Milano, Brera.
Alla scoperta dei territori di Milano
Decimo appuntamento della serie di articoli dove cercheremo di accompagnarvi alla scoperta – o riscoperta – dei territori, dei distretti e delle zone di Milano. Come avrete notato, abbiamo suddiviso la città non in quartieri, ma in 99 territori, aree più vaste che ricalcano, o cercano di ricalcare, gli antichi borghi o nuclei poi inglobati dalla grande Milano: gruppi di cascine, piccole comunità rurali e veri e propri paesi che, nel tempo, si sono uniti o sono stati assorbiti dall’espansione urbana.
Ricordiamo che la Grande Milano si è formata in due fasi. Fino al 1873 Milano era infatti una città relativamente piccola, racchiusa all’interno delle mura spagnole del Cinquecento. In quell’anno si fuse con il Comune dei Corpi Santi, un insieme di borghi, chiese e cascinali che la circondavano. Nel 1923 furono poi annessi anche i comuni autonomi della cintura esterna.
Con questi articoli esploreremo i territori, la loro storia e i loro quartieri, cercando di raccogliere e raccontare i monumenti più importanti insieme alle architetture più significative. Procederemo seguendo un ordine alfabetico.
In questo appuntamento parleremo di Brera, uno dei distretti che formano il centro storico di Milano. (difficile concentrare secoli di storia e storie in poche righe)

I territori
Acquabella – Affori – Arzaga – Baggio – Barona – Bicocca – Boffalora – Bovisa – Bovisasca – Brera – Bruzzano – Bullona – Cagnola – Calvairate – Cascina Gobba – Cascina Merlata – Casoretto – Castello – Centrale – Centro Storico – Certosa – Chiaravalle – Chiesa Rossa – Cimiano – Cinque Vie – Città Studi – Comasina – Corvetto – Crescenzago – Dergano – Fiera – Figino – Forlanini – Forze Armate – Gallaratese – Gamboloita – Ghisolfa – Gorla – Gratosoglio – Greco – Guastalla – Isola – Lambrate – Lampugnano – Loreto – Lorenteggio – Macconago – Maddalena – Maggiolina – Montalbino – Monlué – Morivione – Morsenchio – Muggiano – Musocco – Navigli – Niguarda – Nolo – Nosedo – Ortica – Porta Garibaldi – Porta Genova – Porta Lodovica – Porta Magenta – Porta Monforte – Porta Nuova – Porta Romana – Porta Ticinese – Porta Venezia – Porta Vercellina – Porta Vittoria – Porta Volta – Portello – Ponte Lambro – Pratocentenaro – Precotto – QT8 – Quarto Cagnino – Quarto Oggiaro – Quinto Romano – Quintosole – Rogoredo – Ronchetto sul Naviglio – Roserio – Rottole – San Cristoforo – San Siro – Santa Giulia – Scalo Farini – Sella Nuova – Selvanesco – Sempione – Taliedo – Trenno – Tre Ronchetti – Turro – Vaiano Valle – Vigentino – Villapizzone.

Brera
Il territorio di Brera lo possiamo circoscrivere in un perimetro che va, in direzione Nord-Sud, appena dietro il teatro alla Scala e via Verdi, sino a metà di Corso Garibaldi, mentre da Est a ovest lo possiamo racchiudere tra via Fatebene Fratelli al piazzale dove si trova la M2 Lanza Brera. Cuore dell’area è via Brera che si estende da via Monte di Pietà a via Pontaccio, e il quartiere è uno di quelli compresi nel centro storico di Milano. Qui in non molti metri abbiamo un concentrato di storia.
Origine del nome
Il nome Brera ha origini antiche e deriverebbe dalla parola longobarda “Braida” (o brayda) terreno incolto. Alcune versioni farebbero risalire il nome invece alla corruzione della parola latina prœ-dium (Predium> Predia> Braida> Brera) podere: questa detta in origine del Guercio era uno dei fondi di maggiore ampiezza appena oltre le mura romane. Da qui il borgo del podere (Brera) del Guercio poi contrada di Brera.


