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Zona Expo – Il futuro dell’area Expo e l’Albero della Vita

Per gestire il dopo-Expo, ieri a Palazzo Chigi è stato ufficializzato l’ingresso del Governo in Arexpo, la società proprietaria dei terreni su cui sorge il sito espositivo.

“La decisione del Governo di entrare nell’azionariato di Arexpo  è molto positiva, si tratta di un passo avanti importante per proseguire il lavoro già iniziato per individuare e rendere concreto il progetto migliore per l’area di Rho-Pero per il periodo successivo all’Esposizione Universale”: queste le parole del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, presente all’incontro di ieri.

“La scelta di creare una ‘cabina di regia’ che affronterà tutte le tematiche relative al post-Expo va poi nella giusta direzione e conferma la leale collaborazione istituzionale che è anche dimostrata dalla riunione di oggi. Per far decollare il progetto bisognerà poi trovare in tempi brevi –aggiunge il Sindaco- manager di alto livello che abbiano la fiducia di tutti”.

“Si tratta di una area strategica non solo per il territorio milanese, ma per l’intero Paese essendo all’avanguardia sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello tecnologico. Il Comune e le altre istituzioni –aggiunge Pisapia- stanno lavorando da tempo su questo fronte ed è stato infatti deciso che oltre il 50% dell’area sarà destinata a verde con la creazione di uno dei più grandi parchi d’Europa e che i progetti che si realizzeranno dovranno avere una ‘funzione pubblica’”, conclude il Sindaco.

Mentre inizia a prendere forma l’idea del destino delle aree Expo, la sorte del famoso Albero della Vita è ancora tutta da decidere e la discussione si fa sempre più incandescente.

Un totem che a Expo funzionava perché fatto di giochi d’acqua, di luci e di musica potrebbe essere di difficile collocazione in un contesto urbano, a causa del rumore che provocherebbe e dei costi di gestione.

Magari si potrebbe ridimensionarlo, tenendo in vita solo la struttura, i giochi d’acqua e qualche luce.

Secondo Il Giornale adesso pare si sia fatta avanti Roma con un progetto che prevede la sua sistemazione a Villa Borghese o all’Eur.

Comprendiamo che smontarlo e rimontarlo, spostarlo e trovargli un luogo idoneo sia complesso e costoso; tuttavia riteniamo che Milano non debba perdere questo simbolo che potrebbe rimanere in città come “memoria” di un evento che – a poche settimane dalla chiusura – vede quasi tutti concordi nel definirlo un successo.

Secondo noi deve rimanere in città, sicuramente ridimensionato nelle funzioni.

Proviamo a collocarlo in alcuni punti “strategici” , come in Piazzale Accursio, Piazzale Firenze, Piazzale Loreto (forse più problematico), Piazza della Repubblica o in uno dei due grandi scali ferroviari in procinto di esser trasformati.

La collocazione, sempre secondo noi, dev’essere di facile accesso ai cittadini e ai turisti e di scenografica posizione, ecco perché abbiamo pensato a questi luoghi.

I giochi d’acqua e di luci (ridimensionati) potrebbero essere come quelli, ad esempio, della Fontana Magica di Montjuïc a Barcellona.

Le nostre immagini son solo proposte e non progetti, servono per dare l’idea di come l’albero potrebbe essere all’interno dei vari contesti.

Voi che ne pensate?

Piazza_Repubblica_1 Piazza_Repubblica_2 Piazzale_Accursio_1 Piazzale_Accursio_2 Piazzale_Firenze_1 Piazzale_Firenze_2 Piazzale_Loreto_1

Piazzale_Loreto_2

Scalo_Farini_1 Scalo_Farini_2 Scalo_Romana_1

Scalo_Romana_2

 


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Zona Expo – Il futuro dell’area Expo e l’Albero della Vita

  1. Federico

    secondo me sarebbe meglio lasciare l’albero della vita li dove è ora integrandolo nel futuro progetto di riqualificazione dopo expo. in quella posizione sarebbe fruibile pedonalmente e non creerebbe disagi agli automobilisti, come farebbe nella maggiorate delle vostre proposte, durante gli spettacoli. in più sarebbe un incentivo per attrarre visitatori nell’area di expo dopo la riconversione.

