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Milano | Bicocca – La nuova ciclabile in Viale Piero e Alberto Pirelli

Da qualche settimana sono in corso i lavori per la realizzazione di una doppia (entrambe le direzioni) lungo Viale Piero e Alberto Pirelli nel distretto della Bicocca. La nuova pista è stata creata asportando le piastrelle della pavimentazione dei marciapiedi del viale, alberato da splendidi aceri ricci o platanoide (Acer platanoides), e asfaltata con il materiale per le ciclabili. La ciclabile è stata completata per ora solo sul lato occidentale del viale, lungo il lato dispari per intenderci, mentre per il lato opposto, il cantiere è ancora in fase esecutiva.

Bicocca, Viale Piero e Alberto Pirelli, Pista ciclabile




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


43 thoughts on “Milano | Bicocca – La nuova ciclabile in Viale Piero e Alberto Pirelli

  1. Anonimo

    Ottima la qualità dell’asfalto, la totale assenza di tombini e il colore ben riconoscibile. Sarebbero da fare tutte così, anche per non dare più scuse a chi le occupa in modo abusivo. Asfalto rosso = pista ciclabile, non la so occupa con l’auto, non ci si parcheggia sopra e, se si è pedoni, si cerca di lasciarla ai ciclisti.

    Male invece gli attraversamenti, anche quelli devono garantire una certa continuità, anche visiva, ma si vedrà quando completeranno la segnaletica orizzontale.

    1. Anonimo

      I lavori sono iniziati da un paio di settimane eppure il simpatico Andrea si lamenta che non siano ancora conclusi.
      Rilassati.

      1. Andrea

        L’articolo dice espressamente “La ciclabile è stata **completata** per ora solo sul lato occidentale del viale”. Non è stata completata, la striscia rossa c’era anche prima (l’hanno sostituita con asfalto), manca ancora la cosa che rende veramente importante una pista ciclabile: la segnaletica, che dovrebbe renderla ben visibile a tutte le tipologie di utenti: i ciclisti che la vogliono utilizzare, e pedoni ed automobilisti che la vogliono rispettare.

  2. Andrea

    La ciclabile non è stata completata su nessuno dei due lati: manca tutta la segnaletica.

    È veramente assurdo che dopo 30 anni o quasi di presenza dell’università solo ora ci si decida a realizzare uno sputo di ciclabile, eppure gli studenti universitari sono i più facili da convincere: troppo grandi per avere ancora la mamma che dice loro di stare attenti e troppo piccoli per possedere ancora un’auto personale.

    Io sono convinto che l’operazione immobiliare della Bicocca sia andata male anche perché si è tentato di vendere edifici per ricchi senza proporre alcuna novità: parcheggi dappertutto, in ogni singola via ambo i lati. Percorsi pedonali e ciclabili assenti o mal progettati. Per non stare sempre sull’argomento ciclabili al centro della via Caldirola non è stato nemmeno immaginato un attraversamento pedonale che permetta di accedere da piazza della Scienza direttamente a piazza della Trivulziana, l’attraversamento è stato aggiunto probabilmente dopo togliendo un paio di parcheggi ma purtroppo si presenta ancora senza accesso ai disabili. Via Pirelli dovrebbe essere una via residenziale eppure si presenta come una larga via parallela a viale Sarca che permette di saltare comodamente un semaforo.

    La ciclabile giustamente ora è stata disegnata sul marciapiede ma è un peccato che negli anni ’80 non si fosse progettata una via Pirelli piu stretta, senza parcheggi su strada (tutti quei palazzi hanno i loro box dedicati) e con una ciclabile ben distinta dal percorso pedonale.

    Mi fermo qua ma per descrivere tutti i difetti sulla mobilità di quel “nuovo” quartiere (alcuni dei quali rattoppati negli anni) si potrebbe andare avanti un’ora.

    PS: ho letto che è stata finanziata dal ministero una ciclabile che permette di accedere alla stazione di Greco.

    https://www.ilsole24ore.com/art/piste-ciclabili-via-progetto-4-milioni-collegare-stazioni-ferroviarie-e-universita-ADmOFyQB

    1. Anonimo

      Ogni santissimo giorno, qualsiasi argomento tratti l’articolo di UF ci delizi con le tue infinte richieste di nuove piste ciclabili e quando se ne sta realizzando una nuova ti lamenti perché doveva essere stata fatta 30 anni fa.
      E anch’io mi fermo qua e lasciamo perdere altre tue riflessioni sul quartiere tipo “sono convinto chel’operazione immobiliare alla Bicocca sia andata male” o “ Percorsi pedonali mal progettati”.
      Non è obbligatorio postare tutti i giorni se, come spesso ti succede, scrivi di cose che non sai.

