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Milano | Loreto – La ciclabile attraversa il piazzale più caotico della città

Nei giorni scorsi è stato aggiunto un nuovo tassello alla utile ma complicata pista ciclabile che da San Babila arriva a Sesto e ritorno.

Sono state tracciate le linee della segnaletica a terra per gli attraversamenti di piazzale Loreto.

Il piazzale, molto caotico da ogni punto di vista (viabilistico, estetico e pedonale), ora ha una “corsia ciclabile”.

Mentre per viale Monza, con una corsia ciclabile “valicabile” larga due metri, è stato adottato uno spazio vuoto di cinquanta centimetri posizionato tra parcheggio e carreggiata, riservando alle auto in transito un’area carrabile di cinque metri di larghezza, in piazzale Loreto sono state tracciate delle corsie ciclabili, “valicabili” e non, che però si diramano in più direzioni, oltre che sulla direttrice principale Nord-Sud a congiungere le già realizzate ciclabili di corso Buenos Aires e del succitato viale Monza.

Qui sotto, ci troviamo nel punto dove la ciclabile arriva in viale Brianza. Si vede anche l’utilizzo della “bike box” o “casa avanzata” dove si attestano le bici allo stop, prima del verde, che serve per agevolare la svolta a sinistra.

Ma, come poteva essere immaginabile, lungo il tratto che corre davanti ai civici 5, 7, 9, 11 e 15, da sempre parcheggio autorizzato e anche selvaggio in doppia e tripla fila, al momento del nostro sopralluogo la situazione era pressappoco simile a prima dell’intervento. Se il Comune non sistema anche qui con piante a altri impedimenti, le auto avranno ancora il loro posto, selvaggiamente occupato. A dire il vero, poi, abbiamo trovato la situazione poco chiara, forse a causa di un intervento non ancora finito in tutti i suoi dettagli.

Intanto davanti al civico 11 di piazzale Loreto sono stati piazzati dei grossi vasi con alberelli, per impedire il parcheggio. Mentre davanti al civico 7 è stato tracciato il posteggio, oltre la ciclabile, per lo scarico e carico delle merci.

Qui ci troviamo all’imbocco con viale Monza. Anche in questo punto, la ciclabile è quasi sempre invasa dalle auto dei più furbi.

Sempre in questo punto, a protezione dei ciclisti è stato istallato un cordolo (giallo) che si protrae sino alla rotonda carrabile del piazzale.

Nel frattempo abbiamo potuto comunque notare che la ciclabile è utilizzata da molti ciclisti e monopattinisti.

Qui di seguito altri punti della ciclabile valicabile.

Volevamo concludere il nostro giretto nel piazzale con un appunto: la parte terminale di Corso Buenos Aires, nel tratto che passa davanti al McDonald’s, per intenderci, è rimasta a parcheggio. Perché? Non sarebbe stato meglio lasciarlo ad una ciclabile, come accade oltre l’attraversamento?

Naturalmente le polemiche impazzano ancora, soprattutto per viale Monza, soluzione che non piace all’80% dei commercianti. Molti suggeriscono di spostare la ciclabile in via Bred;, peccato che, secondo noi, chi utilizza la ciclabile lo fa per andare in centro, in Corso Buenos Aires, girare da via Breda, porterebbe gli utenti fuori “pista” (in via Melchiorre Gioia), costringendoli comunque a discendere viale Monza se vogliono andare in centro. O, a essere più precisi, la pista non verrebbe utilizzata affatto perché fuori del percorso che interessa l’utenza.

Insomma, la mobilità “dolce” scelta dalla Giunta si sta rivelando più dura di quanto immaginabile. Il traffico in questi giorni, naturalmente, sta aumentando, creando nelle strade più code e quindi più smog.

Le opposizioni si accaniscono contro le scelte della Giunta sostenendo che le ciclabili, soprattutto in viale Monza, non sono state disegnate correttamente. L’assessore alla Mobilità Marco Granelli, intervenendo nelle scorse settimane, aveva difeso la scelta: “Perché viale Monza? Perché è usato da migliaia di ciclisti ed è una strada pericolosa per tutti. Dal 2011 ad oggi 150 feriti all’anno di cui il 69% tra pedoni, ciclisti e motociclisti; un incidente ogni 3 giorni”.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


40 thoughts on “Milano | Loreto – La ciclabile attraversa il piazzale più caotico della città

  1. Andrea

    Per decenni il ciclista è sempre stato visto come uno sfigato, un matto che rischia la vita, un poveretto che non ha alternative e purtroppo questa idea da ricconi si è radicata sempre più nelle classi sociali più povere che, volendo emergere, “copiano” i ricconi e preferiscono comperare una panda scassata di terza mano piuttosto che girare comodamente in bici prendendosi gli insulti dei “nobili”.

