Milano, Centro Storico.
Marzo 2026. Dopo anni di attesa, dallo scorso anno è stato finalmente completato un intervento edilizio rimasto in sospeso per oltre quindici anni. Si tratta del sopralzo dell’edificio di via Santa Sofia 10, sede dell’Uptown Palace, l’hotel di lusso che ha aperto i battenti nel 2012, un progetto firmato SA-Architecture (Arch. Marco Savorelli). Probabilmente a causa di problemi legati ai permessi, il palazzo non era stato completato e per molto tempo è rimasto incompiuto, con il 13° e 14° piano lasciati allo stato di cantiere.


Vale la pena, anzitutto, ripercorrere brevemente la storia di questo edificio, sorto nei primi anni Sessanta sulle macerie dei danni bellici provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dopo le distruzioni, infatti, l’area — che comprendeva anche la scomparsa via Gozzadini — rimase per oltre vent’anni, dopo la fine del conflitto, con palazzi in rovina e spazi vuoti, in attesa delle speculazioni edilizie che avrebbero poi ridisegnato quest’angolo di Milano.


Va ricordato che questo spicchio di città era attraversato, fino a circa cent’anni fa, dalla Cerchia dei Navigli. In questo tratto urbano sorsero presto nuovi edifici. Prevalse inoltre l’idea di allargare via Santa Sofia, trasformandola in prospettiva in un’arteria a forte traffico. Così l’allora via Gozzadini, ritenuta ormai inutile, venne inglobata nel lato pari di via Santa Sofia, scomparendo definitivamente.


Ai civici 8, 10 e 12 sorsero così tre parallelepipedi realizzati da tre differenti studi di architettura, ma progettati in coordinamento tra loro: edifici con lo stesso impianto distributivo ma con un aspetto leggermente differente. Non siamo riusciti purtroppo a risalire ai nomi degli architetti. Delle vecchie case sette e ottocentesche che qui sorgevano, invece, non è rimasta alcuna traccia.
Le tre torri di dodici piani sono poste perpendicolarmente a via Santa Sofia e sono unite, sul fronte stradale, da corpi di fabbrica più bassi che seguono la cortina edilizia della via.

Uno dei tre edifici, quello centrale, è stato completamente trasformato nel 2012, quando è stato convertito nell’Uptown Palace Milan. In quell’occasione venne rivestito con nuovi pannelli e sopraelevato di due piani, arrivando così a quattordici livelli complessivi. Un intervento che, a nostro parere, ne ha peggiorato l’aspetto rispetto alla versione originale.

Con ogni probabilità, tuttavia, devono essere sorti alcuni problemi — che non siamo riusciti a chiarire — dal momento che i due piani del sopralzo sono rimasti incompleti per molti anni. I permessi sono arrivati soltanto in seguito, probabilmente dopo la presentazione di un nuovo progetto nel 2023.
Nel 2024 il cantiere ha quindi portato finalmente a compimento il tredicesimo piano, trasformandolo in un ristorante dall’indubbio fascino. È facile immaginare il panorama che si gode da quell’altezza. Proprio lo scorso anno è stato infatti inaugurato il ristorante “Orizzonti”, nome decisamente appropriato, capace di soddisfare non solo il palato ma anche la vista sulla città.
Come dicevamo, il disegno architettonico dell’edificio non ci ha mai convinti del tutto: appare piuttosto pesante e forse avremmo preferito la versione originaria, con il suo stile un po’ brutalista tipico dell’edificio precedente.












Di seguito alcune immagini dal sito del ristorante orizzonti.milano, molto suggestive.








- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, GoogleMap
- Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo.
- Centro Storico, Hotel, Ristorante panoramico, Architettura, Brutture, porta romana, via Santa Sofia
A questo punto pretendiamo anche l’ultimo piano adibito a rooftop ! Se la concessione è ad uso di tutti e non privata sono favorevole.
una delle vie più brutte del Municipio 1: un parcheggio unico di fronte alla statale, via larghissima come da foto anni 60 e marciapiede ancora stretto lato sud, anche dopo M4
Si può dire che negli anni ’50 e ’60 erano in atto dei progetti criminali che se fossero stati portati tutti a termine avrebbero di fatto cancellato completamente il centro storico di Milano.
Per fortuna che si sono fermati.