      1. Anonimo

        Bhe però è sotto gli occhi di tutti che la Bicocca non ha avuto lo stesso successo di porta nuova o city life.
        Il motivo secondo me è anche da ascrivere ai problemi segnalati da Andrea, a livello urbanistico (non architettonico, più soggettivo) la Bicocca ha grossi problemi, prima tra tutti la maglia stradale che ne fa un quartiere non pedonale ma automobilistico, quindi già di per se brutto o non così diverso dal resto della città.
        Auto che vanno a 100/h, rumore, strade che sembrano autostrade, parcheggi in superficie onnipresenti.. anche se c’è verde diffuso l’effetto generale della Bicocca è comunque poco attraente.

        1. Anonimo

          Ma come si fa a dire che con 4 piazze pedonali e marciapiedi larghissimi
          ( senza 1/2 auto parcheggiata sopra) Bicocca è un quartiere non pedonale ma automobilistico.
          Le strade esistono in tutte le città, anche in porta nuova mi risulta, se parliamo di un quartiere e non di una piazza.
          E basta con sta “maglia” stradale, non si usa più.

          1. Anonimo

            Ma sono piazze ipogee, per arrivarci devi scendere delle scale, non ci sono negozi, davanti al teatro c’è uno stradone è ovunque ci sono stradoni che tagliano le funzioni, Università, stazione, teatro, tutto è deciso da strade dove se sbagli ad attraversare sei morto. Dai, fa schifo la Bicocca anche e soprattutto perché è poco vivibile.
            Purtroppo è stata progettata quando ancora si pensava che per muoversi l’auto era la prima opzione, sono sicuro che se fosse stata progettata anche solo 5 anni dopo sarebbe stata molto diversa.

      2. Anonimo

        Ma lui è quello che dice che sanzionare le trasgressioni al codice della strada sono osservazioni banali e ripetitive…

        E che in ogni commento esprime in modo acido la sua avversione per i “ricchi” e per l’architettura a suo parere per essi pensata.

        Lasciare che l’opera sia completata prima di sentenziare mi sembra un s ad letto fil rouge fra i suoi scritti

  3. Wf

    Certo fa un po ridere che in un quartiere nuovo di zecca la ciclabile non sia stata pensata subito ma viene fatta solo adesso nel 2021.

    Meglio tardi che mai.

    Però è stato progettato cheap sta bicocca

  4. Und Tschüß!

    teoricamente la ciclabile esisteva già. manca totalmente, per quello che possa servire in italia, la relativa segnaletica per non parlare degli attraversamenti che, sempre per quello che possa servire, tra pedoni e ciclisti, DEVONO essere mantenuti separati.
    In ogni caso, e lo dico da amante della bici e che la userebbe ogni giorno se la gente conosce le regole e le rispettasse, questi soldi sono purtroppo buttati al vento.

  5. Giuseppe

    Non ci sono negozi in Bicocca?

    Quell’altro che parla di uno” sputo di ciclabile” non sa che collegherà SestoSanGiovanni passando dall’Hangar fino al ponte di Greco e quindi MelchiorreGioia, non lo sa ma deve sgranchire tutti i giorni le dita sulla tastiera come giustamente dice Anonimo delle 12:06.

    Stradoni (una corsia) e auto parcheggiate a lato strada, incredibile, solo alla Bicocca.
    “Stradoni che tagliano le funzioni”, anche qui, mica come nel resto di Milano dove tutto è a misura di pedone dove puoi attraversare una delle rarissime strade anche senza guardare a destra e sinistra senza rischiare di morire.

    Tre linee di autobus, una di tram, una di metro, ora la ciclabile (che teoricamente c’era anche prima, sui marciapiedi molto larghi) ma “ci si può muovere solo in auto”.

    Poi sarebbe interessante chiedere al “Dai, fa schifo la Bicocca anche e soprattutto perché è poco vivibile” che chissà dove ha visto solo piazze ipogee cosa intende per “vivibilità”.

    Saludos amigos.