    Fortunatmanete le cose stanno cambiando, almeno in centro città e tra i giovani la bici viene sempre più considerata un mezzo di trasporto e non più un giocattolino per bastian contrari.

    Prima o poi si accorgeranno anche i commercianti di viale Monza che i loro negozietti sono frequentati per lo più da gente di quartiere e la gente del loro quartiere preferisce andare in macchina al centro commerciale piuttosto che parcheggiare in doppia fila ogni cento metri per raggiungere: il fruttivendolo, il panettiere, il bar e poi cercare un nuovo ulteriore parcheggio per tornare a casa.

    Forse, con una ciclabile, fare shopping nei loro negozi potrà essere più attraente e la gente si accorgerà che è più bello farsi un giro in bici per acquistare la pagnotta dal panettiere piuttosto che occupare il sabato pomeriggio per comperare il pane in cassetta al centro commerciale.

    Certo ci vorrà del tempo, anni probabilmente.

  2. Andrea

    Andrea De Gradi

    13:56 (12 minuti fa)

    a me
    Per decenni il ciclista è sempre stato visto come uno sfigato, un matto che rischia la vita, un poveretto che non ha alternative e purtroppo questa idea da ricconi si è radicata sempre più nelle classi sociali più povere che, volendo emergere, “copiano” i ricconi e preferiscono comperare una panda scassata di terza mano piuttosto che girare comodamente in bici prendendosi gli insulti dei “nobili”.

    Fortunatmanete le cose stanno cambiando, almeno in centro città e tra i giovani la bici viene sempre più considerata un mezzo di trasporto e non più un giocattolino per bastian contrari.

    Prima o poi si accorgeranno anche i commercianti di viale Monza che i loro negozietti sono frequentati per lo più da gente di quartiere e la gente del loro quartiere preferisce andare in macchina al centro commerciale piuttosto che parcheggiare in doppia fila ogni cento metri per raggiungere: il fruttivendolo, il panettiere, il bar e poi cercare un nuovo ulteriore parcheggio per tornare a casa.

    Forse, con una ciclabile, fare shopping nei loro negozi potrà essere più attraente e la gente si accorgerà che è più bello farsi un giro in bici per acquistare la pagnotta dal panettiere piuttosto che occupare il sabato pomeriggio per comperare il pane in cassetta al centro commerciale.

    Certo ci vorrà del tempo, anni probabilmente.

      1. Carlo

        Forse gli avrà dato anche solo un 6-…
        A un anonimo che scrive mezza riga invece la maestra da un non classificabile

      2. Anonimo

        I “poveracci” oggi purtroppo sono gli automobilisti che PER LAVORO sono bloccati nel traffico assurdo di Loreto e BuenosAires, non certo le sciure che vanno “comodamente” a “farsi un giro in bici per acquistare la pagnotta dal panettiere”.

        1. gpm

          Ragazzi, ogni tanto dovremmo provare a ragionare in modo un po’ più libero e, soprattutto, fondato sui dati, sui fatti, sulla realtà. Con “libero” intendo libero dalle categorie che continuate ad usare e che vi fanno tanto arrabbiare. Ad esempio: perchè continuare a pensare ai “poveracci” e ai “ricconi”? Ai poveracci che usano la bicicletta e ai ricconi che usano l’auto? O alla categoria degli automobilisti che usano l’auto “PER LAVORO” (in maiuscolo addirittura!), o alla categoria dei ciclisti che invece hanno tempo da perdere? Credete davvero che il mondo sia fatto così? Provate ad esempio a pensare che al lavoro si può andare anche in bicicletta, oppure che godersi il tempo libero fa parte della vita tanto quanto lavorare, oppure che la maggior parte delle persone non sono nè riccone nè poveracce. Il mondo è più complesso di come lo riducete voi con le vostre poche e semplici categorie. Ed è anche molto più interessante e, direi, più bello di come ve lo dipingete! Provateci!!
          Le idee e le soluzioni si trovano confrontandosi e collaborando, non “bisticciando” continuamente in un forum.

