"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | San Siro – Nuovo stadio, si salva il Meazza, ma il parco dei Capitani?

La questione Meazza divide parecchio i cittadini milanesi e forse non solo. Come era immaginabile, la questione di un nuovo impianto, all’avanguardia e avveniristico stuzzica parecchio i sentimenti della città.

Serve veramente un nuovo impianto? Se si, che fare del vecchio stadio? I due progetti presentati dalle squadre sono veramente una colata di cemento coperta da un misero strado di erba? Serve veramente un ennesimo centro commerciale in città nell’epoca dello shopping on-line? Le volumetrie distribuite in torri lungo via Achille? E il parchetto inaugurato solo pochi anni fa, dedicato ai due capitani Cesare Maldini e Giacinto Facchettiche fine farà?

Infatti l’area ora occupata dal parco dei Capitani (lungo la Via Federico Tesio) diventerà parte dell’area di pertinenza del nuovo stadio. Non sarà un grande spazio verde, sopratutto ha pochi alberi, ma è comunque un parco cittadino.

In teoria lo spazio verde sarà sviluppato sul tetto del nuovo spazio commerciale, probabilmente sarà anche di più. Però l’ipotesi di preservare il vecchio stadio non garantirà la stessa estensione di verde pensata inizialmente, e poi, quale tipologia di verde ci potrà essere sul tetto di un area commerciale?

Tutte questioni poco sviluppate da parte di tutti e che saranno argomento di discussione lunedì prossimo quando sarà discusso in Consiglio Comunale il futuro del Meazza e quello del nuovo stadio. Intanto secondo un sondaggio Ipsos sul nuovo stadio, pare sia favorevole il 64% dei milanesi.

Oltre al destino da salvare del vecchio stadio, ci sarà anche un altro argomento caldo che animerà la seduta di lunedì, ovvero il contratto con le due squadre di Milan e Inter: 32 anni senza versare un euro al Comune.

È questa una parte della proposta economica presentata da Milan e Inter a Palazzo Marino per ottenere l’area di San Siro in diritto di superficie per 90 anni in cambio di un investimento da 1,2 miliardi di euro finalizzato alla costruzione del nuovo stadio e del distretto multifunzionale.

 Una proposta che certamente fa discutere il Consiglio comunale e potrebbe essere riveduta e corretta da uno dei paletti contenuti nell’ordine del giorno.

La maggioranza pare essere pronta a dare il via libera all’interesse pubblico per il progetto delle squadre calcistiche, ma solo a determinate condizioni. 

Il problema sollevato da molti è il fatto che le due squadre con quest’accordo finirebbero col guadagnare dal futuro stadio tre volte tanto rispetto a oggi e dare in cambio al Comune la metà del canone d’affitto che attualmente versano, oltretutto questo solo al 33° anno di concessione.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | San Siro – Nuovo stadio, si salva il Meazza, ma il parco dei Capitani?

  1. dc

    non so perchè ma piu guardo come dovrebbero essere i progetti nuovi più mi fanno ridere le proteste per mantenere la zona allo stato attuale

  2. Anonimo

    Sogno un parco gigante , senza meazza , e senza nuovo stadio . Ma sicuramente non si fara’ mai . Allora sogno un centro tennistico stile Roma o wimbledon immerso comunque nel verde . Non si fara’ mai neanche quello .
    Non sogno piu’ , è meglio

  3. enrico

    Da dove salra fuori il calcolo secondo il quale le squadre guadagnerebebro il triplo dallo stadio nuovo? E si intende solo dallo stadio o dall’intero distretto?

    Al netto di qualche cambiamento e riequilibrio a cui come sempre danno luogo le negoziazioni, quale sarebbe l’alternativa per il Comune qualora le squadre arrivassero a concludere che, visti gli eventuali paletti posti dal Comune stesso, il progetto non sarebe più sufficientemente remunerativo e decidessero di realizzare il nuovo stadio altrove (p.es. Sesto)?

    Certo, il canone sarebbe la metà e solo dal 33° anno, ma se l’alternativa fosse quella di teneresi San Siro vuoti e senza nessuno che paghi alcun canone, allora piuttost che nient…

  4. beppe

    infatti alla fine il tema sottovalutato è che la campagna per la conservazione di San Siro si sta traducendo nella cementificazione della zona, con due stadi (uno rifunzionalizzato) dove ce n’era uno e nessun parco al posto di quello previsto

  5. Alezio

    Se non si decide subito di costruirne uno nuovo il rischio maggiore è che tra 10-20 anni le società di calcio abbandonino S. Siro e vadano a costruirsi lo stadio a Rho, in Brianza o chissà dove, lasciando il Meazza a marcire.

  6. Marshall

    Milano, rispetto alle maggiori città europee, è avanti su alcune cose (ad esempio il trasporto pubblico), indietro su altre e soprattutto su una: il verde pubblico: ce ne è troppo poco in rapporto agli abitanti.
    Chi dice che conta solo la qualità del verde e non la quantità è come quei genitori costretti a vedere poco i figli che si consolano con il concetto della “qualità del tempo” passato in famiglia.
    La priorità massima per la Milano di oggi che vuole davvero competere con le migliori città del mondo sarebbe davvero fare nuovi parchi nelle poche aree libere rimaste entro il perimetro edificato, soprattutto quando sono da sempre a destinazione pubblica come la piazza d’armi di Baggio, come le aree tra il parco Forlanini e la ferrovia o quelle a sud del Parco Alessandrini.e soprattutto quando sono già di proprietà pubblica,, come quella attorno allo stadio,
    Quando si parla di non consumare suolo, questo dovrebbe valere anche per il quello dentro le aree urbane, quello dove ancora si possono piantare alberi veri perché non ci sono strutture sotterranee.
    S. Siro è da sempre la zona sportiva di Milano, fatta di strutture annegate nel verde, com’era il vecchio Lido prima che gli togliessero le pertinenze a verde per fare il Palalido. Se lo sport-spettacolo non funziona più sta comunque aumentando la domanda di sport praticato. Quindi non c’è nessun motivo per abbandonare S. Siro e la sua vocazione storica di area destinata allo svago dei milanesi (non solo sportivo, come racconta anche una famosa canzone) alla peggiore speculazione edilizia privata, snaturando il quartiere con enormi volumetrie che stravolgeranno il paesaggio e richiameranno traffico in un’area che già scoppia.

    1. Luisa

      Condivido
      Bisogna investire nell’ aumento di aree verdi e non più in centri commercialu e cementificazioni ulteriori !
      Ricordiamoci che ogni volta che pernettiamo ulteriori privazioni di verde contribuiamo con le nostre mani al climate change e al peggioramento nostre esistenze e salute ….
      Non ce lo possiami più dimenticare

  7. Anonimo

    Al confronto di questo fantomatico “parco dei Capitani” il giardino del mio condominio è “Central Park”. Bè mi sembra evidente che questa fantomatica “speculazione” dà fastidio alle altre squadre italiane e europee, che vedono in questo progetto un vantaggio competitivo per Milan e Inter, e quindi hanno attivato le loro sentinelle che vogliono bloccare tutto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.