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Milano | Porta Nuova – Quel che manca alla Piscina Cozzi

In viale Tunisia, tra Porta Nuova e Porta Venezia, si trova la bella Piscina Roberto Cozzi, progettata dall’ingegnere tecnico del comune Luigi Lorenzo Secchi e inaugurata nel 1934.

Vi abbiamo raccontato la storia della sua progettazione e ora proviamo a descriverne il presente e speriamo il futuro.

Come tante strutture che hanno superato il corso del tempo, andrebbe restaurata per essere preservata anche in tutta la sua bellezza.

L’impianto, fra le altre cose, oggi ha problemi di capienza, dopo la riduzione a causa delle leggi restrittive sulla sicurezza.

Analizzando il progetto originario, si scopre che lo stupendo soffitto a botte progettato dal Secchi è oggi nascosto da teli per motivi di sicurezza. Il soffitto è costituito da vetrate movibili che consentivano al sole di illuminare l’impianto sportivo e creare un’atmosfera unica.

Altra meraviglia da recuperare è senza alcun dubbio la bella vetrata sulla parete di fondo, serigrafia da Luigi Brusotti designer e artista in voga soprattutto negli anni del dopoguerra, che ha riprodotto su una serie di vetrate un ambiente marino che, quando illuminato, appare in tutta la sua bellezza. La vetrata da anni è rimasta nell’oscurità o quasi poiché il sistema di illuminazione è in disuso da decenni

Sarebbe bello trovare uno sponsor che aiutasse a recuperare soffitto e vetrate per restituire alla città lo spirito del progetto di Secchi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Quel che manca alla Piscina Cozzi

  1. tatino pensabene

    sarà soggettivo, ma giallo + grigio , che a Milano imperano su prospetti di moltissimi palazzi e non solo, proprio faccio fatica a digerirli. Tra l’altro il giallo è sempre nella versione piu’ spento possibile. Ma un bel blu? Un murales in stile anni ’30?Cosi’ come è sembra un enorme ristorante sovietico….

    1. Anonimo

      hai detto bene: è soggettivo.
      se i colori sono quelli originali pensati dai progettisti (come sembrerebbe, visto che è un edificio vincolato), vanno bene così.
      il bel blu e il murales però puoi farteli in casa 😉

      concordo invece che sarebbe ora di riscoprire il soffitto per far entrare la luce naturale: uno sponsor – in cambio di una contropartita in visibilità o altro – o il comune sarebbe bello si facessero sotto..

  2. Anonimo

    Anch’ io poco sopporto la parola murales, ma all’ interno della Cozzi al posto di quel muro giallo triste un “dipinto murale” in stile Depero o simile ci starebbe benissimo e chissenefrega se sarebbe un falso storico. E con i toni sui blu e azzurri che in una piscina ci stanno eccome.

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