Milano, Lorenteggio.
Giugno 2026. Il lunghissimo intervento di riqualificazione di via Paolo Ségneri e delle strade limitrofe, avviato ormai diversi anni fa, è finalmente giunto a conclusione dopo oltre due anni di cantiere nell’area centrale del quartiere.
Ci troviamo nel quartiere popolare IACP (oggi ALER) del Lorenteggio, oggi conosciuto soprattutto come Quartiere Giambellino. L’intervento ha interessato inizialmente via Recoaro, via Odazio, via Giambellino, via dei Sanniti e via degli Apuli, per poi estendersi, una volta rimosso il cantiere della M4, anche a via Paolo Ségneri, dove si trova l’omonima stazione della metropolitana, e a via Manzano.
I lavori presero avvio nel 2021 nelle prime strade coinvolte e si sono protratti fino al 2023, con tempi che, va detto, sono apparsi piuttosto lunghi e spesso difficili da comprendere per residenti e frequentatori della zona.
L’intervento rappresenta comunque un tassello importante del più ampio programma di rigenerazione urbana di uno dei quartieri più complessi della città. Mentre ALER è impegnata nella demolizione e ricostruzione di alcuni edifici di edilizia residenziale pubblica — un processo ancora in corso, con alcune palazzine già completate e altre ancora da realizzare — il Comune, grazie anche a finanziamenti europei, ha promosso la riqualificazione dello spazio pubblico e delle principali vie del quartiere.


Come sempre nei nostri sopralluoghi, faremo finta di non vedere le auto parcheggiate ovunque, le aiuole già in parte degradate e i rifiuti che purtroppo continuano ad accumularsi in diversi punti dell’area.
Via Paolo Ségneri, dedicata al celebre gesuita vissuto nel XVII secolo, è l’asse trasversale che collega piazza Tirana a via Lorenteggio e costituisce da sempre la spina dorsale del quartiere. Storicamente alberata — oggi un po’ meno rispetto al passato — era la classica strada milanese dominata dalla sosta delle automobili, spesso parcheggiate persino sotto gli alberi.












Il nuovo progetto ha previsto una riqualificazione completa dell’asse stradale, con marciapiedi pavimentati in pietra di beola, nuove aiuole disegnate con andamento irregolare sul lato pari e lineare sul lato dispari, oltre all’installazione di numerose panchine distribuite lungo tutto il percorso. È stata inoltre sistemata l’area di raccordo con piazza Tirana, dove sono state realizzate ampie zone verdi.
Nel punto centrale del quartiere, all’incrocio tra via Paolo Ségneri, via dei Sanniti, via Recoaro e via Manzano, dove si trovano anche gli accessi alla stazione M4 Segneri, una delle palazzine ALER è stata demolita per lasciare spazio a una vasta area verde dominata da una grande aiuola, che tuttavia appare ancora piuttosto spoglia.

























Sempre in quest’area è stato installato nel 2022 uno dei nuovi pali “Smart IP”, parte del progetto di Illuminazione Pubblica Intelligente sviluppato per la riqualificazione del quartiere.
Si tratta di strutture multifunzione che integrano illuminazione ad alta efficienza energetica e diversi dispositivi tecnologici, tra cui hotspot Wi-Fi pubblici, telecamere e sensori ambientali per il monitoraggio del rumore, del traffico, della qualità dell’aria e persino dell’abbandono di rifiuti ingombranti. I tre “alberi tecnologici” del quartiere si trovano in via Ségneri all’angolo con via Sanniti, in via Lorenteggio all’angolo con via Recoaro e in via Giambellino all’angolo con via Sanniti.

Il tratto settentrionale di via Ségneri, verso via Lorenteggio, era stato completato già da tempo e oggi mostra purtroppo i primi segni di una manutenzione non sempre puntuale: alcune alberature risultano già compromesse e in diversi punti la vegetazione spontanea sta prendendo il sopravvento.













Anche le strade laterali — via Recoaro, via Manzano, via dei Sanniti, via degli Apuli e via Odazio — sono state completamente riqualificate con nuove pavimentazioni in pietra e grandi aiuole rialzate delimitate da robusti cordoli lapidei. Qui sono stati messi a dimora numerosi alberi, in un intervento che va sicuramente apprezzato per qualità e ambizione. Resta tuttavia il dubbio sulla capacità di mantenere nel tempo uno spazio pubblico così articolato e ricco di elementi vegetali. Sarà il tempo a dirci se queste sistemazioni riusciranno a conservare il decoro e la qualità con cui sono state concepite.
Di seguito le foto di via Manzano.









Di seguito le foto di via Recoaro.



Di seguito le foto di via Odazio.



Di seguito le foto di via dei Sanniti e via degli Apuli.










Personalmente devo ammettere che, ogni volta che mi trovo a passare da queste parti, continuo a non percepire una sensazione di particolare tranquillità, nemmeno oggi che i lavori sono terminati. Viene spontaneo chiedersi quanto frequentemente le istituzioni e gli enti competenti monitorino davvero queste trasformazioni una volta conclusi i cantieri, e se il controllo del territorio sia costante oppure limitato alle occasioni ufficiali e alle inaugurazioni.
Infine, osservando l’intervento nel suo complesso, non posso fare a meno di domandarmi se una parte delle risorse impiegate per la grande quantità di pavimentazioni in pietra e superfici mineralizzate non avrebbe potuto essere destinata a una riqualificazione più estesa dell’intero quadrante del Giambellino. In particolare, sarebbe stato interessante intervenire anche sui lunghi tratti ancora privi di alberature e caratterizzati da ampie distese di asfalto, contribuendo a creare una trasformazione più diffusa e omogenea dell’intero tessuto urbano.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Lorenteggio, Giambellino; Largo Fatima, via dei Giaggioli, via dei Giacinti, Arrigo Arrighetti, Riqualificazione, Via Odazio, Quartiere Giambellino, piazza Tirana, via Segneri, via Sanniti, via degli Apuli, largo Gelsomini, M4 Segneri, M4 San Cristoforo