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Milano | Vetra – Il palazzo alle Colonne di San Lorenzo: fine ottobre 2019

Proseguono i lavori di bonifica per la preparazione all’edificazione del palazzo alle Colonne di San Lorenzo, ridimensionato e rivisto secondo i paletti imposti dalla Sovrintendenza.

Il progetto dello studio Antonio Citterio e Patrizia Viel, prevede la realizzazione di un edificio a completamento del tessuto edilizio storico: un palazzo per funzioni urbane (residenze, commercio, ecc.) e completamento degli spazi aperti destinati a verde e piazze per i servizi esistenti.

Sicuramente è un edificio più facile da inserire, ma forse pecca anche di poca originalità, dovuto al fatto che il punto in cui si trova è decisamente delicato? Con un alto zoccolo in pietra (ceppo lombardo) e intonaco ai due piani superiori, materiali utilizzati per secoli nei palazzi storici.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


28 thoughts on “Milano | Vetra – Il palazzo alle Colonne di San Lorenzo: fine ottobre 2019

  1. Anonimo

    meglio così: non è un angolo in cui fare gli originali, ma in cui intervenire stando molto attenti ai dettagli e amalgamandosi il più possibile con il contesto, lasciando che sia il colonnato il protagonista.

      1. Anonimo

        Non è questione di Disneyland… una ricostruzione filologica può avere senso, se e quando il contesto circostante è integro, e magari sopravvivono elementi da recuperare.

        ma dato che qui così non è… e subito accanto c’è un “bel” condominio anni 50-60 non migliore di quelli in via Palmanova… meglio allora un intervento contemporaneo misurato.

        Del resto Citterio ha un tratto molto “understated”, non è certo tipo da ghirigori o segni “iconici” com’è di moda dire adesso, e qui andava benissimo.

        La continuità può stare piuttosto nei materiali, i colori, i volumi e le proporzioni, e da questo punto di vista mi sembra che ci siamo.

        1. UMS

          quote: “Del resto Citterio ha un tratto molto “understated”, non è certo tipo da ghirigori o segni “iconici” com’è di moda dire adesso, e qui andava benissimo.”

          Che non fosse il posto adatto per ghirigori o segni “iconici” è assolutamente condivisibile.
          Tuttavia, il paragone con Figini e Pollini che 50 anni fa si trovarono alle prese con un problema anche più spinoso tra l’abside Bramantesca di San Satiro e la maglia viaria medioevale di Milano, è a mio parere impietoso e crudele per questo progetto.

  2. Est71

    preferivo di gran lungo la prima proposta… a mio avviso mitigava meglio la prepotenza fastidiosa del fronte edilizio anni ’50. Se non altro (a parte la copertura piana) così sembra quasi che ci sia sempre stato.. e probabilmente era questa l’intenzione della Soprintendenza

  3. lorenzo

    Ma che orrore!!!! Ma perchè non riproporre, basandosi su foto storiche, la facciata del palazzo che eri li, sventrato dai bombardamenti???? Basta con queste schifezze!! Non mi interessa se sarebbe Dsneyiland o meno, meglio un falso storico che questi edifici senza anima, del resto secondo questo criterio non si sarebbe dovuta ricostruire Santa Maria delle Grazie o altri monumenti dopo la guerra, oppure il Campanile di San Marco a Venezia. Adoro l’architettura di questi anni, ma non nei centri storici, trovo, salvo eccezioni, tutto ciò che è stato costruito per ricucire le ferite della guerra, veramente orribile. Ripeto, meglio cento volte un falso storico..

  4. Sdd

    È pieno di interventi “in stile” per mezza Europa e l’effetto non è certo Disneyland. Il problema è che qui c’è un certo snobismo, frutto della nostra impareggiabile cultura del restauro, ma in alcuni casi secondo me ha portato a una visione troppo dogmatica e un po’ castrante.

    Tu il Castello Sforzesco lo avresti preferito in stile razionalista per caso? E di Dresda e Varsavia cosa avresti fatto?

    Dall’arredo urbano alle ricostruzioni in centro si dovrebbe adottare uno stile coerente. Come succede in città ben più raffinate ed eleganti (per quanto riguarda la qualità urbanistica) di Milano.

    Su questo intervento di Citterio non mi esprimo, mi pare abbastanza discreto e amalgamato, ma devo confessare che non c’è niente che mi piaccia di questo studio.

    1. Anonimo

      Quella zona è complessa…non stai rifacendo il centro di Dresda.
      C’è di tutto di più, dal paleocristiano al razionalismo ricostruzione anni 60.

      Secondo me ci voleva qualcosa di rottura…così sembra l’hotel che han fatto in piazza fontana.

      1. Anonimo

        Perché, secondo te il centro di Dresda era semplice??

        La chiamavano la Firenze della Germania per l’alta densità di edifici monumentali.

        1. Anonimo

          A Dresda si è potuto ricostruire gli edifici monumentali precedenti.