STORIA
L’area dell’attuale Brera, oggi uno dei quartieri più eleganti e conosciuti di Milano, fino all’Alto Medioevo era una vasta distesa di campi situata appena oltre le mura romane, il cui tracciato corrisponde grosso modo alle attuali via dell’Orso e via Monte di Pietà.
Da qui usciva la strada romana per Como attraverso la Porta Cumensis, o Porta Comacina, collocata all’incrocio tra le odierne via Broletto e via del Lauro. Il percorso proseguiva lungo le attuali via Ponte Vetero, via Mercato e corso Garibaldi, costituendo uno dei principali assi di collegamento verso nord. Lungo questa direttrice si sviluppò ben presto un borgo popolare.


Fu proprio nei pressi della Porta Cumensis che, nel IV secolo d.C., Sant’Ambrogio fece edificare la Basilica Virginum, poi dedicata a San Simpliciano. Ancora oggi la basilica rappresenta uno dei più preziosi monumenti paleocristiani della città e domina l’omonima piazza accanto a corso Garibaldi.

Poco più a oriente della strada per Como si estendeva un vasto possedimento appartenente a Giovanni da Baggio, detto il Guercio, probabilmente a causa di un marcato strabismo. Personaggio di rilievo del XII secolo, forse console cittadino tra il 1150 e il 1188, aveva fatto costruire qui una propria rocca, nell’area oggi occupata dal Palazzo di Brera. Il fondo era conosciuto come Braida o Brera del Guercio e occupava un vasto quadrilatero delimitato dall’antico fossato romano (l’attuale via dell’Orso), via Ponte Vetero, via Pontaccio e via Borgonuovo.
Il termine braida indicava un grande recinto privato destinato prevalentemente agli orti e alle coltivazioni, una sorta di ampia dispensa agricola a servizio della residenza.


La storia dell’area cambiò radicalmente dopo il 1162, quando Milano venne distrutta da Federico Barbarossa. Durante la ricostruzione della città furono realizzate nuove mura più esterne, che inglobarono anche la Braida del Guercio, trasformandola definitivamente in parte integrante del tessuto urbano.
Successivamente Giovanni da Baggio cedette i suoi terreni e il maniero all’arcivescovo di Milano Algisio da Pirovano, il quale, poco prima del 1178, li vendette all’ordine degli Umiliati. I religiosi trasformarono progressivamente l’antica fortezza nel loro grande convento, destinato nei secoli a diventare l’attuale Palazzo di Brera.
Via Brera divenne così l’asse principale del nuovo borgo sviluppatosi attorno al convento e agli orti bonificati dagli Umiliati. All’estremità settentrionale della via fu aperta una piccola porta nelle mura medievali, nota come Pusterla del Guercio, demolita intorno al 1865 e successivamente conosciuta come Pusterla Beatrice, in onore di Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro. Attraverso un ponte sul fossato, la pusterla consentiva di raggiungere le campagne a nord-est della città.






Gli Umiliati ampliarono progressivamente il complesso conventuale, lasciando tuttavia sopravvivere alcune abitazioni private lungo la contrada. Dell’antica braida rimane ancora oggi una preziosa testimonianza nell’Orto Botanico di Brera, fondato nel 1774 proprio negli spazi occupati dagli orti del convento.
Accanto al monastero sorse anche la chiesa di Santa Maria in Brera, uno dei più importanti edifici religiosi medievali di Milano. Costruita tra XII e XIII secolo dagli Umiliati e impreziosita nel Trecento da una splendida facciata gotica attribuita a Giovanni di Balduccio, venne soppressa in età napoleonica e in gran parte demolita all’inizio dell’Ottocento per ampliare il Palazzo di Brera. Ancora oggi, però, parte della navata, del presbiterio e del campanile sopravvive inglobata all’interno dell’Accademia, mentre numerosi elementi scultorei della facciata sono conservati nei Musei del Castello Sforzesco. (al link il nostro articolo dedicato)