          1. Anonimo

            ” Provate ad esempio a pensare che al lavoro si può andare anche in bicicletta”, ” Il mondo è più complesso di come lo riducete voi con le vostre poche e semplici categorie”
            Grazie @gpm, grazie e ancora grazie per le tue semplici ma illuminanti chiose, devi perdonarci, noi, ricchi o poveri ,non importa, che PER LAVORO in maiuscolo addirittura siamo OBBLIGATI in maiuscolo addirittura ad usare l’auto.
            Aspetta, anche ” godersi il tempo libero fa parte della vita tanto quanto lavorare” merita. GRANDISSIMO (in maiuscolo addirittura)

        2. Anonimo

          Ci sono poveracci bloccati PER LAVORO.
          che percentuale DEVE prendere l’auto? 20%? vuoi raddoppiare? facciamo il 40, ok
          Col 60% del traffico attuale saresti ancora bloccato?

          ti faccio degli esempi, un mio amico (vive non lontano da corvetto – 2 fermate di bus) e lavora a maciachini. fa l’impiegato… per la tua logica il fatto che prenda l’auto per andare a lavoro lo scusa? oppure è uno dei problemi?

          un altro mio amico abita sempre li in zona e lavora a greco. Prende la bici.
          Lui ti blocca il traffico oppure il fatto che non prenda l’auto è un aiuto per chi come te DEVE prendere l’auto?

        3. Anonimo

          Infatti notoriamente la zona Loreto-Buenos Aires è totalmente priva di mezzi pubblici ed è impossibile arrivarci se non in macchina.

    1. _

      E’ almeno 10 anni che la bici è il mezzo più alla moda nelle grandi città europee. Il problema è a Milano che in giro di ciclisti se ne vedono ancora troppo pochi.

      Il Comune sta facendo la sua parte, pur se con un sacco di sbagli e con grave ritardo, ma la risposta “corale” dei Milanesi non la vedo: han risposto quasi meglio allo scooter elettrico.

      Capisco che di posti dove legarla ce ne son pochi ma basta chiacchiere e USIAMOLA la bici!!

        1. Anonimo

          Fastdioso ma vero.
          Il problema è che ci sono dieci volte più moto e scooter che bici a Milano e se tutti invadono è la fine.

      1. Anonimo

        devo dirti, io uso la bici da 25-30 anni, quindi per quanto fattuale un po’ il polso ce l ho. ieri facevo una ciclabile che ormai ha 6-7 anni e avevo 4 persone davanti , 3 dietro e ne ho incrociate qualche decina in pochi minuti.
        qualche anno fa quando vedevo un altro poveraccio come me mi fermavo a salutare i rarissimi che incrociavo.

        “Costruiscile e arriveranno” diceva qualcuno

        1. Anonimo

          La frustrazione è che restano numeri di ciclisti irrisori.

          La frase “ieri facevo una ciclabile che ormai ha 6-7 anni e avevo 4 persone davanti , 3 dietro e ne ho incrociate qualche decina in pochi minuti.” è significativa: quante auto e scooter hai incrociato nello stesso tratto?

          Non sto “parlando male” delle bici, ma la bici va usata, non solo adorata, sognata, esaltata o idealizzata.

        2. Andrea

          Io uso la bici da un po’ meno di te ma posso confermare per esempio che anche solo 10 anni fa le rastrelliere comunali non esistevano e i pali erano quasi tutti liberi, i pochi occupati ospitavano principalmente carcasse.

          Oggi ci sono alcune zone della città (specialmente quelle di movida o vicino alle metro) dove spesso le rastrelliere comunali sono al completo e il palo libero è da cercare.

          Per diletto mi sono messo a contare le biciclette e gli scooter nelle foto: 20 biciclette fotografate e 15 scooter (10 anni fa forse serviva una giornata intera per fotografare 20 bici in piazza Loreto).

          Tenendo conto della percentuale di spazio dedicato alle bici forse quelle che girano sono anche tante.

        3. Andrea

          Io uso la bici da un po’ meno di te ma posso confermare per esempio che anche solo 10 anni fa le rastrelliere comunali non esistevano e i pali erano quasi tutti liberi, i pochi occupati ospitavano principalmente carcasse.

          Oggi ci sono alcune zone della città (specialmente quelle di movida o vicino alle metro) dove spesso le rastrelliere comunali sono al completo e il palo libero è da cercare.

          Per diletto mi sono messo a contare le biciclette e gli scooter nelle foto: 20 biciclette fotografate e 15 scooter (10 anni fa forse serviva una giornata intera per fotografare 20 bici in piazza Loreto).

          Tenendo conto della percentuale di spazio dedicato alle bici forse quelle che girano sono anche tante.

