Torino, anno 1875, C.so Regio Parco 142, Castello di Viboccone. Sono 2.500 gli addetti ai lavori presso lo Stabilimento di Manifattura Tabacchi, sito nel Castello, impegnati nella produzione di sigari, sigarette e trinciato da pipa, che faceva dello stabilimento il secondo più grande del Regno d’Italia. Di quella che è stata una parente storica importante della produzione di tabacco in Italia, ora rimane solo il ricordo, accompagnato da 18 edifici storici abbandonati su un’area di circa 90 mila m2.


Il Castello di Viboccone, costruito dal duca Emanuele Filiberto nel 1500, era nato come podere, in seguito usato come residenza di caccia, per poi essere abbandonato agli inizi del 1700. Grazie all’iniziativa dell’allora Governo Sabaudo, nel 1785 venne convertito in stabilimento per la produzione di tabacco e affini, ed usato con questo scopo per ben 211 anni, fino al 1996. Negli anni, fu notevolmente ampliato, ed ospitò anche un distacco della Guardia di Finanza e alcune fabbriche di legname, oltre che essere sede lavorativa per migliaia di “sigaraie”.



Abbandonato a se stesso negli ultimi 20 anni, dal 2023 è oggetto di un Progetto di Riqualificazione totale, che ha avuto ufficialmente inizio lo scorso novembre, quando l’Agenzia del Demanio ha indetto un Concorso Pubblico di Progettazione per la Riqualificazione, e che ha avuto un ottimo riscontro tra progettisti italiani ed internazionali, con ben 41 adesioni. L’ultima graduatoria, seppur ancora temporanea, vede classificati i seguenti professionisti:
- Arch. Jacopo Carli (Firenze), Eutropia Architettura;
- Arch. Elena Rionda (Torino), Studio Settanta7;
- Arch. Alfonso Femia (Genova);
- Arch. Fabrizio Rossi Prodi (Firenze)
- Guillermo Vazquez Consuegra (Siviglia, SPA).
Tra i partecipanti iniziali, ci sono anche diversi altri progettisti, come Benedetto Camerana, Cristiano Picco, Ottavio di Blasi, Jean Michelle Wilmotte, Stefano Boeri, Vittorio Grassi, Patricia Viel, Isabelle Toussaint e molti altri, giusto a sottolineare l’importanza dell’iniziativa in questione.

Il progetto di massima alla base del Concorso è stato delineato dal Masterplan Team MPt del Politecnico di Torino a fine 2022, e prevede la realizzazione di un nuovo Polo Culturale all’interno delle mura della vecchia Manifattura Tabacchi, con realizzazione di spazi comuni per numerosi enti del territorio: Città di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino, Tribunale di Torino, Agenzia del Demanio, Archivio di Stato. Proprio quest’ultimo, tra tutti gli enti coinvolti, è quello più interessato dal Concorso in essere, dato che lo stesso prevede la progettazione del primo Lotto proprio per la realizzazione di un nuovo Polo Archivistico della Città di Torino – che solo di Servizi di Progettazione arriverà a costare quasi 4 milioni di euro – e che interessa il 90% della superficie dell’intero complesso.




Il progetto di MPt, come accennato, prevede la realizzazione di diversi spazi e servizi per più enti territoriali per un totale di 305.000 m2 di superficie, così riassunto:
- Didattica universitaria – 450 m2, per aule e Campus;
- Residenze Universitarie – 6.300 m2;
- Archivio di Stato e Tribunale – 275.000 m2;
- Spazi per il Politecnico di Torino – 7.500 m2;
- Spazi per l’Università di Torino – 8.900 m2;
- Spazi per la Città di Torino – 5.000 m2;
- Locali Tecnici – 200 m2;
- Spazi Commerciali – 1.200 m2.
Tutti queste aree dovranno interfacciarsi con diversi altri servizi e attività previsti dal progetto, sia pubblici che privati, come nuove aree sportive, piste ciclabili, il parco fluviale attiguo, il progetto della futura Metro2, l’area Ex-Fimit, e tutta la viabilità del Corso Regio Parco, via Rossetti, della Piazza Abba, etc. Un progetto, dunque, che vuole trasformare e rilanciare l’intero quartiere, non solo le aree interessate.






Per realizzare il nuovo Polo Culturale, ovviamente, i 18 fabbricati esistenti, al momento distribuiti perlopiù su tre piani fuori terra con copertura spiovente ed un piano interrato, saranno soggetti ad alcune demolizioni (soprattutto degli edifici centrali e nei cortili, di più recente fabbricazione) e nuove costruzioni, che porteranno la SLP (superficie lorda di pavimentazione) dai 66.000 m2 attuali ai 41.000 m2 di progetto, con circa 25.000 m2 di demolizioni e 5.500 m2 di nuove costruzioni con 4 nuovi fabbricati. Il tutto, ovviamente, sotto il rigoroso controllo della Sovrintendenza dei Beni Architettonici e Culturali, dato che il sito è protetto.

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Inoltre, verranno predisposti quasi 2.000 m2 per parcheggi mentre la superficie destinata a verde pubblico sarà di circa 11.500 m2, raddoppiando quella esistente. Un intervento di dimensioni notevoli, dunque, che coinvolgerà molti enti pubblici e il cui costo è stato stimato in quasi 200 milioni di euro – 199.130.000 euro, esattamente – ma, guardando al risultato che porterà, saranno “soldi ben spesi”.

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Lato tempistiche, al momento non c’è un chiaro programma dei lavori. Attualmente, il Concorso in essere prevede di trovare il progettista che svilupperà il Progetto Esecutivo, cui seguirà poi l’appalto delle opere e l’inizio del cantiere. Chiaro è che un progetto di tali dimensioni necessiterà di diversi anni per la sua realizzazione e che, una volta terminato, non solo creerà nuovi spazi e luoghi per molti organismi, ma restituirà alla comunità un pezzo importante di storia industriale di Torino, creando, nel contempo, una rigenerazione urbana ed economica di un intero quartiere cittadino.

Committente: Agenzia del Demanio, Piemonte e Valle d’Aosta
Enti Coinvolti: Ministero della Giustizia, Ministero della Cultura, Città di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino, Tribunale di Torino, Archivio di Stato
Progettazione FTE / Masterplan: Masterplan Team MPt – Politecnico di Torino
Render e Disegni: MPt
Foto area: Francesco Gullace + Agenzia del Demanio
