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Milano | Navigli – Nuovi alberature per il parco Segantini

Finalmente sono arrivate le nuove alberature al parco Segantini (ex-Sieroterapico), zona dei Navigli. Il parco venne inaugurato nel giugno del 2015, dopo anni di duro travaglio.

Infatti la sua storia è stata abbastanza complessa, oggetto di un lungo procedimento di bonifica avviato nella metà degli anni Ottanta, che ha trovato conclusione solo nel 2008. Il piano integrato approvato nel 2002, come troppo spesso succedeva in passato, si occupava solo dell’intervento privato, mentre il parco pubblico, pur previsto con un progetto dal costo stimato di 5 milioni di euro, non venne mai finanziato. Nel 2012 l’Amministrazione comunale decise di cambiare modalità di progettazione e realizzazione, avviando un percorso di confronto con i cittadini del quartiere, poi costituiti in Associazione Parco Segantini. In questo modo, con il sostegno anche del Centro di forestazione urbana e del Consiglio di Zona 6, si giunse ad un progetto condiviso, più sostenibile dal punto di vista naturalistico e meno costoso dal punto di vista economico.

Peccato che per tre anni il parco sia rimasto abbastanza spoglio, in estate una landa desolata, così come in inverno.

Sono stati piantati nel Parco Segantini circa 115 nuovi alberi. Oltre a sostituire i molti (troppi!) morti nel corso dell’estate 2018, le aggiunte più notevoli sono:
• il raddoppio dei prunus lungo via Segantini (si aggiungono ai 26 piantati e curati dalla nostra nostra Associazione in base alla convenzione stipulata con il Comune),
• l’alberatura del viale trasversale, che ne era fino a ora totalmente privo: si tratta del viale che parte da piazza Belfanti e si ricollega al viale perimetrale all’altezza della passerella di legno.
Per  i primi le prospettive di sopravvivenza sono ottime, poiché potranno usufruire dell’impianto di irrigazione automatica realizzato e gestito da noi. Per gli altri il problema resta quello dell’irrigazione, soprattutto estiva, che finora si è rivelata molto carente.

Intanto anche la roggia Boniforti, che costeggia il parco, è tornata ad avere un rivolo d’acqua .




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Navigli – Nuovi alberature per il parco Segantini

  1. Adriano

    Ho letto male o avete scritto gestito da noi (l’impianto di irrigazione), cioè da Urbanfile? o vi state riferendo al comune?
    Se fosse si alla prima domanda direi complimenti e buon lavoro

  2. Anonimo

    @Adriano: immagino abbiano fatto un copia-incolla di un comunicato dell’associazione Parco Segantini.

    Comunque se le piante muoiono per la siccità forse è il caso di cambiare essenza. Allori, oleandri, pini marittimi avrebbero molte più possibilità di sopravvivere.

  3. Anonimo

    Forse più che un problema di resistenza alla siccità è un problema di cura nei primi anni dopo il trapianto (in natura le piante crescono in loco, non vengono trapiantate da un vivaista…)

    Fa strano che nel comunicato chi ha come compito di gestire il parco si lamenta che l’irrigazione è stata carente…chi doveva occuparsi delle periodiche irrigazioni di soccorso se non chi il parco lo gestisce??

    Se invece il problema è la mancanza di un sistema di irrigazione automatica in tutto il parco allora veramente son stati scelti tipi di alberi inadatti.
    In ogni caso la cosa lascia perplessi.

  4. _

    Per me rimane il parco più triste, brullo ed inutile di tutta Milano. Tra l’altro non capisco l’accanimento a mettere gli alberi solo intorno ai vialetti e non in mezzo.

    E comunque dopo tanti anni nemmeno una zona giochi per bambini o una baracchino che venda gelati, anche se immagino andrebbe fallito dopo due settimane visto che la gente in linea di massima evita quel posto come la peste.

  5. Edilio Rossi

    Un parco che d’estate diventa un deserto rovente in assenza totale di irrigazione. Ogni anno circa il 50% delle piante muore di sete e deve essere sostituita. Vergognosa la totale assenza del gestore del verde pubblico comunale.
    Ulteriore follia la progettazione del parco con immense aree a prato senza alberi. Totalmente inutilizzabili d’estate.

  6. Anonimo

    Tra piazza belfanti, quelle casettine di tre piani a ferro di cavallo, e questo parco sterpaglia, una indecenza urbanistica. Il tutto in una zona centralissima di Milano. Volevano dare l’idea della natura e dell’oasi urbana, ma l’unico effetto che hanno prodotto è tristezza e desolazione. Di questa tipologia di interventi urbanistici se ne vedono tanti nelle cittadine intorno a Milano, per es. a Cesano Boscone, anche se non così tristi e desolati come questo.

  7. Anonimo

    Su questa zona va fatta un integrazione al pgt, autorizzaando altre volumetrie, cioè altre case, al posto di parte di quei prati desolati. Solo così si può in parte attenuare i danni fatti da chi ha progettato quello scempio urbanistico, completamente senza senso e scollegato dal contesto urbano.

    1. _

      Non serve costruirci sopra, basterebbero le normali cose che ci sono in un giardino urbano tipo l’area giochi, lo spazio per pattinare, la rotonda con un baracchino che venda qualcosa coi sui bei tavolini e ombrelloni per il sole, un vialetto per attraversarlo anche al centro con le panchine.
      Magari anche fiori e siepi, una piccola giostra d’estate ed il pattinaggio d’inverno. Un abete per farci l’albero di natale. Due campetti da basket, le bocce per gli anziani. A voler proprio scialare, una fontana o un qualche tipo di monumento che faccia da centro.

      Qualsiasi cosa, ma così come è adesso è la morte. Buono solo per una città di vecchi come Milano, che basta che vicino a casa non ci sia nessuno che fa rumore e poi chi se ne importa se gli spazi sono sprecati.
      Che poi forse è questo l’obiettivo di chi lo gestisce: tenerlo talmente spoglio e triste che non ci vanno i sudamericani a farci le grigliate i week end come in altri parchi di Milano.
      Da brividi.

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