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Milano | Porta Garibaldi – Il Pavillion diventa IBM Studios

Il famoso “Sellino”, il pavillion al centro di Piazza Gae Aulenti a Porta Garibaldi e il nuovo parco della Biblioteca degli Alberi, diventerà la “casa di vetro dell’innovazione”. Infatti, per la prossima primavera (2019) aprirà il nuovo IBM Studios, uno spazio di quattromila metri quadrati formato da 10 ambienti su tre piani.

Al suo interno lavoreranno circa 2 mila consulenti della multinazionale dell’information technology, per ideare soluzioni di intelligenza artificiale, blockchain, cloud, IoT, security e quantum computing.

L’edificio rivestito in legno e progettato dall’architetto Michele De Lucchi, che ha ospitato per qualche anno spazi per Unicredit, verrà trasformato grazie ad un impegno finanziario complessivo di oltre 40 milioni di euro in 9 anni.

«La struttura – spiega Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di IBM Italia – sarà aperta a chiunque desideri avere un ruolo da protagonista nel cambiamento di cui questo Paese ha bisogno. Viviamo, infatti, un momento storico senza precedenti in cui le tecnologie esponenziali possono semplificare i processi burocratici, favorire l’efficienza, tracciare i prodotti del made in Italy offrendo così linfa al rapporto di fiducia con i consumatori. Oggi siamo in grado offrire nuova energia in ogni settore e sostenere il lavoro di qualunque tipo di professionista. E tutto ciò applicando soluzioni di intelligenza aumentata, frutto della collaborazione tra persone e tecnologia».

Al centro del progetto ci sono le competenze, con spazi per la formazione da un lato e per i professionisti della consulenza dall’altro. La struttura avrà un ampio spazio al piano della strada «come le botteghe degli artigiani», dice Cereda, e sarà organizzata in tre aree: IBM Cloud GarageStrategy&Design Lab e IBM Client Center. La proprietaria dell’immobile è la società Coima Res.

«L’IBM Studios – conclude Cereda – si inserisce in un percorso di rinnovamento delle nostre sedi italiane. Il 2018 ha infatti visto l’inaugurazione del nuovo complesso di Roma, in zona Fiera, e l’avvio della ristrutturazione dell’headquarter di Segrate. Uno sforzo complessivo che IBM Italia dedica al sistema Paese».

Fonte (www.innovation-nation.it)




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Porta Garibaldi – Il Pavillion diventa IBM Studios

    1. Anonimo

      Eh già .. sarà per quello che è sempre pieno di bambini che giocano, famiglie che passeggiano, giovani che si rilassano o fanno sport, turisti a bocca aperta che scattano foto…

    1. Mah

      Sì appunto…Non ci staranno 2000 persone nemmeno negli uffici a Segrate che sono enormi. Probabilmente saranno degli spazi di smart working o qualcosa di simile, tipo un punto d’appoggio in centro città per riunioni coi clienti o progetti. Lì dentro ci staranno al massimo massimo 2 o 300 persone.

  1. Wf

    Non è mica una cattiva idea quella di avere un parco ibm innovativo al centro del quartiere piu innovativo di Milano.
    Magari fanno anche dei corsi, eventi, convention internazionali.
    In fondo ibm è una azienda internazionale…

    Il va e vieni dovrebbe essere positivo..
    E anche una cartolina per Milano, spero.

    Una cosa però non capisco…
    40 milioni?? Per fare cosa con 40 milioni?
    Lo alzano di 10 piani?

    1. Anonimo

      Esatto, come Microsoft alla fondazione Feltrinelli.
      Anche se poi io tutto questo impatto di Microsoft non l’ho mica visto.

    2. Bernardo

      40 milioni in 9 anni sono poco più di 4 milioni all’anno. Tra spese di gestione, affitto, organizzazione di eventi e varie attività, credo sia una cifra sensata.

  2. Anonimo

    Speriamo che prima o poi spostino anche la sede centrale da Segrate a Milano! Orami con gli spazi meravigliosi che offre la città, sono gli unici a essere rimasti fuori! Provincialismo dei capetti che si sono comprati le case in zona e tengono la ditta fuori dalla città….

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