          Alle Colonne è più complesso. La maglia viaria è completamente cambiata e se volessi fare una ricostruzione filologica dovresti pure ricostruire tutte le case abbattute tra la chiesa e le colonne, cosa palesemente impossibile ora.

    2. Anonimo

      “Tu il Castello Sforzesco lo avresti preferito in stile razionalista per caso? E di Dresda e Varsavia cosa avresti fatto?”

      se il livello è questo, meglio non proseguire

  5. Hr

    La facciata con visuale e filtro dalle colonne era da fare in stile…nonostante il delirio dei luoghi si cerca di uniformare il possibile per far risaltare cio’che oggettivamente merita:colonne,basilica e abitazioni in stile….poi si poteva lavorare di finezza sul resto….ma non siamo di fronte ad una vecchia strada qualunque….esiste un genius loci ben chiaro….il nuovo edificio pur sobrio e carino…lo ignora

    1. Anonimo

      c’è qualcosa che non torna: come mai non siete dei famosi progettisti che lavorano in giro per il mondo? davvero difficile da capire..

      1. Sdd

        Polemiche sterili e puerili. Questo è un ritrovo di appassionati e per quanto ne puoi sapere tu anche di architetti e progettisti di fama. Servirebbe semplicemente rispetto per pareri espressi civilmente, anche se non corrispondono al nostro pensiero.

      2. Sr

        Cosa ne sa lei se chi scrive non fa i progetti in giro per il mondo?Non basta essere in giro per il mondo per avere talento..in Italia ci sono progettisti ben piu’talentuosi di quelli che emergono per altri motivi….

        1. Anonimo

          gomblotto!
          dai su, a parte gli scherzi, la risposta era un po’ ironica perchè Hr era in modalità “direzione artistica” 😀

        2. Anonimo

          …ma perchè non li usiamo questi “progettisti talentuosi”? Forse verrebbe fuori qualcosa di meno stantio del progetto che ha pubblicato UF che oggettivamente non è questo capolavoro di freschezza.
          Peccato perchè stiam parlando di un luogo unico al mondo, non della piazza di Brisighella,

      3. Anonimo

        Quindi se io vado al ristorante non posso dire se il cibo secondo me era buono o meno perché non sono uno chef stellato?

        O non posso dire se secondo me un capo d’abbigliamento è bello o meno perché non sono un noto stilista?

        E potremmo continuare così all’infinito per qualsiasi campo dello scibile umano…

  6. Xxxx

    BRISIGHELLA e la suas piazza e’ bellissima unica al mondo tanto quanto questa zona di Milano….capire il contesto aiuta a fare un bel progetto…a voltd il contesto prevale sulla creativita’….basta!

  7. Anonimo

    Edificio decoroso, ma che inevitabilmente toglie respiro a cosa ha di fronte. A distanza di 75 anni dal bombardamento (perché immagino che questa sia la causa di quel vuoto) sarebbe stato meglio lasciare verde. Il vuoto dà tutt’altro respiro a l’unica infilata di colonne tardo imperiali rimaste a Milano.
    Ma un benefattore che compri l’area, la doni al Comune con il vicolo di dedicare i giardinetti a chi vuole lui?

  8. Pier Luigi Caffese

    Il progetto è osceno stile piacentini e sotto ci sono i resti di una delle 16 terme ercole di Milano.Questa è la 3°documentata da Ausonio e Cagno. NON si può costruire pEr sentenza del CS che non può essere aggirato da volumi minori dato che il sito e’archeologico per legge e sotto ci sono statue-colonne romane.Fu bombardato e poi messo a verde con 33 alberi tagliati ed abbiamo rifatto un progetto Terme Romane di entrata tra il verde.Ora il Comune e Mibact devono scegliere tra box auto che distruggono per sempre le terme romane o il recupero delle gallerie tra chiese e Arena.Strano che per l’expo il Comune di Milano spese milioni per ricostruire con disegni e digitale la Milano Romana con ricostruzione puntuale delle Terme alle Colonne.Poi difendere un brutto progetto piacentiniano è il secondo schiaffo alla cultura milanese.Negare le Terme romane li sotto è l’aberrazione di c’eri costruttori che se ne fregano di Milano romana,delle Terme e costruiscono a pochi metri dalle Colonne.Poi che è votato dal Codice dei Beni colturali a parte le sentenze del CS aggirato con trucchi di nuovi progetti.Noi accettiamo l’incontro per discutere progetto e sentenze a San Lorenzo davanti alle Colonne che pochi sanno provenienti da caive vicino a Como.

    1. Est71

      tanto e doveroso rispetto per le vestigia romane e per la memoria storica della nostra città, ma utilizzare il riferimento di Marcello Piacentini in questo caso è totalmente fuori contesto e utilizzarlo con aggettivazione negativa è fazioso e denota una scarsa preparazione in materia di storia dell’architettura

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