    1. Andrea

      La pista che stanno facendo è sicuramente utile per percorrere via Pirelli (uffici, collinetta dei ciliegi, università, residenze) e raggiungere il centro commerciale, specie se la collegheranno bene alla rotonda in fondo a viale Pirelli con degli attraversamenti ciclabili che portano alla ciclabile che va a Greco (e si interrompe subito dopo il ponte).

      Però prima impara ad andare in bici, solo dopo accetterò i tuoi suggerimenti da “autoctono so tutto io”. Per andare dall’Hangar Bicocca al ponte di Greco io faccio via Sesto San Giovanni – via Cozzi o al massimo viale dell’Innovazione. Perché devo allungare la strada inutilmente fino a via Pirelli?

      1. Anonimo

        Hai ragione, con la strada che fai tu (senza ciclabile) si risparmia forse una decina di metri.
        Accetterò il tuo suggerimento.

  6. Anonimo

    Io in Bicocca ci insegno e tendo a essere d’accordo con chi dice che, per essere stato progettato pochi anni fa, il quartiere è poco vivibile e poco attraente

    1. Giuseppe

      Grazie, solo un o una insegnante poteva argomentare così’ bene un pensiero e ritenere che 30 e più anni siano pochi anni fa.
      Grazie ancora e non ci faccia mancare altre perle di sapienza in futuro.

    2. Irene

      Io invece alla Bicocca ci abito e ritengo che sia un quartiere ordinato, tranquillo e molto vivibile.
      E ritengo anche che l’opinione di una residente valga molto di più di quello di uno che sostiene che “non ci sono negozi”, dimostrando così di non esserci mai passato neanche per sbaglio o di un insegnante che ci arriva alla mattina e se ne va alla sera e forse giudica dalla finestra della sua aula.
      Abito nella zona pedonale e sotto casa c’è tutto quello che può servire nel raggio di 100 metri, parrucchiere, panetteria, farmacia, supermercato, lavanderia, ottico, 2 librerie, banca, 2 negozi abbigliamento, un asilo e uno sproposito di bar e ristoranti.

      1. Anonimo

        Brava Irene, Bravo Giuseppe (un commento precedente),
        Quest’area non è l’inferno che qualcuno dipinge come terreno per auto ubique (o ubeeqo), deserto sociale e macroscopico errore urbanistico.
        Probabilmente riprogettata adesso l’area sarebbe più ricca di verde, sulla architettura i pareri sono sempre variopinti e questa non fa eccezione, ma su mobilità, tranquillità, ordine, mi sembra che si sia abbondantemente sopra la media milanese e che anche la viabilità e il traffico siano a livelli accettabili.

        Ovviamente, ci farebbe piacere che ci fossero piste ciclabili su ogni asse di comunicazione principale e che gradualmente i parcheggi a raso sparissero (e con essi anche parte del traffico veicolare)
        Però stracciarsi le vesti per una pista ciclabile che sognerei di avere sotto casa mia (facendo io della bici un mezzo di trasporto, anzi il mio principale, e non un mezzo per polemizzare) mi sembra indicativo della mentalità distorta di alcuni commentatori, che mi ricordano vagamente la Fattoria degli Animali orwelliana, che vedrebbero di buon occhio la sostituzione di una tirannide delle auto con una dittatura delle due ruote.

        1. Andrea

          I grandi lotti tuttora dismessi ed in attesa di qualche coraggioso investitore, i negozi in continuo fallimento (almeno così era 7 anni fa quando lo frequentavo) ed il fatto che dopo 30 anni il quartiere non è ancora terminato sono una evidente dimostrazione che qualcosa è andato storto.

          Io ho provato a dare le mie motivazioni e noto con piacere che parte dei problemi che ho descritto pure tu li condividi.

          La contrapposizione tra “tirannide delle auto vs dittatura delle due ruote” sono sincero, nei miei commenti non riesco proprio a vederla. Io vedo in tutto ciò solamente scarsa lungimiranza e poco coraggio. Qualità necessarie per progettare un quartiere di pregio come dovrebbe essere Bicocca.

          1. Anonimo

            E no caro Andrea, mi dispiace ma allora devo dare ragione a qualche commentatore qui sopra che sosteneva che tu devi postare tanto per postare tutti i giorni.

            Come si fa a dire che i negozi sono in continuo fallimento secondo la tua esperienza di 7 anni fa.
            Lo stesso per “I grandi lotti tuttora dismessi ed in attesa di qualche coraggioso investitore”: a quali ti riferisci (oggigiorno 2021)?

