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Milano | Inquinamento: bisogna fare qualcosa

 

2017-10-20 Italia dal satellite – La nebbia che affligge da qualche giorno la pianura Padana e il litorale adriatico

Milano – come Torino, Bologna, Brescia, Verona, Padova e Venezia – si trova in questo maledetto Cul de Sac che è la Pianura Padana.

Queste città sono in una gigantesca stanza con pareti alte che sono le Alpi e gli Appennini. Montagne che ci proteggono dai freddi del nord, ma che creano un clima alquanto inospitale.

La Pianura Padana è da sempre stata caratterizzata dalle foschie invernali e dalle grandi nebbie ed è anche il luogo ideale per sviluppare grandi industrie di qualsiasi genere, un luogo di grande produzioni che hanno portato nel tempo migliaia di persone ad aggregarsi in grandi nuclei abitativi per produrre sempre di più e crescere in ricchezza.

La popolazione è cresciuta a tal punto che solo in Lombardia abitano più di 10 milioni di persone (un sesto dell’intera popolazione italiana), 4 milioni circa in Piemonte, Veneto e Emilia Romagna, che sommando arriviamo ad essere più di 24 milioni di abitanti che inquinano in un’area tutto sommato molto ristretta.

L’area di Milano è sempre messa peggio di tutte, anche perché la più densamente abitata, e si spera sempre nelle piogge che oramai sono sempre meno frequenti (il che è anche inquietante).

Si dà la colpa alle caldaie e alle fabbriche, ma forse la parte da leone la fanno proprio i trasporti.

Noi italiani siamo un popolo bizzarro: tutti a brontolare per l’inquinamento, tutti preoccupati per le conseguenze e a gridare che è uno scandalo non si provveda a risolvere la questione, ma se si osserva bene la situazione, specie durante le ore di punta ci si accorge che circolano milioni di vetture con una sola persona a bordo.

Basta poi vedere le immagini dalle tangenziali, dove si vedono migliaia di vetture tutte in coda, ogni giorno lavorativo della settimana. Il PM10 non è prodotto solo dalle vetture, ma certamente influisce parecchio e contribuisce non poco allo stato ammalorato dell’aria.

2017-10-20 Traffico area Milano 09.20 Google Map

Le motivazioni? Abito lontano, i mezzi da casa mia sono scomodi, mi muovo meglio con la vettura che col tram, sui mezzi pubblici c’è brutta gente (ho sentito anche questa scusa). Fatto sta che nessuno pare muovere un dito per collaborare, e anzi, alcuni si lamentano se per caso la domenica si rimane a piedi per un eventuale blocco del traffico, blocco che ha l’effetto di una goccia d’acqua in un mare alla fine.

E’ di pochi giorni fa la presa di posizione del Sindaco di Milano Beppe Sala che ha detto: “nel lungo termine è intollerabile, per questo servono misure strutturali”

Intanto a  Torino si è arrivati al punto di consigliare di non aprire le finestre e di stare il meno possibile all’aria aperta.

Bloccare completamente il traffico non è possibile, e allora che fare?

A Milano da martedì scorso è attivo il blocco del traffico per i veicoli più inquinanti e l’ obbligo di abbassare di un grado la temperatura nelle abitazioni (vorrei vedere quanti lo applicano).

Il sindaco ha proseguito commentando anche l’imminente viaggio a Parigi per il vertice delle città C40, le metropoli mondiali: «Io penso che a valle di questa due giorni di lavoro ci saranno proposte di lungo termine che potrebbero cambiare radicalmente la situazione della città in termini di tipologie di auto, di mezzi anti inquinamento. L’unica via che vedo è, da un lato condividere questa battaglia con le grandi città, dall’altro qualcosa che non sia un buttar la palla avanti, ma dia i tempi giusti alla città per adeguarsi. Questa battaglia va combattuta assieme alle città europee che si stanno impegnando sul tema dell’inquinamento, come Londra e Parigi».

