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Milano | Calvairate – La nuova Biblioteca di quartiere

A Calvairate, in via Laura Ciceri Visconti 1, di fronte al Giardino Francesco Rucci, si sta procedendo con i lavori di rigenerazione della biblioteca di quartiere, previsti dal Piano Quartieri. La struttura inaugurata nel 1969 è molto cara agli abitanti della zona tant’è che ancora oggi ne rappresenta un punto di riferimento.

Approvata dalla giunta di Milano, la riqualificazione è partita il 25 febbraio 2020 e la nuova biblioteca dovrebbe vedere la “luce” entro il 20 maggio dell’anno successivo.

La struttura preesistente verrà demolita per far spazio ad una più ampia e moderna. Si passerà, infatti, dai 900 mq ai 1.300. Il nuovo edificio sarà distribuito in due parti distinte collegate tra loro da un corridoio, avrà due piani con una sala riunioni e una sala lettura. La biblioteca verrà dotata di un impianto fotovoltaico che permetterà all’edificio di adeguarsi alle nuove normative per la riduzione dei consumi e il contenimento energetico.

Dato che i lavori si protrarranno per circa 15 mesi, il Comune in collaborazione con ALER (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) ha trovato in Piazzale Insubria uno spazio che verrà allestito come piccola biblioteca sostitutiva, operativo per tutto il tempo della riqualifica.

Le opere di ammodernamento sono state affidate all’impresa esecutrice Fidea Appalti pubblici S.r.l.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


6 thoughts on “Milano | Calvairate – La nuova Biblioteca di quartiere

  1. Anonimo

    Ottimo, era veramente ora che iniziassero i lavori!

    Della Biblioteca di Via Odazio invece si son perse le tracce? Il vincitore del Concorso Internazionale lo hanno annunciato nel lontano giugno di due anni fa…

  2. Anonimo

    ma un disegno decente davvero non si poteva fare?

    questo è un progetto davvero pietoso, per non dire di peggio..
    sembra disegnato da un bambino delle elementari..

    si può dire: meglio di prima: ma già che rimetti mano – e ciò che va a sostituire resterà lì almeno per i prossimi 40/50 anni – fare una cosa simile fa rigirare nei sepolcri professori di architettura e annali di progettisti milanesi!

    una soluzione così al ribasso non è accettabile nel 2020!
    dai!

  3. Anonimo

    forse era meglio abbattere e ricostruire esattamente come era. Si conosce il nome di chi ha fatto il progetto o ha supplicato di restare anonimo/a?

  4. _

    Ma la BEIC dobbiamo dimenticarcela per sempre?

    I nostri nipoti ci prenderanno in giro in eterno per avere tralasciato la Cultura concentrando Milano solo su aperitivi, taglieri, ristorantini e altre amenità goderecce di svago effimero.

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