Di fronte al complesso conventuale sorse anche il grandioso Palazzo di Pio IV Medici, concepito nel XVI secolo come fastosa residenza rinascimentale ma mai completato. Rimasto incompiuto per oltre tre secoli, nonostante le ricche decorazioni, venne demolito nel 1865. Di questo edificio restano oggi soltanto alcune fotografie storiche. (al link il nostro articolo dedicato)


Nel cuore del quartiere si conserva inoltre l’ex chiesa di San Carpoforo, oggi sede del Centro Internazionale di Brera. Secondo la tradizione, il luogo sorgeva sopra un antico tempio pagano dedicato a una divinità protettrice dei raccolti, probabilmente Vesta, successivamente trasformato in luogo di culto cristiano da Santa Marcellina, sorella di Sant’Ambrogio. La presenza della chiesa è documentata almeno dall’813 d.C.; ampliata probabilmente nell’XI secolo, svolse per lungo tempo funzioni parrocchiali sia all’interno sia all’esterno delle mura cittadine.
Nel 1268 si stabilirono nella zona anche i Padri Carmelitani, che avviarono la costruzione del convento e della chiesa di Santa Maria del Carmine. La prima chiesa venne distrutta da un incendio nel 1330, ma fu presto ricostruita. L’attuale edificio gotico iniziò a prendere forma dal 1339 e fu completato nei secoli successivi, fino alla realizzazione della facciata progettata da Carlo Maciachini alla fine dell’Ottocento.


Poco distante sorge anche la Basilica di San Marco, fondata nel 1254 dagli Agostiniani per iniziativa di Lanfranco Settala appena fuori dalle mura medievali. Secondo la tradizione fu dedicata a San Marco come segno di riconoscenza verso Venezia per l’aiuto fornito ai milanesi durante la lotta contro Federico Barbarossa. Oltre al magnifico campanile medievale, la basilica custodisce importanti opere d’arte ed è ricordata per due eventi storici: il soggiorno del giovane Mozart e la prima esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi nel 1874, in memoria di Alessandro Manzoni.

Brera era inoltre punteggiata da numerosi piccoli luoghi di culto oggi scomparsi, come Sant’Eusebio e Valeria e San Marcellino. Tra questi merita una menzione Santa Maria d’Aurona, antico monastero le cui origini si perdono tra leggenda e Alto Medioevo. Soppresso alla fine del Settecento, è oggi scomparso, ma parte dei suoi resti archeologici, rinvenuti durante la costruzione della Ca’ de Sass in via Monte di Pietà, è conservata nei Musei del Castello Sforzesco.

A partire dal Settecento Brera iniziò una profonda trasformazione. Da quartiere ancora in parte agricolo divenne uno dei principali poli culturali della città grazie all’insediamento dell’Accademia di Belle Arti nel Palazzo di Brera, alla nascita della Pinacoteca e alla presenza di importanti istituzioni scientifiche e letterarie.
Nel corso dell’Ottocento il quartiere consolidò definitivamente la propria vocazione artistica. Attorno all’Accademia si sviluppò una vivace comunità di pittori, scultori e intellettuali, mentre caffè e osterie divennero luoghi di incontro e dibattito culturale e politico. Parallelamente Brera iniziò ad attirare anche la borghesia cittadina, assumendo un’identità sempre più raffinata.

Nel Novecento mantenne il suo carattere bohémien, continuando a essere frequentata da artisti, scrittori e intellettuali. Dopo la Seconda guerra mondiale i restauri degli edifici storici e la progressiva riqualificazione urbana contribuirono a una costante crescita del valore immobiliare, avviando un processo di gentrificazione.


Tra la fine del Novecento e l’inizio del XXI secolo Brera si è definitivamente affermata come uno dei quartieri più prestigiosi di Milano. La vicinanza al centro storico e al Quadrilatero della Moda, insieme alla presenza di gallerie d’arte, boutique, showroom, ristoranti e palazzi storici restaurati, ne ha consolidato il ruolo di riferimento internazionale per cultura, turismo e residenza di alto livello.








