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Milano | Vetra – Rigenerazione per Vetra Building: i dettagli del progetto – Prima parte

Ecco il progetto dettagliato di Vetra Building

Il complesso si trova in Via della Chiusa 2 ma possiede un grande affaccio su piazza della Vetra, con la magnifica vista sulla stupenda basilica di San Lorenzo.

Come avevamo già potuto vedere, l’edificio che occupa l’intero isolato tra piazza della Vetra, piazza Quasimodo, via della Chiusa, via Cardinale Caprara e società di revisione contabile Ernst & Young, che si è trasferita nei nuovi uffici in via Meravigli, lasciando vuota la vecchia sede.

L’edificio fu realizzato nei primi anni Sessanta su progetto di Ferdinando Reggiori allo scopo di creare una nuova sede per l’Esattoria di Milano che si trovava in via Monte di Pietà.

Ora possiamo mostrare come sarà trasformato l’intero immobile di proprietà di Axa REIM e affidato per la commercializzazione a JLL.

 

 

Ribattezzato all’anglosassone Vetra Building l’intero palazzo di circa mq. 25.000 mq, composto da un corpo basso di tre piani, porticato e rivestito in mattoncini in cotto che affaccia su piazza della Vetra, e da due corpi (A e B) più alti che affacciano su piazza Quasimodo e via Wittigens di cinque piani rivestiti interamente di ceppo lombardo, la classica pietra milanese, sarà riqualificato interamente in grado A e certificato LEED Gold e trasformato in un nuovo spazio polifunzionale.

Particolare attenzione sarà posta al porticato verso il parco che nel progetto di Reggiori doveva costituire uno strumento di apertura verso la città ma che negli anni si è fortemente degradato.

L’idea è quella di inserire funzioni che restituiscano alla fascia al piano terra verso il parco una maggiore vivibilità e vivacità, in modo da farne un luogo aggregativo che ne ostacoli il degrado.

Sarà aggiunto un piano all’edificio che sostituirà l’attuale copertura che ora è troppo bassa per ospitare funzioni.

Il progetto prevede che, nel rispetto del vincolo paesaggistico, la nuova copertura sia disegnata su quella esistente modificandone l’inclinazione e riposizionando altrove macchine e torrini di ventilazione.

I due differenti edifici (A e B) saranno collegati attraverso un cortile interno che diventerà una nuova “piazza” pedonale e consentirà l’accesso diretto sia al parco che al piano retail ricavato sotto i portici, dove si troveranno ristoranti e bar.

La riqualificazione è affidata allo studio Il Prisma. 

L’edificio sarà protagonista di una delle serate di Identità|Milano in programma il 7 giugno in Urban Center durante il quale verranno illustrati tutti i dettagli del progetto.

La nuova Galleria che unirà via Wittgens con Piazza della Vetra

Interessante anche il progetto di riqualificazione degli spazi esterni a cura di Land Italia di Andreas Kipar di cui ci occupiamo in un apposito articolo a seguire.

 

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Vetra – Rigenerazione per Vetra Building: i dettagli del progetto – Prima parte

  1. Wf

    Roncucci (Asstra), trasporto pubblico avanti tutta sulla via dello sviluppo.Occorrono scelte strategiche per dare linfa ad un settore in affanno. Più risorse per rinnovare il parco autobus, maggiori investimenti in infrastrutture

    Per la prima volta c’è la percezione che il mondo della politica, dell’industria e dell’opinione pubblica guardino con occhi diversi al trasporto pubblico locale, riconoscendo a questo sistema il ruolo centrale che riveste per lo sviluppo economico e la qualità della vita a livello locale e nazionale. Se, dunque, il sistema di mobilità è il primo biglietto da visita di un Paese, occorre però che funzioni e che dia certezze di spostamento ai cittadini. A costi equi. Oggi le aziende sono in affanno e a stento riescono a garantire un minimo di servizio, i cittadini e le città pagano un prezzo alto. Sia in termini di costi del biglietto che di inquinamento. Eppure un recente studio di Asstra, Intesa Sanpaolo e Ifel conferma un settore potenzialmente attrattivo sia sotto il profilo concorrenziale che quello degli investimenti. Occorre dunque una svolta. Ne parliamo con Massimo Roncucci, presidente di Asstra, l’associazione nazionale che raggruppa le aziende pubbliche su gomma e su ferro del Paese.

    Qual è la fotografia del trasporto pubblico locale oggi? “Siamo convinti che un buon sistema di trasporto sia la risposta strutturale per risolvere alcuni nodi cruciali per la sostenibilità delle aree urbane e per assicurare al Paese un volano indispensabile allo sviluppo economico. Non vi è dubbio che negli ultimi tempi ci sia stato un cambio di passo delle politiche nazionali di settore, sia come risorse per il rinnovo del parco autobus, sia come finanziamenti dei servizi e investimenti nelle infrastrutture. Ma il gap con l’utilizzo dell’auto privata resta. E non è poco. Lo dicono i dati. Dal 1960 ad oggi il parco autoveicoli in Italia è cresciuto di oltre sedici volte, mentre il tasso di motorizzazione è passato da 50 autoveicoli per mille abitanti nel 1961 ai 610 del 2012. Uno dei valori più alti d’Europa”. Che cosa vi aspettate dunque dal nuovo governo? “Che il Parlamento ed il governo facciano scelte importanti e coraggiose in tal senso, senza fare marcia indietro rispetto alla linea di investimenti  intrapresa da poco per dare all’Italia un sistema di mobilità all’altezza di una grande nazione. 

    http://www.affaritaliani.it/economia/roncucci-asstra-trasporto-pubblico-avanti-tutta-sulla-via-dello-sviluppo-535851.html

    Quante volte si è detto che in Italia si investe tutto sull’auto privata e pochissimo sul trasporto pubblico locale… a questo punto bisogna cambiare rotta e invertire gli investimenti a livello nazionale e regionale…

    I comuni non possono farcela da soli.

    1. Anonimo

      Son segnali trasversali per addetti ai lavori tra chi crede nelle gare europee per il trasporto locale e chi vuole l’ingresso in massa di FS (e dei suoi finanziamenti statali)

      Poi che ci sian troppe auto e che il trasporto locale non sia adeguato, lo sappiamo.

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