"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Trasporti: in arrivo i nuovi tram bidirezionali

Ieri, 5 febbraio 2019, sono state aperte le buste con le offerte e, se il risultato sarà confermato dopo le verifiche previste per legge, l’azienda spagnola, Stadler Valencia, si aggiudicherà la commessa.

Il bando prevede la stipula di un accordo quadro della durata di sei anni per la fornitura di 80 mezzi, di cui 50 per il servizio urbano e 30 per quello interurbano, per una base d’asta di 213 milioni di euro.

Il primo contratto applicativo sarà di 30 vetture che dovrebbero arrivare dopo due anni dalla sottoscrizione del contratto di fornitura.

ll tram del futuro, sempre ci sia l’ok di Atm, si chiama Tramlink S3 Leo. Sarà lungo poco meno di 25 metri, è composto da tre carrozze e avrà a bordo sei schermi, ciascuno con l’indicazione delle fermate e del percorso, posizionati in corrispondenza delle porte.

Ci saranno 66 posti a sedere, 44 ribaltabili e 22 «fissi», mentre i corridoi avranno dalle dimensioni generose, che faciliteranno il flusso dei passeggeri.

Soprattutto il nuovo tram sarà bidirezionale, ovvero avrà la cabina di guida sia in testa che in coda, in modo da permettere l’immediata inversione di marcia in caso di necessità (naturalmente serviranno anche binari con interscambio), ma in particolare consentirà capolinea più economici e non più vincolati ad essere ad anello, come succede tuttora, immaginando anche prolungamenti più semplici da realizzare.

Inoltre presenterà un pianale ribassato nella parte centrale per rendere più agevole la salita e la discesa. Nelle tre carrozze sono previsti poi sei display per I’indicazione della fermata successiva e quattro grandi schermi per le informazioni generali. Oltre a dieci telecamere distribuite uniformemente in tutto il compartimento passeggeri. Ma sul mezzo non ci saranno più angoli ciechi, rendendo il tram più sicuro.

Immagine Corriere della Sera





Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


43 thoughts on “Milano | Trasporti: in arrivo i nuovi tram bidirezionali

  1. Anonimo

    Bello… era ora… così diventa molto più facile ridisegnare le linee, dato che i capilinea non saranno più vincolati agli anelli di inversione…

    In caso di lavori o di ostruzione di un tratto, poi, diventa anche più facile deviare una linea solo per il tratto interessato invece delle lunghe deviazioni o soppressioni a cui sono spesso soggette oggi le linee tramviare, magari per 20 metri di lavori, perché non c’è un anello vicino…

    bene anche le info a bordo

    peccato che li importiamo dalla Spagna, prodotti da una multinazionale svizzera… ormai la gloriosa industria ferrotramviaria italiana è morta e sepolta … RIP

    1. Andy

      E’ morta e sepolta a causa dei sindacati, non dimentichiamolo mai. Questi, infatti, hanno affossato anche tante altre aziende italiane. Ma qusto farlo capire ai soloni di sinistra (di cui tu a lume di naso fai parte. Ma potrei sbagliarmi) è più difficile che insegnare a un elefante a suonare il flauto traverso

      1. Anonimo

        Scusa da dove si capirebbe che è un ‘solone di snistra’?

        Illuminaci

        Già che ci sei illuminaci anche su cosa vuol dire ‘destra’ e ‘sinistra’ nel XXI secolo

        Siete vecchi e pensate vecchio

        Nel XXI secolo c’è casomai sistema vs antisistema, globalizzazione vs sovranismo… destra e sinistra sono concetti del passato, morti e sepolti proprio come la succitata industria ferroviaria italiana

      2. Wf

        È morta perché con l’euro i nostri treni e tram non hanno piu lo “sconto svalutazione”.
        E quindi essendo ormai piu brutti e piu scomodi nessuno li compra piu.

        I sindacati centrano solo nelle favole di fozzaitalia morta suicida politicamente..