          1. Andrea

            Nella città della foto vengono costruiti interi ponti dedicati solo alle biciclette, 5 anni fa hanno realizzato un sottopasso ciclabile che attraversa la Stazione Centrale per far risparmiare 2 minuti ai ciclisti. Ogni ciclabile ha dei cartelli che indicano ai ciclisti la strada da seguire per raggiungere i punti di interesse, in ogni incrocio è segnato il passaggio delle biciclette. Le campagne di Amsterdam sono piene di strade ciclabili.

            Qua a Milano invece dei ponti ciclabili abbiamo il cavalcavia Eugenio Bussa e quello di via Monte Ceneri oppure un viale Fulvio Testi con 3 corsie per senso di marcia più due controviali che portano dritti fino in Isola. Il tunnel con due corsie per senso di marcia che passa sotto Gae Aulenti. Le campagne di Milano sono solcate da tangenziali e statali, in tutto l’hinterland e in generale in Regione e in Italia, a differenza di Amsterdam, la bici è mai presa in considerazione come mezzo di trasporto.

            Ti invito a cercare le foto di Amsterdam negli anni ’70, noi abbiamo iniziato a rendere Milano ciclabile con una discreta convinzione circa 10 anni fa e le bici si sono comunque moltiplicate.

            Ci vuole tempo.

          2. Anonimo

            Quindi viene prima l’infrastruttura e poi i ciclisti arrivano? E’ successo così al nord o forse è stato il contrario?

            Secondo me la spinta dovrebbe essere dal basso: i ciclisti dappertutto e la necessità dirompente di trovare soluzioni. Per intenderci: quello che sta succedendo per i monopattini, quelli si chei sono in boom incredibile e ci costringeranno in fretta a rivedere la città.

        4. Si Tav

          Le minchiate più ciclopiche le scrivono quelli di sinistra. Dei cretini giganti che pensano che la bicicletta debba essere usata da tutti. Pensano pure che la gente vada a fare compere in bici, magari toccandosi le verdure su per il ****.
          Una ricerca Aci mostra che nell’area urbana di Milano, la percorrenza media giornaliera x andare al lavoro dei 20 km. Nemmeno voi imbecilli ci andreste in bicicletta

    2. Giuliano

      Mi dici quanti ciclisti oggi sono passati con il diluvio! All’estero la bici la usano lo stesso per mentalità qui da noi ho seri dubbi che anche oggi qualcuno abbia avuto voglia di prendere la bici……..

      1. Ignazio

        Io oggi 15km in andata (precotto-via Novara) senza pioggia. E idem al ritorno (pioggia). Così tutti i giorni. Oggi era venerdì e ben equipaggiato ho deciso di prendermela. Maltempo a parte, e casi estremi come stasera (dove cmq io ero fieramente in bici), mediamente si può fare. 30km al giorno. Son tanti km all’anno. E una macchina in meno nel casino milanese. Io lo faccio. E sono contento. Saluti.

      2. Massimo

        2/10/2020, a partire dalle 18 un diluvio biblico: percorsi circa 50 km, da Peschiera Borromeo a Seregno, con ritorno a Monza via Sovico. Ho indossato una tuta in goretex e stivali, non è filtrata neanche una goccia. Pedalare sotto l’acqua sapendo di rimanere all’asciutto è divertentissimo, altro che storie!

    3. Si Tav

      Idea da ricconi? Ma stai zitto mentecatto di andrea. Pensi che la gente che va in macchina lo faccia divertimento?
      Anzi, paradossalmente sono i ricchi che vivono in centro che vanno in bici (e votano PD)

  3. Anonimo

    La” lotta” tra ciclisti e automobilisti/negozianti a Milano mi sembra davvero surreale. Viale Monza e Piazzale Loreto, da sempre regni del caos, hanno bisogno di essere completamente riorganizzate e capisco che gli interventi svolazzanti del comune possano essere criticati. Detto questo, opporsi ancora alle ciclabili con ragionamenti vecchi di cinquant’anni mi sembra davvero demoralizzante. Se Milano vuole cambiare e smettere di essere il regno dell’automobilista, bisogna fare scelte di sistema a favore di bici e trasporti pubblici, anche se a qualcuno non piacerà.

