Milano, Centrale.
Febbraio 2026. Da mesi il cantiere dell’ex Hotel Michelangelo appariva fermo e da noi più volte mostrato, segnale di un progetto ormai in difficoltà. Ora è arrivata la conferma ufficiale: il Comune di Milano ha negato il permesso di costruire convenzionato per il grattacielo da 93,5 metri previsto nell’area accanto alla Stazione Centrale. Lo stop emerge da una recente sentenza del Tar, che ha respinto il ricorso della Michelangelo srl contro il preavviso di diniego notificato nell’ottobre scorso.















Il progetto, presentato nel 2021, prevedeva la demolizione dell’ex hotel (già usato come Covid hotel) e la costruzione di una torre direzionale da 90 milioni di euro, il Mi.Chelangelo, con uffici per circa duemila persone, spazi di co-working, un centro congressi e la riqualificazione di 22mila metri quadrati di area pubblica di Piazza Luigi di Savoia. Nel 2022 il Comune aveva espresso un primo parere favorevole e firmato una convenzione con la società. Società che aveva acquistato la piazzetta antistante l’hotel (che era usata come parcheggio) e aveva anche riqualificato il giardino centrale di piazza Luigi di Savoia, con tanto di area giochi per bambini.
Il blocco però è arrivato nel 2023, quando la richiesta formale di permesso si è scontrata con il cambio di rotta dell’Urbanistica comunale, avvenuto dopo le indagini della Procura su vari progetti edilizi. Le nuove linee guida impongono il ricorso a un piano attuativo per edifici oltre i 25 metri di altezza o con elevate densità, come nel caso del Mi.Chelangelo.
Nonostante le diffide della società, il Comune ha confermato il rigetto, ritenendo indispensabile il piano attuativo. Ora il futuro dell’area resta incerto: l’amministrazione e il privato sono in dialogo per trovare una soluzione che eviti di lasciare l’area in stato di abbandono e che concili interesse pubblico e progetto privato. Come ha affermato pochi giorni fa la vicesindaco e assessore all’Urbanistica Anna Scavuzzo in una nostra recente intervista.
Siamo a due passi dalla Stazione Centrale, in via Domenico Scarlatti 33 (angolo Piazza Luigi di Savoia e Via Roberto Lepetit). Di seguito i rendering della torre compreso il giardino pensato per piazza Luigi di Savoia.













Milano – Centrale, Via Domenico Scarlatti 33 (angolo Piazza Luigi di Savoia – Via Roberto Lepetit) >>> ex Hotel Michelangelo > MI.C – Mi.Chelangelo (nella mappa Urbanfile codice: CEN4) (uffici) (nuova costruzione)
- inizio cantiere: (demolizione 2023)
- conclusione cantiere:
- committente: Finleonardo, Michelangelo Srl
- progetto architettonico: arch. Michele Rossi @ Park Associati + ing. Maurizio Milan @ Milan Ingegneria spa

- Referenze immagini: Park Associati; Roberto Arsuffi
- Hotel Michelangelo, Piazza Luigi di Savoia, via Domenico Scarlatti, Centrale, Grattacielo, Riqualificazione, Demolizione, Park Associati, Despe
Queste pubbliche amministrazioni che bloccano tutto hanno davvero stufato. Per colpa loro intere zone delle città diventano luogo di degrado e di abbandono. Se permettessero di costruire di più, i prezzi delle case scenderebbero, la qualità degli alloggi migliorerebbe, il costo della vita diminuirebbe, la criminalità diminuirebbe e tanto altro.
Consiglio a tutti di leggere il libro “Build, Baby, Build” del grandissimo economista Bryan Caplan.
Insomma, bisogna dire allo Stato e alle Pubbliche Amministrazioni: “Lasciate lavorare chi vuol fare”!
Imporre un piano attuativo laddove esisteva già un grattacielo? Comune senza vergogna.
sopratutto: con gli oneri del palazzo si sarebbe mica dovuta riordinare la piazza?
Un grande peccato, edificio molto bello e riquaficazione sotto che era doverosa
È solo questione di tempo. Per ricostruire il volume abbattuto basta la SCIA (il progetto lo colloca esattamente dove era). È il volume aggiunto in seguito all’acquisto dello spiazzo che richiede una procedura più lunga. E forse anche la stecca più alta dei volumi precedenti. Sì farà. Solo con tempi diversi.
Chiudendo parte del marciapiede di Via Scarlatti + Via Lepetit hanno praticamente reso impossibile l’accesso a persone in carrozzina che vengono da quel lato e che devono andare in stazione. Prima potevano passare su Via Lepetit, adesso invece devono allungare il giro andando verso Via Andrea Doria. Che dire complimenti.
Progetto ritardato di almeno due anni per farsi approvare il piano attuativo. In questo periodo probabile che la societa’ fallisca ma non prima dinaver fatto causa al comune. Sala e la sua giunta lasceranno Milano in mutande a causa della loro inerzia e incompetenza.
Questa giunta aveva superato lacci e lacciuoli della vecchia prassi amministrativa facilitando i percorsi autorizzativi.
La magistratura ha sollevato dubbi su questo modo di operare.
Cosa pretendete? Che si autorizzino progetti che poi rischiano di essere demoliti per mancato rispetto delle regole?
I proprietari del Michelangelo davvero vogliono finire come chi ha comprato casa nelle Park Towers a Lambrate o in Torre Milano?
Le leggi dell’edilizia sono vecchie e le competenze sovrapposte. A cittadini e operatori conviene che si faccia chiarezza. E i legislatori dovrebbero finalmente riformulare tutta legislazione in materia.
Ma quando a Milano un po’ di grattacieli da 500 metri degni di quel nome e non quegli aborti che si vedono in giro?
Incredibile, ho letto più di una domanda e neanche una risposta. Vediamo capiamo valutiamo. Sono passati anni dal casino appalti, la mia speranza era trovare qualcuno con le idee chiare finalmente. Penso che questa intervista abbia smentito le mie speranze. La crescita economica di Milano si é forse fermata in maniera definitiva.
Cioè: prima fanno una convenzione con la società costruttrice, approvano il progetto, la società costruttrice investe, riqualifica i giardini, demolisce la torre preesistente (che era già ben più alta di 25 metri) con una tecnica costosa e innovativa per non causare problemi al circondario…e poi il Comune ci ripensa e blocca tutto perché “sono cambiati gli orientamenti”? Questo significa che tutti noi pagheremo fior di danni ai costruttori, oltre ad avere un buco a due passi dalla Stazione Centrale. Ma sono del mestiere questi? A casa!
I soliti cialtroni di sinistra.UN CANCRO DELLA CIVILTA
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