  2. Claudio K.

    Delle varie proposte che fate, la migliore mi sembra quella di collocarlo nel futuro parco dello scalo Farini. Solo che è probabilmente quella con i tempi di realizzazione più lunghi e nel frattempo l’Albero rischia di fare la fine del Cavallo di Leonardo (a proposito, ci sarebbe anche quello da piazzare!).

    A me piace anche l’idea di metterlo in piazza Firenze, a conclusione del cannocchiale ottico di corso Sempione che mi piacerebbe molto vedere rinnovato col progetto di Alvaro Siza (magari ridimensionato per ridurre i costi, ad esempio non spostando i binari del tram).

    Lasciarlo dov’è è ovviamente l’opzione meno costosa in assoluto, e se finisse circondato da un parco sarebbe bello, ma secondo me in una collocazione così fuori mano non riuscirebbe da solo a essere un attrattore tale da convincere la gente a farsi mezz’ora di metro solo per vedere i giochi di luce.

  3. Davide

    Io lo preferisco collocato in uno dei due scali ferroviari (Farini o Lodi TIBB), dove i giochi d’acqua e le luci non credo darebbero fastidio a nessuno, visto che l’albero si troverebbe (sufficientemente ?) lontano dalle abitazioni.

    PS: Spero che nelle opere di riqualificazione degli scali ferroviari (non ne aveno ancora sentito parlare) non oseranno toccare l’ingresso della dogana di via Valtellina e la minuscola (e deliziosa) stazioncina di Porta Romana. In effetti dalle immagini che avete pubblicato sembrerebbe di no 🙂

    1. Karol

      La stazione di Porta Romana è graziosa e storicamente rilevante ma assolutamente poco funzionale. Bene che rimanga il fabbricato già inutilizzato (stile Bullona), ma prima ci sarà una stazione congiunta con M3 meglio sarà per tutti.

  4. Ale

    Mi auguro non venga MAI messo in una piazza come Loreto, Firenze o Repubblica, diventerebbe l’ornamento di una rotatoria, circondato da auto e edifici (alcuni anche brutti), una tristezza!
    Meglio in una grande parco o dove è ora, confidando in un valida riqualificazione post Expo.

  5. Jacopo

    Sarebbe un errore assurdo inserirlo in una piazza.. lo isolerebbe e non verrebbe valorizzato come invece è giusto che avvenga.

    Molto meglio inserito in un parco, dove la gente si può avvicinare, e farlo diventare luogo di incontro, un punto di riferimento milanese, e non solo una “scultura” da vedere di passaggio immersa nel traffico..

  6. Ermanno

    L’Albero della Vita sia messo a dimora con i suoi giochi d’acqua, luci e suoni al laghetto del Parco Sempione, dove nel lontano 1906 si realizzò già Expo lasciando a futura memoria l’attuale Acquario Civico, Milano non puó perdere il simbolo di Expo 2015: nascerà il Parco Expo Sempione!

  7. FABIO

    Direi che il luogo ideale è quello meno invasivo. Non roviniamo Milano di nuovo ! Io lo collocherei all’interno di un Parco nuovo. Perfetto per i bambini

  8. Est71

    Lo lascierei dov’è ora in modo tale che possa valorizzare il nuovo parco pubblico e il futuro di tutta l’area post EXPO.
    Sicuramente non lo inserirei in una piazza/crocevia come Loreto o Firenze

  9. Adriano

    Sono davvero contento che quasi tutti concordiamo di non metterlo in piazze con traffico e auto.
    Va messo in un parco o rimane nell’area expo per creare un nuovo polo per attrarre gente.
    Perchè non mettere li il lunapark che Pisapia voleva tanto.
    C’è un sacco di spazio.
    Deve essere un attrazione come a barcellona la fontana, a parigi la torre ecc…

  10. wf

    Ottima idea e ottimi rendering quelli dei parchi negli scali ferroviari.
    Diventerebbe immediatamente un attratore turistico eccezionale.
    E finalmente qualcosa da far vedere agli amici stranieri quando vengono a trovarti a Milano.

    Speriamo che chi gestirà quelle aree lasci installare il simbolo dell’Expo

  11. Alberto

    Finirà molto probabilmente a Brescia, dato che per contratto il gruppo di aziende bresciane che lo ha costruito può ricomprarselo ad un presso esiguo.
    Se sono un minimo furbi se lo ripigliano subito.

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