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Calende 2014: Settembre

Il nostro percorso fatto di pronostici arcaici secondo la tradizione delle calende crescenti si appresta alla fine. Le calende, fortemente condizionate dal ritmo delle stagioni dettato dal nostro sole, conoscono tante sfumature diverse a seconda della regione del mondo in cui vengono praticate. Così nei paesi più freddi sono i primi dodici giorni dell’anno a stabilire che tempo farà per gli altri 353 o 354 dì, mentre in Sicilia e nel Mediterraneo si considerano più diffusamente i dodici giorni compresi tra il 13 e il 24 di dicembre. Esistono anche i confronti con le calende decrescenti, le quali appunto rappresentano i mesi dell’anno nuovo a decrescere, da dicembre a gennaio attraverso i dodici giorni compresi tra Santo Stefano e l’Epifania. Ma esiste ancora un ulteriore confronto, con il 25 di gennaio, giorno della conversione di San Paolo Apostolo. In questa data si considerano le singole ore quali sinonimo dell’anno in corso, chiaramente delle dodici ore di luce, dalle 6:00 alle 18:00. Ogni ora un mese. Questo sistema, sostiene chi lo pratica, sarebbe il più affidabile. Tuttavia, concentrando tutto il meteo di un mese in una sola ora si rischia che il pronostico non sia del tutto preciso, ma tenda a generalizzare un po’ troppo (a metà anno, pioggia battente, nel primo quarto vento etc etc). Il sistema che abbiamo scelto di seguire si basa sulla semplice osservazione del tempo durante le calende ascendenti o crescenti.

Secondo questo sistema, il 21 dicembre corrisponde al mese di settembre.

Ma non solo.

Il 21 di dicembre – nel 2014 comunque – cade il solstizio d’inverno. si tratta di un giorno importante per il rapporto tra il Sole e la Terra, in quanto in questa data vi è la minore inclinazione dei raggi solari rispetto al pianeta, causando un effetto visivo molto singolare: l’astro appare molto basso all’orizzonte. Nel solstizio invernale si rinnova il ciclo annuale terrestre e nelle culture più antiche si riteneva che il sole morisse per risorgere. Per questo in tale occasione si ornavano le abitazioni e i santuari con piante dal ruolo apotropaico, in modo da allontanare qualsiasi energia negativa affinché il nuovo anno iniziasse nel migliore degli auspici; la festa era chiamata presso i Romani Sol Invictus, il sole imbattuto. In sintesi, il 21 di dicembre è il vero Capodanno. Per questioni pratiche si canonizzò la data delle festività non più in un giorno mobile, ma ad una data fissa, il 25 di dicembre, giorno ereditato dalla cultura e dalla tradizione cristiana occidentale simboleggiando così insieme il Sole che rinasce e il Natale di Gesù, l’incarnazione di Dio sulla Terra.

Nel 2014 per l’Italia il sole sarà più prossimo all’orizzonte intorno alle 00:03 del 22 dicembre, pertanto non sarà possibile apprezzare il curioso fenomeno del solstizio, ossia vedere il Sole apparentemente immobile all’orizzonte (fenomeno ottico dovuto alla diversa inclinazione della Terra), tuttavia sarà possibile apprezzare la durata della notte, la più lunga dell’anno. Dalla notte seguente infatti il sole illuminerà sempre più spesso le ore del giorno, fenomeno che impressionò facilmente le culture più arcaiche, anche e soprattutto per via degli effetti che tale condizione di alternanza luce/buio aveva sulla crescita e sullo sviluppo delle piante, da cui le civiltà contadine dipendevano.

In questa giornata abbiamo potuto osservare una bella giornata per tutto il mattino, sebbene le temperature sono andate scemando. A metà giornata cupe nubi da nord hanno coperto il cielo amplificando la percezione del freddo a causa dell’elevata umidità.

Ne deriva che settembre, secondo le calende, sarà caratterizzato dal sole per la prima metà del mese, mentre nella seconda sarà in prevalenza coperto e umido.




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