      3. Vek

        Ma cosa c’entra la sinistra?
        A destra (o estrema destra) siete così arrabbiati e limitati che ogni cosa è colpa della sinistra.
        Molte aziende italiane lavorano all’estero nei comparti efficienti, vedi per la mano robotica, assemblata in Svezia.
        È corretto che possono partecipare all’appaldo le aziende europee, se queste sono più competitive. L’innovazione funzione In questo modo. Le aziende milanesi ed italiane possono competere benissimo con quelle europee, proprio grazie all’euro

        1. Anonimo

          Tutto giusto ma anche fare l’anima bella vergine ed immacolata che non vede la realtà per quello che è, fa ridere.
          La politiche industriali scritte a quattro mani coi sindacati che han rovinato l’Italia sono esistite ( e ci son anche adesso, per quanto di industria ne sia rimasta poca).
          L’euro non è il male assoluto ma di sicuro non ci aiuta troppo visto che abbiamo una tassazione molto più alta.
          Quanto ai bandi, non è un mistero che per vincerli il 50% sia competitività e il 50% come il bando stesso viene scritto (bastano poche specifiche tecniche magari non fondamentali per mettere fuori gioco o in gioco questo o quel concorrente – che non dico sia stato il caso a Milano, ma quando vedo che in ogni paese vincono quasi sempre le aziende locali o che producono in loco…beh…)

          1. Anonimo

            Se vogliamo parlare di politiche industriali che hanno rovinato l’Italia, allora parliamo anche delle scellerate privatizzazioni che hanno regalato a prezzo di costo ai soliti noti succulenti quasi-monopoli…e quelle non le hanno certo fatte i sindacati…

            SIP/Telecom — pubblica e sindacalizzata — era una delle prime compagnie telefoniche al mondo e una delle più avanzate … per dirne una, lo standard MP3 l’hanno inventato nei laboratori Telecom di Torino.. TIM privata oggi è una barzelletta…

            per non parlare di Autostrade che incassa i pedaggi e poi lascia crollare i ponti…

            In compenso, proprietà pubblica e sindacati non hanno impedito a Enel di diventare il primo operatore elettrico al mondo, superando anche storici giganti come EDF, né a Eni o Leonardo di essere leader mondiali nei rispettivi campi… o a FS o Poste Italiane di diventare degli spettacolari casi di successo di ristrutturazione e efficientamento che si studiano nelle business school di tutto il mondo…

            L’Italia è un paese di caste e i sindacati sono solo una delle tante (vogliamo parlare di tassisti o commercianti che ostacolano in tutti i modi il libero mercato???)

            Invece di parlare per frasi fatte e luoghi comuni da bar sport, magari provare a leggere e informarsi ogni tanto.

          2. Anonimo

            “Se vogliamo parlare di politiche industriali che hanno rovinato l’Italia, allora parliamo anche delle scellerate privatizzazioni che hanno regalato a prezzo di costo ai soliti noti succulenti quasi-monopoli…e quelle non le hanno certo fatte i sindacati…”

            No, è vero. I Sindacati negli anni 90 erano ormai ridotti a una sorta di macchiette che facevano presenza (come adesso).
            Le sciagurate privatizzazioni anni 90 (Telecom e Autostrade su tutti, come giustamente dici) le han fatte i governi Prodi e D’Alema.

            Enel ed ENI hanno invece avuto successo perchè il modello di business li portava all’estero, lontano dai casini Italiani.

            Che poi studino Poste Italiane nelle Business School di tutto il mondo, magari al posto di Royal Mail, privatizzata anche quella e vagamente più affidabile (e ovviamente redditizia), ne prendo atto con un certo scetticismo.

            FS. Sul serio? Vogliamo aprire il vaso di Pandora o ammetti che non sia stato un esempio felice?

            Comunque io sono solo un cretino da Bar Sport. Consolati.

  2. Andrea

    Già anche io appena ho letto che vengono prodotti in Spagna mi sono rattristito.

    Abbiamo sempre avuto treni/tram made in Italy o addirittura made in Milan.

