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Milano | San Siro – Nuovo Stadio: tutti contro il progetto faraonico

Il progetto per il nuovo Stadio di San Siro non piace a nessuno e continua a raccogliere pareri contrari (l’ultimo addirittura in un articolo del Guardian). Per molti, compresi noi a dire il vero, si tratta di una mera speculazione edilizia, ora intralciata dal problema della preservazione di parte del vecchio stadio e a quanto pare da altri intoppi sopraggiunti nel frattempo.

Infatti pare proprio che i problemi non si fermino ancora per il mega progetto di San Siro; è notizia recente che, come scrive Tuttosport, ci sia un nuovo rallentamento per quanto riguarda lo stadio: il club nerazzurro (insieme al club del Milan promotore del progetto) pare sia in procinto di cambiare proprietà, mettendo al momento in stand-by tale progetto.

L’Inter infatti in questi giorni sta realmente valutando un nuovo cambio al vertice. La proprietà cinese Suning è pronta a cedere le quote di maggioranza. Pare che il Governo Cinese abbia comunicato ai propri imprenditori di limitare al massimo il coinvolgimento economico fuori dai confini nazionali, a causa della pandemia ancora in corso (o più probabilmente a causa dell’avvento di una stagione che si annuncia di rapporti tesi tra l’Occidente e il Paese del dragone), rivedendo anche le priorità di investimento all’interno dei medesimi. Il mondo del calcio è la principale vittima di questo cambio di strategia. E a patirne le conseguenze può essere proprio l’Inter.

In più, pare esserci anche il Codacons ad unirsi al coro dei contrari al nuovo stadio con demolizione di quello vecchio.

“L’associazione ha già fermamente espresso le proprie idee circa questo progetto e abbiamo segnalato in più occasioni al Comune di Milano le nostre numerose perplessità in merito – ha dichiarato il presidente della sezione lombarda, Marco Donzelli – Le principali perplessità riguardano il possibile rischio che l’abbattimento dello stadio provochi un inquinamento di polvere sottili assai pericoloso, senza contare che il progetto in questione potrebbe comportare un’ulteriore cementificazione della zona interessata”. Donzelli ha proseguito: “è necessario concentrare le risorse per progetti di altro tipo, privilegiando gli aspetti inerenti la salute pubblica, e il potenziamento della sanità milanese, così fortemente sotto stress negli ultimi mesi. Diffidiamo pertanto il Comune di Milano di dar seguito a tali progetti”.

Certo, il progetto è faraonico, ma le demolizioni, probabilmente, avranno un costo esorbitante. Qualcuno parla di 70 milioni di extracosti per quel genere di demolizione. Ovviamente le nostre sono valutazioni che lasciano il tempo che trovano, ma può anche essere che una cifra del genere sia calcolata ampiamente per difetto. A farci pensare che non sarà un’operazione semplice e dai costi trascurabili è il passato dello stadio, quella che è stata la complessità logistica della costruzione del terzo anello del Meazza: hanno costruito in loco gru speciali alte 120 metri, hanno assemblato, sempre in loco, le enormi travature che contraddistinguono la sommità della Scala del Calcio, il tutto avendo uno spazio enorme a disposizione per il cantiere sul piazzale, cosa che non sarà per lo smantellamento, dato che prima, giusto di fianco, dovranno costruirci il nuovo stadio. Per demolire questo gigantesco manufatto le operazioni saranno altrettanto complesse e onerose, dato che ci sentiamo di escludere che sia possibile utilizzare dell’esplosivo per farlo collassare, senza rischi; almeno non la struttura nella sua interezza come si presenta adesso. Quindi, se per la demolizione del vecchio Meazza spenderanno tanti soldi e avranno così tanti problemi logistici, ci pare evidente che si assottigliano i margini dell’operazione. Ci chiediamo se non gli convenga, anche economicamente, tenerlo in piedi.

Non è una provocazione la nostra: pensiamo veramente che possa non essere economicamente vantaggioso per i promotori dell’operazione, tra costi demolizione e di riedificazione. Anche perché ci chiediamo ancora se un centro commerciale abbia valore in quest’epoca dove i negozi stanno, purtroppo, chiudendo, accelerati dalla pandemia e il commercio on-line sta avendo il sopravvento. Poi, perché lasciare due mozziconi di stadio e poco altro per far contenti (in un certo senso) coloro che dichiarano che il Meazza non si tocca? E’ una evidente “toppa” peggiore del buco che non accontenta nessuno.

