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Milano | Porta Lodovica – Salviamo la chiesa di San Paolo Converso

In Corso Italia, esattamente in Piazza Sant’Eufemia, ci sono due chiese ravvicinate, una più antica, Sant’Eufemia fondata verso il 472, ma rimaneggiata nell’Ottocento, e l’altra più “recente”, San Paolo Converso del 1500.

La chiesa di San Paolo Converso nacque come chiesa del convento della Congregazione delle Angeliche. Iniziata nel 1549, la costruzione andò avanti per lungo tempo. La bella facciata barocca venne completata nel 1619 ed è opera di Giovan Battista Crespi detto il Cerano.

La chiesa barocca è ricca di affreschi e tele di valore, raffigurano la conversione, il battesimo, il miracolo e il martirio di San Paolo Apostolo. Dipinti affidate ai cremonesi Giulio, Antonio e Vincenzo Campi. Ma nonostante l’importanza delle pitture, la chiesa, come molte altre chiese milanesi, sul finire del Settecento venne sconsacrata e venduta, affittata e trasformata. Trasformata in magazzino, la chiesa venne restaurata e riutilizzata con un fine più nobile, quello di sala par concerti. Qui tra gli anni ‘60 e ‘80 è stata anche uno studio di registrazione, ospitando autori straordinari come Maria Callas e Mina.

Recentemente ha ospitato esposizioni artistiche e da qualche anno è anche sede dello studio CLS architetti di Massimiliano Locatelli, che ha sapientemente inserito la struttura metallica per gli uffici, nell’aula del convento, senza toccare le preziose pareti, come avevamo visto in un precedente articolo.

Recentemente l’artista Asad Raza (Stati Uniti, 1974), ha allestito all’interno della navata unica, un mini campo da tennis. L'”opera”, come quasi tutte le istallazioni ha lo scopo di provocare, ma era proprio necessaria quest’operazione?

Per carità, alle pareti sono state installate delle reti ad impedire alle palle e quant’altro, di colpire i quadri cinque-seicenteschi, ma quello che ci chiediamo è perché questa bella chiesa non sia mai aperta al pubblico, se non in rari casi, ci sia uno studio di architettura al suo interno e soprattutto non sia ancora stata restaurata?

A Milano abbiamo luoghi preziosi e ricchi d’arte che altre città europee si sognerebbero, ma che come spesso accade, li teniamo nascosti e chiusi, quasi non volessimo mostrarli.

Vari utilizzi della chiesa sconsacrata, forse è un po’ troppo?

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


6 thoughts on “Milano | Porta Lodovica – Salviamo la chiesa di San Paolo Converso

  1. Anonimo

    l’operazione, come la chiamate voi, ha portato un’attenzione sulla chiesa come non accadeva da anni.
    l’opera – che voi mettete tra virgolette, esprimendo così il vostro giudizio – può piacere o non piacere, ma non intacca la struttura in alcun modo, reinterpretando il luogo e avvicinandolo a persone che altrimenti non avrebbero mai messo piedi nella chiesa.
    c’è sempre di che lamentarsi?
    vedere il bicchiere mezzo pieno a volte non si può?

    1. Anonimo

      Se oggi attirare l’attenzione significa banalizzare, svilire, danneggiare il patrimonio artistico per l’ennesima esibizione narcisistica del cafonesco contemporaneo, che non provoca più nessuno, meglio tenere chiusi i luoghi d’arte. La chiesa è proprietà privata ma si spera sia comunque vincolata. Per conoscere la chiesa esistono libri d’arte e le celebri vedute di Dal Re oltre al dipinto di Bellotto, naturalmente tra uno smash è una volée per gli anonimi intenditori.

  2. antonio

    Le belle arti sono troppo occupate a proteggere il muro di PORTA GENOVA?
    La Chiesa è privata ma tentare un accordo con proprietario per una apertura parziale al pubblico è troppo?

  3. Anonimo

    Tipico post italiano, tipico post milanese: criticare ogni forma di modernità a favore dei bei tempi che furono. Ma basta! CLS ha trasformato questa chiesa in un capolavoro. W la modernità, W l’evoluzione! Della Callas e dello studio di registrazione però non dici niente? Delle vibrazione sonore che hanno sicuramente danneggiato gli affreschi nulla, vero? Che pesantezza!

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