Milano, Barona.
Dicembre 2025. Ormai da qualche settimana sono stati completati gli ultimi interventi al giardino e alle aree circostanti del nuovo edificio che accoglie chi arriva a Milano dall’autostrada dei Giovi, in zona M2 Famagosta, alla Barona.
La torre, alta 22 piani, è stata battezzata The Tris Famagosta ed è stata ultimata da poco. Si impone nel panorama con la sua forma composta da tre parallelepipedi color bronzo, che le conferiscono un aspetto insieme elegante e possente.
Siamo in un’area che ha avuto una storia lunga e complessa. Un tempo questa parte della Barona era attraversata dal Lambro Meridionale (oggi interrato) e da diverse rogge, come la roggia Moncucco e il fontanile Regina. Non mancavano le cascine, tra cui la Cascina Sant’Ambrogio — che ha dato il nome al noto quartiere popolare sorto tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta — oggi scomparsa, e la Cascina Monterobbio (che andrebbe recuperata).

Dopo l’apertura della stazione M2 Famagosta nel 1994 e la realizzazione di via Giovanni Palatucci, pensata per smistare parte del traffico proveniente dall’autostrada e dalla via del Mare, rimase libero un grande terreno triangolare al centro dell’anello della via. Inizialmente utilizzato come area logistica per la costruzione della metropolitana verde, per anni non ebbe una reale destinazione: una vasta spianata sterrata, usata di tanto in tanto anche da grandi tendoni circensi.
Alla fine del primo decennio del 2000 venne finalmente presentato un progetto per un grattacielo di 16/17 piani, appoggiato su un podio e firmato dallo studio Caputo Partnership International. Il progetto, pur presentato ufficialmente nel 2011, non ebbe seguito. Dieci anni dopo, con il cambio di proprietà del lotto e la volumetria ancora disponibile — troppo preziosa per essere sprecata — si ripartì da zero con una nuova proposta.



Nacque così Skydrop Famagosta, progettato dallo studio PRP Architettura, caratterizzato da grandi vele. Il cantiere prese avvio. Solo alla fine del 2022 venne presentato, a lavori in corso, un ulteriore progetto, questa volta firmato dallo studio dell’architetto Stefano Belingardi Clusoni. La nuova torre, più alta e decisamente più originale, ha iniziato a prendere forma nel gennaio 2023.





Oggi, con la sua mole, non passa certo inosservata: è diventata un punto di riferimento per chi arriva da Genova tramite l’autostrada e domina il panorama dei quartieri circostanti. Il nome richiama la filosofia del progetto: tre blocchi modulari che, rastremandosi verso l’alto, creano ampi terrazzi sulla sommità di ogni volume. Le facciate sono composte da cellule che si incastrano in una griglia tridimensionale, alternando trasparenze e superfici materiche.
Ai piedi della torre è stato realizzato un giardino privato di circa 9.000 m², concepito come parte integrante della vita quotidiana: un’estensione naturale degli spazi di lavoro.














Milano – BARONA – Via Giovanni Palatucci, 2 >>> ex The Skydrop Famagosta >>> THETRIS FAMAGOSTA ( Real Estate Center – Gruppo Carfin92) (nella mappa Urbanfile codice: BAR5) (uffici) (nuova costruzione) (h: 96 metri) (22 piani?) (h: 100 metri?)
PROGETTO ATTUALE
- progetto architettonico/DL artistica: arch. Stefano Belingardi Clusoni @ BE.ST – Belingardi Stefano Architects srl
- progetto/DL strutture: ing. Giulio Terzini @ Terzini Ingegneria
- progetto/DL impianti: ing. Mario Scopece @ Sepro Studio Associato – Torino, TO + ing. Salvatore Contrino @ Sepro Studio Associato – Torino, TO + ing. Carlo Zanovello @ Impro srl – Torino, TO
- DL: arch. Giuseppe Carli @ Professional Center – Gruppo Carfin92
- CSP/CSE/RL: dott. Fabrizio Lovato @ Telecert srl – Varese, VA
- impresa esecutrice: Ediltecno Restauri srl – Opera, MI + Capitalfin Holding srl – Roma, RM
- ingegnerizzazione > progetto costruttivo/coordinamento/assistenza al cantiere/BIM LOD 400: (Planimetro stp)
- sistemi di facciate continue e involucri esterni: Intercom Srl
PROGETTO INIZIALE progetto architettonico/DL architettura: arch. Rolando Gantes @ PRP Architettura
link: https://stefanobelingardi.com/thetris-2/
link: Ingegnerizzazione – Planimetro: Studio di progettazione e ingegneria Milano































- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Barona, Moncucco, Famagosta, Via Giovanni Palatucci, Grattacielo, Skydrop, TheTris, Belingardi Stefano Architects, Architects Stefano Belingardi
Solo a me dà l’impressione di un palazzaccio della periferia del Cairo?
L’impressione che l’edificio sia appena stato investito da una tempesta di sabbia
In generale è un bel grattacielo, originale, MA il grosso problema è il colore. è già vecchio nonostante sia stato appena inaugurato.
Difficile scegliere un colore più sbagliato..
Pare una torre Ligresti….
Mi pare invece un bel segno architettonico e urbanistico per chi arriva a Milano da Sud/Ovest. Cosa tutt’altro che frequente nelle altre periferie.
Beh, io abito nel quartiere che si affaccia sull’ospedale san paolo. Non mi soffermo sul discorso degli spazi tolti al verde, del parco agricolo, ecc. Non amo più di tanto i grattacieli ma Skydrop forse era meglio. Tuttavia se con Albertini, Moratti e Pisapia non si sono trovati gli aspetti per progetti su riportati e puntualmente annullati, non capisco (e non mi sorprende) che con sala tutto diventa possibile. Sotto c’è un parcheggio, passa la M2 Famagosta e si è al limite del tratto di Lambro meridionale. Forse avevano ragione i precedenti sindaci a non far approvare il progetto? O forse una torre brutta di estetica e peggio nei colori, realizzata e che si affaccia tra autostrada, parcheggio multipiano ed un’area di sterpaglie con una cascina pericolante , è così importante?
Se pensa che sia il sindaco a dire sì o no a un progetto simile, stabilendo valutazioni di opportunità rispetto ai temi che vagamente accenna, mi sa tanto che non coglie la complessità della macchina amministrativa…
Ma siamo come sempre alle chiacchiere da bar e quindi giusto così.
Non lo penso io che sia il sindaco, lo dicono due elementi: 1) in rete era presente fino a qualche anno fa il sito skyscrapercity.com, alla voce Milano erano descritte notizie (e non le avevo scritte io); 2) la recente indagine della Procura ha palesemente mostrato che anche il Comune (rappresentato dal sindaco) ha il suo interesse e la sua presenza anche quando si tratta di terreni provati o edificazioni di privati. Ricordo che il blog UF è libero e chiunque può esprimere il proprio pensiero nel rispetto. Io non contesto gli altri anche quando non mi trovo d’accordo; forse lei ha il titolo per farlo.
Degus, sei tu, vero?
:-DDDD
Vogliamo dire la giunta ?
O “la macchina amministrativa” è un ente sovrannaturale ?
Parco agricolo dove? Era uno spazio abbandonato vicino all’autostrada….
Caro Gianluca, io sono nato in quella zona e a sud di viale Famagosta c’era il quartiere Sant’Ambrogio1 e 2 oltre all’ospedale San Paolo. Da fine anni 80 la cementificazione ha ridotto tutta l’area agricola. Questo per storia che puoi trovare anche in rete. In ogni caso, se era uno spazio abbandonato non è detto che sia necessario l’ennesimo grattacielo o palazzo. Infine, non sia replica ma solo un ragionamento garbato, ora che abbiamo il grattacielo, intorno hai visto cosa c’è? Non credo sia risolto il problema area abbandonate che a Milano le edificazioni, anche in altri casi, restano cattedrali nel deserto.
In che senso “spazi tolti al verde agricolo”? Le aree erano industriali, basta fare un passo indietro su Google Street View per rendersene conto
Bellissimo!
Modesto come estetica ed ennesima dimostrazione che Milano è forse ora l’unica città in Italia a crescere. Ora, rifare anche la stazione dei bus li vicino
Molto bello a mio parere. Originale nella forma e anche nel colore: ci passo spesso e noto che cambia molto in base alla luce
Edificio aggiacciante.
Se questo è quello che esce dalla scuola di Mendrisio..
Mah. Sulle foto è molto meglio che “dal vivo”. Soprattutto trovo sempre molto squallidi gli spazi ai piedi di queste grandi costruzioni, cioè gli spazi dove vivono e passano le persone.
Tetros…
Io abito al Sant’Ambrogio. Ogni mattina mi affaccio dal mio balcone e vedo questa cosa e l’impeto di prendere la laurea in architettura e buttarla nel gabinetto è forte, fortissimo. Mi chiedo come si possa concepire una “architettura” di questo tipo. Sono tre volumi messi uno sopra l’altro, roba che un bambino di tre anni con i lego fa forme più elaborate. Avete presente quei “meravigliosi” serramenti bronzati che si usavano negli anni 70/80 e poi spariti dalla circolazione perché obbiettivamente osceni? Ecco qui avete un grattacielo che ricorda quella fantastica finitura. Unica cosa davvero bello è data dalle vetrature che all’alba e tramonto danno una colorazione rosa davvero gradevole.
Che dire poi della forma che dovrebbe ricordare il vicino edifico di Giò Ponti il cui dialogo è impietosamente sbilanciato. Per quanto anonimo e già visto, era molto meglio il progetto precedente.