  3. Anonimo

    Concordo in pieno. Era una commessa grossa che avrebbe dato lavoro a molti operai in Italia.
    Speriamo che abbian vinto gli svizzeri per un prodotto notevolmente superiore e non solo perchè hanno offerto 5 euro di meno, sarebbe una beffa che poi la cassa integrazione ci costa come metà di quei tram…

  4. Andrea

    Bene,servivano mezzi bidirezionali e tecnologicamente avanzati.Speriamo che la gestione della rete sia adeguata ai nuovi tram,consentendo loro di raggiungere velocita’ adeguate (non I miseri 10 chilometri orari di media dei tram Milanesi) e che,dopo anni di annunci,si proceda alla velocizzazione delle linee introducendo la priorita’ semaforica e sfoltendo il numero delle fermate,con un piu’ ragionevole distanziamento.Ad oggi sono troppo vicine e rallentano a dismisura le corse,annullando di fatto anche I benefici delle corsie preferenziali.Avrebbe poco senso disporre di.una flotta di mezzi supertecnologici e performanti e farli viaggiare a passo di lumaca…come avviene oggi sulle povere linee Meneghine.Andrebbe anche eliminata l’assurda norma dei divieto di accodamento alle fermate,che impedisce un interscambio rapido fra le linee e fa perdere ulteriori minuti di viaggio.Se I mezzi non sono veloci non attirano nuove quote di passeggeri,le linee metropolitane sono sature,occorre migliorare il servizio e le prestazioni deo mezzi di superficie.E I margini di miglioramento,con una spesa ridotta,sono molto ampi.Svegliaaaaaa!

  5. Andrea

    Peccato! Quando sono nato, ma anche pochi anni fa, tutti i tram e treni che vedevo in giro erano prodotti da aziende italiane o addirittura in qualche caso aziende milanesi

  6. Anonimo

    Nei filmati che si vedono in rete, questo tram ha le pedane che escono ad ogni fermata per aiutare la salita/discesa. Non so se li avranno anche i nostri ma con le linee con banchine raffazzonate come le nostre e con fermate ogni 30 metri, bisogna vedere come funzioneranno (e con che tempi di fermata ripartenza)

    1. Andrea

      Concordo in pieno.La rete va riorganizzata e le fermate sfoltite,sono troppe e impediscono di avere una rete fluida e veloce.Esiste in ATM qualcuno in grado di sollevare questo problema che mina gravemente le prestazioni dei mezzi ed incide anche sui costi di esercizio?

      1. Anonimo

        E’ fin troppo facile rispondere perché non lo fanno: a ogni fermata soppressa nascerebbe un comitato contro la soppressione della fermata…

        …se per decenni hai abituato la gente che devono camminare al massimo 200 metri per arrivare a una fermata, e poi improvvisamente le chiedi di camminare per 500 ….

        1. Anonimo

          Come con le auto, ci siamo abituati.

          Quindi teniamoci rete dei tram assirda e pure auto dappertutto?

          Oppure speriamo un giorno o l’altro di pescare amministratori con veglia di fare

          1. Giandomenico

            I lavori per l’asservimento semaforico, lo spostamento e la riduzione delle fermate sono già in corso per alcune linee (es. 24 e 27)
            Sulla linea del 24 verranno appunto eliminate almeno due fermate e spostate a valle dei semafori le altre

          2. _

            L’asservimento semaforico è in corso da almeno 5 anni.
            Altri 5 per farlo sul serio. Poi 10 anni per metterlo a punto e poi forse i miei bisnipoti potranno lamentarsi solo del milione di fermate che rendono i tram milanesi poco più di una barzelletta.
            Con amarezza, ma degli annunci son stufo.

        2. Andrea

          Scusa ma ci sono casi di fermate assurde,a meno di 100 metri di distanza.Si spiega ai “comitati” che il distanziamento delle fermate ha una logica che permette ai mezzi di essere piu’ veloci,con un vantaggio per tutti.Negli anni invece le fermate sono state aggiunte,rendendo sempre piu’ lenti I mezzi.Si riqualificano le linee e si riorganizzano le fermate,con buona pace di tutti.Un tram come il 27 non puo’ fermarsi 9 volte in un chilometro e mezzo sul rettilineo di via Mecenate…ci prendiamo in giro?