Poi, se vogliono dismettere il Meazza perché non più adatto e costruire uno stadio nuovo, facciano pure (ricordiamo che la proprietà è comunque del Comune di Milano e non dei due club calcistici). Per il vecchio, si potrebbe, dopo il recupero, farne un uso diverso. Magari solo per concerti o arena multi sportiva aperta a tutti.

Ma, mettiamo che i nosti calcoli a ‘spanne’ siano totalmente fuoristrada, che l’operazione si regga perfettamente in piedi dal punto di vista economico solo così, perché solo con tutte quelle volumetrie previste si può rientrare dell’investimento. Bene, ok. Si può fare. Anche senza demolire lo stadio: basta cederle in un’altra area attraverso il meccanismo perequativo che il comune, se vuole, può favorire e imporre, anziché accettare supinamente il progetto della demolizione delegando di fatto ai proponenti la gestione del territorio.

Per questi motivi, ribadiamo, l’attuale storico stadio di San Siro deve essere salvato dalla demolizione (parziale o totale che sia). Pensare che lasciarlo in piedi non sia economicamente sostenibile è semplicemente un calcolo sbagliato; forse dettato dall’incapacità di vedere soluzioni alternative percorribili che soddisfino tutte le parti.

Di seguito le immagini dello Studio Populous

Di seguito le immagini del progetto Manica-Sportium.

Qui altri nostri articoli riguardanti lo stadio.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


64 thoughts on “Milano | San Siro – Nuovo Stadio: tutti contro il progetto faraonico

  1. Anonimo

    Urbanfile dovreste però dotarvi di una struttura o un sistema di controllo che validi gli articoli. Questo è scritto male, è di parte e non rende rispetto per il lettore.
    Già dall’incipit non promette nulla di buono “Il progetto per il nuovo Stadio di San Siro non piace a nessuno”, un susseguirsi di supposizioni non verificate, simil fake-news e prese di posizione per perorare la causa del lasciar di fatto tutto così com’è, rinunciando a un progetto che darebbe lustro a un quadrante importante della città.

    1. _

      Mi associo.
      La frase “in più ci si mette anche il Codacons” non si può leggere su un sito come questo…manco il “Codacons” fosse una authority indipendente o un organismo di controllo con un qualche potere o autorità 🙂

    2. Andrea Santopietor

      Che belli i tempi dal 2005 in poi in cui si veniva in questo sito a cercare di intrecciare la propria passione con quella degli altri e dialogare di architettura per la rigenerazione del tessuto urbano milanese, discutendo di progetti come City Life e Garibaldi che hanno cambiato il tessuto urbanistico di Milano.
      Oggi, invece, si fa politica sin dal titolo in poi.
      Leggetevi il piano di urbanizzazione sul sito http://www.nuovostadiomilano.it e confutatelo punto per punto, se ne avete la sapienza, invece che fare questa operazione di discredito continua.
      Fate informazione invece che diffamazione.

      1. Karg

        Ma non mi faccia ridere: il sito del nuovo stadio è chiaramente a fini promozionali, non spiega una virgola dei piani di urbanizzazione (tranne la zip-line dal terzo anello…).

        Questo progetto non piace a me, al 57% dei milanesi (secondo swg) e da oggi neanche ad Urban File, Grandi!

    3. Alessandro

      A parte che questo blog strizza l’occhio più all’architettura che allo sport, quindi sarebbe più propenso a prediligere il nuovo stadio, che non la conservazione del vecchio, ti rispondo da sportivo appassionato. Il titolo è perfettamente in linea con il contenuto, in quanto, alle molte “autorità competenti” che stanno dando parere negativo, se n’è aggiunta un’altra. Quindi, quel “a nessuno” è chiaro che intenda chi si sia espresso a livello ufficiale e non contempli la “pancia” del tifo. La stessa Gazzetta dello Sport utilizza titoli lapidari per i suoi articoli ed esprime voti del tutto opinabili, quindi dovresti essere abituato allo stile. Che sia un progetto quasi esclusivamente speculatorio edilizio è innegabile. Che la maggioranza dei tifosi e dei cittadini sia contraria alla demolizione del vecchio, vecchissimo Meazza è confermato da diversi sondaggi. Poi è chiaro che a qualcuno possa piacere il progetto, ma da qui, criticare un blog… gratuito… aggiungendo critiche strutturali che necessiterebbero di costi… ma daaai.