  4. lisander

    la pista ciclabile di Viale Monza non mi scandalizza piu’ di tanto, solo mi pare essere troppo larga, due metri mi sembrano eccessivi, visto che è presente nei due sensi di marcia, poichè due veicoli dovrebbero poter viaggiare appaiati; ovviamente restringendo la carreggiata il rischio che si formino lunghe code è concreto,(anzi bisognerebbe rivedere la temporizzazione dei semafori su Viale Monza per rendere il traffico su questa direttrice piu’ fluido) tanto piu’ se consideriamo che area C e area B sono spente; forse , ma nel mondo ideale, con una significativa forte riduzione del traffico veicolare potrebbero essere ancor piu’ valorizzate; tuttavia ritengo che, fatte le opportune modifiche la direzione intrapresa puo’ essere quella giusta: piste ciclabili che seguano la maglia radiocentrica della città, con la creazione di una vera rete di ciclabili che connettano tra di loro i siti piu’ strategici della città (vedi bicipolitana Pesarese e ciclopolitana futura di Segrate).

    1. Anonimo

      la ciclabile è larga due metri solo dove lo spazio per le auto è largo cinque metri, consentendo facilmente il transito di due auto

  5. Anonimo

    Il cambiamento è in corso. Capisco le difficoltà. Ma dobbiamo cambiare questa città in meglio. Ambiente, mobilità dolce, spazi pubblici per i cittadini. Per troppi anni si è dato tutto alle auto e gli effetti sulla città sono devastanti.

  6. Anonimo

    Finalmente qualcosa sta cambiando. Per decenni è stata incoraggiata l’assurda e sbagliatissima mentalità dell’automobilista padrone assoluto della città. Ben vengano piste ciclabili ed aree pedonali, renderanno Milano più vivibile, più europea ed in definitiva molto più moderna.

  7. Anonimo

    Finalmente qualcosa sta cambiando. Per decenni è stata incoraggiata l’assurda e sbagliatissima mentalità dell’automobilista padrone assoluto della città. Ben vengano piste ciclabili ed aree pedonali, renderanno Milano più vivibile, più europea ed in definitiva molto più moderna.

  8. Anonimo

    Viale Monza è migliorato moltissimo, finalmente la maggior parte del marciapiede è liberato dalla sosta selvaggia delle auto a lisca di pesce e finalmente ci sono degli spazi dedicati a bici e monopattini.
    Io sono molto contento, per i forzati dell’auto c’è tutta via Breda. Che ci vadano loro in via breda per andare in centro.

  9. ernesto

    via breda é una via per macchine.
    la via perfetta per le macchine.
    zero semafori, zero code.
    A molte traverse che rientrano in viale monza.
    i patentati dotati di un minimo di intelligenza usano via breda.

  10. Wf

    Gli automobilisti devono necessariamente cambiare insane abitudini.

    Il cambio di abitudine per un conservatore è la cosa piu dolorosa che possa esistere.

    Poi si sta tutti meglio.

  11. Matteo

    Tra le varie ragioni che frenano i cittadini dall’adozione delle biciclette c’è anche il tema di dove tenerla e dove legarla quando la utilizzi/ non utilizzi.

    Ho vissuto ad amsterdam sei mesi. Non ho mai preso la macchina e neanche i mezzi pubblici, solo bici per sei mesi, era diventata un’estensione del mio corpo. Bellissimo. Quando tornavo a casa legavo la bici in strada sotto casa agli stalli prestabiliti. Quando andavo a far la spesa la legavo fuori dal supermarket nell’area prestabilita. Era tutto così semplice ed immediato.

    E’ nata prima la ciclabile o lo stallo dove legarla? Non lo so… sicuramente se si vogliamo più biciclette per strada bisogna tenere in considerazioni piu’ dinamiche avendo come unico mantra la semplificazione!

  12. Matt

    Un incidente ogni 3 giorni? comunque la soluzione pare essersi avvistata con i cordoli arancione. Al posto della striscia divisoria arancione perché non mettere solo quelli?

    1. Anonimo

      L’aria non si tiene pulita con le ciclabili ma con i ciclisti!
      Sono questi ultimi ad essere aumentati molto meno di quanto il virus avrebbe fatto pensare.
      Meno male che ci sono i monopattini elettrici 😉

  13. Harold

    salve,
    1- i punti critici, ovvero, Loreto, vanno protetti e non basta la vernice gialla.
    2-Tutti siamo stati in Olanda, tutti usiamo internet e vediamo i vari blog non in lingua italiana. Vi ricordate quante auto ci sono in divieto di sosta????Credo vi sia un interesse che non conosco a non multare le auto da tutte le parti pure nella “locomotiva di Italia”
    3- se vi lamentate del rumore e smog, che in Olanda non esiste. Perche siete a Milano?????
    4- I punti da migliorare sono molti e basta chiedere a qualche ciclista. é palese che dove è fatta bene i ciclisti aumentano. A nord di Loreto no, infatti i numeri dei ciclisti crollano.

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