            Comunque le tue arrampicate sui vetri fanno quasi tenerezza perché non sei (quasi) mai polemico.

          2. Anonimo

            Carissimo Andrea,
            Sono quel tuo zio che spesso fa il controcanto ai tuoi commenti (in realtà sono uno dei tanti, devi avere molti zii)

            Premessa:
            – giro in bici da decenni, mi diverte e mi sembra pratica. In più lo facevo pure quando la pista ciclabile c’era solo dentro il Vigorelli (o al Palazzo dello Sport)
            – sogno un mondo con spostamenti di persone e merci che non occupino spazio e avvelenino i polmoni
            – non sono miliardario e non sono alle dipendenze di nababbi i cui interesse debba difendere

            Però leggendo i tuoi scritti trovo superficialità (se le tue fonti sono i tuoi ricordi di sette anni fa o le foto/i commenti di UF, mentre c’è gente che in questi posti ci vive e che forse ha più dimestichezza con i luoghi) e aggressività (più volte protesti per tracciati delle ciclabili che richiedono di allungare leggermente perdendo un paio di minuti al massimo), intorno ad idee che penso che la maggior parte di chi scrive qui condivida comunque. Questa immaturità danneggia la tua causa, nel caso la dimostri anche al di fuori di un innocuo blog. Ho usato come paradosso la “dittatura delle biciclette“ che per definire comportamenti o espressioni talebane e massimaliste che non sono per nulla costruttive. Se i km di piste ciclabili raddoppiano ogni paio d’anni a Milano ed in molte altre città non è merito degli estremisti ma della gente che sa ragionare

            Infine, lascia stare il frequente riferimento ai ricchi sempre visto come il nemico di classe. È un fatto che l’architettura nelle sue espressioni più alte sia quasi sempre stata sviluppata di chi aveva i capitali fin da prima dei Romani. Io mi concentrerei sul richiedere investimenti sulle periferie, e guarda caso la Bicocca mi sembra tra le zone distanti dal centro una delle meglio riuscite. In Viale Ungheria, a Affori o Gratosoglio farebbero volentieri cambio

          3. Anonimo

            Perchè tutti gli articoli sulla Bicocca (ma dico tutti, fate una ricerca su UF…) finiscono col difensore d’ufficio del quartiere che ne magnifica le mirabolanti meraviglie e cerca di spegnere qualsiasi discussione? 🙂 🙂

          4. Andrea

            @Zio 17:18

            Caro Zio, le mie fonti sono me stesso, un cittadino milanese con le proprie conoscienze e la pripria esperienza e penso che queste siano le fonti di tutti i commentatori più o meno anonimi che ci sono qua.

            Dato che sto commentando un blog in modo anonimo trovo piu divertente provare a scrivere in un modo un po’ meno politicaly correct, tanto non devo vincere nessuna elezione. Ma non penso di essere aggressivo nei confronti di nessuno se non di chi ci amministra o di chi ci ha amministrato. Poi se vogliamo possiamo farci i “pompini a vicenda” (cit.) e continuare a menarcela che abbiamo forse una delle migliori amministrazioni che ha avuto la città negli ultimi 20-30 anni. Io preferisco scrivere critiche nell’ottica di migliorare.

            Il mio riferimento ai “ricchi” (ti invito a rileggere il mio commento) trovo sia del tutto innocuo e provo a riproporlo spiegandomi meglio: se realizzi un quartiere per ricchi, cioè se costruisci delle case che costano tanti soldi al metro quadro, sono accatastate come case di lusso e hanno alte spese condominiali (vedi super condominio di piazza della Trivulziana) devi offrire un quartiere innovativo che ne vale la spesa specialmente se questo si trova in periferia.

            Il mio modesto parere da cittadino milanese che vive a Milano e vive Milano, come penso la maggior parte di voi, è che questo sia un quartiere nato vecchio e male con tante pezze che si sono succedute nel tempo. Poi ovvio, come si dice a Milano: meglio piuttosto!