      Aggiungo il mio contributo. Oltre alle difficoltà dovute al Covid, oltre ai diktat cinesi sugli investimenti all’estero, pare che ci sia una presa di coscienza sul fatto che in Cina, del calcio, importi davvero poco. E che il progetto di organizzare i Mondiali di Calcio nel 2050 con una Nazionale forte, sia momentaneamente stato messo in uno dei cassetti più in fondo.

      1. Wf

        Il comune non ha i soldi per mantenere il meazza vuoto o farci giocare le pallavoliste.

        Finirà abbandonato agli spacciatori.

        Contento tu contenti tutti.

        Fine della storia triste

    4. ODG

      Il problema è solo che l’articolo non è firmato e, per definizione, un articolo non firmato rappresenta la linea editoriale della testata.

      Se fosse firmato diventerebbe solo l’opinione dell’autore e andrebbe benissimo. Nel rispetto degli altri, ognuno esprime le opinioni che vuole, portando le informazioni che è stato in grado di raccogliere e presentandole nel modo in cui è capace.

      Dopo di che i lettori sono liberi di condividere o meno l’opinione e di valutare se l’autore è stato esaustivo/a nelle sue informazioni e competente nell’esporle.

      In breve, UF dovrebbe chiedere ai propri autori di firmare tutti gli articoli di questo tipo.

    5. Anonimo

      Articolo genuino e pieno di buon senso che riflette ciò che pensa il quartiere e buona parte della città, al netto dei troll, dannosi come sciami di locuste nel Corno d’Africa, che talvolta affollano questo sito con singolare coordinamento.

    6. Anonimo

      Un articolo inutile, massimo momento dell’ inutilità è la citazione del Codacons, imbarazzante. O avete qualche dato, analisi o se no è parlare al bar. Non serve.

    7. Arturo

      Concordo con Lei. Ora, tutta la zona è senza vita. In qualche modo bisogna dare vita ad un quartiere intero. Il progetto nuovo può piacere o meno, ma secondo me darebbe una grande aiuto a tutta la zona.

      Avete mai notato che non c’è nemmeno un bar per prendersi un caffè in tutta la zona ? Va bene cosi?

  2. Anonimo

    Cioè, Donzelli del Codacons dovrebbe spiegarmi cosa c’entra il progetto “nuovo San Siro” con il potenziamento della sanità milanese. Forse si aspetta che Inter e Milan si mettano a costruire ospedali e RSA?

  3. Anonimo

    Che tutta questa sia una bieca speculazione edilizia non ci piove. L’idea di abbattere San Siro e la memoria collettiva che custodisce è molto triste.

    I progetti proposti per stadio e vicinanze sembrano belli e potrebbero rivitalizzare una zona con enorme potenziale ma ormai moribonda

    Scelta difficile

  4. Anonimo

    Lasciate San Siro e costruitene, FC Inter & AC Milan, due nuovi, ognuno in proprio. I sindaci di Sesto SG e Rho vi aspettano a braccia aperte.

  5. Mario

    Beh, potremmo aspettare che Milan e Inter decidano di fare il nuovo stadio da un’altra parte, ad esempio a Sesto S. Giovanni, e lasciare in piedi il Meazza per i nostalgici, che potrebbero andarci a fare i picnic nei fine settimana.
    Così il quartiere di San Siro potrebbe completare la sua parabola discendente e diventare definitivamente una periferia abbandonata.

  6. Anonimo

    Su chi pagherebbe/pagherà i costi dell’operazione è patetico pensare che cadrebbero/cadranno tutti sui privati

    Con i soldoni del contribuente ci sono altre priorità

  7. Giorbi

    Ma che articolo avete scritto questa volta mamma mia…

    Comunque se tenere lo stadio non è sostenibile, costruirne uno nuovo non è sostenibile… L’alternativa quale sarebbe? Basta calcio a milano?

