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Milano | Duomo – Sono arrivate le palme in Piazza Duomo

2017-02-15_Piazza_Duomo_Palme_1

Ieri sera sono arrivate le palme nella grande aiuola di piazza del Duomo. Ed ecco che le tanto temute piante esotiche hanno alzato la cresta proprio dinanzi a palazzo Carminati e al Duomo. Tutto sommato sono molto scenografiche e sicuramente diventeranno soggetto di migliaia di fotografie. Mancano ancora le piante di banano che formeranno la parte inferiore della nuova disposizione scenografica.

L’installazione (sponsorizzata dalla società Starbucks pronta ad aprire il primo negozio tra qualche mese), che ornerà la piazza per tre anni, è opera del lavoro dell’architetto milanese Marco Bay, laureato presso il Politecnico di Milano e già autore del giardino per lo spazio museale dell’Hangar Bicocca e delle aree verdi per le sedi della Deutsche Bank in zona Bicocca e della “Serenissima” in via Turati.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


54 thoughts on “Milano | Duomo – Sono arrivate le palme in Piazza Duomo

  1. Anonimo

    Ma vi immaginate se una cosa del genere l’avesse fatta la Giunta Raggi a Roma?
    Finiva sbeffeggiata e dileggiata su tutti i giornali del Mondo… (a parte che a Roma le palme han più senso che a Milano).

    Meno male che a Milano c’è un po’ di sana censura pro-business ed i giornali parlano sempre e comunque bene di quel che facciamo.

    1. -Ale-

      Scusa Anonimo, ma chi se ne frega di Roma e dei giornalisti!

      Per la noiosa polemica politico\giornalistica, ci sono altri luoghi.
      Qui si parla di architettura e urbanistica, se ti interessa.

  2. Alex

    Fare polemica per palme e banani? No dai!
    Poco importa se non sono tipiche piante della pianura padana. Già da tempo in giardini e parchi ci sono piante non autoctone. Poi capisco che non possono piacere a tutti.
    A me non dispiace l’idea.

    1. Enchanted Avenger

      un conto sono parchi e giardini privati, un conto è piazza Duomo.

      Nessuno ti impedisce di arredare casa tua in stile Masai, se a te piace così, ma una capanna di paglia e sterco essiccato fissa 365 giorni l’anno in mezzo all’Ottagono della Galleria sarebbe decisamente fuori posto.

      Un’incongruenza ancora più ridicola in una città dove la Sovrintendenza pretende che quando si tolgono da una via i binari del tram in disuso se ne lasci il segno o altre amenità del genere.

          1. Anonimo

            Hai scordato le Canne Giganti Cinesi (Miscanthus floridulus), che non è quel che si è fumato chi ha concepito le aiuole, ma una delle piante che ci han messo oltre a datteri e banani

  3. robertoq

    Sicuramente tutto perfetto per i selfie dei turisti Cinesi o Americani e ottimo biglietto da visita per la Multinazionale di turno che arriva ad insegnarci come si fa a stare al mondo.

    Se avevamo bisogno di un monumento al Mondo Moderno felice e globalizzato, ora ce l’abbiamo 🙂

    (comunque molto meglio palme e banani di quella ciofeca di orto di guerra Mussoliniano che l’architetto designer del verde ci ha appioppato all’Hangar Bicocca…)

  4. Dado

    Beh, devo ricredermi!! Queste palmette sempre verdi molto serra tropicale sono proprio carine. E fanno pendant perfetto con i palazzi ottocenteschi. E’ uno stacco deciso ma in effetti è anche un ritorno al passato e all’atmosfera lacustro-termale di Montecatini o del lago di Como dove architettura tardo ottocentesca e sempre-verdi sono una presenza iconica ormai, diciamo. Chapeau!

    1. Nicola Guarisco

      Che orrore! Mettere palme banani davanti ad un’architettura gotica lombarda è un guazzabuglio culturale degno della peggiore globalizzazione, tanto più che l’intervento è patrocinato da Starbucks. Ma tanto, basta vedere qualsiasi cosa che ricordi i mari caldi e molti vanno in brodo di giuggiole, sognano di essere a Miami e non a Milano, oppure si sentono internazionali e accoglienti…
      Solo per questi assurdi banani, la Giunta Sala dovrebbe tornare subito a casa!

    2. Nicola Guarisco

      Se una Cattedrale gotica in Lombardia si sposa benissimo coi banani, io sono Babbo Natale! Abito sul lago di Como, lì le palme stanno anche bene (in estate), ma piazza Duomo non c’entra niente con gli ambienti lacustri, marittimi o vacanzieri. E’ assurdo.

