"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Venezia Loreto – Conclusa la ciclabile in Corso Buenos Aires, non senza polemiche

Una volta che la pista ciclabile di Corso Venezia è stata completata, subito si è passati nei primi giorni di maggio a “dipingere” quella di Corso Buenos Aires.

Come abbiamo potuto vedere in nostri precedenti articoli, molte sono state le polemiche, soprattutto per come era stato tracciato il tratto in piazza Oberdan, creando un quasi perenne ingorgo, risolto con una nuova spennellata.

Ora, dopo quasi un mese, la ciclabile di Corso Buenos Aires è stata portata a termine e, dobbiamo dire, pare essere utilizzata da molti cittadini (vi transitano circa 6000 ciclisti al giorno).

Adesso un esposto in procura contro questa ciclabile sta animando i palazzi del potere (Comune e Regione). Vedremo come andrà a finire. Ci limitiamo a osservare che qualsiasi cosa si faccia in questa città c’è sempre uno strascico giudiziario; bisogna tenerne conto in fase di pianificazione.

Altra problematica è stata quella riguardante 3 fermate delle sei distribuite lungo corso Buenos Aires, che i fruitori dei bus notturni sostitutivi della linea rossa della metropolitana si sono visti sopprimere. Questo, pare, sia avvenuto per motivi di sicurezza: “troppo pericoloso infatti far salire e scendere i passeggeri tra le ciclabili e gli spazi adibiti al parcheggio”. Così per ora sono state tolte le due fermate di Lima in entrambi i sensi di marcia e quella di Porta Venezia (dir. Loreto), mentre restano ancora “in vita” quelle di piazza Argentina e quella di Porta Venezia (dir. centro). L’assessorato afferma che è in cerca di una soluzione.

A nostro avviso il Comune, forse, avrebbe dovuto avere più coraggio ed eliminare completamente il parcheggio nel corso, lasciando la doppia corsia. Infatti, come si vede, l’aver lasciato il parcheggio, spostandolo più al centro della carreggiata, ha trasformato il corso in una via ad una sola corsia per senso di marcia, trasformandolo nelle ore di punta in un lungo incolonnamento. Anche se, a dirla tutta, forse un ridisegno con corsie più strette e gestione più accorta degli spazi avrebbe consentito di mantenere le due corsie, più il parcheggio, più la ciclabile. ma ci riserviamo di verificare meglio questa nostra ipotesi.

Vista la grande affluenza in questi giorni di ciclisti che utilizzano la nuova pista, è indubbia la sua effettiva necessità, anche perché agevola il flusso principale di coloro che dal centro vogliono portarsi nei quartieri a nord-est (e vice versa). Però, come si vede, poiché la ciclabile non è stata protetta da barriere fisiche, i furbi del parcheggio in doppia fila agiscono indisturbati come sempre. La solita pessima abitudine.

Oppure, come (cattivo) costume, le auto vengono parcheggiate dove c’è spazio indipendentemente dalla segnaletica.

Il Comune, in certe vie di grande scorrimento, come Corso Buenos Aires e altre, in particolar modo dove non c’è spazio a sufficienza, dovrebbe eliminare i parcheggi laterali, come succede nelle grandi metropoli del Mondo: Londra, Parigi, Madrid, per citarne alcune. Ma anche a Roma, senza andare per forza all’estero. Quella della sosta sulle direttrici principali è una peculiarità tutta milanese.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


56 thoughts on “Milano | Porta Venezia Loreto – Conclusa la ciclabile in Corso Buenos Aires, non senza polemiche

  1. Anonimo

    Bisogna togliere spazio alle auto. Siamo una città garage, piena di scatole di latta ovunque. Non c’è spazio per i cittadini, abbiamo pochissimo verde e respiriamo un’aria pessima. Pure i marciapiedi vengono abusivamente occupati dalle auto. Bisogna avere coraggio e redisegnare la nostra città. Nelle scelte del XXI secolo non siamo dinamici ma siamo una lumaca pazzesca, come l’intero paese. E gli effetti si vedono: tanto inquinamento, tanta inciviltà, spazi pubblici inesitenti o fortemente degradati.