  8. Ciao

    non si capisce niente di quello che avete scritto. I conti li faranno gli sviluppatori del progetto se ci saranno. Tra le tante cose che sfuggono in questa lunga tirata è se il modello economico dello stadio attuale sia economicamente sostenibile. E quali siano i costi di mantenimento della struttura, a prescindere dal suo uso o meno…

  9. Karg

    Il Meazza non si tocca, quelli che sostengono il contrario

    1) non sono mai stati allo stadio, non tifano per le squadre di Milano;
    2) non conoscono il quartiere;
    3) dubito siano f205… insistete per farvi costruire sto schifo di progetto al paesello vostro

  10. Wf

    Il meazza abbandonato diventerà una centrale di spaccio droga e purtroppo persone che non hanno un alloggio.

    Inoltre sarà bellissimo vedere un nuovo palazzo della prostituzione da racket nelle sue ampie stanze.

    Diventerà abbandonato una vera speculazione del racket e delle mafie della droga, della prostituzione e dell’abitazione abusiva.

    Mi sembra il migliore progetto di “speculazione ediliza” dei prossimi 30 anni.

    E ovviamente dara lustro al quartiere che tanto ormai è famoso solo per le baby gang che fanno spedizioni in citylife per taglieggiare tredicenni

    Una operazione win win!

  11. Anonimo

    Solo dei pazzi possono rinunciare ad un simile progetto in grado di rendere l’esperienza allo stadio una esperienza adatta anche alle famiglie, ma soprattutto rinunciare ad una riqualificazione di tutto il quartiere e all’investimento di una quantità simile di denaro non ha veramente senso.

    Una riqualificazione del quartiere San Siro porterebbe un beneficio enorme a tutti i suoi residenti. Ricordo che oggi l’area è abbastanza isolata/scollegata dai flussi del resto della città e che in alcune zone del quartiere non è che si cammini proprio in totale tranquillità. Senza una forte riqualificazione a mio avviso la situazione di isolamento non può che continuare a peggiorare

  12. Un residente di S. Siro

    Articolo fazioso, inconsistente e con argomentazioni senza alcun fondamento: una autentica caduta per il blog!
    Il Meazza è un simbolo purtroppo irreversibilmente obsoleto di un quartiere con diversi problemi di degrado (primo fra tutti il famigerato quadrilatero Aler di piazza Selinunte) che vari progetti in zona stanno cercando di alleviare: le terme di Montel, la ristrutturazione Lido, le nuove zone residenziali dell’ex ippodromo del trotto e delle vecchie scuderie.
    Lo stadio è oggettivamente un asset irrecuperabile per il comune, che giustamente lavora per conciliare il più possibile gli interessi delle società di calcio con quelli degli abitanti del quartiere. L’alternativa è solamente un inesorabile declino gradito solo ai nostalgici di un tempo che fu.

    1. Emi

      Articolo fazioso e del tutto lontano dalla realtà.
      Da residente e del quartiere e soprattutto F205 sono d’accordissimo con te (residente di san Siro).
      E’ evidente che anche UF ha subito forti pressioni dai pochi, ma probabilmente molto influenti, comitati di quartiere.
      I ricchi di via Tesio probabilmente non vogliono che si deprezzino i loro appartamenti a discapito di un’intera comunità quella milanese.

  13. D. S. Troyer

    Articolo fazioso, parziale e sotto gli standard di Urbanfile. Sembra scritto su una fanzine di Verdi Grillini. Rimango perplesso.

  14. Luca Bornia

    Trovo lo stato attuale dell’area deprimente, trovo l’idea di riqualificare l’area come da progetti fantastica, avremmo una nuovo Porta Nuova/City Life a Milano, il progetto che si è visto non credo sia quello definitivo visto che dopo quei disegni c’é stat una riduzione consistente delle cubature, fare i conti in tasca alle società che poi devono gestire lo stadio é illogico, tutti architetti/ingegneri/ragionieri/manager, se il centro commerciale serve o no di questo periodo se ne accorgeranno da sole le società visto che non saranno loro né a costruirlo né a gestirlo.
    Ci si dimentica spesso che c’è una norma che consente di costruire altro oltre allo stadio. Non va bene? che il Comune, quindi i milanesi, si facciano carico della ristrutturazione, immagino che le società non facciano opposizione.
    Premesso che nessuno dei due stai è iconico, trovo il progetto di Manica bellissimo, la parte extra stadio è magnifica.

