Milano, Centro Storico.
Febbraio 2026. Possiamo dire che il cantiere per la costruzione del nuovo edificio in piazza Fontana, destinato a completare la “quinta” sul lato settentrionale della piazza, rimasta incompleta per oltre 70 anni, è giunto a conclusione (anche se il portico è ancora interdetto).
Finalmente, dopo decenni di vuoto urbano e di cantiere, il nuovo edificio per uffici è quasi pronto.
Si tratta di un edificio porticato che riprende e completa le forme progettate già nel 2000 dallo studio Arassociati per ricostruire la quinta interrotta negli anni Cinquanta. Il progetto era stato realizzato solo in parte con il completamento, nel 2009, dell’Hotel Rosa Grand, mentre il lato verso piazza Beccaria era rimasto irrisolto.
In un articolo del 2022 avevamo raccontato la storia lunga e complessa di questo cantiere apparentemente infinito.
Un tempo, qui sorgeva l’Albergo Commercio di piazza Fontana, danneggiato dalla guerra e rimasto in stato di abbandono fino alla sua occupazione da parte degli studenti nel 1968. Nell’agosto del 1969, la polizia sgomberò l’edificio, che venne poi demolito. Da allora, quest’area dietro il Duomo è rimasta in degrado e abbandono, con edifici in rovina e rabberciati alla bell’e meglio sino alla costruzione dell’Hotel nel 2009, ora affiancato finalmente dal nuovo edificio.
Di seguito alcune foto d’epoca ricolorate che mostrano le parti di piazza Fontana oggi scomparse dove sorge ora il nuovo palazzo. In ordine: 1920 circa; 1926 circa con la via Alciato (scomparsa); l’Albergo Commercio nel 1928 circa; la piazza nel 1930 circa; l’area dell’Albergo Commercio devastata dai bombardamenti.





Collegato a questo progetto c’è anche Palazzo Bolis, edificio ottocentesco che ospita il suggestivo Teatro Gerolamo. Già sottoposto a un precedente restauro, è ora oggetto di manutenzione straordinaria.





I lavori sono coordinati dall’architetto Marco Amosso per Lombardini22, mentre la progettazione degli impianti e la direzione lavori specialistica sono affidate all’ingegnere Roberto Cereda, sempre per Lombardini22.
Che dire, l’edificio si colloca perfettamente sul versante settentrionale della piazza, integrandosi anche col seicentesco Palazzo del Capitano pur mantenendo un aspetto moderno. Certo, la memoria storica è andata completamente persa, però risolve finalmente quest’angolo di Milano che non aveva più forma.
Troviamo molto bella e interessante la soluzione trovata per l’angolo verso il Palazzo del Capitano, dove è stato alleggerito con gli ultimi due piani aperti alal città con due ampie finestre d’angolo.
Purtroppo speravamo la costruzione dell’edificio speravamo risolvesse il problema del parcheggio delle autovetture del Comando di Polizia Locale di Milano che ormai invadono questo luogo.













Milano – Centro Verziere – Via Cesare Beccaria 12 o 14 (angolo Piazza Fontana) > SENZA NOME (nella mappa Urbanfile codice: CS6) (terziario commerciale) (nuova costruzione con demolizione ristrutturazione) (PT + 5 piani)
- committente: Immobiliare Sanitaria Ceschina & C spa
- progettista: architetto Marco Martinelli
- progettista dello StarHotel Rosa: (Arassociati Studio di Architettura)
- DL generale (arch. Carlo Frediani)
- DL opere architettoniche: (arch. Davide Vicari @ Mpartner srl)
- DL strutture: (ing. Stefano Borsani @ Milano Engineering srl)
- DL impianti MEP: (ing. Gian Luigi Marazzi @ Studio Planning srl – Monza, MB)
- consulente acustico: (ing. Corinne Bonnaure @ Acustica Studio)
- RL/CSE: (ing. Adriano Spoldi @ United Consulting Engineering)
- general contractor/impresa esecutrice: (Colombo Costruzioni spa – Lecco, LC)