Quartieri e luoghi notevoli
Il distretto di Brera, molto ristretto come superficie, possiamo dividerlo in due quartieri, quello “storico” tra via dell’Orso e via Monte di Pietà e via Pontaccio, mentre l’altro “quartiere” possiamo circoscriverlo nell’area di Garibaldi e largo Treves e via San Marco.

Spazi verdi
Spazi verdi, vista la prossimità col Parco Sempione e essendo all’interno della città storica, quei pochi spazi verdi sono un po’ risicati o sono privati. Spiccano il bellissimo Giardino Botanico di Brera, legato all’Accademia e quello del Giardini Perego di via dei Giardini. Altro picoclo spazio verde è il grazioso Giardino Pippa Bacca in Via Tommaso da Cazzaniga.





Architetture di pregio
Naturalmente Brera, essendo nel centro della città ed essendo quindi anche un territorio storico, con almeno due millenni o quasi di storia, è ricco di architetture importanti e monumenti, di ogni epoca.
Cominciamo dal più antico per giungere ai più recenti, tralasciandone sicuramente molti per ragioni di spazio.
La Basilica di San Simpliciano è una delle più antiche e importanti chiese di Milano. Situata nel cuore di Brera, in piazza San Simpliciano, fu fondata alla fine del IV secolo da Sant’Ambrogio come una delle quattro grandi basiliche paleocristiane poste all’esterno delle mura romane della città. In origine era dedicata alla Vergine e alle sante martiri, tanto da essere conosciuta come Basilica Virginum.

L’edificio attuale conserva ancora parte dell’impianto paleocristiano, ma assunse il suo caratteristico aspetto romanico tra l’XI e il XIII secolo. La severa facciata in mattoni a vista e il possente tiburio testimoniano questa trasformazione medievale, anche se la facciata è stata completata nell’ottocento. La basilica è dedicata a San Simpliciano, successore di Sant’Ambrogio alla guida della Chiesa milanese, che qui venne sepolto nel 400 d.C.
All’interno spicca la monumentale “Incoronazione della Vergine” di Bergognone, considerata uno dei capolavori del Rinascimento lombardo, oltre alla cappella che custodisce le reliquie dei martiri Sisinnio, Martirio e Alessandro. La basilica è inoltre legata alla tradizione della vittoria della Lega Lombarda nella Battaglia di Legnano del 1176, quando, secondo la leggenda, tre colombe partite da San Simpliciano annunciarono la vittoria dei milanesi sul Barbarossa.







Il Chiostro Maggiore di San Simpliciano, noto anche come “Chiostro delle Due Colonne”, è uno dei più raffinati esempi di architettura monastica rinascimentale a Milano. Realizzato nel Cinquecento nell’ambito dell’ampliamento del monastero benedettino, si distingue per l’elegante successione di colonne binate e archi a tutto sesto che racchiudono un ampio cortile quadrato, oggi sede della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.


Poco conosciuto anche da molti milanesi, il chiostro rappresenta un’oasi di silenzio nel cuore di Brera e conserva ancora l’atmosfera raccolta dell’antico complesso monastico sorto accanto alla Basilica di San Simpliciano.
Il complesso di Brera nasce dall’antico convento degli Umiliati, presente nell’area già nel Medioevo. Dopo la soppressione dell’ordine voluta da San Carlo Borromeo, il convento passò ai gesuiti, che tra il XVI e il XVII secolo realizzarono il grande palazzo attuale, su progetti di Martino Bassi e successivamente di Francesco Maria Richini. Nel Settecento, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, l’edificio fu destinato a usi civili e rimaneggiato da Giuseppe Piermarini, che ne realizzò l’imponente ingresso monumentale.


Nel corso dei secoli il palazzo accolse importanti istituzioni culturali: la Pinacoteca di Brera (fondata nel 1803), la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico. Nel cortile si trova la celebre statua di Napoleone scolpita da Antonio Canova nel 1809. Negli ultimi decenni il complesso è stato oggetto di importanti interventi di riqualificazione, culminati nell’ampliamento della Pinacoteca a Palazzo Citterio, nell’ambito del progetto della cosiddetta “Grande Brera”.



