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Milano | Centro Direzionale – Giardini d’Inverno: per qualche albero in più

Abbiamo fatto un ulteriore considerazione riguardo a via Pirelli 33, in zona Centro Direzionale-Gioia, dove è sorto il nuovo complesso residenziale dei Giardini d’Inverno.

Il complesso residenziale è stato completato lo scorso anno e da pochi mesi è stato aperto al passaggio anche lo spazio circostante l’edificio.

Come avevamo già detto, ci siamo chiesti perché non sia stato contemplato più verde attorno a quest’edificio?

Sappiamo che quando più di dieci anni fa venne scavato il fosso per costruirvi l’edificio, venne utilizzata l’intera superficie del lotto, rendendo impossibile o quasi, qualsiasi piantumazione arborea, ma, secondo noi, si poteva fare di meglio che creare un gigantesco e inutile marciapiede piastrellato in pietra. Sarebbero bastate delle grandi aiuole anche a prato e avrebbero fatto la differenza. Magari, creando delle grandi vasche di terra, qualche pianta la si poteva mettere.

Noi abbiamo provato a far vedere come, con un po’ di verde in più la sensazione cambierebbe parecchio, e non solo quella povera magnolia solitaria, che fa tanto tristezza, per giunta confinata in un aiuola piccolina.

Di seguito la situazione attuale e come ci sarebbe piaciuta in una serie di suggestioni.

Di seguito alcune immagini del complesso completato lo scorso anno dei Giardini d’Invernoprogettato dall’architetto Paolo Caputo. Il nome dell’edificio, che occupa un intero isolato, deriva dal fatto che ogni appartamento ha la possibilità di avere un “piccolo giardino” all’interno di una serra posta su ogni balcone.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Centro Direzionale – Giardini d’Inverno: per qualche albero in più

  1. Anonimo

    Incredibile che il comune di Milano approvi un progetto senza alberi negli spazi pubblici…la miopia dei progettisti e’ di non capire che il verde e gli alberi oltre a tutti i vantaggi noti..fanno aumentare il valore degli immobili… comunque anche dai fotomontaggi e’ chiaro che e’ un’occasione perduta ed una bruttura….quella sola magnolia poi ridicola…. ma quelli sono balconi vetrati…o come dire giardini di inverno….da non nascondere con gli alberi….

  2. Anonimo

    Tipico caso di architetti che hanno paura degli alberi e di sfruttamento di ogni m2 per parcheggi e superfici impermeabili….spesa zero per fare almeno del verde pensile su soletta…questo e’ un caso mal gestito dal comune che sembrerebbe non avere ancora delle regole in materia…..per la serie depavimentiamo e pavimentiamo….benvenuti nel 2020

    1. Anonimo

      Non credo sia colpa dell’Architetto: quel marciapiede è un’area pubblica e decide il Comune come deve essere risistemato.

      Avessero imposto alberi, i committenti avrebbero dovuto mettere alberi. Anche perchè i lavori di fronte ad un nuovo palazzo sono pagati a scomputo oneri di urbanizzazione, quindi non c’era certo problema di costo.

  3. Anonimo

    Oltre agli oneri di urbanizzazione questi progetti di speculazione edilizia dovrebbero fornire al comune la progettazione dello spazio pubblico con standard del 2020 (verde, arredo urbano, parcheggio bici). A Milano il prezzo delle case è alle stelle (siamo comparabili ad altre grandi metropoli), ma lo spazio pubblico è da terzo mondo. Al comune di Milano devono mandare in pensione qualche “geometra” leccatutti e assumere giovani architetti, urbanisti e paesaggisti. È inspiegabile che nemmeno progetti a 10k al mq possano dare qualche contributo positivo alla città (sistemazione pavimentazione, verde, arredo urbano). Proprio ieri il caso delle residenze Erba su UF. È roba da matti.

    1. Anonimo

      Bisogna vedere anche che logiche ci siano negli uffici comunali:

      A mio parere gli operatori immobiliari hanno sempre tutto l’interesse e le capacità che le aree circostanti siano progettate belle e curate, ma il Comune a caccia di soldi è possibile che preferisca che i soldi siano usati per altri interventi altrove.

      Poi se approvi un progetto di risistemazione a scomputo oneri troppo “bello”, poi fai la figura di quello che “fai il favore a chi deve vendere gli appartamenti”…magari ci sono pure logiche del genere, tutto è possibile.

      I risultati però sono abbastanza deprimenti.