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Verziere, Piazza Fontana, Pasquirolo, Piermarini, Aldo Rossi, Arassociati, Degrado,
Il problema di piazza fontana è che comunque è rimasto irrisolto il lato verso via Larga/Verziere. La piazza così è scombinata e troppo grande. Serviva un’ impostazione urbanistica più coraggiosa che ahimè non c’ è stata. Il progetto edilizio è invece forse un po’ anonimo, ma va bene così.
Molto bello.
Ora però si metta mano a Piazza Fontana. Con nuovi tram bidirezionali, il tram può rimanere su Via Larga. Piazza Fontana deve diventare completamente PEDONALE. Via anche le auto della Polizia Locale.
Va ALBERATA ripartendo dal progetto del Bosco di Ciliegi.
Un angolo di verde, ombra e relax a due passi dal Duomo.
E di connessione ad itinerario storico Monumentale da valorizzare. Santo Stefano, San Bernardino, Ca’ Granda, Sant’ Antonio, San Nazaro
Concordo, recuperare angoli della città d’assaporare con calma, a piedi o in bici. Milano é piacevole da scoprire lontana dalla frenesia lavorativa. Senza il disordine delle auto parcheggiate, dei pali e paletti inutili ci guadagnerebbero tutti.
Via le auto dai marciapiedi PUNTO.
Corretto
Vogliamo parlare del grandissimo marciapiede in asfalto che hanno realizzato davanti al nuovo edificio? Che bruttura
Non trovarono nessun resto romano ?
Mi dica uolter, perchè tutta questa acrimonia verso chi non vuole usare l’ auto in città? Lei sicuramente è una persona di grande preparazione culturale ma da quello che scrive e soprattutto da come lo scrive non lo dimostra affatto. La persona veramente istruita e colta non ha bisogno di parlare come un ultrà allo stadio per diffondere le proprie idee, ergo… faccia lei due conti, su se stesso. La vita insegna che il”rognoso” è sempre, per usare parole sue, solo uno sfigato…
Gurardi poi che, è risaputo, a Milano la mobilità automobilistica non ha molto a che fare col lavoro, soprattutto è per lo svago personale e la ricerca di negozi per acquisti vari, in particolare chi viene da fuori città. E’ noto poi che gran parte dei liberi professionisti amano usare la bici per raggiungere il proprio studio personale o più in generale per le esigenze quotidiane.
Vede, gentile Anonimo di Milano, quando leggo dei saccentoni che bollano chi usa l’auto in città, anzi catorci, come macchiette fallite anni 60, non è questione di essere “rognoso”, è che mi diverto un sacco a rispondere per le rime, con me cascano male.
Per quanto è risaputo è noto a Lei, mi permetta di avere seri dubbi.
P.S. Non me ne voglia se approfitto di questo ns. carteggio per mandare un caro saluto all’Alfista qui sopra.
Come no.
Con me sei cascato peggio.
Sei talmente limitato da non capire che nessuno vieta uso dell’ auto.
Il problema è abbandonare per ore, se non per giorni i propri CATORCI nella pubblica via. Che è spazio di tutti.
A Milano ci sono 100.000 auto parcheggiate abusivamente su marciapiedi e parterre alberati.
Uno SCEMPIO orrendo che chi ama Milano non può permettere.
Nei tanti complimenti ricevuti per organizzazione Olimpiadi da atleti e turisti di tutto il mondo, questo era uno dei pochi punti critici e di scherno.
“Cars Everywhere as ’60thies”
Si, siamo fermi agli anni 60.
Anche città dell’ Est Europa ci hanno sorpassato. Bucarest, Sofia, Varsavia, Tirana.
Da noi si fa ancora di peggio.
Tollerare parcheggio di auto in Piazza San Sepolcro ( Ombelico di Milano citando Leonardo da Vinci), Santo Stefano, Piazza Affari, Boschetti Reali, Piazza Mentana è indice di IGNORANZA assoluta.
E di poco amore per Milano.
E la sua Storia.
Magari quando hai finito di arrampicarti sugli specchi potresti accorgerti che Piazza San Sepolcro Santo Stefano ePiazza Affari e tutto il centro storico sono un ammasso di scooter , il “fallito di Vergate sul Membro” col suo catorcio c’entra pochino.
Non capisco perché le auto della polizia locale hanno l’immunità, non dovrebbero invece dare l’esempio? Parcheggiano dove gli pare, passano dalle isole pedonali e nei parchi.
Grazie per aver condiviso un articolo, in cui il nuovo è presentato assieme al passato. Senza bisogno di molte parole mostra chiaramente i problemi di questo progetto e quanto sia carente.
In questi casi si parla sempre di come sia meglio fare qualcosa piuttosto che niente, ma mostrare le condizioni pre-belliche fa aprire gli occhi su ciò che manca.
Quelli che si merita.
Il Minus Habens.
Sìsi’ gentile Anna Maria, mi prendo tranquillamente del provocatore, non mi offendo, ma come scrivevo ad un altro utente qui sopra, quando leggo il miliardesimo post che sostiene che l’unico problema di Milano sono le auto, che si illude che tutti, grandi e piccini, DEVONO andare in bici o con i mezzi pubblici quando la realtà é sotto gli occhi di tutti, le auto ci sono e chi decide di usarla sa il perché, quando e dove farlo e deve deciderlo solo lui, ecco ogni tanto mi viene voglia di rispondere a questi ottusangoli mettendoli davanti a i fatti, finché si arriva a capire il loro livello culturale, come abbiamo visto.