  7. Daniele

    Ma visto che la rete di Milano ha tutti i capolinea già impostati con i caroselli, che senso ha comprare tram bi-direzionali come a Roma? Non vengono rimosse rotaie vecchie di 100 anni e pensate che ora si mettano a togliere i caroselli per mettere un tronchino? A che pro?

    Ho letto sui giornali grande enfasi su videosorveglianza, pedane per portatori di handicap e display. Tutte cose che nel 2019 dovremmo dare per SUPER-scontate

    1. Anonimo

      tu ragioni come se le linee fossero fisse per l’eternità… invece cambiano nel tempo secondo le esigenze.

      Solo che con i tram monodirezionali le possibili combinazioni sono limitate, perché serve PER FORZA un anello di inversione per i capilinea; con i tram bidirezionali, invece, si può far capolinea praticamente ovunque, basta uno scambio. Inoltre un tram bidirezionale può, ovviamente, fare capolinea ANCHE in un anello. Quindi non c’è nessun bisogno di smantellare gli anelli attuali né di costruire dei tronchini. Basterà qualche scambio qua e là.

      1. Daniele

        questo è vero ma non capisco la spesa. I bidirezionali costano di più e hanno meno posti a sedere a causa della doppia cabina e delle doppie porte

        1. Anonimo

          Questi tram li han presi soprattutto per le linee interrurbane che son tutte da risistemare e li ha senso avere il bidirezionale.
          A quel punto vanno col bidirezionale anche per quelli che useranno a Milano, anche se in realtà non serve a molto, perchè sei mai faranno linee nuove (le fantomatiche T) che potrebbero probabilmente sfruttare la bidirezionalità, si spera ci mettano mezzi più adatti (questi tram sono molto molto corti)

    2. Stefano Vigo

      Queste nuove e modernissime vetture tranviarie bidirezionali serviranno sulle Linee Interurbane della Brianza, per sostituire i Tram Bloccati Serie 500 (speriamo comunque che qualcuno sia conservato come mezzo storico a partire dalla Motrice 507, e relativi Rimorchi Pilota, che viaggiò per prima sulla M1 tanto tempo fà, per testare la sotterranea).
      30 Vetture (accoppiabili tra loro in 2 convogli), correranno sulla Linea “Milano-Desio-Seregno FS” (una volta ricostruita come Metrotranvia, già finanziata e appaltata), e sulla “Milano Comasina M3-Limbiate Ospedale” (che verrà trasformata in Metrotranvia a 2 binari per quasi tutta la tratta, il progetto è molto avanzato).
      Le altre vettura bidirezionali, serviranno per i prolungamenti della Linea 7 che avrà un Capolinea a Cascina Gobba M2, senza anello di ritorno; e per la nuova Linea 13 “Viale Forlanini M4-Montecity-Santa Giulia-Rogoredo FS-M3”, tratta breve (e parzialmente già esistente), dove almeno uno dei Capolinea sarà senza anello di ritorno (Linea ancora da costruire).
      Si tratterà quindi per ora di migliorare la rete tranviaria, con mezzi più flessibili anche in caso di lavori sui binari che con il montaggio di scambi “californiani” permetteranno l’utilizzo dei Tram, senza anelli di ritorno.
      Sarà interessante vedere gli interni visto che i Sirio e i Sirietti sono pessimi per i passeggeri visto la strettezza di alcune tratte di corridoio, aspetto non secondario che ha sempre fatto rimpiangere i vecchi Jumbo-Tram Serie 4800; 4900; o le Classiche Vetture a Carrelli del 1928; o i bicassa 4600-4700, dove i piedi dei passeggeri non prendono dentro da tutte le parti!
      Sarebbe quindi utile che ATM si faccia dare alla svelta un prototipo di questi Tram, per testarne il gradimento sulla rete da parte dei passeggeri, insomma un’anteprima Tranviaria, aggiungendo pure negli interni delle mappe, con i previsti e programmati prolungamenti (linee della Brianza; Linea 7; Linea 13; Linea 24; ecc), delle nuove Linee di “ecologici Tram” Meneghini, utilissime per combattere l’inquinamento dell’aria.
      P.S: Quale sarà il colore di queste vetture? Bi-Verde? Bianco e Giallo? Altro?