Cari concittadini e abitanti della Pianura Padana, forse si dovrebbe fare anche un atto di coscienza e impegnarsi ad usare il meno possibile la propria automobile, usare più i mezzi pubblici e  le biciclette, e se proprio non si potesse rinunciare all’uso dell’auto, si potrebbe optare per le auto condivise. In pratica, se ci si deve spostare per andare al lavoro, si viaggia con altri colleghi o amici che effettuano lo stesso spostamento.

Insomma, ci troviamo in questo immenso appartamento con una finestra sola (l’Adriatico) e respiriamo tutti la stessa aria (tra l’altro anche molto puzzolente), fare corrente è abbastanza difficile e sperare nella pioggia anche, non bastano le preghiere o i balli tribali, bisogna assolutamente agire tutti insieme e non a macchia di leopardo come facciamo sempre con i nostri stupidi campanilismi.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


48 thoughts on “Milano | Inquinamento: bisogna fare qualcosa

  1. Manuel

    > “Basta poi vedere le immagini dalle tangenziali, dove si vedono migliaia
    > di vetture tutte in coda, ogni giorno lavorativo della settimana”.
    E quante migliaia di queste persone, con la tecnologia odierna, potrebbero lavorare, da subito, da casa? Occorre anche lavorare su questo. Il Nord Europa, anche in questo caso, insegna.

  2. Pierre

    Beh, credo che bisogna imparare da Londra. Tube e Highline con tantissime linee, frequenze altissime, autobus fino in periferia (per esempio East London), pochissimi parcheggi in centro. Low Emission Zone (LEZ) charge e Congestion Zone Charge in centro. Servizi ferroviari cari ma assolutamente adeguati: puntuali, puliti, materiale rotabile mantenuto. E scordati di mettere la tua macchina sul marciapiede, sulle strisce, o dove ti pare. Puoi scommettere che fra 5min ti fanno la multa. E fra 15min arriva il carro attrezzi. E se non paghi ti prendi una denuncia penale. Sono super severi con cosa puoi fare con l’auto e cosa no. Ma i risultati si vedono. Una città molto più grande, ma molto meno trafficata e molto meno inquinata. I modelli di città grandi e vivibili ci sono, eccome. Bisogna solo volerlo e copiare da chi è più virtuoso di noi. Un altro punto che manca in Italia e in Lombardia: Una vera e propria urbanistica. Abbiamo costruito ovunque, con una dispersione urbana spaventosa. Queste città diffuse (da noi chiamate periferie) si basano interamento sullo spostamento in auto. Ci sono intere zone che non riesci a raggiungere in treno/bici/a piedi. Correggere questa situazione significa mettere soldi e fare sul serio. Ma più aspettiamo peggio diventa. Ci dovrebbero insegnare gli ultimi 20 anni.

    1. Andy

      I soldi per attuare tuto ciò partono dalla Lombardia e prendono la via di Roma, da cui poi si dipartono a pioggia – o a fiume – verso gli sprechi della politica borbonica e verso il Regno delle 2 maledette Sicilie bedde. Se tu che hai scritto questo commento risiedi in Lombardia e non hai votato al referendum dovresti solo stare zitto ed essere pigliato a pedate nel popò. Se invece hai votato SI, allora ritiro tuto e aspetto insieme a te che almeno 20 o 30 miliardi di euro di tasse pagate in Lombardia restino in regione per recuperare il tempo perduto.

  3. Luca Molteni

    Si ma signor Arsuffi se vuole fare il sindaco si informi meglio prima di arrivare alle conclusioni:

    La colpa principale del PM10 in val Padana nel 2017 non sono i trasporti,
    ma le stufe a pellet

    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-06-14/smog-lombardia-stufe-pellet-prima-causa-pm10-120910.shtml?uuid=ADVdBnb

    https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/

    E di certo le stufe mica le usiamo in città

    Saluti

    1. Pierre

      Io sinceramente dubito, visto il traffico pazzo e completamente fuori controllo, con solo 700.000 macchine che entrano solo a Milano ogni giorno, che il problema sono le stufe a pellet. È probabile che questi studi li paga qualcuno che vende automobili. Senza offesa.