          5. Anonimo

            Sono ancora lo Zio, nipotino mio prediletto!
            La mia prospettiva è che continuare a rovesciare critiche senza notare che molti miglioramenti ci sono è sterile, e viceversa avendo una visione più equilibrata e meno disfattista dell’esistente aiuti a costruire ponti e non muri. Ma immagino che questo sia troppo banale o politically correct

            Tra l’altro, nello specifico, non è nemmeno una questione di colore politico o di sostegno a questa o qualsiasi precedente amministrazione, visto che un progetto come Bicocca fu definito decine di anni fa, quando molti della giunta comunale attuale simpatici o meno che vi siano, andavano alle elementari

            Sul frequente riferimento ai plutocrati, rileggiti tuoi precedenti interventi. Su Porta Nuova, con verde finto e “isola per turisti e ricconi”. L’amministrazione che tratta i “meno abbienti” a “insulti, multe, repressioni”, arrivando tu a giustificare i comportamenti non conformi alla legge con acute considerazioni “sul trattare l’amministrazione con la stessa moneta” (tra l’altro come se trasgredire le regole andasse a danno solo della politica e non di tutti i concittadini). Da cui il mio riferimento alla lotta di classe con eco degli anni settanta che scorgo fra le tue frasi

          6. Andrea

            PS: non ho mai protestato per il tracciato di questa ciclabile. Ho solo risposto per le rime ad uno che mi diceva che non so le cose e per farlo ha citato esattamente l’esempio sbagliato.

          7. Anonimo

            Andrea, se vendi il computer attraverso cui ci allieti le giornate prendi più piccioni con una fava: guadagni qualche quattrino, ti si libera un sacco di tempo, e non vieni spernacchiato da mezzo creato

            Pensaci

  7. Wf

    Certo per un quartiere nuovo non aver pensato a fare una ciclabile lo rende vecchio già suo nascere.

    Adesso devono rimediare e costruire una nuova posticcia.

    Certo averci pensato prima…

    Meglio tardi che mai.

    Cheap

  8. Anonimo

    si vive così male che le case di fianco al bicocca village le hanno vendute in 5 minuti e c’è la fila di richieste per chi vuole vendere… e pure quelle di caltagirone pare stiano vendendo benissimo

  9. Fabio Lopez

    Buongiorno. Fui direttore del progetto Ciclabilità di Milano con Pisapia Sindaco e ora sono in pensione. Fui coordinatore degli interventi su Bicocca e posso spiegare cosa si mise in campo allora. Non ho gli aggiornamenti ad ora, ma se volete, prima di criticare a priori, potete chiedere alla Direzione Mobilità gli ultimi aggiornamenti, dovrebbe occuparsene l’ing Nicola Nicoliello. Ciò detto, il progetto complessivo è stato messo in campo grazie al recupero che feci col collega Simonetti di un fondo non speso per realizzare una inutile e costosissima passerella da via Beccaro a viale Suzzani (fondo che sarebbe stato cmq insufficiente); per metà è stato reimpiegato per portare BikeMi fino al capolinea M5 e il quertiere in questione, progetto realizzato. L’altra metà è stata postata per realizzare con MM spa una pista continua da via De Marchi (Cassina de Pom – Martesana) fino al Parco Nord, innervando tutto il quartiere. Purtroppo questa parte non è ancora decollata per problemi burocratici che spero siano stati risolti. L’intervento in corso, viceversa, è un segmento finanaziato e realizzato su nostre indicazioni dall’operatore immobiliare che sta costruendo ora. Fa parte dell’intero disegno, ma è un lotto autonomo. Non è finito e la segnaletica si posa solo a fine lavori, per un corretto ordine delle fasi, quando anche i semafori saranno adeguati alla nuova infrastruttura. Convengo sulla critica generale al quartiere, nato secondo schemi oggi superati, fotocopia della visione del Beruto e ancora troppo autocentrico, ma sarebbe un discorso lungo; Gregotti e i suoi posarono timidamente su alcune vie delle piastrelle rosate, ma così come sono, non possono essere pista ciclabile perché non conformi alle norme vigenti per le piste ciclabili, per cui si richiedono questi interventi. A chi è sempre pronto a criticare, mi permetto di specificare che non si può fare tutto subito e insieme con la bacchetta magica: bidibodibibù. Vi sono problemi di risorse, vi sono problemi di tempi della burocrazia. Convengo che questi ultimi sono eccessivamente lunghi, ma vale la succitata affermazione, molto è ancora da fare per snellire, siamo ancora alla età della pietra, o poco più in là. Portate pazienza.