    3. Nicola Guarisco

      Palazzi ottocenteschi? Io vedo una Cattedrale gotica nordica davanti a palme e banani, un’assurdità unica. Abito sul lago di Como, lì le palme hanno un senso (non in inverno), ma piazza duomo non c’entra niente con gli ambienti lacustri, marittimi o vacanzieri.

  5. Non ho l'anello al naso

    I miei più grandi complimenti a quelli che hanno “architettato” questa roba quà. Veramente non sarei riuscito a pensare a niente di meglio per ridicolizzare la piazza simbolo di Milano (della serie: dalla mitteleuropa all’africa). Tutto naturalmente con il beneplacito della sottointendenza italiota. Pensateci bene, cosa avreste messo lì di più ridicolo delle palme? Non c’è niente di più ridicolo delle palme. Sono dei geni…

  6. wf

    Mi piace moltissimo l’idea.
    Il contrasto di solito aumenta la bellezze e non la riduce.
    La mette in evidenza.
    Ci siamo tenuti quell’obbrobrio equino per oltre 100 anni,
    Non moriremo per due palme.
    Siamo contemporanei non una macchietta d’ottocento d’importazione.
    Piaceranno moltissimo vedrete,
    Certo non ai milaGnesi di professione.
    Ma quelli sono sempre sul pezzo su tutto, dal castello sforzesco al cavallo di Leonardo, dalla mela di pistolero a piazza liberty.
    Milano sta diventando più bella e internazionale, non il contrario.

    1. robertoq

      Certo che da un futurista come te, l’amore per una cosa passatista (e francamente vagamente bausciosa e Brichetto-Morattiana) come questa, non me l’aspettavo! 😉

      1. wf

        Ahahaha. Grazie per l’apprezzamento.

        In realtà a ben vedere è vagamente kitsch e disorientante poichè “fuori posto”, come il Teatro Magico di Depero. E in quanto tale perturbante e affascinante. Come diceva qualcuno: aprire le finestre e trovare il mare a Milano..

        Mi spiace sentitamente che sia vista come “passatista (e francamente vagamente bausciosa e Brichetto-Morattiana) “
        ..
        Mi addolora profondamente 😉

        1. robertoq

          “Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.”: mi sa che Marinetti ci avrebbe piantato la Soia Transgenica, altro che le palme e i banani.
          Che poi se davanti alla Soia Transgenica ci mettevi un bel cartello di “pericolo di morte”, veniva fuori un bello sberleffo alla Piero Manzoni.

          Visto così credo sia chiaro che Palme e Banani son di una “viltà opportunistica e utilitaria” 🙂

          1. wf

            Marinetti oggi ci avrebbe proprio portato palme e banani, invece… portare soia trasgenica nell’epoca della soia transgenica non è propiro un gesto futurista volto a scrdinare i pensieri benpensati ed acquisiti, ma banale e ovvio gesto già digerito..
            Portare ciò che scandalizza è gesto futurista..
            (e leggendo i commenti “lacustri” anceh ben riuscito..)
            Contenitore e non contenuto…
            grazie del bel dibattito culturale.
            Il cartello pericolo di morte ci stà. Ma lo metteri proprio sulle palme, così come provocazione. Come il dito in paizza affari..
            😉
            Cmq staremo a vedere va’..

  7. Non ho l'anello al naso

    Diciamo che con le palmette comunque si conclude il “grande progetto” di smantellamento della “sottointendenza italiota” dell’appeal internazionale di quel lato di piazza Duomo. Ricordiamo che sui palazzi dietro alle palmette fino a qualche anno fa c’erano le fantastiche insegne luminose (che creavano contrasto) che anche a Londra ci avevano copiato con Piccadilly Circus e a New York con Times Square.
    http://www.milanotoday.it/blog/t_el-see-che-a-milan/cartelloni-pubblicitari-milano-anni-ottanta.html
    http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-neon-tornino-piazza-duomo-1048877.html
    Si, si, proprio un “grande progetto”…

  8. rosanna

    Se per un istante tornasse Sciascia, aggiornerebbe la linea della palma, poi che la sua metafora si é realizzata ben oltre il perimetro in cui l’ aveva disegnata…non si fermerebbe a posizionarle (le palme)neppure a Grand Place (Bruxelles) e nemneno ad Alexander Platz (Berlino) ed inoltre descriverebbe l’integrazione spazio visiva -botanica antropologica, a partire dagli usi e costumi criminali già importati nella cosiddetta società civile ad altre esportazioni utili, di cosiddetta democrazia visiva, utili al radicamento di pseudo identità mediterranee.

