelle a remi quindi vicino alle coste non ci possono andare. Sono regole di buon senso, non è che chi brandisce coltelli ha ideali più elevati di chi usa la pistola o chi viaggia con la barca a remi è più simpatico di chi ha lo yact.

            La bici può andare nelle aree pedonali perché è poco pericolosa, l’auto no. È una regola semplice e di buonsenso.

            Nel commento di Biagio ci vedo solo antipatia nei confronti di una categoria di persone, la sua proposta non ha alcun senso razionale, se il suo obiettivo è migliorare la mobilità cittadina e renderla più sicura dovrebbe chiedere più spazio per le biciclette per consentire a tutti i cittadini di muoversi con mezzi sicuri e adatti all’ambiente urbano. Chiedere ulteriori limitazioni dei mezzi più sicuri e pratici che abbiamo per muoverci in città è un controsenso.

          7. Anonimo

            “Nel commento di Biagio ci vedo solo antipatia nei confronti di una categoria di persone”
            Continuate a giustificare i ciclisti che “sbagliano” o “delle auto più pericolose delle biciclette”, delle pistole coltelli barche a motore o barche a remi,
            il vostro benaltrismo arrogante vi renderà sempre più antipatici.

          8. Anonimo

            Interpreto:
            Forti (ciclisti) con i deboli (pedoni)
            Deboli (ciclisti) con i forti (automobilisti)

            Ma forse anch’io ho il cervello montato su dove mi siedo sul sellino. Si, quello della bici che io uso e non considero un mero argomento per crociate inutili

  6. Wf

    Se non volete le biciclette sui marciapiedi restringete le corsie delle automobili e fate le corsie ciclabili al loro posto.

    Le biciclette non si smaterializzano da qualche aorte devono passare.

    Bisogna dare spazi alla ciclabilità sennò lo spazio se lo prendono da sole.

    Stacce

      1. Wf

        I deboli sarebbero gli automobilisti che si sono appropriati con la forza del 80% del suolo e dello spazio pubblico comune quindi di tutti?

        Fammi capire come ti hanno montato il cervello a te.

        Invece che in alto sul collo tenlo hanno montato in basso nel… ?

        No vorrei capire la logica del debole automobilista povera vittima innocente…

        Qui siamo ai pazzi, siamo..

        Da tso.

        1. Anonimo

          Il debole è il pedone.
          Nella tua visione del mondo manichea il ciclista e l’automobilista si spartiscono la terra, come Francia, Inghilterra e Spagna nel secolo delle colonie…

          Ci sono altri personaggi in questa saga. Molte persone qui cercano sommessamente di farlo presente

          1. Anonimo

            Esatto.
            E non solo sono i oedoni i deboli ma ci sono MOLTI più pedoni che auto (e a maggior ragione bici) a Milano.

        2. Anonimo

          Interpreto:
          Forti (ciclisti) con i deboli (pedoni)
          Deboli (ciclisti) con i forti (automobilisti)

          Ma forse anch’io ho il cervello montato su dove mi siedo sul sellino. Si, quello della bici che io uso e non considero un mero argomento per crociate inutili

  7. Andrea

    Decine di commenti a dire che i maleducati si trovano in tutte le categorie e tu hai il coraggio di uscirtene con “i ciclisti forti con i deboli”?

    È esattamente questo il punto, c’è chi parla di urbanistica e propone soluzioni per migliorare le città e chi la butta in caciara per lasciare le cose così come stanno.

    L’auto non è un mezzo adatto alla città, per questo va disincentivato, questo non è un fatto di educazione ma di logistica.

