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Milano | Brera – La città vivibile: piantare alberi in via Cusani

Un nostro grande cruccio a proposito dell’arredo urbano è senza alcun dubbio via Cusani, via che unisce via Broletto, Via Ponte Vetero con Largo Cairoli.

Antica via del centro storico sorta dove si trovava la Porta Cumana o Porta Cumensis, il varco nella cinta difensiva della città romana. Qui si trovava anche il fossato per far scorrere l’acqua del fiume Seveso deviata a protezione della città, Via Ponte Vetero (ponte vecchio) ne testimonia la presenza. Anticamente veniva chiamata Contrada da Baggio, dal nome della nobile famiglia lombarda che aveva il feudo alle porte della città. Il toponimo tuttora attribuito alla strada venne dato dal conte Wilzeck, ministro imperiale, nel 1786, in omaggio al marchese Ferdinando Cusani, che qui aveva il suo sontuoso palazzo. Sempre in questa via si trova un bellissimo edificio signorile, palazzo Cagnola, realizzato nel 1824. Insomma, una presentazione mica male per una semplice via molto larga a due passi da Brera e dal Castello Sforzesco. Eppure, come abbiamo altre volte sottolineato e come ci piace farvi notare ancora una volta, la via è l’apoteosi della sciatteria, come potete vedere dalle nostre foto che prendono anche in considerazione l’imbocco di via Ponte Vetero e via Sacchi.

La via è abbastanza larga confronto ad altre vie del centro storico, questo perché nel corso della sua storia, come dicevamo, si formò là dove convergevano le antiche strade che provenivano dal versante nord-ovest convergendo verso il nucleo dell’antica Mediolanum passando dalla porta Cumana(posizionata all’incirca dove via del Lauro incrocia via Broletto). Come davanti ad ogni porta cittadina, si era formato un piazzale e via Cusanni, partendo da esso e dirigendosi verso il Castello di Porta Giovia (Sforzesco) aveva un andamento ad imbuto, ampio all’inizio e più stretto verso il fondo. Fino all’inizio del 1900 al centro si trovava un edificio demolito per allargare la via. Nel dopoguerra, causa danni bellici e piani regolatori futuristici, il lato settentrionale di via Cusani fu demolito e rettificato con palazzi moderni (abbastanza discutibili, compreso l’edificio Casa Binda, progettato da Ignazio Gardella).

Via Cusani e via Ponte Vetero nel 1884. Si può notare il gruppo di edifici che si trovavano al centro della via (con biforcazione di via San Marcellino)

Grazie o per colpa dell’essere una larga via, le giunte comunali susseguitesi nel corso dei decenni, pare abbiano fatto apposta ad inserire oggetti, creare modifiche, distruggere aiuole (fino al 2003-5 si trovava un’aiuola più grande al centro, oggi cancellata), spostare marciapiedi e allargare carreggiate senza un vero criterio o filo logico.

Quindi oggi la via non ha forma. Pali ovunque e disordinati, una strisciolina di verde lasciata per pietà catrame a profusione, parcheggi là dove ci potrebbe stare un’aiuola, insomma un campionario di sciatteria e menefreghismo governativo senza eguali nell’area centrale.

Qui di seguito alcune immagini che mostrano quale sia il disordine urbano anche in questo incrocio, tra le vie Ponte Vetero e Sacchi, dove è stato creato un parcheggio lungo la lingua di marciapiede.

Nella via si trovano anche oggetti come questi totem istallati e poi abbandonati.

Naturalmente il parcheggio selvaggio è all’ordine del giorno anche qui. Ma anche l’angolo lasciato a parcheggio è veramente brutto.

Quali soluzioni adottare? Il nostro sogno, che abbiamo più volte ribadito su queste pagine, a proposito di questa via, è la piantumazione di grossi alberi (meglio platani) che coprano gli edifici moderni, fuori scala e fuori contesto, raddrizzare il più possibile la via e i marciapiedi, mettere ordine. La Sovrintendenza potrebbe dire la sua, come al solito, sostenendo che qui non vi erano alberi (è già successo in altri luoghi storici), noi diremmo che qui non vi erano neanche palazzi alti 8 piani o addirittura di 14/15 piani. Insomma, ci piacerebbe vedere una via così importante e centrale trattata e tenuta meglio di quanto non lo sia oggi che pare più un retro da supermarket.

Quindi noi vorremmo suggerire alla Giunta dove iniziare a piantare alberi in centro, visto i nuovi propositi del Comune: per una città più verde e più vivibile.

Come abbiamo detto sopra, la via è larga e ne avremmo un beneficio anche estetico. Noi abbiamo provato a ridisegnare la via e l’incrocio a grandi linee. Qui di seguito alcuni fotomontaggi di come cambierebbe radicalmente la via se fosse alberata.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Brera – La città vivibile: piantare alberi in via Cusani

  1. Anonimo

    Bravi! Meno auto, meno parcheggi selvaggi, più verde e poi spazio alle persone e alle attività commerciali che rendono bella e ricca la città. Ogni parcheggio in superficie eliminato e ogni via riqualificata portano ricchezza, turismo e qualità della vita. Quando lo capiremo?

