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Milano | Lambrate – Cantieri via Canzi e via Pitteri: settembre 2019

Anche in quest’estate calda siamo passati a dare un occhio ai due grandi cantieri nella zona di Lambrate, nelle vicinanze del Quartiere Rubattino e verso l’Ortica. Ci riferiamo ai cantieri di Cohabitat-Lambrate, in via Pitteri e Residenze di Lambrate, in via Canzi.

Qui di seguito le immagini aggiornate ai primi di settembre del cantiere di via dei Canzi, l’intervento che preferiamo esteticamente tra i due. La prima palazzina sembra orami giunta al tetto o quasi.

Qui di seguito invece le immagini aggiornate del cantiere di via Pitteri, dove gli edifici residenziali del primo settore sono ormai quasi conclusi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Lambrate – Cantieri via Canzi e via Pitteri: settembre 2019

  1. Luca

    Milano è la continuazione della DDR con altri mezzi. Però i milanesi sono contenti e dicono che la città sia bella e ben tenuta… Sono appena stato a Budapest, solo chi non è mai uscito di casa può pensare che Milano sia una città europea…

    1. Anonimo

      Logico che Budapest, impero austroungarico, sia una città piu’ europea di Milano, come Milano, con tutti e i tantissimi suoi limiti, sia piu’ europea di Andria, da dove forse arriva Luca.

      1. Marshall

        Perché “logico”? L’Italia è, almeno sotto il profilo storico e culturale, il cuore dell’Europa: per secoli e fino a Napoleone, non potevi diventare imperatore d’Europa se non ti facevi prima incoronare Re d’Italia.
        dissoluzione dell’ImperoAustro-Ungarico.
        Quanto all’appartenenza europea di Andria ricordo solo che Federico II di Svevia (ma anche normanno da parte di madre) si faceva chiamare “puer Apuliae”.
        I magiari, in fondo, sono mezzi turchi, parlano come loro una lingua non indoeuropea partente del turco, sono stati per secoli parte dell’impero ottomano e ci stavano volentieri prima che gli Asburgo, ma siamo ormai nel 1700, con il loro esercito europeo comandato da Eugenio di Savoia, li riagganciassero all’Europa.
        Con il loro nazionalismo esasperato gli ungheresi hanno sempre creato problemi al Sacro Romano Impero prima, all’Impero Austro-Ungarico poi, all’impero russo ed oggi all’Unione Europea. Di europeo hanno però l’amore a la cura per il proprio territorio ed è questo che noi italiani, milanesi o pugliesi, dovremmo imparare a emulare.

        1. Anonimo

          L’Ungheria non ha mai fatto parte del Sacro Romano Impero. La lingua Ungherese è Ugro-finnica che col Turco ha in comune quasi solo il fatto di non essere indoeuropea.

    2. Anonimo

      Ho abitato a Berlino in un quartiere costruito ai tempi della DDR e frequentato corsi in un’università in Turingia costruita nello stesso periodo. Onestamente il paragone con l’edilizia e l’urbanistica di Rubattino è offensivo per la DDR.

  2. Marco

    Beh le seconde sono imbarazzanti, ogni volta che vado lì all’esselunga mi chiedo: “con quale logica si può pensare una finestra larga sì e no 20cm? ma si riesce a metter fuori la testa o ci si incastra?”

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