    3. Andrea

      Questi nuovi tram dovrebbero servire nuovi prolungamenti e nuove linee.Gli interurbani serviranno alle rinnovate tranvie della Brianza,che aspettano da anni di essere ammodernate.La Milano Limbiate e la Milano-Seregno che avrebbe gia’ dovuto essere ricostruita ma e’ nel limbo…

  8. Wf

    Elocale?
    Finalmente i tram snellim belli, agevoli e comodi che viaggiano nelle evolute citta moderne d’Europa?
    Tram di nuovi generazione?

    Speriamo che non siano come quelle merde del brucomela della Moratti.

    Non ho capito se si sta tutti in piedi in questi tram e come sono disposti i posti a sedere.
    E se sono snelli oppure larghi e ingombranti incapaci di fare le curve di milano e quindi lenti.
    ..
    Purtroppo finora i tram costruiti dag,initaliani mi hanno fatto comp,etamente cagare.
    Mentre quelli esteri ad esempio amsterdam sono molto belli e snelli e veloci e pratici. E anche comode le sedute. Così in svizzera, germania, e francia.

    Sarà la svolta che mancava ai trasporti di Milano?
    Cosi dalle foto sembrano bellissimi e di design adatto alla città

    1. Anonimo

      IIl tram bidirezionale ha meno posti a sedere del monodirezionale per il semplice motivo che ha le porte su tutti e due i lati.

    2. Andy

      Ma tu leggi gli articoli prima di postare oppure posti sempre e comnunque a prescindere perché non hai un cannolo da fare nella vita?
      Per tua norma e regola, i tram e gli autobus costruiti in Italia – e per Italia intendo la Lomabrdia – erano di primissma qualità anche per gli standard europei tanto che furono venduti a diverse città tedesche e pure a città dell’est Europa, che in quanto sotto il gioco comunista non sapevano più fare nulla in proprio anche dopo il crollo del muro.
      Purtroppo, però, tali floride aziende sono stato affossate dalla miopia dei sindacati, che hanno tutelato i fannulloni, alzato i costi di produzione e reso poco efficiente la produzione. Dovresti essere contento, caro Wf, invece che dolerti, dato che è solo il risultato della potere ai lavoratori che tanto piace a te e ai miopi dalla bandiera rossa

      1. Adriano

        Lascia perdere wf è il classico italiano che Non capisce che tutto quello che viene prodotto e comprato in altri paesi vuol dire meno soldi alle aziende italiane quindi meno posti di lavoro e meno pil.
        Pensano sempre, sono più bravi gli altri, senza accorgersi che siamo sempre stati primi in tutto quello che abbiamo costruito.
        Io NON avrei mai fatto vincere un’azienda straniera. i francesi e i tedeschi se li producono loro e quando andiamo a fare le gare si mettono d’accordo per far vincere le loro aziende invece noi fessi pensiamo che gli altri siano più bravi con una delle industrie ferrovoriarie più importati al mondo. Solo noi. Peccato. Grazie Europa e grazie pd che creano sempre appalti lungimiranti per il futuro del paese!ricordo i pessimi bus polacchi presi da Pisapippa e che ci hanno obbligato a prendere Iveco per gli anni successivi( per fortuna direi) spero che hitachi faccia ricorso cosi almeno li produciamo qui in Italia ansaldo(hitachi)

