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Milano | Duomo – Potature stagionali per le piante nell’aiuola delle polemiche

Dopo due anni dall’allestimento delle palme delle polemiche nell’aiuola di Piazza del Duomo, oramai i milanesi pare si siano proprio abituati, come succede sempre, una gran cagnara per nulla.

L’aiuola venne progettata dallo studio di Marco Bay, sponsorizzato da Starbucks, all’epoca pronta ad aprire il suo primo caffè a Milano, sollevando polemiche inutili per la scelta della vegetazione.

Vennero piantati dei filari di palma (nome botanico Trachycarpus fortunei) e delle piante di banano (Musa ensete). Ieri i giardinieri comunali hanno potato e sistemato le aiuole, dove gli arbusti, le graminacee e le piante perenni con fioriture stupende come la varietà ‘Vanille Fraise’ e di ibisco, erano diventate così rigogliose che oramai nascondevano persino le altre piante. Ci si prepara alla primavera.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Duomo – Potature stagionali per le piante nell’aiuola delle polemiche

  1. Anonimo

    Altro che abituati…conto i minuti che mancano alla fine della sponsorizzazione (un anno). 🙂
    Sarò un illuso ma spero sempre che fra un anno si sistemi sul serio quell’area, spostando il parcheggio taxi e facendone qualcosa di realmente godibile. Adesso se ti fermi per fare una foto tra auto che ti stirano e venditori di braccialetti e altre amenità, non è il massimo.

    In ogni caso è bene che abbiano disboscato un po’.

    1. Luca Adorna

      del resto, quello scempio di piante son state messe lì apposta, per far sentire un po’ più a casa loro i “venditori” di braccialetti

  2. _

    Un bel giorno arriverà qualcuno a Milano a terminare la pedonalizzazione della piazza, razionalizzare e rendere più decorosi i tavolini dei bar che adesso sono ammassati su un marciapiede strettissimo di fronte a un parcheggio taxi, ripulire (o rimuovere) la statua del re a cavallo ricoperta di guano di piccione che fa un po’ schifo anche ad avvicinarsi, far pulire i muri dalle scritte, rendere più civile l’attraversamento pedonale su via Mazzini e via Torino, studiare una illuminazione della piazza e dei palazzi prospicienti congruente con quella del Duomo, abbellire con aiuole, fioriere e fiori tutta la piazza compreso il piazzale di fronte al palazzo reale ed il lampioni, mettere un arredo urbano congruente e costringere il Duomo a usare qualcosa di diverso da divisori in metallo da mercato per incanalare i turisti in ingresso.

    Quel giorno ci ricorderemo di quando nella piazza svettavano delle palme un po’ rachitiche pagate da una multinazionale che gestisce dei bar in franchising ed erano il massimo del “bello” cui si poteva aspirare.

    Tutto il resto è “cagnara”. Sul serio. 🙂

    1. dealnei

      rimuovere la statua proprio no pulire tutto si anche le piante on sono male ovvio la cosa brutta è il fatto che siano troppo strette una fila di palme non fa molto, ma togliessero quell’orribile strada dei taxi,collegassero i due marciapiedi su livello unico,si potrebbe fare un aiuola più larga con pasaggio in mezzo alle piante tutte aggiustate sarebbe stupendo

  3. Wf

    I taxi hanno addirittura 3 corsie dedicate per fermarsi, posteggiare e fsr salire e scendere le persone.

    E inoltre ci sono addirittura altre due corsie per lo scorrimento delle auto.

    5 corsie per le auto davanti ai tavolini dei turisti.
    Davanti alla cattedrale piu importante del nord italia.
    In piena piazza duomo.
    Nel cuore pedonale.?

    1. Anonimo

      In effetti quelle palme sono una formidabile arma di distrazione di massa dalla terribile realtà che è quell’angolo di piazza principale di Milano.

    2. Andy

      Ecco il solone di sinistra che lotta a testa bassa contro le auto. Posto che sarei curioso che ci dicessi dove metteresti il parcheggio dei taxi, il Duomo non è la cattedrale più importante nel nord Italia ma lo è dell’Italia intera.

      1. Anonimo

        Posso sommessamente farti notale che San Giovanni in Laterano è forse cattedrale leggermente più importante del Duomo di Milano?

          1. Anonimo

            Se si parla di Chiesa Cattolica e nello specifico di “Cattedrali” (che sono le sedi dei Vescovi) è abbastanza semplice dire che San Giovanni in Laterano è Cattedrale più importante del Duomo 🙂

          2. Anonimo

            Se si parla di Chiesa Cattolica “e’abbastanza semplice dire”che il Vescovo di Roma(il Papa) e’ piu’ importante del Vescovo di Milano, ma stiamo parlando del Duomo, per piacere…

          3. Anonimo

            Appunto del Duomo: facciata terminata in fretta e furia da Napoleone con marmi di dubbia qualità e una giargianata di statue e pinnacoli appiccicati senza un minimo di stile nella seconda metà dell’800 come da moda neogotica del momento. Per non parlare degli archi rampanti “finti” perchè non sono strutturali.

            Al Duomo vogliamo tutti bene, ma le sue magagne le ha tutte.

      2. Wf

        Andy scrivi oggi la tua cretinata quotidiana.

        Altre frasi stereotipate di luoghi comuni da destra anni 50 ne abbiamo?
        Non ci facciamo mancare niente.

        Il Duomo è la piunbella chiesa del sistema solare ( semprechè non si abbia mai viggiato e non si sia mai usciti oltre Cantù ndr)

        1. Andy

          Ora che hai finito di ragliare ti insegno una cosa: il Duomo è la cattedrale più importante d’Italia. Non ho detto la chiesa ma ho detto la cattedrale. Gradirei che ci dicessi – dall’alto del tuo sinistrismo – quale sarebbe la cattedrale più importante d’Italia

        2. Joe

          Signor Wf, quella di San Giovanni in Laterano è una basilica, non una cattedrale. Se vuol salire sul pulpito, ci salga da persona istruita e non da qualunquista di sinistra (che fa quasi rima)

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