      1. rosanna

        Un Andy, un Dado o loro simili, come le piante in questione, risalgono sempre, fuori o dentro la rete, a fare i bulletti…é in nome della civiltà ( possibilmente multinazionale) che rigorosamente in inglese ringraziano.

        1. Dado

          Milano senza multinazionali sarebbe solo un immenso pratone per il pascolo di pecore, anzi oggi manco quello. Comunque Rosanna mettiamola cosi’: scrivi bene, ma diciamo che in questo blog, serve anche farsi capire, dicendo cose magari terra-terra, magari di buon senso. E meno male che il blog non si chiama “cartella urbana”

          1. rosanna

            Deprime il vuoto della tua cartella esattoriale, Dado sia per l’assenza di gusto come ogni spazio ridotto a “location” e relativo casting botanico in questione, sia sul piano economico che giustamente rivendichi, ma che una multinazionale o, peggio, una colonia per multinazionali (quale ormai la nostra) mai potrà riconsegnare, ai colonizzati, margini di ricavo …al massimo un pugno di palme grazie a una classe dirigente ( culturale, politica, intellettuale …) subalterna alla americanizzazione, o sul tema in questione, alla hollywoodizzazione di uno spazio ex meneghino..

            P.s. io sono rimasta sui temi , tu no e ciò vale molto piu che il tuo scherno

          2. Dado

            @ rosanna. Parliamo di una città capitale economica e culturale del paese: mi spiace, ma sono contro l’idea di Milano come una riserva indiana, dove tutto resta bloccato e vincolato all’idea di preservare la “tradizione” meneghina. Per fortuna il mondo va avanti e Milano (anche se fa fatica) dimostra di volerlo seguire. E comunque stiamo solo parlando del tipo di piante da mettere in un’ aiuola, non di demolire la Scala di Milano. Peraltro, anche la Scala ha avuto non pochi ritocchi nel corso degli anni, eppure è sempre lei. Giusto una precisazione, e chiudo. Sono anche le multinazionali estere che fanno vivere Milano: la stagione scaligera è finanziata a suon di milioni da sponsor come Samsung, Rolex, e altri. Capito coso fanno le multinazionali a Milano? Permettono a Milano di stare aperta, altrimenti, ripeto….solo pecore al pascolo, altroché!!

  9. DANIELE BASSANI

    Ma perché? Con Milano non c’entra niente. Avrei messo qualcosa di tipico della zona, fatto bene, sarebbe comunque d’impatto. Le Palme seppur carine escono dal nostro contesto.
    C’è sempre questa tendenza di voler far vedere quello che non siamo.
    Perché invece non valorizziamo quello che siamo?

      1. wf

        “Che roba Contessa in Piazza del Duomo
        han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti
        volevano avere i palme e banani
        gridavano, pensi, di essere internazionali
        e quando è arrivata la polizia
        quei quattro straccioni han gridato più forte
        di palme e banani han sporcato il cortile e le porte
        chissà quanto tempo ci vorrà per pulire.”

        Scusate… per sdrammatizzare.

  10. antonio

    Sarà in tema a pasqua con la Domenica delle palme.
    Io riprendere il disegno ottocentesco della Piazza con l’eliminazione del dislivello strada piazza.. fato per esigenze automobilistiche ma oggi che la Piazza è pedonale non ha più senso.

  11. Adriano

    Il discorso è diverso se lo fa Sala amico dei giornali che gli italiotti seguono va bene, se l’avesse fatto la Moratti sono convinto che il buon WF avrebbe alzato barricate, ma questa è l’italia fatta da Italiotti….
    Comunque una giunta si giudica dalle cose importanti come la mobilità
    e per ora a questa giunta do -10…non sono in grado di capire che solo aumentando la frequenza i mezzi pubblici possono dare una vera alternativa alle auto.
    E poi non sono in grado di comprendere che le piste ciclabili vanno fatte a doppio senso la dove lo erano già ,e inoltre non sono in grado di capire che più circuiti crei all’interno della città più inquinamento produci…insomma veramente scarsi….
    Questa cosa delle palme è solo un elemento di distrazione di massa..
    E poi vogliamo parlare che non sono in grado di decidere nulla sugli scali ferroviari….voglio vedere se saranno in grado di fare progetti veri come piazza gae aulenti. Poi ci rivediamo qui fra 4 anni e giudichiamo…
    Se non hai 3 milioni di euro da dare ad ATM fai pagare per un breve periodo 0,50 di euro a quelli che entrano in macchina a milano… finito…
    Una sola parola INCOMPETENTI…

  12. Andrea architetto milanese

    Le palme: classiche piante autoctone della Lombardia.
    Perchè snaturare la bellissima piazza del Duomo di Milano!?
    Trovo che sia un azzardo paesaggistico gravissimo, forse ironico, ma lo condividerei anche se non si trattasse di quella piazza.
    L’architetto avrebbe dovuto avere più senso autocritico. A questo punto spero che verranno rimosse quanto prima!