  2. at

    Incredibile che per un chilometro di ciclabile si debba fare la guerra a Milano. Evidentemente in città c’è tanta gente a cui piace vivere male.
    Usare mezzi alternativi all’auto è una necessità, non una scelta. Alcuni problemi legati all’uso delle automobili potrebbero essere aggirati nel futuro con nuove tecnologie (inquinamento e incidenti), ma per altri semplicemente non ci sono soluzioni. Parlo dello spazio. Milano è una città densamente popolata, non c’è spazio per tutte le automobili in circolazione. Il problema del traffico e dei parcheggi non ha soluzioni a meno di spendere prezzi esorbitanti e snaturare l’aspetto della nostra città costruendo infrastrutture mastodontiche.
    Non vienamo a raccontarci la leggenda delle due corsie di Buenos Aires, nella realtà non sono mai esistite vista la perenne fila di auto in doppia fila. La situazione di traffico che si vede nelle fotografie è sempre esistita.
    Quanto al problema dei parcheggi menzionato nel’articolo, paradossalmente le auto parcheggiate fungono da protezione per i ciclisti. Visto che c’è stata la necessità di costruire in fretta e spendendo poco, per ora li lascerei come sono. Mi chiedevo solamente, c’è un motivo per cui non si è potuto spostare i parcheggi dei taxi alla sinistra della ciclabile come il resto dei pargheggi.

  3. Anonimo

    Devo dire però che i parcheggi e le auto parcheggiate almeno funzionano da barriera “spontanea” che separa le auto in movimento dalla ciclabile, una leggera protezione.

    La soluzione delle auto parcheggiate sulla ciclabile é semplice: multe, celeri e costanti. E reinvestire tutti i soldi ottenuti sulla ciclabile.

    Per quanto riguarda l’esposto contro la ciclabile.. vabbè, lasciamo perdere.

  4. Marco

    Successivamente alla modifica dell’incrocio di piazza Oberdan, come da segnalazioni dei cittadini, la pista ciclabile si può definire un grande successo. Basti vedere il numero di ciclisti e cittadini che in continuazione la impegnano per spostarsi dalla zona di Loreto, Lima, Corso Buenos Aires al centro storico. Io stesso spesso la utilizzo per tornare a casa dal centro dopo lavoro. Polemiche? Purtroppo siamo un paese non incline al cambiamento, che non si sa adeguare ai tempi che cambiano, con evidenti conseguenze a livello socio-economico. Non a caso siamo uno dei paesi anagraficamente più vecchi al mondo.

  5. Alessandro

    La ciclabile la usano in tantissimi.
    Questa è la risposta ai tromboni criticoni ottusi non lungimiranti e retrogradi.
    Data la sua tipologia si possono tranquillamente apportare modifiche in modo rapido. Per esempio mettere paletti in tutte le parti in curva dove in genere l’automobilista parcheggia fregandosene.
    Si possono mettere nelle parti rettilinee esposte.
    Si possono mettere nei punti rettilinei occupate dai tassisti.
    Ora avanti con tutte le altre ciclabili

    1. Si Tav

      Destra=progresso. Sinistra=mentecatti utopici. Quindi fallimento, tasse e imprese che chiedono.

      Mai una volta che un imbecille di sinistra commette, risoluto di sto cazzo, pensi che costruire un parcheggio sia la soluzione x prendere vivibile una città.
      Siete i talebani della bici, salvo poi rendervi conto che l’auto è indispensabile e non va combattuta: bisogna solo creare le infrastrutture perché non intralci. Ma mica ci arrivate voi mentecatti che votate pd

      1. Anonimo

        Milano deve orientarsi ad alte città virtuose. Basta con il provincialismo. Le auto dalla città vanno tolte. Chi l’ha fatto ha fatto dei passi in avanti incredibili. Non c’è il “diritto” di parcheggio. Non c’è il diritto a inquinare come e dove si vuole, danneggiando la salute di tutti. La libertà ha bisogno di regole. I marciapiedi vanno subito liberati dalle scatole di latta. Milano deve fare una scelta. O si fa sul serio o rimarremo quell’orrore grigio con un traffico fuori testa.

  6. Anonimo

    Corso Buenos Aires va completamente pedonalizzato. Solo una città a misura di uomo è una città attraente. Vale per Zurigo, Parigi, Londra, Copenhagen. Bisogna misurarsi con i migliori, se vogliamo contare qualcosa a livello internazionale.

  7. Anonimo

    Bisogna essere ancora più coraggiosi. Questa battaglia si vince cambiando abitudini e aggredendo i problemi. Basta con il provincialismo da quattro soldi. La mobilità dolce è una grande occasione per Milano, è importante per costruire la metropoli del futuro.

  8. Camillo

    C’è polemica anche per le bancarelle di piazza Lima, non c’è spazio per i camion e furgoni che caricano scaricano. Soluzione: togliamo queste inutili bancarelle. Se uno vuole le bancarelle va al mercato. Creiamo spazi per i pedoni e poi li dobbiamo riempire di spazzatura… Mah

    1. Anonimo

      E se proprio non riuscite a comprarvi una cazzo di macchinetta usata vedete di non rompeteci i coglioni, studenti fuorisede detentori di reddito di cittadinanza.