        1. Alberto Tadini

          Scusa Adriano ma non sono d’accordo sul “pessimi” riguardante i bus polacchi.
          Ho utilizzato quelli e, ora, i bus italiani che li hanno sostituiti sulle linee che abitualmente utilizzo per i miei spostamenti.
          Che dire?
          Polonia: sedili robusti, sucuramente antisporco, comodi
          Italia: sedili chiaramente molto più economici e subito sporchissimi, visto il materiale utilizzato, oltre a essere scomodissimi (si “scivola”, come nelle nuove carrozze della metro)
          Polonia: motori decisamente silenziosi
          Italia: motori molto più rumorosi, sia all’interno che all’esterno. ATM non lo ammetterà mai ma in certe zone della tratta della linea 42, ad esempio, gli autisti hanno la direttiva di non accelerare troppo ma di andare lentamente per essere meno rumorosi.
          Polonia: a detta di parecchi autisti che conosco, molto più facili da guidare e più comodi
          Italia: più scomodi (e qualcuno ha mi ha detto anche più “leggeri” nel senso fatti di materiale che – secondo loro – è di più facile rottura
          Detto questo anch’io mi sono meravigliato allora dell’acquisto di autobus all’estero. Poi mi sono detto che finalmente si avevano bus comodi.
          Non dimentichiamo che l’allora AD di ATM, Rota, aveva dichiarato che gli autobus polacchi erano molto più economici degli italiani. Infine, dipende tutto dal capitolato. Secondo me, il capitolato che poi è diventato acquisto di bus italiani era, alla fonte, già al “ribasso”.
          Dispiace che non si abbiano prodotti nazionali ma dispiace ancora di più che non si abbiano prodotti nazionali all’altezza.
          Distinguendo, naturalmente, tra nazionalismo e patriottismo.
          Infine, battuta finale: sai cosa vuol dire fiat? “Fix It Again, Tony”…

          1. Wf

            Ripeto.
            I tram nuovi italiani che vedo in giro a milano fanno cagare.

            Non cè confronfo di comfort, accessori, rumore e modernità con i tram che fanno in europa oggi.

            Dispiace ma bisogna rimboccarsi le maniche non solo accettare commesse perché te le compra il comune tuo amico.
            Bisogna reimparare a fare le cose bene e con stile.
            Eravamo bravi.
            Abbiamo dimenticato come si fa.

          2. Anonimo

            Il sirietto non fa cagare di per se.

            E’ semplicemente un tram a pianale completamente ribassato, utile per non doversi sbattere a creare le fermate con la piattaforma tipo metro e girare in strade storiche. Questo ha una serie di limitazioni in comfort di marcia e layout interno.
            Stesso discorso per i tram di Torino, che però sono anche peggio quanto a posti a sedere.

            Utenti come wf che trollano senza una minima cognizione di causa, non aiutano la discussione.

  9. Anonimo

    Che commento inutile.

    Per leggere commenti più interessanti si deve andare altrove.(con questo tram abbandoniamo il concetto di pianale completamente ribassato e quindi più comodo per le fermate non dedicate di Milano. Il vantaggio è la maggiore comodità in marcia, lo svantaggio i minori posti a sedere e in parte l’accessibilità. In ogni caso la disposizione delle porte sembra assurda, specie a tram superpieno)

  10. Wf

    La spocchia con ka quale il milanese medio parruccone elogia per partito preso e senza minimo spirito critico le cose “italiane” è quella che ha causato un danno di concorrenza sulla qualità dei prodotti fabbricati.

    Rimanere fermi alle proprie autoconvinzioni di essere sempre i migliori fa smettere di migliorarsi e fa produrre cose vecchie che col tempo vengono soppiantate e superate dalle cose migliorate dagli altri.

    E poi si vendono solo le cose degli altri.
    Una sana autocritica permettere di vendere i migliori prodotti.
    E di non morire sul mercato.
    La spocchia dsnneggia l’economia.
    L’umiltà ci arricchisce.

    1. Wf

      Detto questo é anche vero che il liberismo economico,
      L’impossibilità di usare la lira e svalutarla e alzare l’inflazione unita l’impossibilità della banca d’Italia di comorare il debito italiano ha ucciso l’industria meccanica italiana.

