In via Ruggero Leoncavallo al Casoretto, proprio nella prima parte, nel 2013 venne inaugurata e aperta l’area pedonale creata dopo la conclusione della costruzione del parcheggio sotterraneo realizzato a partire dal 2007.
Il piano regolatore degli anni Cinquanta aveva previsto l’allargamento di via Andrea Costa e via Leoncavallo per consentire un maggiore e più fluido ingresso in città di auto (che tempi!). Così lentamente, nuovi palazzi moderni (e molto anonimi) iniziarono ad essere costruiti arretrati di parecchi metri in confronto alla larghezza originaria delle due vie. Risultato: oltre ai brutti palazzi realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900, anche l’effetto a “denti rotti” con la permanenza di vecchi immobili che non hanno ceduto alle ruspe dell’epoca. Così, ad esempio, troviamo ancora presenti quasi in mezzo alla grande arteria, il palazzo di ringhiera del civico 19, o, più avanti, il civico 2 di via Giorgio Chavez, poi a seguire il 31, il 37, 37A, il 39 e il 43 di via Leoncavallo.
Così, le “dentellature” per anni, e in alcuni casi lo sono ancora, sono state utilizzate come meri parcheggi a raso, senza alberature o quasi e senza un vero disegno. Questo sino a quando si è deciso di cancellare lo scellerato progetto di grande arteria e di concedere gli spazi rimasti vuoti per dei parcheggi sotterranei. Così più o meno nello stesso periodo vennero avviati due cantieri per dei parcheggi ipogei, uno in via Andrea Costa, quasi in piazzale Loreto e l’altro, appunto, all’inizio di via Leoncavallo.
Dopo otto anni, ecco come appare questo spazio “pubblico”.
Abbiamo sempre trovato eccessiva la scelta della sistemazione superficiale dell’area, come area pedonale, come si trattasse di una piazza, pavimentata in pietra (cubetti di porfido), avremmo gradito fosse stata lasciata a prato (sempre con le alberature) buona parte dello spazio. Gli alberi, a distanza di 8 anni, non sono diventati più folti e alti, avendo le radici all’interno di vasche, sono costretti a rimanere ridotti di dimensioni. D’estate, tutto questa pietra non rende certamente fresco e riposante questo luogo.
Che dire poi, dell’inutile ciclabile realizzata per “dovere”, ma che di fatto non crediamo sia mai stata percorsa da nessuno, vista la difficoltà d’accesso (finisce contro un muro in pratica).
Altro nostro cruccio per questo spazio pubblico, è la presenza di una gigantesca parete cieca dovuta “all’ingombrante” palazzo del civico 19, rimasto appunto sulla linea della vecchia via Leoncavallo. Ci siamo chiesti perché nessuno abbia mai pensato a renderla più bella con un bel murale o con la sistemazione a verde, con degli arrampicanti? Noi abbiamo provato ad immaginarla nei due modi…
Le fotografie non sono molto aggiornate, dal momento che la panchine sono state tolte dall’area da almeno un anno e mezzo credo…
in assoluto una delle vie più brutte di Milano
la ciclabile non è realizzata a dovere: una ciclabile con i cubetti di porfido è una delle cose più scomode per chi pedala. Per creder, provare la ciclabile Martesana dalla Cassina di Pomm alla fine di via Padova: se avete bevuto latte, alla fine vi trovate nello stomaco il burro, tanto sono le vibrazioni…
Alberto, quella non e’ nemmeno la peggiore, anzi il porfido e’ addirittura steso bene, la peggiore e’ quella di via san Marco, tutta sconnessa, e con i mitici restringimenti agli incroci, chi sa’ perche’ non lo fanno anche per le auto, all’incrocio dimezzare le dimensioni della carreggiata e posizionarvi al centro un dissuasore.
Tipico intervento da campagna elettorale. Ci sarebbe stato bene un comitato del no ed invece e il sindaco di allora è riuscito a convincere la gente a costruire un nuovo parcheggio ed una nuova area pedonale con addirittura una pista ciclabile!
Purtroppo è solo il tempo che riesce a dimostrare quanto poco lingimiranti siano stati certi interventi.
Ora quello spazio è totalmente sprecato. Il parcheggio non è riuscito a “nascondere le auto sotto terra” ma ha solo aumentato i posti a disposizione, l’area pedonale è una distesa di sanpietrini senza senso e la ciclabile è una presa in giro che disincentiva la gente ad usare la bici invece che convincerla.
Forse basterebbe rimuovere 10-20 mq di porfido e metterci dei cespugli verdi protetti da recinzione bassa.
Erba meglio di no: troppo delicata, se non curata su rovina subito, facile preda di incivili che la trasformano in gabinetto per cani
sempre i soliti “disegni” visti dall’alto, sempre la solita distesa di piastrelle (quando non è cemento o asfalto) e sempre i poveri alberi striminziti in 50 cm quadrati … con tutto lo spazio che c’è … Io non sono architetto, geometra ne ingegnere ma credo che non serva un titolo per migliorare una strada …
A me piace, é una bella piazzetta alberata e ben pavimentata. Di certo meglio dell’urbanistica tattica di sala o delle aree giochi in contesto monumentale quale stazione centrale.
L’urbanistica tattica di Sala infatti si sta trasformando, piazza dopo piazza in spazi ben pavimentati, ordinati e vivibili.
Ma dai…i problemi sono altri, molto meglio e più utile di quanto fatto a Piazza Sant’Agostino.
La strada fa schifo ed è trafficatissima con una pavimentazione inadeguata, il parcheggio è l’unica cosa decente.
Il muro cieco non è bello, adatto a cartelloni pubblicitari in attesa di una riqualificazione edilizia che approfitti di un affaccio libero a sud, urbanisticamente permettendo.
“I problemi sono altri”…. Fantastico, ci mancava… il benaltrista è arrivato dopo solo 5 commenti… un record.
E dopo 6 ecco chi cerca di giustificare il suo ruolo nel mondo con parole a caso e senza un argomento o un’idea. Qualunquista, pressapochista, prendi pure la prima parola che ti viene comoda leggendo la prima pagina da un giornalaio a caso e rivenditela convinto che sia stata una tua idea
Il benaltrista lo trovi sempre.
Come il qualunquista.
Non fare l’arrivista!
E neanche l’oculista!