      1. Anonimo

        Guai a chi tocca i diritti dei milanesi che vogliono stare male. Ovvero pagare un rene l’affitto, vivere in una città inquinata con auto parcheggiate in ogni spazio libero che sottraggono spazio pubblico, spendere quei pochi soldi rimasti in un suv per scalare le famose montagne milanesi, ed infine nonostante tutto non trovare mai parcheggio. Viva le auto ovunque!

        1. Anonimo

          Sono pazzi e così vanno trattati. Viviamo in una regione che sabota il trasporto pubblico (vedi divieto trasporto bici sui mezzi trenord), con un’aria irrespirabile, d’estate si muore perchè abbiamo creato isole di calore pazzesche (Corso Benos Aires e compagnia), nel hinterland ci sono roghi di rifiuti tossici ogni secondo giorno. Ancora troppa gente si sposta in auto perchè tanto sul marciapiede la sosta è gratis. E tutto questo in una città con prezzi simili a Zurigo. Milano deve fare sul serio e non farsi ricattare che la vuole tenere per sempre nella depressione degli anni 90.

    2. Si Tav

      Anonimo delle 7.25, ma non hai niente di meglio da fare di prima mattina che sparare queste stronzate?
      Se non si fanno i parcheggi x togliere le auto, come cazzo pensi di liberare spazio?
      Mai una volta che quelli come te facciano un pensiero logico e dicano cose sensate.
      Anzi, sai cosa penso? Potresti essere quel mentecatto di Wf che ha cambiato nome

      1. Anonimo

        Bene la ciclabile che toglie spazio alle auto per di più in una area super servita da mezzi pubblici. Buones Aires non può continuare ad essere un’autostrada cittadina.

        Vogliamo meno traffico, meno smog, meno clacson, meno rumore. Più tranquillità, più verde, più sicurezza, aria più pulita

      2. Anonimo

        Come liberare spazio è abbastanza chiaro: limitarci al possesso di un auto (in media) per famiglia. Rinunciare alla seconda e terza auto.
        A Milano c’è un’auto ogni due abitanti. A Londra, Madrid, Berlino, una ogni tre. Quindi, si può fare.

  9. Anonimo

    Ottima questa pista, serviva proprio, Buenos Aires spaventa meno e i ciclisti la stanno premiando utilizzandola.

    Serve un aumento del prezzo di area c e un inasprimento di area b, e serve seriamente iniziare a programmare la parziale pedonalizzazione di Corso Venezia e Buenos Aires, è da pazzi farci passare ancora tutte queste auto nel 2020. Si può iniziare nei weekend, come fanno a Tokyo in zona Ginza e funziona alla grande.

        1. Anonimo

          Io sono molto favorevole ad estendere Area C. Come è adesso è troppo piccola per avere un effetto vero. E poi i 5 Euro sono troppo pochi nel 2020. Dobbiamo andare sul modello Londra.

    1. Anonimo

      Io propongo una Area C multicentrica. Che non in clude solo il centro, ma anche altre piazze e quartieri. Come già proposto nel PGT 15 anni fa. Il prezzo di area C deve essere 12,50€ ; come a Londra (in Pound). Tutte le auto sul marciapiede, in seconda fila o parcheggiate sulle aiuole vanno rimosse. Subito. Se Milano fa sul serio abbiamo grandi potenzialità. Altrimenti ci prendiamo solo in giro.

  10. Anonimo

    Con piazzale Loreto ridisegnata in chiave più pedonale Corso Buenos Aires potrebbe essere trasformata in quello che dovrebbe essere da tempo: un viale con verde e mobilità sostenibile/pedonale. Tutto l’ambito di pta Venezia/Loreto (e non ci abita poca gente) ne guadagnerebbe in sviluppo economico, turistico e in salute.
    I benefici del centro arriverebbero fino a Loreto, praticamente tutto il centro si allargherebbe e a cascata ne trarrebbero vantaggio anche viale Monza e via Padova, oggi abbastanza depresse.
    Noi italiani siamo mediamente indietro, all’estero l’hanno capito da tempo, le auto in città portano costi e disagi, ci arriveremo ma temo che ci vorrà più tempo del previsto leggendo alcuni commenti sopra, a meno di alcune scelte politiche forti.
    A me piacerebbe vivere in una città che cambia e migliora più velocemente di così, una ciclabile va bene come inizio ma è ancora troppo poco.