Accanto al palazzo sorgeva la chiesa di Santa Maria di Brera, edificata nel XIII secolo dagli Umiliati e considerata uno dei più significativi esempi di gotico lombardo. Dopo la soppressione dei gesuiti, la chiesa fu progressivamente trasformata e, nel 1809, la sua preziosa facciata venne demolita. L’edificio fu poi suddiviso tra funzioni museali e spazi destinati alla Pinacoteca. Della chiesa restano oggi soltanto alcune testimonianze conservate nei musei milanesi, e all’interno della stessa accademia, oggi utilizzata come aula di studio.
La Chiesa di Santa Maria del Carmine, affacciata sull’omonima piazza, è uno dei più importanti esempi di architettura tardo gotica milanese. Costruita a partire dal 1400 dai Carmelitani su progetto di Bernardo da Venezia, conserva ancora oggi l’impianto tardogotico originario, mentre la scenografica facciata neogotica in mattoni fu realizzata da Carlo Maciachini nel 1880, una delle più belle di Milano.


Per secoli considerata la “chiesa nobile” vicina al Castello Sforzesco, fu frequentata dalle più importanti famiglie aristocratiche milanesi, che qui realizzarono cappelle e sepolture. Ancora oggi rappresenta uno dei principali punti di riferimento monumentali e religiosi del quartiere di Brera.
La Chiesa di San Marco, affacciata sull’omonima piazza, è una delle più importanti testimonianze del gotico milanese. Fondata nel 1254 dagli Agostiniani per volontà di Lanfranco Settala, venne dedicata a San Marco in segno di riconoscenza verso Venezia per l’aiuto prestato a Milano nella lotta contro Federico Barbarossa.

Nel corso dei secoli la chiesa fu ampliata e arricchita di opere d’arte, diventando una delle più grandi della città dopo il Duomo. È inoltre legata a due figure illustri della cultura italiana: qui soggiornò il giovane Mozart nel convento annesso e nel 1874 Giuseppe Verdi vi diresse la prima esecuzione della sua celebre Messa da Requiem in memoria di Alessandro Manzoni.




Palazzo Citterio. Palazzo settecentesco di via Brera, recentemente restaurato e aperto come sede della Grande Brera dedicata all’arte del Novecento. L’edificio, acquistato dallo Stato nel 1972, è stato inaugurato al pubblico nel 2024 dopo un lunghissimo percorso di recupero.
Palazzo Cusani. Affacciato sull’omonima piazzetta, è uno dei più importanti palazzi barocchi milanesi. Fu residenza della famiglia Cusani e successivamente sede del governo durante il periodo napoleonico. Oggi ospita il Comando Militare Esercito Lombardia.

Palazzo Crivelli. Situato in via Pontaccio, è una delle più eleganti dimore nobiliari della vecchia Brera. Conserva un pregevole cortile rinascimentale e testimonia il passato aristocratico del quartiere.
Casa Pirelli. Via dei Cavalieri del Santo Sepolcro 6, palazzo residenziale costruito nel 1965 su progetto dell’Architetto Luigi Caccia Dominioni.
L’edificio per abitazioni e negozi di via San Simpliciano 6 realizzato da Luigi Vietti. Il meraviglioso complesso residenziale realizzato nel 1968 dallo studio BBPR di via Cavalieri del Santo Sepolcro 10-12, via dei Chiostri 1, via Pontaccio 8-10 e via Solferino 7. Il complesso progettato dai BBPR occupa uno dei vuoti urbani della zona ed è composto da tre edifici di undici, sette e quattro piani, realizzati nell’arco di un decennio per diversi committenti ma accomunati da un unico linguaggio architettonico. L’intervento si inserisce con discrezione nel contesto, distinguendosi per i profili gradonati, le ampie logge e i terrazzi che richiamano il tema delle “ville sovrapposte”. La presenza della vegetazione, integrata nell’architettura, contribuisce a creare l’effetto di un edificio quasi “eroso” dalla natura, cifra distintiva del progetto.