    2. stefano

      tra l’altro, stufe a pellet per la cui installazione si ricevono incentivi e detrazioni fiscali.. e vai con il cortocircuito!

    3. Andy

      Caro Molteni, nell’area di Milano le stufe a pellet rappresentano (cito a memoria) meno del 3 o 4% del riscaldamento complessivo. Queste stufe sono molto più diffuse in montagna o nel meridione, dove non hanno la convenienza economica (i primi) e l’intelligenza di fare abitazioni con riscaldamenti “in rete”.
      Piuttosto è evidente che una delle principali cause dell’inquinamento è il gasolio e il carbone, che ancora oggi tiene al calduccio milioni di cittadini lombardi.

  4. wf

    Bell’articolo.
    Conferma ceh bisgoan gradulmente SPOSTARE I FONDI dalle
    AUTOSTRADE al TRENO (regionale)
    –abbattendo drasticamente la quota di pendolarismo in auto —

    1. Pierre

      Il tragico della situazione è che noi in Italia facciamo questi discorsi con tanti, tanti anni di ritardo. E ci costerà anche molto di più perchè abbiamo fatto cadere a pezzi le infrastrutture ferroviarie regionali.

  5. Daniele

    Mi spiace ma dire che l’inquinamento padano e’ dato dalle stufe a pellet e’ un eresia. Faccio notare che a parte oggi avevamo un clima quasi estivo (per cui fatemi capire che impatto avrebbero le stufe a pellet se non erano neanche accese…). Detto questo e’ ovvio che il problema non e’ solo ed unicamente dato dalle auto anche se ovviamente fanno la parte del leone. Ancora una volta aldilà’ delle posizioni su cosa inquina di più’ il taglio radicale con il passato va’ dato visto che l’inquinamento e’ il motivo principale di morte oggi.
    Taglio strutturale che ci vede coinvolti come cittadini in prima persona con le scelte di tutti i giorni. Siamo noi che dobbiamo cambiare per primi ed abbiamo i mezzi per cominciare subito.

    1. Wf

      Tra l’altro dentro Milano il pmxx è dato dalle auto dei pendolari e residenti mentre in tutta la Lombardia l’inquinamento principale è dato dai camion e tir che la attraversano, costituendo una fonte di inquinamento secondaria notevole anche su Milano.

      Se non erro ci fu uno studio che calcolò proprio l’aumento dell’inquinamento secondo le direttrici delle autostrade e tangenziali ad alto scorrimento…

      Bisogna swappare tutti i trasporti dal diesel al ferro (treni)…
      Punto.
      Nkn costruire nuove autostrade.

      1. Piero

        Tutto giusto, ma mentre noi parliamo in Svizzera nel Mendrisiotto han messo il limite ad 80km/h su tutte le strade e autostrade finchè il problema polveri sottili non rientra.
        Son le piccole cose che a noi proprio non vengono!

  6. Davide Piva

    Non condivido il tono dell’articolo, della serie “chi va in auto è un pirla”, perchè:

    1) Sul fatto che ci siano tante persone che usano la macchina a sproposito è vero, specie in città o su taluni collegamenti periferia -> centro ben serviti dai mezzi pubblici. Tuttavia, ci sono tante altre persone che la usano perchè non hanno alternative. Avete mai provato a fare Desio – Rho con i mezzi pubblici? Oppure Monza – Baranzate, Muggiò – Segrate, Cinisello -> Rozzano o qualsivoglia altro percorso periferia -> periferia?
    2) Delle migliaia di camion e furgoni che affollanno le nostre strade non si parla mai? Tutti diesel, magari maltenuti e quindi assetati di gasolio ed inquinanti!

  7. M. M

    Completare la Tangenziale Nord fino alla Milano Laghi. E allacciarla alla tangenziale ovest. Indicare in uscita Fiera Milano :P+Metro+Centro!
    In città tracciare le Corsie di Marcia come in Viale Scarampo. Timer ai semafori come nel resto del mondo. Ecc ecc

      1. Anonimo

        ??
        L’esperienza della BreBeMi insegna appunto che le autostrade devono essere connesse tra loro per funzionare, altrimenti non le usa nessuno.