  15. GArBa

    signori, smetto di leggere urbanfile.

    la ciliegina sulla torta dell’ultimo periodo di articoli inutilmente polemici? le polveri sottili del codacons.

    saluti

    Giovanni Garbarini

  16. Dean

    Ma basta, vi prego.
    Hanno rifatto il tempio del calcio di Wembley, non si capisce perchè dovremmo tenerci per l’eternità il Meazza. Sono di Milano, San Siro e sono tifoso, ma obiettivamente se non si rinnova quella distesa di catrame, quella zona sarà solo degrado e deserto.
    Questo è un articolo fazioso da parte di Urbanfile che stupisce; l’argomento dovrebbe meritare un dibattito rigoroso e non una presa di posizione parziale.

    Se siete contro la speculazione edilizia dovreste eliminare il 98% dei vostri articoli.

    Con affetto

  17. belotti matteo

    Capisco siate per la tutela del Meazza ma che proposta sarebbe, arena per concerti e spazio sportivo aperto a tutti? I concerti li faranno nello stadio nuovo, non in uno vecchio e poi spiegatemi le altre attività che si potrebbero fare? Corse sui gradoni? Ha senso il Meazza se rimane lo stadio di almeno una delle due squadre, ma i lavori per l’adeguamento sarebbero comunque enormi, io vorrei andare a vedere le partite in uno stadio moderno.
    Al quartiere farebbe bene un investimento del genere, si può provare a costruire meno di quanto le due squadre propongano, togliere il centro commerciale e lasciare del verde in più, ma non si può chiedere di fare investimenti senza ritorno per dei privati.

  18. Dario

    La situazione e’ indubbio che e’ assai conplessa, allora io la butto li e dico..ma far ristrutturare san siro dalle due societa’ e in cambio gli viene data dal comune la possibilita’ di edificare ( nei limiti) e riqualificare l’intera area, cosi si prendono due piccioni con una fava,contente le due societa’, contenti i nostalgici( san siro a mio avviso non si tocca x ovvi motivi!), e contenti i residenti che si trovano un intera area abbellita, riqualificata con conseguente aumento di valore dei loro immobili…
    nessuno ha preso in considerazione questa , a mio avviso, logica soluzione?
    Non sono un tecnico, sono sempre aperto a nuove soluzioni urbanistiche propositive,e dico che a volte le cose piu’ semplici le abbiamo davanti agli occhi e..ci sfuggono! Son curioso di sentire pareri tecnici da professionisti del settore
    Grazie

    1. belotti matteo

      Dario in realtà è quello che inizialmente il comune chiedeva ma le due squadre hanno valutato che il Meazza fosse troppo complesso da rivalorizzare e trasformare in uno stato moderno e che anche nel caso si facesse risulterebbe completamente snaturato.
      Questo potrebbe essere vero, anche il politecnico di Milano ha confermato questa ipotesi. Però sarebbe bello avere una bella analisi fatta da terzi su questa fattibilità, in modo da capire se ristrutturare o nuovo stadio.

      1. Anonimo

        Il Politecnico ha detto tutt’altro, c’è il progetto di Aceti (Politecnico) che sarebbe perfetto, lo stadio non viene affatto snaturato e il costo è esiguo. La realtà è che i due club vogliono fare speculazione edilizia.

      2. Dario

        Sono d’accordo con te, anche se mi pare che il politecnico abbia fatto uno studio dei costi di ristrutturazione e senza snaturarlo.
        A mio parere questa dovrebbe essere la linea da seguire.Sarebbe un giusto compromesso e..tutti contenti!

  19. NLCN

    Questo è un articolo veramente pessimo, forse il primo che leggo su questo blog. Vi seguo da circa 1 anno con passione ma qui male male.