Via Pontaccio 16-18, realizzato nel 1989 in stile post-moderno su progetto degli architetti Maurizio Calzavara e Silvano Tintori.
Piazza San Marco 1 è uno dei più importanti interventi di Vico Magistretti nel centro storico di Milano. Realizzato tra il 1969 e il 1971, il complesso unisce residenze, uffici e negozi in un linguaggio architettonico elegante e misurato, riconoscibile per le facciate rosso scuro, le logge con motivo a croce e i percorsi pubblici che attraversano l’intero isolato, creando un raffinato dialogo tra architettura moderna e tessuto storico di Brera.


Via Borgonuovo è una delle strade più affascinanti del quartiere di Brera. Lunga meno di 400 metri, conserva una straordinaria concentrazione di palazzi nobiliari edificati tra il Seicento e l’Ottocento, tra cui Palazzo Orsini, Palazzo Greppi e Palazzo Moriggia. Passeggiando lungo questa antica “Contrada dei Sciuri” si possono ancora cogliere le tracce della Milano aristocratica che qui aveva eletto una delle sue sedi più prestigiose.
- Palazzo Orsini – Sorto nel Seicento e completato nei secoli successivi, è uno dei più prestigiosi palazzi nobiliari della via. Conserva cortili e ambienti di grande pregio ed è oggi sede della maison Armani.
- Palazzo Moriggia – Elegante edificio settecentesco attribuito a Giuseppe Piermarini, dal 1950 ospita il Museo del Risorgimento di Milano.
- Palazzo Greppi – Residenza neoclassica realizzata nel Settecento per il conte Antonio Greppi, figura di spicco della Milano illuminista. È uno dei principali esempi di architettura nobiliare della zona.
- Palazzo Landriani – Antica dimora aristocratica che conserva ancora oggi l’impianto storico e testimonia il carattere signorile della strada.
- Palazzo Perego di Cremnago – Complesso nobiliare sviluppatosi tra Sei e Settecento, caratterizzato da cortili interni e da una facciata sobria ma elegante.
- Casa Pusterla Bernasconi – Raffinata dimora storica che contribuisce al carattere unitario della via, dove si alternano edifici aristocratici e residenze borghesi di pregio.





Il Teatro Fossati, affacciato su via Rivoli a pochi passi da Brera e dal Castello Sforzesco, venne inaugurato nel 1859 come teatro popolare dedicato alla prosa e all’operetta. Nel corso del Novecento attraversò diverse trasformazioni, fino a essere acquisito dal Piccolo Teatro di Milano, che lo restaurò e lo riaprì nel 1986 come terza sala del complesso teatrale cittadino.


Oggi, dopo un importante intervento di riqualificazione concluso nel 2022, il Teatro Studio Melato, ricavato all’interno dell’ex Fossati e intitolato a Mariangela Melato, è uno spazio flessibile dedicato alla sperimentazione, alla formazione e alle nuove forme di spettacolo, mantenendo vivo il legame tra il Piccolo Teatro e la ricerca artistica contemporanea.
Il Piccolo Teatro Strehler, inaugurato nel 1998 in largo Greppi, è la sede più moderna e monumentale del Piccolo Teatro. Progettato dall’architetto Marco Zanuso, dispone di una sala da circa 1.000 posti e si distingue per l’imponente torre scenica e le avanzate soluzioni tecniche. Dedicato a Giorgio Strehler, rappresenta oggi uno dei più importanti teatri europei per la produzione e la sperimentazione teatrale.





La Ca’ de Sass è uno degli edifici simbolo della Milano finanziaria. Costruita tra il 1868 e il 1872 su progetto dell’architetto Giuseppe Balzaretto, nacque come nuova sede della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (Cariplo), in un periodo di grande crescita economica successivo all’Unità d’Italia. Il suo linguaggio architettonico si ispira ai grandi palazzi rinascimentali fiorentini, in particolare a Palazzo Strozzi, mentre il caratteristico rivestimento in possente bugnato le valse il soprannome dialettale di “Ca’ de Sass”, ovvero “Casa di Pietra”. Sorge sull’area dell’antico Palazzo del Genio Militare e, durante gli scavi di fondazione, vennero alla luce i resti della chiesa altomedievale di Santa Maria d’Aurona, oggi conservati al Castello Sforzesco. Ancora oggi il palazzo rappresenta uno dei simboli della storia bancaria milanese ed è sede di Intesa Sanpaolo.