        1. Wf

          L’esperienza della brebemi ti ha insegnato che con quei soldi potevi avere i la rete dei treni regionali di efficienza e qualita tedesca .

          Tafazzi.

  8. Pierre

    Una sola macchina occupa 12mq di spazio pubblico. Spesso guida una persona singola, quindi è un modello che non funziona come trasporto di massa nelle metropoli e nelle aree metropolitane. Siamo primi per numeri di automobili pro capite in Europa. Sarà un caso che abbiamo un aria irrespirabile.

  9. enrico

    Bisogna aumentare nettamente i mezzi di trasporto pubblici. Incentivare la trasformazione dei vecchi impianti di riscaldamento inquinanti in nuovi e puliti. Favorire l’acquisto di auto elettriche ( a Barcellona ti danno 6500 euro per acquisto di auto elettrica!!! A Milano ti abbonano solo il bollo per alcuni anni. Assurdo!!!) incrementare piste ciclabile e verde pubblico che depura l’aria e combatte le polveri sottili. Tutto procede in modo troppo lento. Gli incentivi per le auto elettriche inesistenti e i mezzi pubblici per quanto incrementati hanno tempi troppo lunghi. Bisognerebbe anche studiare dei mezzi di traporto elettrici di piccole dimensioni per una persona.

    1. Luigi

      A berlino ad esempio esiste un servizio di Moto-sharing, piccoli motorini di bassa cilindrata a motore elettrico. Dato che car e bike sharing hanno ormai preso piede in città e vengono utilizzati regolarmente, perchè non introdurre anche questa novità?

  10. Nicola

    La gestione della mobilità in Lombardua è folle. I geni che ci governano da 30 anni hanno gettato miliardi in opere inutili che hanno solo aggravato la situazione. I miliardi buttati nella Brebemi bastavano per risistemare mezza rete ferroviaria e comprare decine di nuovi treni. Ci vorranno anni per colmare il gap è ormai il problema è incancrenito: il mezzo pubblico non è percepito dal lombardo medio come affidabile e nemmeno preso in considerazione valida come alternativa al privato.

    1. Anonimo

      I geni che han governato la Lombardia gli ultimi 30 anni sono veramente inqualificabili e basta un semplice paragone con le regioni confinanti come Piemonte, Veneto ed Emilia: li si che c’è una rete ferroviaria efficiente ed il mezzo privato è considerato alternativa di serie B a quello pubblico.

  11. Saavedra

    A me sembra evidente che ci siano molteplici fattori che si sommano. Me ne vengono in mente tre ma sicuramente ce ne saranno altri:
    – sistemi di riscaldamento abitazione/uffici
    – gas di scarico dei mezzi di trasporto
    – sottoprodotti di impianti industriali.
    Aggredire tutti e tre i fronti è necessario per sperare in un risultato tangibile, che comunque pagherà sempre lo scotto di una conformazione orografica che ci penalizza in partenza.
    È chiaro che i provvedimenti vadano coordinati a livello sovraregionale.
    Nel frattempo mi complimento con il sindaco Sala, che – nel suo piccolo – a parte schierarsi a parole al fianco di città blasonate del calibro di Londra e Parigi perché fa figo nell’ordine:
    – ha ridotto le frequenze dei mezzi per fare cassa, salvo poi ravvedersi e ripristinarle parzialmente a causa dell’impopolarita’ delle misure
    – da inizio mandato non ha mosso un dito sulle caldaie a gasolio. Tutto questo dopo aver sciorinato – come tutti – in campagna elettorale (inverno 2015-2016 particolarmente siccitoso) fior fior di buoni propositi per mitigare l’effetto camera a gas che ci affligge particolarmente nella stagione fredda

  12. antonio

    Nel trasporto devono essere conteggiati anche i camion. La vergogna è che ancora oggi il traffico merci viaggia esclusivamente su gomma.
    Un TIR inquina quanto venti macchine. Provate a contarli sulla Tangenziale in un giorno qualunque. In Svizzera li obbligano a salire sui treni per farli scendere una volta raggiunta l’Italia… Poveri noi. Quando si capirà che stiamo arricchendo pochi per ammalarci tutti?

