Milano, Porta Venezia.
Da alcuni giorni ha aperto le porte il nuovo Hotel Calimala Milano, situato in via Melzo 7, a Porta Venezia. La struttura nasce da un’importante operazione di ristrutturazione e riqualificazione di un edificio moderno a uso misto — uffici e abitazioni — risalente alla fine degli anni Sessanta e ai primi Settanta. L’immobile ospitava anche una ventina di appartamenti.
L’edificio era noto per essere la storica sede di Jannelli & Volpi, azienda fondata nel 1961 da Oreste Jannelli e leader in Italia nel settore dei rivestimenti murali e delle carte da parati. Nel 1970 l’azienda inaugurò proprio qui, in via Melzo, la sua nuova sede, su progetto dell’architetto Paramatti. Nel 2021, Jannelli & Volpi ha lasciato definitivamente lo stabile, trasferendosi altrove.
Il progetto di trasformazione è stato affidato allo studio Paolo Asti Architetti, che ha radicalmente rivisitato l’edificio. Dopo due anni di lavori intensi, l’immobile offre ora una nuova scenografia urbana a via Melzo, una strada sempre più animata dalla vivace movida serale, grazie alla presenza di locali e ristoranti.
La struttura originaria in cemento armato è stata mantenuta, ma per il resto si è intervenuti in maniera sostanziale: è stato aggiunto un piano, è stata avanzata la facciata nella parte centrale — eliminando la piccola aiuola che segnalava l’ingresso principale — e sul tetto del corpo interno (l’edificio ha una pianta a T) è stata realizzata una piscina panoramica.
Forse avremmo preferito che fossero conservate almeno le due aiuole poste all’ingresso, con i relativi alberi — peraltro di dimensioni non trascurabili — ma nel complesso il nuovo edificio risulta gradevole. La facciata, resa più luminosa dai pannelli in pietra artificiale, si sviluppa su tre piani, interrotti al quarto da una finta mansarda che introduce il terrazzo con bar dell’ultimo piano. Anche il corpo scale e ascensori è stato rialzato per permettere l’accesso alla piscina sul tetto.















Milano – Porta Venezia – Via Melzo 7 > Hotel Calimala Milano (nella mappa Urbanfile codice: PTV2) (ricettivo) (ristrutturazione) (riqualificazione) (manutenzione straordinaria)
- inizio cantiere: luglio 2022
- conclusione cantiere: giugno 2025
- committente: Ben-Hur Liron Jacob
- progetto architettonico: Paolo Asti Architetti
Qui di seguito alcune immagini del palazzo prima dell’intervento e durante il cantiere.






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Porta Venezia, Via Melzo, Demolizioni, Asti Architetti, Riqualificazione, Ristrutturazione
Non discuto sulla qualità complessiva dell’intervento, ma l’impianto formale dell’edificio nella veste originaria e soprattutto la movimentazione della facciata lo rendeva a mio avviso più interessante e ricercato.
Questo mi pare si allinei alla pesantezza stilistica tanto in voga in questi tempi di fame di volumetrie
Decisamente d’accordo! Intervento anonimo e non rispettoso del contesto di inizio Novecento
Nella Milano di sala tutti gli alberi devono essere rimossi.
Non male il progetto, unica cosa avrei imposto unità commerciali al Piano Terra per mantenere il quartiere vivo
ma qualche albero perdindirindina
sarebbero da eliminare tutti i parcheggi lato strada del tutto INUTILI, allargare i marciapiedi e piantare alberi
ci vorrà un sindaco di destra?
Quei pochi alberi che c’erano sono stati abbattuti per far posto alla nuova facciata… noi residenti abbiamo provato a protestare ma il Comune ovviamente ci ha ignorato
Camillo va solo a piedi trascinandosi le proprie paranoiche preferenze tra il lato destro ed il lato sinistro.
Io invece apprezzo qui la mancanza di sporti di balconi, come a rispettare la cortina stradale esistente e a non abusare degli aggetti come invece altri architetti tipo lo studio Beretta, tanto per non fare nomi, sono soliti fare creando mostruose logge vuote a mò di gigantesche colombaie e che, pur non computando volumetria in senso stretto, fuoriescono ad occupare lo spazio pubblico e incombono visivamente sulla via. Qui per fortuna no, forse perchè trattasi di camere d’albergo.
Non mi interessa il manufatto in particolare de gustibus, ma la strada così come è non ha senso. Vanno allargati i marciapiedi, eliminati quei 4 parcheggi che non servono a nessuno (perché chi abita li, o non ha la macchina o ha un box, voglio vederti a cercare parcheggio in strada a qualsiasi ora) e piantare alberi a destra e sinistra, un parterre alberato anziché catrame e cemento
Rimpiango l’edificio precedente e la sua verde aiuola. Sicuramente anche in questo caso è stata un’operazione commerciale. A chi dice che dovevano mantenere la destinazione commerciale al piano terra, faccio notare che di fronte c’erano dei i negozi che sono stati trasformati in abitazioni, modificando le vetrine al piano terra. Evidentemente molto più redditizie (e lo dico con rammarico). Comunque d’accordissimo che andrebbero tolti i parcheggi. Dovrebbe diventare strada pedonale con accesso solo per residenti
A me balza all’occhio il considerevole aumento delle volumetrie dato dal livellamento della facciata e dall’estensione dell’elevato (4 piani contro i 3). Per il resto, il progetto mi sembra banale, ma meno suscettibile di invecchiamento. Sul verde e i parcheggi non mi esprimo.
è già strapieno e vanno tutti a mangiare d Rost.