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Da spazio degradato ad area verde: il segnale di civiltà di alcuni giovani catanesi

Tra i tanti catanesi che ogni giorno, muovendosi tra le strade della città, ancora si indignano e storcono il naso di fronte a degrado e incuria, c’è anche chi ha deciso non soltanto di criticare e lamentarsi -giustamente- contro l’immobilismo dell’amministrazione pubblica, ma anche di agire in prima persona. È il caso di un gruppo di ragazzi che, conosciutisi attraverso le pagine del Forum di Architettura e Urbanistica “Skyscrapercity.com” e la pagina dedicata a Catania di Facebook, hanno pianificato e condotto a termine una significativa azione di recupero di un piccolo spazio urbano lasciato al più totale abbandono. Un flashmob, un’azione di “Guerrilla Gardening”, chiamatelo come volete: il risultato è che dei cumuli di terra racchiusi tra asfalto e cemento, ricettacolo di rifiuti e pieni di sterpaglie ed erbacce, adesso si sono trasformati in aiuole pulite, curate, con nuove piante che, ancora piccole, già simboleggiano la voglia di civiltà e di verde che c’è in questa città.

Era lo scorso venerdì mattina, il 12 ottobre, quando Andrea, Armando, Daniele, Davide, Iorga e Luca si sono radunati, alle 9.30,  presso l’incrocio tra viale Alexander Fleming e viale Andrea Doria, lungo la corsia est che immette nella circonvallazione in direzione Ognina.
Qui, armati di guanti, zappe, vanghe, cesoie e sacchi, si sono subito messi al lavoro per ripulire quelle che potenzialmente dovevano essere delle aiuole già da un paio d’anni, ovvero da quando in quest’incrocio era stato realizzato un sottopassaggio veicolare, ma che mai erano state minimamente curate.
Cinque ore di duro lavoro sotto il sole, decine e decine di sacchi di sterpaglie riempiti e poi conferiti in apposite isole ecologiche, ma anche immancabili bottiglie di plastica, lattine, pacchetti di sigarette a non finire e altri rifiuti (finanche pericolosi) finalmente rimossi.

Se la pulizia è stato il lavoro più faticoso, la successiva posa di piante per rendere questo spazio decoroso è stato il momento più emozionante: sono stati messi a dimora vari tipi di piante grasse, oleandri, cycas, melograni e una piccola palma Washingtonia, grazie anche alla collaborazione di parenti e amici dei ragazzi che, pur non potendo partecipare materialmente all’azione di recupero, hanno voluto comunque contribuire all’iniziativa per migliorare la propria città. E questa dotazione di verde promette di aumentare, visto che l’intenzione condivisa del gruppo è quella di tornare sul luogo periodicamente sia per manutenzione che per collocare nuove piante: tutte, evidentemente, biocompatibili.

Lo stato iniziale in cui si trovavano le “aiuole”

Prima dell’intervento
Volontari al lavoro
Il gruppo di lavoro. In piedi: Davide e Iorga
Seduti: Luca, Daniele, Armando e Andrea
Uno dei carichi post pulizia
Posa della Washingtonia
Dopo l’intervento
Dopo l’intervento

Il confronto (montaggio di Archeo)

Le immagini che mostrano la differenza tra prima e dopo l’intervento parlano chiaro. I ragazzi promettono di non fermarsi qui e, oltre alla cura di questo spazio, stanno già individuando altre possibili aree dove intervenire analogamente. Ma l’intento è anche quello di lanciare un segnale forte all’amministrazione comunale, affinché d’ora in poi si prenda cura di spazi come questo.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


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