  10. Andrea

    @Anonimo 15:24
    Dai su, a Nord di viale dell’Innovazione è tuttora pieno di aree dismesse enormi, l’edificio che si affaccia alla piazzetta per la difesa delle donne (una delle famose 4 piazze del quartiere) è stato innaugurato mi pare solo l’anno scorso e ditemi voi se il giardino che ci sta intorno è gia stato sistemato. Nella parte Sud del quartiere è ancora presente l’area dismessa che dovrebbe ospitare il primo distributore di idrogeno 😀

    Nei 5 anni che ho frequentato assiduamente la Bicocca giuro che in piazza della Trivulziana non ho visto uno e dico un negozio mantenere la gestione, uniche eccezioni: la libreria ed il supermercato. In particolare i negozi nascosti sotto il prorticato di piazza della Trivulziana erano spesso chiusi.

    Però ditemi voi se la situazione ora è cambiata. Lo spero! Penso sia sufficiente essere dei normali milanesi per sapere che l’operazione inmobiliare della Bicocca non sia mai decollata, non è necessario essere residenti nel quartiere dall’89.

    1. Anonimo

      Si ma allora insisti e vuoi proprio farti ridere dietro caro Andrea se dopo non so quanti tuoi interventi chiedi ai residenti se la situazione è cambiata dai tempi della tua università.
      Ah, non sono lo zio di prima.
      Comunque per gentilezza ti informo che tutti i negozi sono aperti, compatibilmente con la pandemia, nessuno escluso o fallito.
      Per le aree che tu chiami dismesse a Nord c’è un cantiere aperto per un altro edificio dell’università.
      Nell’89 non esisteva ancora nessuna residenza, informati meglio su google visto che non ne hai conoscenza diretta ma devi per forza straparlare.
      Da “normale milanese” ti darei un consiglio : muchela chì.

  11. Anonimo

    Devo dire che questa diatriba tra sostenitori e detrattori di questo quartiere da sempre molto discusso che pero’ ammetto di conoscere poco mi sta’ prendendo molto e spero che proceda ulteriormente.
    Divertente poi il commentatore Andrea ( ho contato fino ad adesso 8 post ma credo che nel frattempo siano aumentati) che ammette che non ci mette piede da anni ma dimostra una sicumera invidiabile.
    Vi prego andate avanti.

  12. Anonimo

    Quartiere vuoto e senz’anima, cemento su cemento, architettura povera e nel weekend senza uffici e università sembra un quartiere post apocalittico.
    Contenti voi ad abitarci.

    1. V.

      E’ logico e giusto che i residenti amino il quartiere dove vivono.

      Nessun architetto sano di mente lo progetterebbe mai più così ai giorni d’oggi (e nemmeno ai giorni di ieri, ma è inutile piangere sul latte versato), ma in fondo date le premesse poteva venire molto ma molto peggio. Osservato con attenzione, è fin quasi gradevole anche se datatissimo.

        1. Anonimo

          Per Santa Giulia andrebbe però distinto il masterplan originale da quello che poi è stato effettivamente realizzato per ora.
          Bicocca è stata molto più fortunata, ci son finiti un’Università, un Museo e un Teatro gigante…che poi è quello che in fondo l’ha salvata dall’impianto di Gregotti che a mio parere era assurdo 35 anni fa, figuriamoci adesso.

      1. Anonimo

        Commento un po’ ondivago. Prodotto di una mente folle o gradevole ad un occhio attento? Poteva venire molto peggio oppure una schifezza irredimibile?

        È una zona di terziario e sede universitaria, con una parte di residenziale ideato quarant’anni fa o poco meno, senza l’orientamento al verde che abbiamo oggi né la monumentalita’ di un EUR per fare un confronto

        È legittimo che ci si possa trovare bene ad abitarci (traffico e rumore sono molto inferiori ad altre zone cittadine), servizi comodi, anche cultura, comodità per chi lavora nelle vicinanze. È legittimo che al critico d’architettura possa non piacere. Dovremmo solo ridurre i superlativi in senso positivo e, ancor di più, negativo

  13. Anonimo

    Se vai in qualsiasi città o zona universitaria, quando gli studenti non ci sono, l’impressione è di desolazione anche al cospetto di splendidi gioielli architettonici (l’ho avuta a Leuven e Pavia a Natale o Agosto) per cui il commento è un po’ ingeneroso

    È chiaro che il confronto con zone più centrali con una dimensione storica diversa e una presenza umana meno “stagionale” penalizza l’area. Sullo scarso verde, verissimo

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