      Altroché sindacati.
      Quando i sindacati negli anni 60 70 hanno avuto il maggior potere della storia italiana eravamo tutti ricchi e l’economia pur con le sue diseguaglianze tirava come la cina oggi…

      Perché il potere dacquisto degli operai era, pur con tutti glia ltri problemi di diseguaglianza, molto forte. In termini sostanziali.

      La bassa inflazione ci ha steso.
      Ha ucciso le fabbriche.
      Sopravvivono solo le piccole imprese innovative.
      Le altre non pervenute.

      Ma i tram italiani oggi prodotti sono un merdone.
      È un dato di fatto

  11. Wf

    OT:: Ad beneficium parrucconis… leggete questo che qualche spunto lo trovate..

    Stipendi più bassi del reddito di cittadinanza? È esattamente questo il problema del lavoro in ItaliaNel 2017 gli stipendi sono cresciuti dello 0,2% e siamo l’unico Paese europeo in cui il costo del lavoro è diminuito. L’infelice post di Valeria Fedeli scoperchia la questione di un modello di sviluppo fallimentare, fondato sulla compressione salariale, in un Paese che dovrebbe fare l’opposto

    https://www.linkiesta.it/it/article/2019/02/07/stipendi-piu-bassi-del-reddito-di-cittadinanza-e-esattamente-questo-il/41015/

  12. Andrea

    A Milano non ci sono autobus nuovo Italiani, IVECO pur essendo un marchio italiano gli autobus li progetta e li produce in Francia.
    Stando ai ragionamenti di alcuni così come l’industria straniera non dovrebbe vincere in Italia allora non si dovrebbe nemmeno avere la possibilità che l’industria italiana possa vincere all’estero o essere utilizzata per produrre veicoli destinati all’estero (come ad esempio il metrò di Lima, quello di Honolulu, i tram di Atene, i treni per l’Inghilterra prodotti da Hitachi a Pistoia e altri ancora).

  13. Andrea

    Relativamente alla percentuale di pavimento ribassato il miglior compromesso penso siano proprio i tram come questo : dotati per quanto possibile di carrelli tradizionali, che migliorano il comfort, riducono l’aggressività sui binari e quindi i costi di manutenzione dell’infrastruttura oltre a migliorare le operazioni di manutenzione ai carrelli stessi, ed allo stesso tempo del piano ribassato dove serve e per chi serve, ovvero anziani, persone a mobilità ridotta e genitori con i passeggini, per tutti gli altri non penso possa ne debba essere un problema il fare due gradini per accedere alla parte sopra i carrelli .

  14. Adriano

    Secondo me l’autobus deve esistere per tratti brevi quindi la comodità è relativa l’autobus Solaris ha i sedili troppi larghi e non si riesce a passare, quindi anche loro hanno dei difetti. Il mio ragionamento non è per dire che sono meglio gli italiani e basta, dobbiamo sicuramente migliorare ma tutto quello che possiamo autoprodurci secondo me dovremmo sostenerlo così fa la Francia e la Germania. Gli altri altri paesi che avete menzionato non hanno una produzione industriale e mai l’anno avuto andate a vedere il nostro export e import in miliardi di euro e poi confrontateli con i paesi dove abbiamo vinto

    1. Anonimo

      In effetti il Solaris è ottimo in condizioni normali di carico, ma trasformato nel “carro bestiame” o corriera sudamericana come abbastanza standard con le frequenze insufficienti di Milanoi può essere scomodo perchè ha corridoi più stretti.

      Tra l’altro anche il nuovo tram svizzero sembra essere un discorso simile: a Lugano è una meraviglia. Lo trapianti a Milano – tempo di attesa 17 minuti – e quando provi a scendere scopri che le tre porte di cui due appiccicate in fondo e una sola per tutto il resto, sono un incubo. (Purtroppo le porte son messe come sul 2 che se è pieno c’è da piangere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.