      1. Anonimo

        La verità è che la Svizzera costruisce l’Alptransit sulla dorsale Genova Rotterdam e noi facciamo i comitati contro il quadruplicamento della Milano Chiasso (oddio, una nuova TAV merci, che ovvove!)

          1. Andy

            E senza i camion caro intelligentone – come spero che ti recapitino a casa la nuova batteria del tuo smartphone o la pasta Barilla o le scarpe che hai comprato in rete? Pensi che arrivino attaccate alle sampe dei piccioni?
            Ma sei proprio di sinistra, guarda…

          2. Anonimo

            “E senza i camion caro intelligentone – come spero che ti recapitino a casa la nuova batteria del tuo smartphone o la pasta Barilla o le scarpe che hai comprato in rete? Pensi che arrivino attaccate alle sampe dei piccioni?
            Ma sei proprio di sinistra, guarda…”
            Veramente quelli sono camjoncini e non i tir da 30 metri di cui stiamo parlando qui.

  13. Giorgio

    Mi hanno fatto comprare la macchina a metano che non inquina, adesso in centro pago lo stesso a, nel blocco domenicali non posso circolare , la prossima é un bel diesel

  14. Pierre

    Il tempo è maturo per una strategia seria per un trasporto ed un urbanismo più sostenibile e rispettoso con l’ambiente. Se non vogliamo vivere sotto smog rovinando la nostra e la salute dei nostri concittadini.

  15. Anonimo

    Ragazzi sono uscite le statistiche recenti di vendite della auto, tutte al ribasso, è chiaro che la balla ecologica serve per rialzare le vendite di auto, comunque basta non cadere nel tranello, l’auto col cxvolo che la cambio, che poi sono tutte tasse che vanno a roma per manetnere lo stato parassita.
    E poi se le auto inquinano un parte della risoluzione del problema è molto semplice, costruire moltissime torri residenziali a Milano, aumentando la popolazione di 500.000 abitanti, in modo che le persone non vadano a vivere all’esterno usando l’auto, quando in città c’è un’efficiente rete metropolitana.

  16. Adriano

    Ma scusate, abbiamo un industria che produce automobili, facciamole costruire tutte elettriche e abbiamo risolto il problema dell’inquinamento.

    Questo lo dico perchè chi non abita a milano è abituato a prendere l’auto anche solo per andare al bar,al negozio e in qualsiasi altro posto.
    La colpa è che le periferie delle città non hanno mezzi pubblici adeguati, allora anzichè costruire treni, andiamo dalla fiat e gli diciamo costruiscici tutte auto elettriche e rifacciamo un boom economico come negli anni 60.

    1. Anonimo

      Si come no, purtroppo l’industria italiana dell’automobile è una delle più sottosviluppate d’europa, l’Italia è uno dei paesi che produce meno auto di tutti in Europa, per l’elettrico servono investimenti ingentissimi e quindi l’industria italiana dell’automobile avrà problemi ad essere competitiva almeno in breve tempo in questo settore. Ergo ci dovremo tenere le auto a benzina e inquinanti per molti decenni ancora.
      Maroni e Sala devono convincere il grande, anzi grandissimo, Elon Musk (uno di noi!) a portare almeno un’industria di assemblaggio di auto elettriche Tesla nell’ex area Expo.

