Milano, Centrale e Loreto.
Agosto 2026. Piazza Caiazzo è stata appena riqualificata. I lavori possono dirsi sostanzialmente conclusi (anche se le piste ciclabili sono ancora transennate), e dobbiamo ammettere che, nel complesso, il risultato ci piace parecchio.
Qualche perplessità ce la lascia, come spesso accade negli interventi più recenti, la scelta di affidare gran parte del verde ad aiuole composte da cespugli e graminacee. Una soluzione paesaggistica ormai molto di moda, gradevole quando ben curata, ma che a Milano ci preoccupa sempre un po’: sappiamo infatti quanto rapidamente, in assenza di una manutenzione costante, questi spazi possano trasformarsi in grovigli di vegetazione dove finiscono per annidarsi cartacce, bottiglie, lattine e rifiuti di ogni genere.





Ma questa volta il problema va ben oltre una semplice considerazione sulla scelta delle essenze.
Le fotografie che vi mostriamo sono infatti un piccolo, desolante campionario di quello che ormai troppo spesso caratterizza lo spazio pubblico milanese. Tanto che viene quasi da pronunciare una provocazione: forse questa città si meriterebbe davvero una bella colata di cemento al posto di aiuole e verde.


Naturalmente è un paradosso. Ma osservando certe situazioni viene spontaneo chiedersi che senso abbia investire denaro e risorse per creare nuovi spazi verdi se poi questi vengono lasciati degradare o trattati senza alcun rispetto praticamente dal giorno successivo alla loro realizzazione.
Nei pressi di piazza Caiazzo troviamo già un po’ di tutto:
- monopattini, biciclette e motociclette lasciati ovunque;
- aiuole nuove che iniziano già ad apparire come un guazzabuglio di piante, comprese quelle spontanee;
- vecchie aiuole mai sistemate e abbandonate, quasi fossero un inquietante anticipo di ciò che potrebbe accadere a quelle appena realizzate;
- giovani alberi piantati da poco e già completamente secchi;
- tubi degli impianti di irrigazione divelti, danneggiati o apparentemente inutilizzabili;
- rifiuti e sporcizia disseminati un po’ ovunque;
- automobili parcheggiate dove non dovrebbero stare;
- una generale sensazione di sciatteria che finisce per vanificare anche la qualità dell’intervento appena concluso.

















Ed è forse proprio questo l’aspetto più sconfortante. Piazza Caiazzo, nella sua nuova veste, ci piace. Il problema non è quindi la riqualificazione in sé, ma ciò che accade subito dopo.
Si progettano nuove aiuole, si piantano alberi, si realizzano piste ciclabili e si cerca di restituire qualità allo spazio pubblico. Poi, però, sembra mancare l’ultimo e fondamentale passaggio: prendersene cura. Da parte dell’amministrazione attraverso manutenzione, pulizia e controlli, ma anche da parte di chi quegli spazi li utilizza ogni giorno.
Perché il verde urbano non può essere semplicemente piantato e dimenticato. E una piazza appena riqualificata non dovrebbe avere bisogno, dopo pochissimo tempo, di essere nuovamente “salvata” dal degrado.
Come dicevamo, sembra che il rispetto per le cose comuni, per il verde e per il decoro urbano non sia più di casa.
Ed è un vero peccato, soprattutto quando il punto di partenza, come in questo caso, era più che buono.
Intanto sono stati istallati anche in questi giorni i primi pali che reggeranno i nuovi cartelli stradali… non commentiamo. Attenderemo la fine dei lavori.

Naturalmente sappiamo che l’intervento di piazza Caiazzo ha interessato solo l’ambito della piazza e pochi centimetri oltre, ma percorrendo, ad esempio, via Venini, pochi metri dalla piazza, ci si imbatte in una pavimentazione pericolosa e imbarazzante. I masselli, dove ci sono, sono divelti e disomogenei, mentre l’asfalto è ridotto a briciole.