  20. Anonimo G

    Io ho un’idea che sta a metà tra le parti: bisogna capire che un privato non investe soldi senza garanzie di un ritorno economico, dall’altro i progetti rasentano la speculazione edilizia. L’idea migliore a mio avviso sarebbe quella di unire i due punti di vista in un progetto prendendo il buono di entrambi: ristrutturare il vecchio Meazza eliminando il terzo anello (da dove si vede relativamente male, soprattutto nelle file più lontane) e creare un anello di vetro a 360 gradi con ristorante e altre funzioni svago, abbassare il terreno del campo come sosteneva il progetto “diamante” per creare un anello 0 “VIP” da oltre 3000 posti, introdurre tutti gli accorgimenti di un nuovo stadio (bagni nuovi, ristoro ecc) dietro gli anelli esistenti, fare una nuova copertura moderna, si creerebbero circa 60.000 posti più i posti del ristorante in cima (non così tanto lontani per numerosità dai posti dei nuovi progetti) con costi molto ridotti per i team (circa la metà). Dall’altro progetto prenderei invece l’aspetto commerciale: nuovo Hotel e museo come vogliono i team e al posto del centro commerciale, che per me è un concetto sbagliato di commercio in italia (ormai ce ne sono davvero troppi), creare una via commerciale all’italiana (con i negozi di medie dimensioni che si affacciano sulla via) che conduce allo stadio. Al posto del cemento del nuovo stadio e del centro commerciale quindi vi sarà un grande parco illuminato e sicuro e sotto terra i parcheggi. Credo che così vengano accontentati tutti: un Meazza nuovo e all’avanguardia (che non differisce troppo in termini di posti rispetto ai nuovi stadi progettati), funzioni commerciali corrette per l’italia, un hotel e museo, un grande parco al posto del nuovo stadio e della speculazione del centro commerciale… con il risparmio del nuovo stadio e del centro commerciale i team potranno pagare prima dei 30 anni stabiliti il canone di affitto al comune (secondo le mie stime forfettarie di almeno 15-20 anni) dato l’importo più basso dell’investimento e potranno comunque guadagnare molto per via dei tanti servizi aggiunti. Così credo che tutti siano contenti. Se invece i team dovessero pensare che questo progetto sia troppo “stretto” per entrambi, la cosa ideale sarebbe la creazione di un nuovo stadio a Sesto San Giovanni (sono molto d’accordo a riqualificare più zone) per una delle due squadre dato che comunque il progetto che ho presentato dovrebbe avere la metà dei costi rispetto ai progetti presentati e quindi anche un solo team potrebbe permetterselo.

  21. Albe

    Il comune ha già tirato la corda, le squadre non sono più arrembanti come prima, ci terremo “la scala del calcio” ancora per un po’. Occasione persa per il quartiere senza dubbio. Totalmente incomprensibile l’idea che il Meazza abbandonato possa portare ad una sorta di hub dello spaccio e della prostituzione. Teniamoci la colata di asfalto esistente.

  22. Lorenzo Lamas

    Posto che sono sostanzialmente a favore del progetto, non capisco tutte queste critiche per l’articolo “di parte”.
    Non siete d’accordo? Bene, ma personalmente eviterei di calcare cosi la mano contro UF che è ottimo.
    Sai quanto volte non mi sono trovato d’accordo quando UF ha scritto “ci piace molto” riferendosi a interventi che non mi garbavano?
    Pazienza, ognuno si faccia la propria idea a prescindere da UF.
    In alternativa fate una class action contro UF tramite codacons.

    1. GArBa

      La linea editoriale di un sito, come di un giornale, ne è la cifra caratteristica. Quella di Urbanfile era sempre stata di esprimere le opinioni come tali in una impostazione degli articoli comunque aperta al confronto.

      Un articolo come questo, che stravolge la linea editoriale, indigna i lettori affezionati a prescindere dal contenuto.

