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Milano | Baggio – Quartiere Valsesia e la riqualificazione in corso

Nel grande distretto di Baggio vi sono diversi quartieri costruiti nel corso degli anni che hanno “riempito” il territorio del vecchio comune annesso nel 1923 a quello della grande Milano. Uno di questi, forse il più vasto nel territorio assieme a quello degli Olmi, è quello chiamato Quartiere Valsesia.

Il quartiere venne concepito alla fine degli anni ’60 e realizzato a partire dalla metà degli anni ’70 del Novecento da cooperative aderenti al Consorzio Lombardo per la Casa (ACLI). Il complesso residenziale prende il nome dalla Via Valsesia, arteria che lo abbraccia e racchiude segnandone il perimetro esterno in una specie di C., le cui due estremità dipartono da via Bagarotti. Negli anni successivi alla realizzazione del complesso, sono stati creati altri collegamenti viari con via Valsesia per non rendere il quartiere troppo isolato.

Il complesso è costituito esclusivamente di edifici residenziali, per un totale di 1 075 alloggi, a cui si aggiungono l’asilo nido, la chiesa di San Pier Giuliano Eymard e i campi sportivi delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, OSPG e Polisportiva Valsesia.

L’area centrale del complesso, compresa nella superficie interna all’isolato di via Valsesia, è costituita da un parco di oltre 70000 m² (oggi denominato “Parco in memoria delle Vittime Italiane nei Gulag“) e da un centro sportivo. La destinazione della zona che lo circonda è “verde comunale”.

Il complesso presenta un’organizzazione microurbanistica che lo differenzia notevolmente dalla classica lottizzazione edilizia, dove gli isolati sono di dimensioni piuttosto ridotte e per l’appunto disposti a cerchio attorno al parco centrale. La maggior parte dei palazzi sono torrette di 10/11 piani isolate le une dalle altre da un giardino e composte secondo una piantina che vede 4 parallelepipedi di differente altezza raggruppati e disposti apparentemente in modo casuale.

Dopo tanti anni, il grande complesso è ora sottoposto ad un intervento di riqualificazione con applicazione delle detrazioni per il risparmio energetico e coibentare le case.

A nord, su via Bagarotti si trova la Chiesa di San Pier Giuliano Eymard, costruita per servire il nuovo quartiere nel 1989 e consacrata dal cardinale Carlo Maria Martini. Venne progettata dall’Architetto Valentino Benati.

La chiesa è a pianta quadrata ed è collegata al sagrato tramite una scalinata. Le pareti esterne sono rivestite da marmo chiaro e non sono provviste di finestre: la luce all’interno dell’edificio si diffonde grazie a lucernari che si sviluppano lungo le pareti e da quello nel soffitto. L’ingresso principale è contraddistinto dalla presenza di una pensilina. Internamente, il soffitto è a cassettoni in cemento armato. Mosaici rivestono le colonne interne. Nel presbiterio sono presenti l’altare e l’ambone realizzato da Gino Cosentino. Lateralmente sono presenti due sculture in marmo bianco che rappresentano, rispettivamente, la Madonna del Santissimo Sacramento e San Piero Giuliano Eymard, sempre del Cosentino.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Baggio, Sella Nuova, Quartiere Valsesia, Via Valsesia, Via Bagarotti, San Pier Giuliano Eymard




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


One thought on “Milano | Baggio – Quartiere Valsesia e la riqualificazione in corso

  1. Andrea Giorcelli

    Finalmente, grazie agli incentivi dello Stato…
    Peccato che ogni condominio o addirittura ogni edificio abbia deciso in autonomia i colori, senza un coordinamento, senza un piano concordato, che avrebbero dato al quartiere ben altro valore e unitarietà.

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