voi che avete contatti con il comune potete far risalire queste problematiche? grazie
Ci vorrebbero degli “street manager” nei quartieri, che controllino e verifichino costantemente lo stato delle cose pubbliche: asfalto, marciapiedi, illuminazione, semafori stato del verde, fermate mezzi pubblici, rifiuti ecc. E che coordinino gli interventi delle aziende interessate (AMSA, MM, ATM ecc) per gli interventi ordinati e straordinari.
una volta c’erano i vigili di quartiere che servivano a questo. Poi le due giunte di sinistra li hanno tolti. Ora le segnalazioni le mandano i cittadini direttamente e con MM nessuno fa più nulla. Poi la cosa folle è mandare in vacanza ad agosto chi fa manutenzione del verde. Dovrebbe essere a pieno regime in estate quando non c’è nessuno e la manutenzione strade è molto più facile e non crea disagi a nessuno. Invece cosa fanno vanno in ferie anche loro e poi fanno la manutenzione durante l’anno quando tutti tornano…MM voluti da Maran il peggiore assessore che milano abbia mai avuto.
Adriano, e titti gli altri vigili (anzi Polizia locale) se non sono “di quartiere” non possono intervenire? Né altro personale di autorità pubblica sicurezza / polizia giudiziarie / altri enti.
Anche con le giunte precedenti e con tali vigili di quartiere di problemi analoghi ce n’erano eccome.
(Vigili di quartiere che io in vari anni non ho mai visto. O forse sì, una o due volto vidi una coppia di vigili in bicicletta, è quello che li contraddistinguevano? Passavano come tutti gli altri, anzi continuavano a voltarsi per parlarsi l’un con l’altra…)
Non esistono dipendenti / agenti / direttori / dirigenti / funzionari / ecc. del Comune e di altri enti. Che fanno?
MM è davvero un carrozzone che non funziona. Abbiamo mandato via il gestore precedente e siamo andato in mano a degli incapaci. Era meglio quando si pagava di più un gestore privato piuttosto che dare in mano a questi incompetenti.
Adriano, bisogna per forza pagare qualcun altro? Non potrebbe / dovrebbe farlo il Comune?
Per pulire non c’è già l’AMSA?
MM che ruolo ha / ha avuto? (L’articolo neppure la nomina)
MM ha la gestione del verde.
Non mi stancherò mai di dirlo che queste opere andavano bene per noi 50 anni fa, ma adesso gli ultimi arrivati non sanno che farsene, nella morsa di ben altre disperazioni, e noi buttiamo via soldi inutilmente.
Tra l’altro anche in proporzione 50 anni fa sarebbero costate molto meno
B.D., 50 anni fa di “disperati” (all’epoca “ultimi arrivati” ma anche… indigeni) non ne esistevano…. ?
La proliferazione dei pali e dei semafori è semplicemente imbarazzante. Ho visitato di recente una città del ex Unione Sovietica e mi ha colpito la sobrietà, la semplicità e l’efficacia delle installazioni ispirate alla ottimizzazione delle infrastrutture. Su un solo palo mettono il semaforo, la segnaletica stradale, le indicazioni, le telecamere, l’illuminazione, etc. In pratica fanno quello che farebbe un “buon padre di famiglia” che cerca di non sperperare denaro senza necessità. Da noi i pedoni fanno lo slalom tra foreste di pali che spesso sostengono un solo cartello alla volta (talvolta incomprensibile o inutile) e rischiano di essere investiti quando attraversano un viale ampio dove i semafori segnano contemporaneamente sia il verde che rosso.
Basta andare a Chiasso per vedere la stessa cosa.
Ma nessuno controlla?! (Sia preventivamente su progetto sia a posteriori) Danno economico, pericolosità, danno ambientale paesaggistico,….
Comunque, al di la del fatto che, ovviamente, le manutenzioni e i controlli devono seguire costantemente i lavori di recupero e riqualificazione, c’è da parte di tantissimi cittadini la totale noncuranza per gli spazi urbani. Che si tratti di parcheggio selvaggio delle auto, dei motorini, monopattini, bici, o di cura nell’evitare di gettare qualsiasi cosa ovunque senza preoccuparsi minimamente del decoro urbano.
Si chiama educazione civica, senso del bene comune, e in pochi ce l’hanno.
Anche solo le cicche di sigaretta, maledette, il giorno dopo la pulizia di una strada sono già centinaia in terra.
É una roba che manda fuori di testa.
Ci vogliono non solo i controlli, ma le multe salate, anche per chi getta in terra una cicca.
Penso sia l’unico modo per inculcare nella testa degli incivili un minimo di senso civico e di responsabilità per gli spazi di tutta la cittadinanza.
Le sanzioni salate per chi getta rifiuti e mozziconi ci sono già, ma nessuno se ne occupa. Oltretutto i mozziconi non dovrebbero esistere perché a Milano sarebbe vietato fumare quasi ovunque.
Gestione Sala, mandatelo via con tutti i responsabili che si disinteressano della città.
Sarebbe il caso di fare un giro in via Boifava dove hanno letteralmente rovinato una strada con un progetto assurdo! Io abito in via S.Abbondio e per recarmi in palestra al CAM (oggi Casa di Quartiere) devo attraversare la via Boifava. Prima dei lavori tutto bene: io vedevo le auto arrivare loro vedevano me e quasi sempre si fwrmavano io attraversavo sulle strisce e arrivavo sana e salva dall’altra parte della strada. Adesso invece io NON POSSO VEDERE LE AUTO ARRIVARE (e di conseguenza loro non possono vedere me) a causa della decisione sciagurata di fare la pista ciclabile la pista x chi corre o cammina POI i parcheggi x le auto TUTTO PARALLELAMENTE AI MARCIAPIEDI. Tengo a precisare che io sono una 70enne uso la bici x muovermi e fare la spesa ma la ciclabile di Boifava proprio non la capiaco e credo che non la userò mai! Se qualcuno volesse interessarsi a questo scempio urbano sono sicura che sarà d’accordo con me. Grazie e buon lavoro
Sulla spazzatura è inutile girarci intorno. Le nuove generazioni di maranza non aspettano altro che poter buttare apposta di ogni genere in qualsiasi spazio verde. Più tutto il resto. Lasciamo fare quello che vogliono, questo è il risultato.
Max, prima delle “nuove generazioni di maranza” era tutto lindo?
Be si, diciamola tutta, non era così. è nettamente peggiorato. perchè da loro si fa così
Via Venini tra Caiazzo e Brianza è davvero imbarazzante a dir poco
Ci sono punti anche molto peggiori di quelli che avete fotografato (masselli, cemento, connessioni tutto fuori sede e pericoloso)
Quando piove l’attraversamento pedonale con Brianza diventa un lago profondo
Quando non piove è comunque pericoloso da slogarsi le caviglie , i passeggini o le valigie ci si incastrano
Davanti all’ingresso dell’ asilo nido manca chiaramente un passaggio pedonale , che dovrebbe anche essere sollevato dal piano stradale per funzionare anche da rallentatore per la sicurezza durante le ore di ingresso e uscita
La rumorosita del tram è elevatissima anche per via del dissesto del manto stradale
Basterebbe sostituire i milanesi con dei giapponesi
Il suo post sembra amaramente ironico, se così non fosse, il consiglio è di risostituire con i Milanesi quelli che hanno sostituito i Milanesi. A trovarli ancora…i Milanesi.
In alt la Bissa, ma nel periodo precedente alla sostituzione che dice di problemi non ce n’erano?
Cartacce per terra non ce n’erano?