      1. Andy

        Parlate senza sapere nulla di auto o di auto elettriche. Primo: allo stato attuale, sono economicamente svantaggiose per i costruttori. E se lo stato dò incentivi, il cittadino le paga comunque a caro prezzo, visto che i soldi sono suoi. Secondo: un ipotetico utilizzo di sole auto elettriche, richeiderebbe una enorme fonte di energia, che attualmente – visto che siamo furbi – fondiamo solo su carbone e petrolio, visto che abbiamo (avete) detto NO all’energia nucleare e stavamo (stavate) per dire NO pure al metano nazionale. Terzo: dato che le batterie sono al litio, tale litio non basterebbe per tutti i produttori mondiali. Quarto: l’inquinamento è stato registrato anche su Marte ed esisteva anche nel ‘700 dato che l’atmosfera della Terra contiene di suo 3 milioni di macrotonnellate di CO2. E l’uomo è responsabile dello 0,00001% delle immissioni di CO2 in atmosfera. Controllare o limitare le emossioni di gas nocivi per l’uomo è naturalmente doveroso e importante. Ma non estremizziamo la cosa parlandone in maniera talebanesca

        1. Anonimo

          Non temere per l’esaurimento del litio!

          Non saranno certo gli ecotalebani da tastiera ad esaurirlo. E nemmeno l’ineffabile Comune di Milano che non prova nemmeno ad imporre l’uso di veicoli elettrici per le sole consegne in orario diurno, limitato alla sola Area C, nelle sole giornate feriali, nelle sole ore di punta.

          Insomma, si parla tanto ma azioni concrete in vista, niente di niente

          1. Anonimo

            Il Comune di Milano fa quello che gli dice il governo italiano, cioè i costruttori di automobili italiani che non mi sembra abbiano molti modelli di veicoli elettrici e ibridi.

        2. Anonimo

          “Primo: allo stato attuale, sono economicamente svantaggiose per i costruttori. ”
          Sono talmente svantaggiose che tutti i tassisti di Milano, quelli che fanno più chilometri all’anno, guidano le toyota prius e auris, auto ibride, cioè che utilizzano le batterie al litio.

  17. Andy

    Il tema delle auto elettriche è complesso. Primo: allo stato attuale, sono economicamente svantaggiose per i costruttori. E se lo stato dà incentivi, il cittadino le paga comunque a caro prezzo, visto che i soldi sono suoi. Secondo: un ipotetico utilizzo di sole auto elettriche richiederebbe una enorme fonte di energia aggiuntiva, che attualmente – visto che siamo furbi – fondiamo solo su carbone e petrolio, visto che abbiamo (avete) detto NO all’energia nucleare e stavamo (stavate) per dire NO pure al metano nazionale. E il solare e l’eolico sono bellissimi ma non garantiscono forniture costanti di energia. Terzo: dato che le batterie sono al litio, tale litio è in quantità insufficiente per tutti i produttori mondiali. Quarto: l’inquinamento è stato registrato anche su Marte e sulla Terra esisteva anche nel ‘700 dato che l’atmosfera del nostro pianeta contiene di suo 3 milioni di macrotonnellate di CO2. E l’uomo è responsabile dello 0,00001% delle immissioni di CO2 in atmosfera (1 parte ogni milione). Controllare o limitare le emossioni di gas nocivi per l’uomo è naturalmente doveroso e importante. Ma non estremizziamo la cosa parlandone in maniera talebanesca.
    Un ultimo punto: l’inquinamento “tout court” è presente nella Pianura Padana perché qui viene monitorato seriamente. Altrove non lo è. Uno studio di alcuni anni fa (non riesco a ritrovarlo) diceva che Napoli, Ferrara e (potrei sbagliarmi) Arezzo erano le città più inquinate d’Italia. Ribadisco che l’inquinamento va combattuto, ci mancherebbe. Ma non va trattato nella maniera estremista che ho detto prima.

    1. Anonimo

      “Primo: allo stato attuale, sono economicamente svantaggiose per i costruttori. “… italiani. Che sono molto indietro sull’elettrico. I giapponesi e i tedeschi, oltre al grande, anzi grandissimo, anzi magnifico, anzi immenso, Elon Musk (uno di noi!) sono già molto avanti sull’elettrico. Tra l’altro Musk sta aprendo anche stabilmenti in Cina, paese che sta puntando fortemente sull’elettrico.

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