  2. Andy

    Qualunque via con più alberi divente migliore. Detto questo, ragionare come l’utente anonimo qui sopra è degno dei migliori sognatori: dire “meno auto e meno parcheggi selvaggi” va benissimo finché le auto in questione non sono le proprie, vero? Eliminare un parcheggio in superficie va benissimo se prima costruisci posti auto sotterranei. Altrimenti è una cretinata che non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione da una persona evoluta.
    Dai, siamo seri, cazzo

    1. Anonimo

      No invece. Piano piano i parcheggi vanno limitati, è molto semplice. Solo in questo modo attiri meno auto dove le auto devono assolutamente essere limitate: il pieno centro di una città con svariate linee di metro e tram.
      Se costruisci parcheggi sotterranei attiri solo nuova utenza, quindi muove auto. Non è immediatissimo capirlo ma se ci si ragiona ci si arriva: se costruisci strade o parcheggi per le auto ottieni più auto, se costruisci marciapiedi e migliori le strade ottieni più gente che magari farà qualche metro a piedi in più, o userà i mezzi perché scorreranno più veloci.

      1. Anonimo

        Il parcheggio che “attira traffico” è vero in specifiche circostanze e comunque riferite al classico parcheggio a rotazione.

        Diverso se si tratta di cancellare completamente i posti su strada e mettere i residenti sottoterra (ossia di mantenere i posti complessivi uguali a prima o addirittura ridurli).
        Quasi tutti i condomini costruiti prima degli anni 70 e gli uffici hanno parcheggi insufficienti e molto minori di quelli che si costruiscono ora per edifici equivalenti: si tratta solo di fare parcheggi che ristabiliscano lo standard di posti auto NON su suolo pubblico delle costruzioni moderne.

        1. Wf

          Se i residenti potessero avere a disposizione un parcheggio sotterraneo per l’automobile si comprerebbero la terza auto visto che la superficie sarebbe disponibile per altri parcheggi selvaggi.

          Come l’acqua le auto riempiono sempre tutto ciò che viene liberato.

          1. Anonimo

            A parte che di solito non sono i residenti a fare “parcheggio selvaggio”,
            i parcheggi sotterranei servirebbero anche a togliere dalla strada anche
            le auto e le centinaia di scooter posteggiati regolarmente sulle strisce ma in ogni caso antiestetici.
            Quindi ben vengano aiuole, alberi, dissuasori e parcheggi sotterranei.

          2. Anonimo

            wf, al di la delle questioni di principio (e dei luoghi comuni tipo “il parcheggio attira traffico, punto”) qui si ipotizzava di cancellare posti auto per residenti gratis per la strada e di dare come alternativa di mettere l’auto sotto terra (che non è esattamente a gratis ma da quelle parti si spera due soldi li abbiano) o di venderla, che altrimenti fra 20 anni quando è elettrica non avrebbero modo di ricaricarla comunque.

          3. Wf

            L’ipotesi di cancellare i posti in superficie è un’ipotesi di “scuola”,
            poichè nella realtà cinica e bruta di Milano è pragmaticamente irrealizzata.

            Non vedo le premesse politiche e tecniche per impedire fisicamente la sosta in superficie. È quindi forse li mettere le auto sottoterra.

            Resterebbero delle rampe e ascensori e inevitabili percorsi di uscita è di entrata nel parcheggio sotterraneo che tutto sono tranne che una riqualificazione urbanistica con pedoni, alberi e verde.
            Ma inevitabili barriere e muri per l’uso del parcheggio.

            Esattamente come in piazza Diaz…
            Quella è la riqualificazione a verde che immaginate?

            Senza pensare che si.i parcheggi attirano auto e invogliano i residenti a usarla il più possibile generando comunque viavai da fuori e dentro il silos interrato.

            Voi andrete a far una passeggiata di piacere davanti alle barre di ingresso di un silos?

          4. Anonimo

            Vabbè se il tema è che il Comune di Milano non sa fare le cose e se le fa le fa male o a metà…hai ragione.

  3. Anonimo

    E pensare che questa giunta dice di non spare dove piantare alberi in città.

    Serve veramente uno studio di 2 anni guidato da Boeri per rendere piu’ verde questa città ?

  4. Anonimo

    Tra qualche mese sarà nuovamente autunno e nulla è stato fatto per rendere la città meno assediata dall’ inquinamento e dalle polveri sottili. Ci troveremo ahimè a dover star chiusi in casa con le finistre chiuse mentre il nostri amministratori spendono parole, solo parole, soltanto parole su questo tema.

    O2 – O2- O2…..I Milanesi vogliono, anzi hanno bisogno di ossigeno !!! Piantate questi benedetti alberi e finitela di parlare !!!

  5. Wf

    La zona è pure una strada da ricchi e fa schifo peggio del retrobottega di un supermarket in pienissimo centro storico.

    L’unico arredo urbano che oggi si intona con la zona sono le cacche dei cani.

    Terzo mondo per parcheggiare.

  6. Precotto doc

    Invece di spendere soldi per la miriade di zone cani , pulizia recinzione e sacchetti gratis ( se li potrebbero pagare i proprietari visto che ormai viaggiano con due e tre cani alla volta) destinarli alla piantumazione di alberi che sono per tutti

  7. Anonimo

    In quel punto servirebbe proprio una ripulita, degli alberi, radere al suolo l’odioso pavè e mettere due piste ciclabili (magari in proseguimento verso Brera, previo togliere il pavè pure su quella direttrice).

    Magari, visto che è uno slargo bello grande e in zona ci son vari uffici, ci starebbe anche un parcheggio sotterraneo, magari in versione contemporanea, ossia dedicato solo alla mobilità elettrica che tempo 20 anni sarà dominante ed ha bisogno di adeguati spazi per la ricarica – di disseminare i marciapiedi in strada di colonnine di ricarica magari anche no…

    Speriamo prima o poi in un bel progetto o in una idea. Magari evitando gli sbagli fatti per la vicina Piazza Castello che dopo concorsi su concorsi, percorsi partecipati, referendum coi cittadini e commissioni che stravolgevano quel che avevan scelto i cittadini è…ancora li da sistemare.

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