      1. Dario

        La situazione e’ indubbio che e’ assai conplessa, allora io la butto li e dico..ma far ristrutturare san siro dalle due societa’ e in cambio gli viene data dal comune la possibilita’ di edificare ( nei limiti) e riqualificare l’intera area, cosi si prendono due piccioni con una fava,contente le due societa’, contenti i nostalgici( san siro a mio avviso non si tocca x ovvi motivi!), e contenti i residenti che si trovano un intera area abbellita, riqualificata con conseguente aumento di valore dei loro immobili…
        nessuno ha preso in considerazione questa , a mio avviso, logica soluzione?
        Non sono un tecnico, sono sempre aperto a nuove soluzioni urbanistiche propositive,e dico che a volte le cose piu’ semplici le abbiamo davanti agli occhi e..ci sfuggono! Son curioso di sentire pareri tecnici da professionisti del settore
        Grazie

        1. Marco

          La penso come te anzi ristrutturerei San Siro e darei ad una delle due società uno stadio magari in un spazio di Milano in disuso o comunque degradato dove si può avere una forte riqualificazione

  23. D.S. Troyer

    San Siro è brutto, costruito in 4 fasi senza alcuna integrazione, e si vede. Sicuramente riconoscibile, ma non è una grande architettura. In più la sua manutenzione è economicamente insostenibile e la messa a norma troppo costosa, tanto vale rifarlo daccapo. Ovviamente ci vuole un contorno che renda economicamente sostenibile il nuovo stadio, ma quel cesso di spianata grossa come il Vaticano che c’è oggi va trasformata comunque.
    Articolo fazioso, parziale, tutto a tesi. Peccato, non sembra nemmeno Urbanfile, è di uno standard da Fanzine Verdegrillina.

  24. Anonimo

    Assolutamente d’accordo San Siro non va abbattuto. Il progetto di Aceti (Politecnico) è perfetto, permette ai club di avere un terzo anello per fini commerciali ad un costo contenuto e senza stravolgere l’estetica dello stadio. Inoltre ciò non toglie la possibilità di riqualificare la zona attorno allo stadio con del verde.

    1. Wf

      Il piccolo dettaglio che questi progetti nessuno li vuole.

      Ossia nessuno ci mette dei soldi per progetti del genere a fondo perduto.

      Potete fare una colletta voi.

      Perché nessuno investirà mai su questi progetti.
      È brutto dirlo ma non c’è ritorno economico.

      1. Anonimo

        Ti sbagli, nel progetto di Aceti il terzo anello ospita servizi commerciali i cui proventi ovviamente andrebbero ai club, quindi il ritorno economico c’è eccome. Parliamo di un’albergo, servizi di ristorazione e merchandising. Ovvio costruire un centro commerciale con dentro negozi di quasliasi genere, supermercato e torri per uffici ha un ritorno economico maggiore ma non ha nulla a che vedere con un progetto di riqualificazione di uno stadio.

    2. Dario

      Esatto! E poi dai ci sta che i due club con tutto i soldi che investono facciano un poco di speculazione edilizia ..ovvio deve essere ponderata e con criterio. Un’ po’ di aperture da entrambi gli schieramenti su…se no rimaniamo nel medioevo e fermi come sempre.

    1. GP

      Esatto ben detto.. proprio quelli che hanno buttato giù il famoso Wembley con le due torri. Chissà se 20 anni fa facevano articoli simili con “Wembley(*) has ‘no cultural interest’ and can be demolished. Sorry, what?”
      (*) intercambiabile con Highbury, Boleyn Ground, White Hart Lane, Maine Road e tanti altri che non ricordo. Con ciò non voglio dire che sia contro una modernizzazione (es. Bergamo, Udine o Ferrara) o costruzione ex novo di nuovi stadi (es. Frosinone) se fatto in maniera razionale.

  25. Anonimo

    Io sarei per la demolizione e ricostruzione senza tutti quei palazzi intorno, e senza moncherini del vecchio stadio, però i progetti sono veramente bruttarelli, se ad una persona gli si fa vedere la foto del Meazza riconosce subito che si trova a Milano e di cosa si sta parlando. Non si può dire la stessa cosa per le proposte fatte invece, sono totalmente anonime, copia e incolla di stadi in giro per il mondo, sarebbe come passare da una Ferrari d’epoca a una Dacia Sandero.

  26. Anonimo

    Progetto del nuovo stadio devastante per le squadre italiane e straniere competitor di Milan e Inter che speravano nel solito ricorsetto al TAR o qualche sondaggetto per bloccare tutto e impedire alle squadre milanesi di rafforzarsi con lo stadio di proprietà. Questa volta la convergenza di interessi per fare lo stadio è notevole, sia da ambienti locali che di finanza internazionale.

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