Milano, Centro.
Gennaio 2026. Milano, come molte grandi città, è costellata di edifici vuoti, sospesi in un’attesa che spesso sembra interminabile, in bilico tra abbandono e ipotesi di futuri sviluppi che faticano a concretizzarsi. Uno di questi immobili, dismesso dal 2011, ha ospitato per anni l’Hotel ABC. Dopo la cessazione dell’attività alberghiera, la società The Pelikan Srl ne ha richiesto l’inserimento nell’elenco degli immobili degradati e abbandonati ai sensi dell’art. 40 bis della L.R. n. 12/2005. Da allora l’edificio è rimasto vuoto e in stato di abbandono, con un tentativo di occupazione avvenuto nel 2023 da parte di un gruppo di studenti. Solo recentemente, finalmente, sembrano essersi avviate le prospettive di una ristrutturazione e di una complessiva riqualificazione.



La costruzione dell’edificio dovrebbe risalire alla fine degli anni Venti o ai primi anni Trenta del Novecento, sebbene non siano state rintracciate informazioni certe in merito. La sua realizzazione è probabilmente successiva alla copertura della cerchia dei Navigli, visto che l’unico accesso lo si trova solo su via Molino delle Armi, dove sino al 1930 vi scorreva il canale navigabile. Il palazzo occupa un lotto di grande interesse storico, sorto in corrispondenza delle antiche mura difensive di epoca medievale, tra via Molino delle Armi e via Campo Lodigiano, uno dei cosiddetti terraggi realizzati ai piedi delle fortificazioni. Originariamente affiancato da due edifici, dopo la Seconda guerra mondiale il palazzo adiacente posto ad occidente venne completamente demolito e mai ricostruito; oggi, anche a seguito della realizzazione della linea M4 della metropolitana, quell’area è stata trasformata in un giardino. Tuttavia, sulla parete laterale dell’edificio, sono ancora leggibili le tracce della costruzione ormai scomparsa.
Le facciate, interamente realizzate in cemento decorato, presentano un linguaggio architettonico di impronta classica, espressione di un gusto ormai prossimo al tramonto e destinato di lì a poco a essere soppiantato dal più rigoroso e funzionale razionalismo. Balconi e finestre scandiscono entrambe le facciate, mentre sul fronte di via Molino delle Armi si sviluppano, sui tre piani, due file sovrapposte di logge, corrispondenti ai vani scala. L’unico accesso all’edificio è collocato su via Molino delle Armi; su via Campo Lodigiano, invece, non sono presenti ingressi.










Il progetto di riqualificazione rimane per ora avvolto da un certo riserbo. È tuttavia noto che l’intervento sarà curato dallo studio di Michele De Lucchi con AMDL CIRCLE, una firma che lascia presagire un esito di particolare interesse e qualità architettonica.









Milano – CENTRO STORICO – Via Molino delle Armi 12 > (?) (nella mappa Urbanfile codice: CS31) (terziario residenziale commerciale ricettivo) (nuova costruzione con demolizione) (ristrutturazione edilizia) (recupero del sottotetto)(riqualificazione) (manutenzione straordinaria)
- inizio cantiere: 01-2026
- conclusione cantiere:
- committente: DOMO MEDIA S.P.A.
- progetto architettonico: AMDL CIRCLE

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo.
- Centro Storico, Via Molino delle Armi, Corso Italia, Vetra, Via Campo Lodigiano, Riqualificazione,
A mio avviso l’edificio meriterebbe di essere salvato, almeno nella facciata.
Da quello che si intuisce dalle foto, anche per questo progetto la presenza del naviglio in zona neppure è stata considerata.
Sarebbe stato bello se almeno si fossero riaperti i due accessi principali sul lato del terraggio, cioè via Campo Lodigiano, che a suo tempo furono chiusi.
Non è corretto quello che c’è scritto sopra sugli accessi. Se passate di lì, guardando con attenzione potete notare la traccia dei due ingressi originali sul lato terraggio. Ci sono ancora le due targhette con i numeri civici. In una delle ultime foto se ne vede una. È proprio sopra i tre dissuasori in pietra. L’unico accesso odierno sul lato naviglio è frutto di uno sventramento contestuale alla chiusura dei due accessi lato terraggio.
Peccato. Un’altra prova che siamo passati dal proclama “Riapriamo i Navigli!” a “Chissenefrega dei Navigli”.
Da notare che quando sono state cancellate alcune tag sulla facciata, sono state cancellate anche le segnalazioni US del rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale… veramente astuto il verniciatore 😱