Curiosità
Anzitutto il quartiere storico di Brera conserva molti dei palazzi storici e operai di una Milano popolare tra la fine del 1700 e l’inizio del 1900. Immergersi nelle strade e nei vicoli è un’immersione in una Milano perduta. L’aspetto delle case d’epoca tra il Sette e Ottocento possono suggerire ancora come la città apparisse in molti quartieri del centro ormai radicalmente trasformati, come il famoso Bottonuto, il Verziere o l’area della Vetra. Qui tutti restaurati e diventate case di lusso.
Alcuni nomi della zona di Brera custodiscono la storia della città, come via Ponte Vetero, che deriva dalla presenza di un ponte antico che scavalcava il canale a difesa della città. Così come via Pontaccio, altro vecchio ponte, forse un po’ malconcio. Via Mercato, sede di un antico mercato. Via Borgo Nuovo, sviluppato oltre le mura romane come una classica “speculazione” d’altri tempi. Le vie Ciovasso e Ciovassino che prenderebbero il nome da un’antica famiglia che qui costruì il proprio palazzo dopo esser arrivata da Chivasso in Piemonte.
Tra i nomi delle vie più curiosi di Brera vi sono quelli di via Fiori Chiari e via Fiori Oscuri, due strade che un tempo appartenevano all’antica Contrada dei Fiori e che affiancavano la cerchia delle antiche mura medievali. Secondo la tradizione più accreditata, la distinzione tra “chiari” e “oscuri” deriverebbe dai colori degli stemmi dei sestieri medievali che qui confinavano; una leggenda più romantica racconta invece che in una via sorgesse un collegio femminile e nell’altra una casa di appuntamenti, contrapponendo simbolicamente innocenza e trasgressione.













Altra curiosità, riguarda l’Osservatorio Astronomico di Brera, situato in Palazzo Brera, storicamente legato all’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli. Direttore dal 1862 al 1900, vi installò nel 1875 il celebre telescopio rifrattore Merz (22 cm) utilizzato per i suoi studi pionieristici su Marte e sulle stelle doppie. Sicuramente un avvenimento importante per la conoscenza dell’uomo e che è avvenuta sui tetti di Brera.

Sempre tra i vicoli e le stradine di Brera vi fu l’avvio di un’azienda ufficialmente fondata nel 1853 da Carlo Erba, laureatosi in farmacia presso l’Università di Pavia e già attivo da molti anni nella farmacia milanese di Brera. Tra i motivi della fondazione indicati dallo stesso Carlo Erba vi fu la volontà di portare in Italia, allora priva di laboratori moderni e quasi isolata dalla ricerca scientifica dell’epoca, le moderne scienze farmaceutiche. Il primo nucleo dell’azienda fu un piccolo laboratorio, situato nei pressi della farmacia dove aveva lavorato fino a poco tempo prima, dotato di vari strumenti tra cui un generatore di vapore a 4 hp che impiegava quattro operai. La farmacia purtroppo da pochi anni non c’è più (è diventata una sartoria), ma due lapidi sul muro di via Fiori Oscuri 13 ricordano la storica farmacia e la sua operosa attività. Oggi, oltre alle due lapidi, rimane anche la ottocentesca porta d’ingresso e poco altro (Milano non è proprio capace di conservare la sua storia).



