Milano, Urbanistica.
Arriva un’importante decisione della Corte dei Conti della Lombardia su uno dei casi più noti dell’inchiesta sull’urbanistica milanese. I giudici contabili hanno infatti assolto tre funzionari dell’Urbanistica del Comune di Milano nel procedimento per il presunto danno erariale relativo al progetto delle Park Towers di via Crescenzago alle Rottole (e non Crescenzago come molti erroneamente le collocano compreso il Corriere della Sera), completate nel 2024.
La Procura contabile contestava ai dirigenti Carla Barone, Maurizio De Luca e al tecnico Francesco Rosata un presunto danno per le casse comunali, inizialmente quantificato in oltre 321 mila euro e successivamente ridotto a circa 138 mila euro. Secondo l’accusa, l’intervento sarebbe stato qualificato come ristrutturazione edilizia anziché come nuova costruzione, determinando così un minor incasso degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costruzione.

La Corte dei Conti ha però rigettato la domanda della Procura, escludendo la sussistenza della colpa grave, elemento indispensabile per affermare la responsabilità amministrativa dei funzionari pubblici. Nelle motivazioni, i giudici richiamano anche la disciplina sulla responsabilità amministrativa entrata in vigore nel 2026, ritenendo che non emergano profili tali da giustificare una condanna. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Comune di Milano.
La decisione rappresenta il primo pronunciamento della magistratura contabile nell’ambito delle numerose vicende urbanistiche che negli ultimi anni hanno interessato Milano. Si tratta tuttavia di un procedimento distinto rispetto a quello penale.














Resta infatti aperto il processo davanti al Tribunale di Milano, nel quale le Park Towers sono al centro di contestazioni per presunti abusi edilizi, lottizzazione abusiva e falso. La sentenza della Corte dei Conti riguarda esclusivamente l’eventuale responsabilità erariale dei funzionari comunali e non incide direttamente sul giudizio penale, che prosegue autonomamente.
La pronuncia arriva inoltre a poche settimane dalla sentenza sul caso della Torre Milano di via Stresa, nella quale il Tribunale aveva assolto tutti gli imputati con la formula «il fatto non costituisce reato». Pur trattandosi di vicende differenti e di procedimenti appartenenti a giurisdizioni diverse, entrambe le decisioni contribuiscono ad alimentare il dibattito sulle interpretazioni normative che, negli ultimi anni, hanno accompagnato numerosi interventi di rigenerazione urbana nel capoluogo lombardo.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- via Crescenzago, Via Privata Ruggero Ruggeri, Rottole, Parco Lambro, Park Towers