Milno, Lorenteggio Ronchetto sul Naviglio.
Luglio 2026. Con il completamento della nuova passerella ciclopedonale e della sistemazione delle due piazze ai suoi estremi, può dirsi sostanzialmente concluso l’intervento realizzato in occasione dell’arrivo della linea M4 a San Cristoforo. Un’opera attesa da anni che ha finalmente ricucito il collegamento tra il Lorenteggio e il Ronchetto sul Naviglio, due quartieri storicamente separati dal Naviglio Grande e dal fascio dei binari ferroviari.


Sul lato del settentrionale del Lorenteggio è stata riqualificata piazza Tirana, oggi porta d’accesso al capolinea della M4 e alla stazione ferroviaria, mentre sul versante meridionale è stata sistemata anche la piazza, ancora priva di una denominazione ufficiale, che serve il quartiere Ronchetto sul Naviglio. Entrambi gli spazi sono stati completamente ridisegnati con nuove pavimentazioni, percorsi pedonali, aree verdi e arredi urbani, offrendo un’immagine decisamente più ordinata rispetto al passato, anche se già deturpate da scritte e comportamenti “bizzarri”.
L’elemento più caratteristico dell’intervento è naturalmente la nuova passerella ciclopedonale che supera il Naviglio Grande e i binari della ferrovia, consentendo un collegamento diretto tra i due quartieri e con il capolinea della metropolitana, unendo di fatto piazza Tirana con via Lodovico il Moro e via Guido Martinelli. La progettazione architettonica è stata sviluppata da AOUMM.


Un’infrastruttura importante dal punto di vista funzionale, ma che continua a lasciarci più di una perplessità. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in passato, il suo impatto visivo appare piuttosto massiccio e poco elegante. Inoltre, dopo quasi un anno dall’apertura, la struttura mostra già i primi segni di degrado, con graffiti e sporcizia che purtroppo ne compromettono l’immagine.
Ma è soprattutto l’esperienza di attraversamento a far discutere. In questi giorni di piena estate il ponte si trasforma in una lunga distesa completamente esposta al sole, senza un solo elemento in grado di offrire ombra o riparo. Una situazione che, al contrario, nei mesi invernali lascerà presumibilmente spazio a vento e freddo, rendendo il percorso poco confortevole. Viene spontaneo chiedersi se il progetto sia stato sviluppato privilegiando gli aspetti formali rispetto all’effettiva vivibilità quotidiana dell’opera.







Forse, in un contesto come questo, avrebbe meritato maggiore considerazione anche un’altra soluzione: un ampio sottopasso ciclopedonale capace di attraversare sia il Naviglio Grande sia la ferrovia, eliminando completamente le lunghe rampe di risalita e offrendo un percorso più protetto dalle intemperie durante tutto l’anno.










Il progetto presentato nel 2019 ha un tratto distintivo che lo trasforma in una struttura non solo utile alla comunità, ma anche un riferimento e memoria della storia recente dell’architettura milanese e italiana.
Infatti, i pilastri e alcuni manufatti come gli ascensori riproducono il lessico costruttivo e formale di alcuni grandi maestri dell’architettura milanese come: Aldo Rossi, Angelo Mangiarotti, Gae Aulenti, Giò Ponti, Franco Albini e Alessandro Mendini. Un omaggio giocoso di colori, volumi, tecniche e finiture sempre diversi. Questa declinazione della struttura partecipa alla varietà di viste che il collegamento propone. Non una struttura che si ripete sempre uguale, ma che cambia nell’andamento, nel supporto, adattandosi al contesto.
























L’opera, tuttavia, rappresenta soltanto una parte della trasformazione prevista per l’ex scalo San Cristoforo.
Resta infatti ancora in sospeso il tassello probabilmente più atteso: la riqualificazione della stazione ferroviaria di Milano San Cristoforo. Lo storico fabbricato viaggiatori continua infatti a presentarsi in condizioni tutt’altro che decorose, mostrando evidenti segni di degrado e di scarsa manutenzione che contrastano con le nuove sistemazioni realizzate tutt’intorno.
È una situazione che ci viene segnalata continuamente dai nostri lettori, che ci chiedono quando prenderà finalmente avvio l’intervento di recupero dell’edificio ferroviario. Domanda alla quale, purtroppo, oggi non siamo ancora in grado di dare una risposta.

Negli ultimi anni il Comune di Milano ha promosso il concorso internazionale “Attra\Verso San Cristoforo”, finalizzato a ridisegnare l’intero nodo di interscambio tra ferrovia, metropolitana, trasporto pubblico e percorsi ciclopedonali. Il progetto vincitore prevede una più ampia riqualificazione degli spazi pubblici e degli accessi alla stazione, ma per quanto riguarda il recupero del fabbricato ferroviario, al momento, non risultano ancora mostrati progetti né comunicate tempistiche certe.
Per ora, dunque, l’area dell’Ex Scalo San Cristoforo presenta due volti molto diversi: da una parte il nuovo capolinea della M4 e le piazze appena realizzate; dall’altra una stazione ferroviaria che attende ancora quella riqualificazione che appare ormai indispensabile per essere all’altezza di un nodo di interscambio destinato a diventare uno dei principali accessi occidentali alla città.








Come ci ha segnalato l’ingegnere Di Palma Flavia, la quale ci scrive: L’arrivo della linea M4 ha trasformato San Cristoforo in uno dei principali nodi di interscambio della parte occidentale di Milano, migliorando sensibilmente i collegamenti tra metropolitana, ferrovia e trasporto pubblico. Tuttavia, accanto alla nuova infrastruttura, permangono alcune criticità che incidono sulla qualità dell’esperienza quotidiana di chi utilizza la stazione.
Uno dei problemi più evidenti riguarda la segnaletica, ancora insufficiente per orientare correttamente i viaggiatori. In particolare, il sottopasso ferroviario esistente è poco visibile, nascosto anche dalla vegetazione e privo di indicazioni chiare. Questa carenza genera spesso disorientamento e porta alcuni utenti ad attraversare impropriamente i binari, con evidenti rischi per la sicurezza.
Anche gli spazi esterni mostrano alcune lacune. La pista ciclopedonale elicoidale, realizzata per collegare i diversi livelli dell’area, versa in condizioni di scarsa manutenzione: vetri di bottiglie rotti, sporcizia e un generale stato di abbandono ne compromettono l’utilizzo, soprattutto da parte dei ciclisti.
La riqualificazione dell’area dell’Ex Scalo San Cristoforo rappresenta senza dubbio un intervento importante per la mobilità cittadina, ma perché possa dirsi davvero completa sarà necessario affiancare alle nuove opere una maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria, al decoro urbano e a una segnaletica più efficace, elementi fondamentali per garantire sicurezza e funzionalità a un nodo di trasporto destinato a diventare sempre più strategico.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano
- M4, Ronchetto sul Naviglio, San Cristoforo, Lorenteggio, Naviglio Grande, Via Lodovico il Moro, Via Martinelli, Passerella Ciclopedonale
opera estremamente impattante visivamente, troppo. a breve sarà pure ricoperta di graffiti e a quel punto sarà uno schifo!