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Milano | Cultura: il Lago Gerundo e il Serpente di Milano

Quanti di voi hanno mai sentito parlare di un grande lago alle porte di Milano? Crediamo pochi, anche perché di esso si è persa ogni traccia o quasi, il suo nome era Lago Gerundo (o Gerondo). Effettivamente più che alle porte di Milano si trovava dove oggi si trova il fiume Adda e si estendeva fino al fiume Serio. Ricopriva un vasto territorio dove ora si trovano i paesi di Crespi,  Groppello, Rivolta d’Adda, Spino d’Adda poi giù fino a Lodi, Crema e Cremona. Più che un lago si trattava di un enorme specchio d’acqua stagnante, a regime instabile, un acquitrino o palude con un’isola al centro formata dal promontorio dell’Insula Fulcheria (forse da pulchra, “bella”), l’unica zona fertile nel centro di un’arida distesa di ghiaia.

Come possiamo immaginare la storia di questo lago pare alquanto discutibile, visto che di tracce dal punto di vista storico ve ne sono rimaste ben poche. Si sa che l’attuale Pianura Padana venne formata nel corso di lunghe ere dai detriti erosi delle Alpi e degli Appennini, e trasportati dal dai fiumi per affluire nel Po. Nella preistoria il mare penetrava nell’odierna pianura per chilometri e chilometri, infatti ancora oggi la Pianura Padana lentamente continua ad ingrandirsi colmando il fondale adriatico. Meno noto invece è il fatto che, fino a tempi vicinissimi a noi, molte zone della pianura padana erano ancora invase dalle acque assai abbondanti e non regolate dai corsi dei fiumi, che si allargavano disordinatamente a formare vasti laghi e sterminate paludi. Il progressivo innalzamento dei depositi alluvionali e, soprattutto, l’opera di bonifica e incanalamento dell’uomo hanno trasformato questo immenso acquitrino in una fertilissima pianura, rimasta comunque fortemente irrigua e umida. Fra i laghi paludosi della pianura padana, uno dei più notevoli e tardi a scomparire fu senza dubbio il lago Gerundo. Questa grande regione acquitrinosa era formata dal disordine alluvionale dei fiumi Adda, Oglio e Serio (ed anche del Lambro e del Silero), e perciò copriva – pur con confini continuamente variabili – l’intero ampio territorio compreso fra la provincia bergamasca meridionale e la provincia superiore di Cremona, con tutto il Cremasco e il Lodigiano. Il perimetro del lago era variabile, spesso in periodi di siccità spariva del tutto, lasciando pochi acquitrini o paludi.

Il lago Gerundo, trasse il nome da “gera”, cioè ghiaia, con allusione al suo fondo spesso ghiaioso. Infatti ancora oggi possiamo riscontrare il termine “gera” in alcuni nomi di paesi della zona, come: Brignano Gera d’Adda; Fara Gera d’Adda; Misano di Gera d’Adda.

Naturalmente da questo fantomatico “lago” sono scaturite diverse leggende, una delle quali riguarda la nascita dello stemma dei Visconti e quindi simbolo di Milano.

Anzitutto si può immaginare come si presentasse la zona del lago all’epoca, acque stagnanti, zanzare e insetti e una puzza di acqua marcia, non certo un ambiente idilliaco. Tale aria putrefatta poteva solo ispirare la fantasia popolare del tempo con creature maligne che vivevano nelle acque del Lago Gerundo, come ad esempio il drago serpentiforme di nome Tarantasio che, avvicinandosi alle rive, faceva strage di uomini e soprattutto di bambini e che ammorbava l’aria circostante con il suo alito asfissiante. Probabilmente le esalazioni, in effetti, potevano essere dovute alla presenza nel sottosuolo di metano e di idrogeno solforato, un fenomeno misterioso per la popolazione di allora che, pertanto, incolpava il fenomeno ad esseri sconosciuti e fantasiosi.

Il fantomatico mostro, secondo la leggenda, fu ammazzato da uno sconosciuto eroe che prosciugò anche il lago: altri non era che il capostipite dei Visconti di Milano che, dopo tale prodezza, adottò come suo stemma l’immagine del biscione. Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a San Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago.

A parte le leggende, le prime opere di bonifica vennero condotte durante il dominio romano della zona. La bonifica del territorio fu portata avanti dai monaci delle abbazie della zona sino a rendere fertile e asciutta l’intera zona, cancellando per sempre il nostro lago.

Comunque tracce della presenza del lago sono rimaste soprattutto nella toponomastica dei luoghi, così abbiamo a Crema e a Cremona via Lago Gerundo o piazza Fulcheria. La città stessa di Crema, che pare abbia ereditato il nome da un termine bizantino che significa rialzo (dalla radice prelatina “cre”, altura). Mentre il drago-serpente è rimasto immortalato nello stemma dei visconti riprodotto su molti palazzi e monumenti della città.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Cultura: il Lago Gerundo e il Serpente di Milano

  1. fabio

    pessimo presentare una leggenda originata su internet come realtà storica!
    Mai esistito il lago in epoca storica
    da wiki: “Datazioni geologiche permettono di rilevare che già 5000 anni fa la valle dell’Adda era già formata, e si presentava così come è ora. Il fiume ha comunque mostrato ampliamento di meandri e divagazioni del corso in misura maggiore che non l’Oglio, per esempio. La zona era inoltre abitata, essendo stati ritrovati insediamenti gallici (III e II secolo a.C.) e romani, nonché una strada romana da Milano a Cremona, in pieno “lago Gerundo”.”

    1. Anonimo

      Faccio notare che esiste una bibliografia piuttosto consistente a supporto scientifico della tesi del lago “Gerundo” che, come viene correttamente riferito nell’articolo, altro non sarebbe stato che un’area paludosa, formata da alluvioni non regimentate dall’opera umana…

      1. Anonimo

        Aggiungo che in territorio cremasco, soprattutto tra Chieve e Montodine, è ancora visibile la scarpata della sponda sull’isola “Fulcheria” (questa particolarità viene localmente chiamata “montagne di Chieve”).

        Sergio

  2. alessandro

    Fa parte però delle leggende di Milano ed é in effetti collegato allo stemma della città. Di solito si parla di lago preistorico (quindi precedente al 1000 dc indicato nell’ultima immagine) ma potrebbe darsi che anche durante l’epoca romana o successiva la pianura si alluvionasse in certi periodi. Comunque é secondo me giusto riportarlo in questo blog. Bravo all’autore che si é anche cimentato con le cartine ipotetiche dello specchio d’acqua:)

  3. Anonimo

    Riporto ciò che ho sentito a proposito del lago Gerundo.Un abitante di Offanengo in provincia di Crema, mi raccontava che da bambino giocava nelle campagne e che avendo trovato dei pali conficcati nel terreno aveva chiesto a cosa servissero.Un anziano del posto gli raccontò che non erano altro che pali dove nei tempi passati si ormeggiavano le barche.Faccio notare poi la somiglianza con la leggenda della Tarasque di Tarascona.Da Wikipedia .”Secondo la leggenda, Marta di Betania e sua sorella Maria, raggiunsero le coste provenzali nell’anno 48 per sfuggire alle persecuzioni in patria. Approdarono nella Camargue, dove oggi sorge Saintes-Maries-de-la-Mer. Tale zona era infestata dalla Tarasque, un mostro che devastava le campagne circostanti e la cui tana era situata nel letto del fiume Rodano. Venne ammansito da Santa Marta con le preghiere”

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