Pochi lo sanno, ma nel cuore di Brera, nell’attuale largo Treves, nacque quella che sarebbe diventata una delle università più prestigiose d’Italia: la Università Commerciale Luigi Bocconi.
L’ateneo fu fondato nel 1902 dall’imprenditore milanese Ferdinando Bocconi, fondatore dei Magazzini Bocconi, in memoria del figlio primogenito Luigi, caduto nella battaglia di Adua nel 1896. Per ospitare la nuova università venne realizzato un edificio appositamente progettato dall’ingegnere Giorgio Dugnani nel allora largo Notari, oggi largo Treves, all’angolo tra via Statuto e via Palermo.
L’edificio, inaugurato il 10 novembre 1902, rappresentava una struttura all’avanguardia per l’epoca: disponeva di un monumentale atrio ionico, un grande scalone in marmo, ampie aule, una biblioteca e una maestosa Aula Magna con saloni circolari sovrapposti. Qui prese forma la prima università italiana dedicata agli studi economici e commerciali, destinata a diventare un punto di riferimento internazionale.
La Bocconi rimase nella sede di largo Treves fino al 1941, quando si trasferì nel nuovo campus di via Sarfatti, progettato da Giuseppe Pagano e Giangiacomo Predaval, dove ancora oggi ha sede il celebre ateneo.
Di seguito tre immagini restaurate, modificate e colorate di largo Treves e il palazzo demolito della Bocconi (oggi al suo posto c’è un cantiere in attesa di approvazioni).



Collegamenti
Vari sono i percorsi dei mezzi pubblici che da queste parti transitano, due sono le stazioni della metropolitana linea verde M2 Lanza Brera e M2 Moscova, mentre per la linea gialla troviamo la vicina M3 Montenapoleone.



Criticità
Nel cuore di Brera si trova uno dei cantieri incompiuti più emblematici della zona: quello dell’edificio di via Fiori Chiari 9. Si tratta di una struttura moderna che appariva già in stato di abbandono da diversi anni, finché, nella primavera del 2019, comparvero le impalcature che lasciavano presagire un intervento di riqualificazione. L’edificio è uno dei due realizzati su progetto di Mario Bellini insieme allo studio Bozino Resmini, concepiti nei primi anni Novanta e completati nel 1996. A distanza di oltre sette anni dall’avvio del cantiere, le impalcature continuano però ad avvolgerlo completamente, senza che si intravedano sviluppi concreti.





Un’altra criticità riguarda, a nostro avviso, l’ampia area adibita a parcheggio che occupa lo spazio terminale di via San Marco. Sebbene mitigata dalla presenza di alcune aiuole e alberature, questa vasta spianata asfaltata corrisponde all’antica Darsena di San Marco, uno dei luoghi più suggestivi della Milano di una volta. Da qui transitava infatti il Naviglio della Martesana che, giunto all’altezza della basilica, si immetteva nella Cerchia Interna alimentandone le acque. Con l’interramento dei Navigli, avvenuto tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, anche questo bacino scomparve, lasciando il posto all’attuale parcheggio. Viene spontaneo immaginare quanto potrebbe essere valorizzato questo spazio attraverso una riqualificazione contemporanea con un parcheggio interrato e profondo, che restituisca almeno simbolicamente la memoria dell’antica darsena in superficie, magari con uno specchio d’acqua capace di evocare il suo aspetto originario.






Di seguito due immaigni, la prima che mostra com’è la situazione, e come ci piacerebbe… magari col parcheggio interrato sotto la vasca d’acqua.


Altra criticità riguarda l’onnipresente disordine urbano che comunque attanaglia orma l’intera città: parcheggio selvaggio, parcheggio motocicli e biciclette, cartelli o ogni tipo di orpello dimenticato nel corso del tempo.









- Referenze immagini: Roberto Arsuffi,
- Un ringraziamento agli amici di Milano Sparita (forum Skyscrapercity) e degli Antichi Borghi Milanesi
- Fonte: “Le Strade di Milano”, Newton Peridici 1991; “Le Chiese di Milano”, Ponzoni 1929; www.ilcielosumilano.it di Roberto Schena; Milano. La città dei 70 borghi di Roberto Schena; Pure Milano Photo Project – Sosthen Hennekam
- Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo. Alcune foto sono state restaurate e colorate con AI
- Brera, Via Brera, Via Pontaccio, Via Ciovasso, via Fiori Chiari, via Fiori Oscuri, Via San Marco, Via Solferino, Corriere della Sera, Largo Treves, Corso Garibaldi, San Marco, Santa Maria del Carmine, Via Madonnina, Via Ponte Vetero