Milano | Mobilità – La Circonvalla e l’onda verde della 90-91

Milano, mobilitò.

Novembre 2025. Immaginare mezzi pubblici più veloci a Milano non è più un esercizio di fantasia. Uno dei principali ostacoli agli autobus e ai filobus, oltre al traffico congestionato — che potrebbe essere mitigato con corsie preferenziali più diffuse e realmente separate dal resto del flusso veicolare — è la continua sequenza di semafori e le inevitabili attese al rosso. Da qui nasce l’idea: permettere, ad esempio, ai filobus 90 e 91 di percorrere la circonvallazione quasi senza fermarsi, grazie a una “onda verde” programmata appositamente per loro. Non è un progetto futuristico: in altre città è già stato adottato e oggi Milano lo sta testando grazie ai 7 milioni di euro del PNRR ottenuti con il bando “Living Lab”.

Il progetto, chiamato “Muovimi – Monitoraggio urbano e ottimizzazione per una viabilità integrata a Milano”, è frutto della collaborazione tra Politecnico di Milano, ATM e A2A. È stato presentato durante il Forum della Mobilità, nell’ambito del convegno “MaaS4Italy”, dedicato al rapporto tra innovazione, regolamentazione e privacy nel settore dei trasporti.

L’obiettivo è ambizioso: entro il 2026 completare la più lunga “smart road” d’Italia, un anello tecnologico di 40 km lungo la circonvallazione esterna. Finora sono stati installati 67 sensori su 23 semafori per circa 5 km di percorso. Grazie a un ulteriore finanziamento della Regione Lombardia, ottenuto con il bando “Smart Mobility Data Driven”, l’infrastruttura verrà potenziata con altri 180 sensori su ulteriori 35 km, così da chiudere l’intero anello.

Questi dispositivi raccoglieranno in tempo reale informazioni sui flussi di traffico e sul funzionamento dei semafori. I dati verranno inviati direttamente ai mezzi pubblici, che riceveranno indicazioni sulla velocità ottimale per raggiungere l’incrocio durante la fase verde. L’obiettivo è ridurre i tempi di percorrenza, limitare i consumi e aumentare la sicurezza.

I sensori, inoltre, analizzeranno anche la situazione delle vie che convergono sulle intersezioni, generando metadati utili per statistiche e per segnalare eventuali anomalie, come un veicolo fermo in mezzo alla carreggiata. In futuro, queste informazioni potranno essere messe a disposizione di tutti i veicoli dotati di sistemi di connessione. Al momento la sperimentazione è in fase di test su un simulatore di guida, con l’intenzione di passare ai test su strada all’inizio della prossima primavera.

E ora qualche riflessione. Sebbene si parli di una forma di “onda verde”, non si tratta di una vera priorità semaforica: il semaforo non diventerà automaticamente verde al passaggio del mezzo pubblico. Sarà invece il mezzo a dover adeguare la velocità per sincronizzarsi con il verde. È un approccio inverso a quello che migliorerebbe davvero le prestazioni del trasporto di superficie.

L’asservimento semaforico — tecnologia già rodata e molto efficace all’estero, ma in fase di sperimentazione da oltre vent’anni qui a Milano — sarebbe una soluzione più semplice e con impatti immediati, il mezzo si avvicina al semaforo e questo automaticamente cambia in luce verde. Per questo c’è il timore che il nuovo sistema non porti miglioramenti sostanziali alla velocità di esercizio. Non quanto farebbe un vero asservimento semaforico.

Volendo vedere un possibile lato positivo, si può ipotizzare che la scelta di ATM sia legata alla posizione delle fermate della 90/91, spesso collocate prima degli incroci: anche con la priorità semaforica il mezzo dovrebbe comunque fermarsi per il carico e scarico dei passeggeri. Forse si spera che il conducente possa calibrare arrivo e ripartenza in modo da trovare il verde “giusto”, ma mantenere questa precisione nella quotidianità del servizio sembra una sfida molto complessa.

  • Referenze immagini: GoogleMap, Roberto Arsuffi
  • Filobus, Circonvallazione, Arredo Urbano, Mobilità, Circolare 90-91, Autobus, Asservimento semaforico, Semafori, Onda Verde
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5 commenti su “Milano | Mobilità – La Circonvalla e l’onda verde della 90-91”

  1. Buffonata. È un asservimento semaforico al contrario, il mezzo pubblico è asservito ai semafori e non appunto il contrario, come succede in tutto il mondo civile. D’altronde da quei geni di Atm e dell’assessorato alla mobilità cosa potremmo mai aspettarci? Sono 40 anni che aspettiamo il vero asservimento semaforico e se ne escono con questa buffonata…

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  2. Senza vergogna…
    Si ostinano a voler fare test su test, sperimentando sempre tecnologie complicate, di fatto procrastinando il problema e condannando la rete di superficie ad una velocitá commerciale a passo di lumaca

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  3. Onestamente sembra una proposta da 1 Aprile.

    Hanno guardato quante fermate ci sono lungo il percorso della 90/91? L’unica cosa utile sarebbe il verde quando il filobus riparte.

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  4. Sono leggermente OT ma visto che si parla di semafori e di scelte fatte all’estero: negli incroci in cui ci sono anche molti pedoni sarebbe ora di differenziare il verde per le auto e per i pedoni. È antistorico, pericoloso e anche contrario a un flusso normale delle auto avere ancora le svolte a destra bloccate (giustamente) dai pedoni. Bisogna fare come in altre città che quando i pedoni hanno il verde tutte le auto hanno il rosso. È vero che così c’è un tempo semaforico in più, ma ne gioverebbe la sicurezza di tutti e, non se la prenda il simpatico wf, non assisteremo a code interminabili di mezzi. In poche parole: meglio per tutti s un basso costo. Per capirci meglio pensate all’incrocio Romana/Sforza, in direzione centro c’è coda sempre; oppure corso Buenos Aires. Scusate il leggero fuori tema.
    Per il resto sono assolutamente d’accordo con gli interventi precedenti. Un sistema complesso e costoso destinato a non dare risultati. Siamo in Italia, quindi tutto normale…

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  5. Il fatto che, dopo tutte le discussioni sull’asservimento semaforico, se ne sono usciti con questa roba è davvero avvilente. Come dice l’articolo e qualcuno nei commenti, questo non è vero asservimento semaforico. Dovrebbero essere i semafori ad essere asserviti al mezzo, non il contrario. E il fatto che molte fermate siano prima dei semafori non dovrebbe essere un impedimento. Le fermate prima dei semafori esistono in tante altre città, d’Italia e del mondo, in cui esiste anche l’asservimento semaforico. Se ci sono riusciti loro a gestire questa “complicatissima” evenienza, ci può riuscire anche Milano. Il punto è se ci VUOLE riuscire.

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