    1. Anonimo

      Concordo al 100%. La salute è un diritto. Siamo stufi di respirare quest’aria irrespirabile, piena di gas di scarico. Ho recentemente scoperto che soffro di problemi dermatologici molto probabilmente causati dall’inquinamento atmosferico. Non c’è più tempo, non credo che sono l’unico.

      1. Anonimo

        Sicuro. E non si sottovaluti l’inquinamento acustico. Dormire male o vivere in un ambiente rumoroso crea danni enormi a lungo termine. Peggiora tutto, sistema cardiocircolatorio, equilibrio psicologico, insonnia con tutti i problemi che ne derivano.
        Da noi è tollerato che moto e scooteroni facciano più rumore di un jet. Invece, per la salute di tutti, a discapito dell’arroganza di pochi, i motori più rumorosi andrebbero disincentivati e la velocità del traffico limitata.
        Italia: credo unico paese in Europa in cui gli autovelox su strade cittadine sono vietati per legge. Sembra normale?

  11. robi

    io partirei dal trasformarla a senso unico verso Loreto con una corsia riservata al trasporto pubblico in senso opposto integrata di ciclabile. Si guadagna spazio, si garantisce una fila di sosta e due corsie di marcia.

  12. Wf

    La cosa bella è che il 90% dei commenti sui giornali e sui blog e su Facebook sono di gente che si è rotta le palle delle veramente troppe troppe automobili a Milano

    E favorevoli alla ciclabile non solo in corso Buenos Aires.

    Sono veramente stupito di questa stragrande maggioranza.

    Incredibile

      1. Anonimo

        Caspita il carico scarico! Siamo nel 2020, società private mandano razzi nello spazio, l’intelligenza artificiale fa diagnosi mediche più accurate dei medici e non siamo in grado di organizzare carico/scarico intelligente, che non crei problemi al traffico, che sia fatto con mezzi idonei, orari precisi, spazi precisi anche nelle vie laterali? Quindi la soluzione è eliminare una ciclabile già oggi usata da 6.000 persone. Un ragionamento che non fa una piega.
        La follia è avere tutte ste auto ovunque in giro in tutta la città.

        1. Camillo

          Infatti non capisco perché non creino le aree di carico scarico nelle vie laterali. Poi con carrellino si porta la roba fino al negozio. Come fanno i cinesi in via Sarpi.

      2. Wf

        Folliaaahh goolliaaaaaa fooooliiaaaaaaaaaaaahhhhhhhhgghghghghrrrghhhhhh!

        Si vabbè Ciaone.
        Terzomondo.

        Foolliaaaaaaaahhhhhhh

  13. Anonimo

    Quando iniziano con viale Monza?
    Quel viale è un disastro, auto a lisca di pesce per metà sui marciapiedi, spazio per i pedoni ridotto all’osso (ed è una via di negozi!), auto che sfrecciano e si sorpassano in modo pericoloso.
    Bisogna riportare un po’ di civiltà e ordine, anche per favorire la gente che va a piedi, basta auto sui marciapiedi.

    1. Anonimo

      Siamo tutti in trepidante attesa della ciclabile in Viale Monza che, visti i presupposti di coso Venezia e BuenosAires, sarà sicuramente un gioiellino che a Amsterdam se la sognano…

      1. Anonimo

        Tra l’averla e il non averla (schifosissima situazione attuale su tutto viale Monza) tutta la vita averla, anche se sarà una soluzione non ottimale, in attesa di futuri lavori di riqualificazione più strutturali

  14. Wf

    Adesso per tutelare la ciclabile dagli stronzi che ci parcheggiano sopra vogliamo i vigili urbani in bicicletta…

    Che fanno su e giù pen le ciclabili con il blocchetto delle multe in mano…

    Chiamiamolo servizio di tutela delle ciclabili.
    Servizio dedicato alla protezione della mobilità dolce milanese

    1. Anonimo

      Visto che ormai la ciclabile c’è, speriamo la proteggano pure coi vigili.
      Ma ho paura che l’importante fosse l’effetto “mediatico” di farla. Che poi sia pienamente fruibile, importa molto meno e poi meglio non inimicarsi ancora di più chi li ci lavora.

    2. Anonimo

      E togliamo le auto dai marciapiedi per cortesia. Un vizio veramente pericoloso e esteticamente brutto/inguardabile. Le auto hanno ucciso Milano.

      1. Anonimo

        i marciapiedi sono per i pedoni.

        Quindi furgoni, auto, moto, scooter, motorini, bici e monopattini, parcheggiati o in movimento, tanti o pochi, grandi o piccoli, a motore o elettrici, devono stare altrove.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.