    1. Anonimo

      Commento da ciclista.
      Sentir dire che dal momento che non ci sono spazi per le bici, queste se lo prendono (togliendolo ai pedoni, non invadendo le tangenziali), suona proprio come un forte con i deboli e debole con i forti

    2. Anonimo

      Decine di post tuoi deliranti in cui mischi parole come sbagli, infrazioni, crimini, reati, peccati come fossero sinonimi, dimostrando che tu pensi di avere una autorità morale superiore alla legge e che pertanto tu possa insindacabilmente separare comportamenti accettabili e non, infischiandotene di leggi e regolamenti

      Il tutto con un logica ed italiano rivedibili

  8. Andrea

    Non c’è nulla di morale o moralistico in ciò che ho detto. Anzi, al contrario, ho espresso pensieri puramente logici e razionali. Potranno anche essere sbagliati ma sicuramente la morale non c’entra niente.

    La tua tecnica di buttarla in caciara è sempre la stessa: vai off topic rispetto all’argomento del blog e ti metti a parlare di comportamenti “legali o non legali”. Vai in un blog di giustizia a parlare di queste cose! Qua si tratta di urbanistica.

    1. Anonimo

      “ Vai off topic rispetto all’argomento del blog e ti metti a parlare di comportamenti “legali o non legali”. Vai in un blog di giustizia a parlare di queste cose! Qua si tratta di urbanistica”

      Se c’è un elemento che qualifica l’urbanistica è la sua connessione con la società umana e i suoi comportamenti, e tu te ne esci con queste perle…
      Sei un poveretto

      1. Wf

        @Andrea

        Lascia perdere gli azzeccagarbugli da 4 soldi col la retorica da operetta.

        Sono gli stessi che studiano per farsi togliere le multe con 4 blablabla sprecando anni di studi da simil avvocaticchi…

        Gli rode ancora avere perso rovinosamente le elezioni

        1. Anonimo

          Cosa c’entrano le elezioni lo sa solo Wf

          Comunque forse ci sono buone notizie per lui

          Dagotraduzione dal Daily Mail

          DEMENZA
          Gli scienziati della New York University credono di aver trovato le cellule cerebrali responsabili delle malattie neurodegenerative come la demenza. Secondo i ricercatori sono gli astrociti, cellule cerebrali che eliminano le particelle tossiche accumulate nel cervello e nutrono i neuroni, a svolgere un ruolo chiave nel processo di decadimento cerebrale: test di laboratorio sui topi hanno mostrato infatti che gli astrociti svolgono anche un altro ruolo, quello di uccidere i neuroni danneggiati.

        2. Anonimo

          Bravo Robespierre della Bovisa!
          Continua con i velleitarismi e i massimalismi con cui riempi i tuoi messaggi e con cui li riempie in modo ancor più risibile il povero Andrea.

          Molti di quelli che vi spennacchiano “hanno vinto le elezioni” (io “ho vinto” sia al comune sia sl municipio), utilizzano la bici e sono sostenitori della riduzione di spazi dominati dalle auto, ragionano in modo pacato senza giacobinismi che non portano da nessuna parte.

          Non è con le intemerate abbaiate come le vostre che si cambia e migliora. Così si polarizza ed ideologizza la discussione è si rafforza il muro difensivo di chi si sente attaccato, facendo il doppio della fatica per ottenere metà del risultato rispetto ai propri obiettivi. Specie a Milano dove essere dei capipopolo populisti non paga molto

          Comunque rifletti sulla dozzina di commentatori che si sono succeduti da Biagio in giù a sostenere educatamente tesi non troppo distanti dalle tue ma con modalità a te indigeste: pensi che questa gente sia la quinta colonna delle destre autoritarie finanziate dalle lobby delle auto e dei combustili fossili, odiatori di ciclisti o ciclofili masochisti?

