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Milano | Porta Garibaldi – Nuovi vidiwall in piazza Gae Aulenti

In questi giorni sono in fase di montaggio due grandi pareti a vidiwall in piazza Gae Aulenti a Porta Garibaldi.

Più precisamente sostituiscono le pareti a vetrate (utilizzate dai ragazzini e ragazzine per fare balletti in sincronia, che ora dovranno trovarsi altri luoghi per danzare) del passaggio e scalinata nell’Armonica o Edifici E1-E2, quello progettato dallo Studio Piuarch, che collega piazza Gae Aulenti e quindi il podio pedonale da Via Fratelli Castiglioni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Porta Garibaldi – Nuovi vidiwall in piazza Gae Aulenti

  1. Andrea

    Vi prego qualcuno si metta il cappuccio e realizzi su quei vieiwall il graffito peggiore di Milano con tag annesse.

    Preferivo vedere i ragazzini che ballano piuttosto che l’ennesima pubblicità. Continuare a vendere la città ai privati la sta trasformando in un bellissimo e moderno centro commerciale piuttosto che un luogo dove vivono delle persone, degli esseri umani che nascono con tante qualità ma mai con un portafoglio in tasca.

    1. Anonimo

      C’è anche chi il “portafoglio in tasca” se lo è guadagnato studiando, lavorando ed alzandosi alle 6 per prendere il treno. Magari li.

      Un po’ di doveroso rispetto per tutti, per favore.

      1. Andrea

        Se c’è chi si diverte a fare soldi che lo faccia, non ho nulla in contrario.

        Ma come dici tu ci vorrebbe un doveroso rispetto per tutti, negli ultimi tempi sembra che in quel quartiere si abbia rispetto solo per le attività commerciali e le persone si devono solo adeguare, come ho detto sembra che Milano stia diventando un immenso centro commerciale gestito da un amministratore delegato che di nome fa “produrre” e di cognome “fatturato”. E le persone? Gli uomini e le donne che ci vivono? “Liberissimi di fare quello che vogliono ma basta che portino rispetto a tutto ciò che produce fatturato.”

        L’unico ideale, l’unica cultura, l’unica certezza che si sta imponendo a Milano è “la fattura”. L’uomo è diventato una macchina per produrre fatture.

        La felicità e il divertimento di un bambino che vede dei ragazzini che ballano purtroppo non produce fatture. Le amicizie, gli amori, i confronti che in quel luogo si sono creati non producono fatture. Ascoltare musica (probabilmente piratata) non produce fatture.

        Tutte queste cose producono esseri umani, persone, ma non fatture e quindi non vanno bene in un centro commerciale, meglio un cartellone pubblicitario… Ah no scusate, “Vidiwall”.

        1. Anonimo

          @ Andrea, hai scritto:

          “Vi prego qualcuno si metta il cappuccio e realizzi su quei vieiwall il graffito peggiore di Milano con tag annesse.”

          Ossia una emerita stupidaggine. Punto. Il resto sono parole inutili e banali. Al vento.

          1. Andrea

            Scusami ho dovuto rileggere piu volte e con molta atttenzione il tuo commento ma ora penso di aver capito le tue critiche: ho detto parole “stupide”, “inutili” e “banali’. Giusto?

            Ti ringrazio, ora che mi hai fatto capire non lo farò più 😉

          2. Anonimo

            Cercavo solo di dire che certe frasi come quella che hai scritto inneggiante al vandalismo, sono stupide.

            Se esordisci così, tutto il resto che scrivi (giusto o meno) suona inutile e banale. Comunque puoi scrivere o pensare quello che credi, siamo su un forum libero. Basta che non ti offendi (e non mi prendi per in giro) se te lo faccio notare 😉

  2. Wf

    Basta che non ci rincoglionite anche fuori casa lontano dalla tv con la pubblicità video.

    Nemmeno fossimo in un romanzo distopico.

    Bisogna riposare gli occhi non restare sempre connessi al video.

    Un po di umanità e umanesimo, proprio nel 500esimo di Leonardo da Vinci.

    L’uomo deve essere al centro delle cose.
    Non viceversa…

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