  4. Anonimo

    Possiamo chiedere al Comune come stanno le cose? Almeno abbiamo chiaro il meccanismo…da mia esperienza esiste miopia del progettista o developer e scarsa attenzione del comune….comunque il risultato parla da se: spianata pavimentata e affaccio dei giardini d’inverno sul nulla…

  5. Anonimo

    Risolveranno con dei vasi? Grandi vasi di acciaio corten? Con convenzione x dare acqua? Migliorare e’ possibile….

  6. Yoghi

    Classici esempio italiano….gli alberi in serra al interno degli appartamenti X uso privato……X la parte esterna …ci pensino gli altri….meditiamo su questo approccio …

  7. N

    I giardini d’inverno sono per me una delle più grandi delusioni architettoniche di questa nuova Milano. Davvero non rispecchia la natura raffinata dei render – un enorme gap tra idea e realizzazione. Insomma (permettetemi di dirlo) una cinesata – del resto la committenza era nota.
    La sistemazione dello spazio adiacente è semplicemente ridicola.
    Non amo denigrare giunte e affini con facili illazioni – ma in questo caso specifico sarebbe interessante capire come – una città che si propone di piantumare 30 ML di alberi – possa permettere una cosa del genere.

    1. Wf

      Per risparmiare ed aumentare il profitto hanno tolto gli alberi dopo il rendering.

      Gli alberi costano.
      Maggiori guadagni.

      Chissenefrega della città.

  8. dc

    facilmente la mancanza è dovuta al fatto che come da articolo:

    più di dieci anni fa venne scavato il fosso per costruirvi l’edificio,

    considerando che il progetto è stato approvato almeno un anno prima,
    allora non c’era la sensibiltà di adesso sull’argomento verde, quello che si può fare è pressioni per correggerlo ora

  9. Anonimo

    Molti articoli mostrano un affanno e incapacita’ di gestione degli spazi pubblici…probabilmente serve una riforma del modello organizzativo e nuove figure che aiutino a far salire il livello…ma servono anche regole chiare per evitare per esempio questo tipo di risultati inaccettabili per una citta’ come Milano….un settore lavori pubblici ed urbanistica dinamico e ben popolato di progettisti e menti esperte…quindi meno politici e slogan…piu’ sostanza e regolamenti ad hoc per guidare i progettisti interni ed esterni verso obiettivi di qualita’ progettuale….

    1. N

      Il problema è che alla base c’è sempre un problem di burocrazia all’italiana.
      Ad esempio la questione foreste di pali piantumati ovunque in città è un problma che non può risolvere la giunta comunale. La segnaletica urbana infatti non è affidata al comune di Milano ma alla polizia o non ricordo quale organo para statale. Non credo sia il caso dei Giardini d’Inverno ovviamente – ma a volte la volontà si scontra con la complessità e l’arretratezza del sistema nazionale.

      1. Anonimo

        La posa e la manutenzione della segnaletica sono affidate al proprietario o concessionario della strada: sulle autostrade ai concessionari, sulle statali all’Anas, sulle provinciali alla provincia, e così via.

        Quindi, sì invece, la segnaletica sulle strade urbane a Milano è competenza del comune di Milano. Se chiami per un segnale danneggiato, ti rispondono i vigili ed escono i vigili (provato personalmente).

        Ma il punto non è tanto la competenza, quanto l’obsoleto e bizantino codice della strada italiano che obbliga a mettere un sacco di segnaletica ridondante che all’estero non c’è.

        Anche se non riguarda direttamente la segnaletica, un buon esempio sono le catenelle che hanno obbligato a mettere in piazza XXIV Maggio per separare i tram dall’area pedonale. In Europa i tram che attraversano aree pedonali ci sono ovunque, ma io le catenelle non le ho mai viste da nessuna parte.

  10. fabio

    A me piace così. Di verde in zona ce n’è ed è pur sempre un centro direzionale dove la gente passeggia per andare al lavoro. Lavori fatti bene, un bel marciapiede ampio finalmente.

  11. Anonimo

    Fatto: Una persona spende mile mila euro per un appartamento con una serra in casa.

    ipotesi: potrebbe essere che questa persona apprezzi il verde in general?

    Ipotesi 2: potrebbe essere che questa persona avrebbe voluto del verde anche fuori (il cane dove lo pisciano?)

    Chi ha dato il permesso a fare sta cosa non ha reso giustizia alla citta, e nemmeno ai padroni delle case.

    1. Anonimo

      Ipotesi 3:

      Gli appartamenti lì dentro lì stanno comprando calciatori e veline perché fa figo, del verde in casa non gliene frega una mazza e comunque lo cura il filippino, il marciapiede manco lo vedono perché entrano ed escono solo in macchina dal garage.

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