          Cresci, please

  9. Anonimo

    Perdonami, sarà stato un tuo omonimo che ha condiviso capisaldi dell’urbanistica su coltelli e pistole, e barche a remi e lo yacht, sull’antipatia verso i ciclisti, e su peccati e peccatori

    Ancora scuse. La prossima volta firmati Andrea l’Urbanista, così ti distinguo da Andrea l’Onnisciente

    Però nel dubbio, qualsiasi sia la versione di Andrea, non attaccare chi esprime civilmente la necessità di separare percorsi per bici e per pedoni (legittima urbanisticamente) come è legittima quella di creare percorsi ciclabili separati dagli spazi per auto. Non è la tecnica di buttare in caciara zittendo gli Unti del Signore, ma solo esprimere opinioni educatamente

    1. Anonimo

      E dai, non infierire, sai che quando @Andrea, pora stela, spara cazzate cioè quasi sempre, non molla l’osso e vorrebbe avere l’ultima parola facendo ta toppa peggiore del buco come si suol dire.😩

    2. Andrea

      “@Andrea, pora stela, spara cazzate”, “Sei un poveretto”, “anch’io ho il cervello montato su dove mi siedo sul sellino”, “DEMENZA”, “Decine di post tuoi deliranti”.

      Rileggi i miei commenti, in questo articolo quelli firmati con “Andrea” sono tutti miei, io non ho mai attaccato nessuno e ho sempre espresso il mio pensiero con toni pacati, educati e provando ad utilizzare logica e razionalità per dare forza alle mie argomentazioni, aiutandomi anche con paragoni basati su alcuni aspetti della cultura italiana.

      La bicicletta è il mezzo più adatto alla città per dimensioni, velocità e praticità d’uso, va agevolato a favore dei pedoni (che ci guadagnerebbero) e a discapito di mezzi inadatti alla città come le automobili, che ci fanno sprecare un mucchio di risorse solo perché un nostro pregiudizio culturale ci fa ritenere che siano così tanto indispensabili.

      Chiedere, come ha fatto Biagio, un disincentivo all’utilizzo della bici con un guadagno risibile in termini di sicurezza (qualche ginocchio sbucciato in meno) e senza avanzare proposte su come trattare ciò che mina veramente la sicurezza del pedone (a livello statistico) cioè l’automobile è controproducente per la causa.

      Non ho dato nessun giudizio morale, a differenza di chi giudica moralmente me sostenendo che con queste frasi ho giustificato i comportamenti di qualcuno oppure che ho attaccato qualcunaltro.

  10. Anonimo

    Biagio aveva sottolineato che un’area pedonale dovrebbe essere percorsa da persone a piedi inclusi ciclisti che spingono il loro mezzo. Non mi sembra una richiesta pro auto, ne’ un disincentivo all’uso della bici (smonti, spingi per certo percorso, risali in sella quando riprendi la ciclabile o la strada)

    I rischi ed i disturbi che un ciclista che vada a velocità sostenuta possono arrecare ai passanti sono molto inferiori a quello di un autoveicolo, ma negarli è come dire che uno scippo è nulla rispetto ad un genocidio e pertanto si può derubricare a bagattella.

    Tanti ti hanno scritto che l’argomentazione “bisogna dare spazi alla ciclabilitá sennó se lo prendono da sole” è una posizione ricattatoria e aggressiva che è pure controproducente per la causa, ma tu e il tuo sodale non sembrare capirlo.

    Ammetterai che certe follie su yacht/barche a remi e coltelli/armi da fuoco possano far sorridere, pur nella loro razionale logica aristotelica (Andrea-stotelica?). Accusando poi altri di metterla in caciara o di essere retorici…

    Da parte mia passo e chiudo

    1. Biagio

      A Milano 2 oltre alle strade per le auto ci sono piste ciclabili e sentieri pedonali perfettamente separati e non mi sembra un disincentivo per l’uso delle biciclette. Certo, a Milano tutto è più difficile ma si potrebbero creare piste ciclabili anche all’interno di zone pedonali (penso a via Dante o corso Vittorio Emanuele). Un’autocritica. Nei mio primo messaggio ho generalizzato sui ciclisti. Avrei dovuto dire che solo alcuni non si comportano bene. Non bisogna mai generalizzare.
      Ma spesso ce lo scordiamo e me lo sono dimenticato anche io.

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