Milano | Verde Pubblico – La città invasa dalla cocciniglia giapponese che compromette gli alberi

Milano.

Maggio 2026. Da qualche anno sta comparendo sempre più spesso sui rami degli alberi di Milano e dell’hinterland una presenza insolita: lunghi filamenti bianchi ad anello che sembrano decorazioni appese ai rami. Si tratta della Takahashia japonica, una cocciniglia originaria dell’Asia comparsa per la prima volta nel Milanese nel 2017, a Cerro Maggiore, e diffusasi rapidamente tra Milano, Brianza, Varesotto e Comasco.

L’insetto colpisce numerose specie arboree, tra cui aceri, albizie, alberi di Giuda, carpini, gelsi, bagolari e liquidambar. In questo periodo la presenza degli ovisacchi è particolarmente evidente: le femmine producono centinaia di uova senza fecondazione e i caratteristici anelli bianchi stanno comparendo un po’ ovunque, come mostrano anche le tante segnalazioni pubblicate su Partecipami.

Il problema principale riguarda la salute delle piante. La cocciniglia si nutre infatti della linfa proprio durante la ripresa vegetativa, indebolendo progressivamente gli alberi che, nel tempo, possono anche non sopravvivere all’infestazione e qualche esemplare è già seccato, come evidente in molte parti della città.

Contrastarla non è semplice. Intervenire ora rischierebbe di danneggiare anche gli insetti impollinatori attratti dalla melata prodotta dal parassita. Per questo gli eventuali trattamenti vengono consigliati soprattutto tra autunno e inverno, utilizzando oli o sali potassici.

Nel frattempo Comune di Milano e Regione Lombardia stanno valutando possibili strategie condivise per il contenimento dell’insetto, mentre ai privati viene consigliato di eliminare soltanto i rami più infestati, evitando però potature drastiche.

  • Referenze immaigni: Roberto Arsuffi
  • Info: Corriere della Sera
  • Verde Pubblico, Arredo Urbano, Infestazioni, takahashia japonica, cocciniglia, degrado, alberi,
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14 commenti su “Milano | Verde Pubblico – La città invasa dalla cocciniglia giapponese che compromette gli alberi”

  1. Il parco di Villa Litta ad Affori è infestatissimo ma non si vede nessun intervento per proteggere il patrimonio verde di alberi secolari presente all’interno del parco !
    Speriamo che il comune intervenga presto !!
    Abbiamo evidenziato il fatto ma senza successo ! Peccato

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  2. Purtroppo il cambiamento climatico e il commercio senza regole di piante e merci ha portato molte specie aliene( popilla japonica , granchio blu ,scoiattolo grigio ecc) per cui non ci sono cure magiche ed è sempre più difficile contrastarle perché non hanno antagonisti naturali e non ci sono al momento strumenti efficaci e non pericolosi per animali e persone. Dovremmo tutti fermarci e pensare a dove stiamo andando con lo sfruttamento eccessivo del pianeta e poi non limitarci a dare la colpa perché nessuno interviene

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    • Osservazione giustissima.
      E’ sempre un inneggiare alle mancanze di qualcuno, ma non si mette mai in discussione il modello di “vita” che si è sposato. Eppure sta tutto li, nel cambiare quelle – purtroppo, ormai – abitudini radicate, che stanno rivelando tutta la loro “debolezza” e compromettendo equilibri.

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    • Il granchio blu si è diffuso seguendo le regole, quelle del globalismo, ovvero far venire tutto e di più da chissà dove, per guadagno di pochi; per il nostro paese, il problema è complicato dal fatto che, come in molte altre situazioni, l’ unione europea complica le cose; la commissione europea non vuole infatti decidere di inserire tale specie tra le esotiche invasive, per problemi tipici del delirio burocratico europeista, scaricando a livello di ogni singolo stato le contromisure da prendere e indebolendo così l’ efficacia del contrasto.

      Riguardo allo scoiattolo grigio, detto senza voler fra polemica, ma l’ allarmismo rischia di cadere nel ridicolo; ci manca solo che per qualche solerte politico si sguinzaglino special forces contro gli scoiattoli; questo scoiattolo non si è diffuso, come dice una certa propaganda, sottraendo areale al rosso, ma occupando zone dove scoiattoli mai erano stati prima, come i nostri parchi cittadini, oppure aree boschive dalle quali era già scomparso il rosso.
      Inoltre si è notato che grazie alla diffusione del grigio, la crescita di nuovi alberi aumenta, per le abitudini comportamentali caratteristiche.

      Forse è questo il problema, lo scoiattolo grigio non cementifica certo il territorio con una semplice SCIA a oneri di urbanizzazione ultraridotti.
      Ci sono specie invasive in pianura di cui nessuno parla mai, come le cornacchie grigie, ma fanno danni seri alla fauna.

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  3. Anche molti settori del Parco Nord sono pesantemente infestati; così come molti alberi dei viali della Bicocca Università e ci sto male se penso che fra qualche anno potrebbero essere morti senza, probabilmente, essere sostituiti.

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  4. La situazione sta diventando drammatica in modo esponenziale.
    Comune e Ersaf (Regione Lombardia) non stanno facendo nulla e, anzi, sostengono che le piante non muoiono ma non è vero.
    Segnalai uno dei primi focolai al parco Trenno credo nel 2018. Forse si sarebbe potuto fare qualcosa.
    Non ci si rende conto che la situazione è drammatica

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  5. Al parco di viale Argonne a Milano hanno iniziato ed esserci le uova. E via Piranesi ha tutti gli alberi pieni. Leggere che non serve a nulla segnalare perché tanto non intervengo è molto triste.

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  6. Vi posso segnalare che anche il filare di alberi che chiude il parco del Portello verso viale Serra è già pesantemente infestato. Speriamo in un urgente taglio dei rami per tamponare.

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