  13. gerardo

    di seguito riporto il testo pubblicato nella pagina ufficiale di FB del comune di Milano riguardo il motivo per cui hanno scelto la nuova sistemazione delle aiulo della piazza
    “Milano com’era. Ecco una piazza Duomo di fine Ottocento in una foto dell’archivio Alinari. La qualità non è molto alta ma si vedono carrozze, cavalli, tram, un’edicola oggi spostata di lato e delle aiuole in cui compaiono alcune palme. Sarà dunque un omaggio alla tradizione il progetto con cui Starbucks riporterà palme e sempreverdi nelle aiuole della piazza (ne abbiamo parlato qui: http://bit.ly/2k973pw). La nuova sistemazione ha vinto il bando indetto dal Comune per la sponsorizzazione e ha ricevuto il benestare della Soprintendenza http://bit.ly/2kjdUfa

    1. wf

      Incredibile davvero… siamo proprio italioTti..
      😀 😀 😀

      Pensa se eravamo a Parigi e qualcuno decideva di portare sabbia e palme e sdraio lungo la Senna… gli strilli acuti dei milagna si sarebbero sentiti dal Charles de Gaulle…
      Ahahhahaha

  14. Anonimo

    Vorrei ricordare ai tanti indignati che il palmizio è TIPICO delle piazze e dei giardini pubblici italiani di primo Novecento…quindi….

  15. Benedetto

    Mi permetto di fare un passo indietro rispetto alla discussione e faccio una domanda (sicuramente stupida, ma forse qualcuno mi saprà dare una risposta intelligente)

    Ha senso accanirsi a costruire aiuole in una piazza storica italiana?

    Davanti a San Pietro non ci sono. E nemmeno a Venezia in piazza San Marco. Siena e Vigevano sono bellissime senza.

    Il prato della Valle a Padova e il Campo dei Miracoli a Pisa sono le eccezioni (ma eccezioni storiche, nate così).

    Per me la risposta è: “No, non è con qualche metro quadro di piantagione (o boschetto o praticello) in piazza del Duomo che si rende la città un luogo più verde”. Se invece la risposta è “Sì” (magari seguito da una qualche motivazione), allora si può pensare di mettere qualunque cosa, anche un giardino di cactacee, tanto ogni po’ di anni cambia lo sponsor e impariamo a conoscere qualche pianta nuova

  16. Adriano

    Ma che minchia vuol dire che anche prima era così, allora all’epoca dei romani non c’era il duomo quindi se lo togliessimo non ci sarebbe nessun problema.
    Il fatto che si facciano scelte sbagliate nel passato non vuol dire che bisogna rifarle…qui manca la cultura di valorizzare il proprio territorio la propria città, perchè non mettere del riso anche quello non è originario della Lombardia ma viene coltivato in lombardia quindi c’è un legame.
    Bastava fare un giro all’expo 2015 per capire che andava fatto qualcosa per valorizzare il nostro territorio, così è solo una cosa per facebook e istagram e far parlare di milano…forse è questo l’obiettivo?
    E’ come il discorso del teatro Burri inutile quando è stato costruito e danno al parco oggi…con cemento in più dove si poteva evitare..

  17. Mauro C

    “Le piante sempreverdi daranno un tocco esotico alla piazza” parola di Maran.
    Qualcuno mi spiega cosa ne capisce questo signore di Verde, Urbanistica e Agricoltura???

  18. Manuel

    Faccio fatica a capire il perchè di questa scelta botanica, mi comunica un senso di disordine e ne abbiamo già abbastanza. Poi non capisco perché non si è approfondito il piano di Claudio Abbado.

  19. Nicola

    A me non dispiace, è gratis e originale.
    Piuttosto quello che fa schifo e non si può guardare è il mega posteggio taxi che ruba tantissimo spazio alla piazza. E’ tristissimo avere un parcheggio in piena piazza Duomo, altro che banani e palme.

  20. Roby169

    Uno scempio, tradimento alla storia della cultura italiana, saranno pure belle ma non hanno nulla a che vedere con il Duomo, personalmente mi auguro che vengano tolte e trasferite quanto prima, magari in Liguria o in Sicilia ove saranno più consone al paesaggio

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